BAMBINI E INTERNET

BAMBINI E INTERNET

I nati connessi

 

L’utilizzo di internet dei tablet e dei telefonini è una realtà con la quale i genitori vengono a contatto in età sempre più precoce.

Le posizioni rispetto all’argomento sono diverse, variano da famiglia a famiglia: alcune famiglie ne vietano l’uso per altri l’accesso invece è libero e diventa un passatempo come tanti.

Le posizione estreme non sono mai una cosa utile…in ogni caso qualsiasi strumento può essere nocivo o meno a seconda dell’uso che ne facciamo.

Le nuove generazioni devono imparare a utilizzare gli strumenti elettronici poiché tutto si sta velocizzando e l’uso di internet e ,delle sue funzioni ,ci riguarda sempre di più…se pensiamo che anche le iscrizioni a scuola si fanno on line. Quanto detto sopra presuppone che conosciamo gli strumenti ma dobbiamo trasmettere oltre che la conoscenza anche il giusto modo di farli utilizzare ai nostri figli.

Ci sono due aspetti da separare, secondo me, uno è l’utilizzo dei telefonini , delle chat e dei social, l’altro è l’accesso ad internet per conoscere o informarsi o accedere a video.

L’utilizzo di internet crea una conoscenza immediata se abbiamo un dubbio su un personaggio storico…l’origine di una malattia o qualsiasi altra cosa basta connettersi.

Il buono della cosa è che ciò crea una conoscenza diretta veloce…il rovescio della medaglia è che nelle giovani generazioni può sostituire e divenire un modo per evitare di perdere tempo sui libri…e creare la necessità di “arrivare alle cose” velocemente…una sorta di accelerazione dove il tempo vuoto o impiegato a studiare è tempo sprecato. Le nuove generazioni non le stiamo abituando ad annoiarsi e a tollerare la frustrazione, questa è una grande insidia poiché diventa molto pericoloso: la vita è fatta di momenti di vuoto, noia e frustrazione. Come si può crescere se non si impara a sperimentarli?

Arriviamo all’uso dei telefonini e dei social. Entrambi gli strumenti hanno un’insidia enorme che è quella di ledere le capacità relazionali dei nostri bambini e ragazzi poi: il rischio è che avvenga un isolamento, una sconnessione con l’altro. Mi è capitato di assistere a gruppetti di ragazzi che invece che parlare tra loro guardavano lo smartphone, lo strumento che dovrebbe avvicinare invece crea distanza dagli altri.

Il telefono, la chat e l’uso dei social non deve riempire un vuoto non deve essere come un antidepressivo ne deve divenire un sostituto degli altri. 

Non che noi adulti non siamo esenti dalla dipendenza da telefonino o da problemi relazionali ma i giovani non hanno ancora gli strumenti necessari a fronteggiare queste insidie. Annoiarsi è sano….stare del tempo da soli senza necessariamente comunicare con qualcuno fa si che ci connettiamo con noi stessi….uso il termine connettersi con noi apposta. E’ una delle cose più delicate e a volte difficili da sopportare specie da giovani ma la noia e la frustrazione e la loro tolleranza ci preserva da andare incontro a disturbi della sfera emotiva o disturbi di ansia.

Certo, spesso, ci lamentiamo dei nostri figli dell’uso che fanno dei telefoni ma non ci fermiamo ad osservarci…quante volte guardiamo il telefonino quando siamo a casa con loro…..quando usciamo fuori a cena con gli amici parliamo o guardiamo il telefono…..prima di agire sui nostri figli pensiamo all’uso che ne facciamo noi. 

Un altro capitolo interessante è l’uso dei social e delle chat…già utilizzati male da noi adulti che ci lasciamo prendere la mano figuriamoci dai bambini…parlo di bambini perché l’uso del telefono a dieci anni è sempre più frequente e dove si creano le chat per parlare dietro i compagni oppure sono postate foto senza il minimo controllo degli adulti.

E’ vero dobbiamo essere moderni e pensare che le nuove generazioni sono nate in quest’epoca e non possiamo fare un confronto con noi ( il mio primo cellulare me lo hanno regalato a 24 anni); purtuttavia bisogna cercare un via di mezzo tra la proibizione assoluta e l’uso smisurato e incontrollato.

Per quanto riguarda i telefonini il mio suggerimento, ma anche dei pediatri e dei colleghi, è che non avvenga prima dell’entrata alle scuole medie, in ogni caso il fatto di avere il telefono alla fine del ciclo delle scuole elementari rappresenta un momento di passaggio.

L’uso del telefono secondo me dovrebbe essere acconsentito con il minimo delle funzioni per esempio togliendo le chat, l’accesso ad internet…per esempio consentendo l’utilizzo di alcune funzioni in presenza dell’adulto magari consentendo il wifi a casa….certo questo richiede fatica e nostro tempo da dedicare chiediamoci se ce la sentiamo.

La stessa cosa per i tablet e i computer l’utilizzo sotto l’occhio dell’adulto…sapere cosa fanno i nostri ragazzi ci preserva da brutte sorprese.

Qualche dato..

Una recente ricerca Istat ci fornisce dei dati poco rassicuranti…

Il 67% dei nostri giovani accede a facebook pur non avendo l’età per farlo (13 anni) , dichiarando, quindi un età superiore e consentendo a facebook di condividere contenuti non adatti alla loro età.

Il 58% accede a Whatsapp ( età consentita per l’utilizzo 16 anni o il consenso del genitore).

Il 70% non è a conoscenza dei dati sulla privacy e la loro utilità.

Il 41 % messaggia tramite le chat con sconosciuti.

Sono dati da brivido….uno strumento che può essere molto pericoloso anche per favorire adescamento di minori sulla rete lasciato così senza la mediazione degli adulti.

Le problematiche fisiche e visive le lascio ai medici e ai pediatri…ciò che preoccupa me sono le conseguenze psicologiche, tanto, che si parla già di dipendenza da internet.

Intanto su bambini e ragazzi con disturbi psichici preesistenti ( ansia, depressione, disturbi ossessivo compulsivi) l’uso non monitorato può causare un peggioramento dei sintomi.

Nei bambini che non presentano patologie preesistenti si possono verificare:

  1. Scarso o poco interesse per le attività che li circondano.

  2. Ritiro dalle relazioni con i compagni

  3. Sempre più difficoltà ad interrompere l’uso dei giochi o dei social.

  4. Sintomi ossessivo compulsivi ( che significa avere un pensiero fisso che porta ad avere un comportamento ripetitivo).

  5. Disturbi di concentrazione e dell’attenzione. 

  6. Disturbi del sonno ( ricordiamoci che l’uso dei giochi o l’accesso ad internet di sera non favorisce il sonno).

Qualche suggerimento

Intanto parlare con i nostri figli è il primo passo….parlare apertamente di quali rischi possono esserci nell’utilizzo illimitato e senza la mediazione degli adulti.

Cerchiamo di essere d’esempio ai nostri ragazzi è inutile pretendere da loro cose che non riusciamo a fare nemmeno noi.

Se proprio al gioco non si può rinunciare prediligere giochi dove possono esserci più giocatori in modo che ci sia comunque uno scambio comunicativo con un compagno.

Ricordiamoci che tutti i limiti di età per l’uso dei social e di internet sono poi soggettivi…nel senso che è vero che l’uso di facebook è a 13 anni ma siamo noi adulti a decidere se è giunto il momento per i nostri figli o no….non facciamoci trascinare dagli altri. 

dottoressa Elisabetta Graziano

 

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