CARO DIARIO

CARO DIARIO…

Appunti da un laboratorio autobiografico

 

Caro diario,

tutto di corsa a rincorrere il tempo e a godersi proprio poco… Queste sono le parole con cui ho aperto spesso il mio diario.. Forse sono mesi o anni che penso questo, ma finalmente l’ho messo per iscritto e me lo sono letta.. impossibile ignorare e andare avanti.. i 10 minuti iniziali di ogni incontro mi hanno fatto fermare a riflettere..10 minuti per scrivere e per suggerirmi “calma..prendi tempo per te..”

Forse se riprendo un mio vecchio diario ritrovo le stesse parole, stanca nell’affanno di inseguire il futuro..a 15-20 anni si scrive un diario di progetti, a 40 uno di riflessioni. La vita scorre e spesso non ci sembra di coglierne l’essenza fino a quando un evento particolare ci scuote e ci fa pensare” fermati, rifletti, cos’è importante?” Il diario allora si trasforma nel caro “grillo parlante” un po’ petulante, ma impossibile farne a meno. Mi sono ritrovata a definirmi una barca a vela, in grado di orientare le vele sempre pronta a risalire il vento.. Si sa la barca a vela, però, può anche scuffiare e per raddrizzarsi deve mettere le vele contro vento per fermarsi, per non ricevere spinte..E scrivendo il diario, ho sentito questa esigenza di fermarmi, di scaricare le vele e lasciare che fosse la corrente a guidarmi.

Mi sono trovata anche a riflettere dinnanzi ad una bara di un ragazzo che non conoscevo, ma che era il fratello di un amico di gioventù.. Pensando al periodo spensierato del canottaggio, quando avevamo 20 anni e ci ritrovavamo in spiaggia a giocare a beach volley dopo l’allenamento, in chiesa mi guardavo intorno ed eravamo tutti cambiati, qualche capello bianco, per qualcuno, anzi, qualche capello in meno.. di fronte ad una bara che ci ammoniva..che non siamo eterni, e che il tempo è passato e che, nonostante ci fossimo giurati amicizia eterna, ci siamo persi..

Chissà magari riuscirò a ritagliare 10 minuti per continuare a scrivere il mio diario, per darmi consigli su come rapportarmi con le mie figlie, soprattutto con la grande, Alice, in piena adolescenza..Ed è faticoso, anzi faticosissimo, perché quando si è ragazzi si pensa”quando sarò mamma con mia figlia mi comporterò diversamente, mica come quella strega di mia madre” ed invece no.. invece da genitori si capisce quanto fosse saggio il comportamento dei nostri “vecchi”.

Caro diario, l’altro giorno, guardando un episodio di Heidi con le mie figlie, ho discusso con loro dopo aver rivalutato la figura della signorina Rottermaier.. perché tutto sommato aveva ragione lei… Paolacaro-diario

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