IL DESERTO DEI TARTARI

IL DESERTO DEI TARTARI”

SCHEDA LIBRO

  • Autore: Dino Buzzati, nato a Belluno il 16 ottobre 1906 e morto a Milano il 28 gennaio 1972. Fu scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta.

  • Titolo: Il deserto dei Tartari

  • Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore

  • Anno e luogo di pubblicazione: 1945, Milano

  • Genere di libro: Romanzo psicologico

  • Spazio: I fatti narrati si svolgono alla Fortezza Bastiani, che rapppresenta un luogo geograficamente non ben definito. I luoghi sono immaginari, ma le descrizioni del paesaggio e della fortezza sono molto dettagliate e ampie. Gli ambienti più ricorrenti sono la fortezza e il deserto dei Tartari su cui la fortezza si affaccia.

  • Tempo: Il tempo non è definito, ma si può capire che il racconto sia ambientato tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900.

  • Sintesi: Giovanni Drogo, divenuto ufficiale dell’esercito, parte per la Fortezza Bastiani convinto di fare carriera. Sulla strada per arrrivare alla fortezza incontra il tenente Ortiz, da cui viene a sapere che da quella fortezza non passa mai nessuno da anni, così chiede subito di tornare indietro ma viene convinto a rimanere per quattro mesi. Al termine di essi Drogo decide comunque di restare, affascinato da quei luoghi vasti e misteriosi. Passarono due anni, e quello che sembrava un attacco da parte dei Tartari era solo un battaglione delle truppe del nord, venute a tracciare i confini. Passati altri due anni, Drogo decise di prendersi due mesi di licenza per tornare a casa, ma, una volta giunto, si accorse di essere rimasto escluso dalla vita cittadina: i vecchi amici non avevano tempo per lui, i fratelli erano partiti e non lui aveva più nessuno. Decise cosi di far ritorno alla fortezza, dove passarono altri quindici anni, succedutisi senza alcun accadimento, se non i vari passaggi di grado del protagonista fino alla posizione di capitano. Con la vecchiaia di Drogo, giunse anche la malattia. Dopo molti anni passati alla fortezza nella vana attesa di un attacco da parte dei Tartari, questo finalmente si verificó, ma a quel punto il capitano era troppo vecchio e privo di forze, cosí venne riaccompagnato di nuovo in città. Nella strada del ritorno, durante una sosta notturna in una locanda, Drogo affrontò coraggiosamente la battaglia più importante: la morte.

  • Pagine scelte: la parte che mi è piaciuta di più è il finale perché si esplicita l’insegnamento morale che l’autore vuole trasmettere: non sprecare la propria vita perche il tempo passa velocemente senza che noi ce ne rendiamo conto.

  • Personaggi: il protagonista è Giovanni Drogo, un ragazzo giovane da poco ufficiale. Le sue idee cambiano con il passare degli anni, ma rimane nel complesso una figura statica che attende il volgere degli eventi piuttosto che tentare di influenzarne il corso. Personalmente, trovo difficile identificarmici, perché mi considero piú dinamica. Altri personaggi importanti sono il colonnello Ortiz e il tenente Angustina. Pur avendo entrambi trascorso molti anni alla fortezza, hanno idee diverse.

  • Società: anche se non è specificato, si può intuire che tutti i personaggi appartengano alla classe sociale della borghesia, sono persone agiate e la loro classe é statica.

  • Lingua e stile: il modo di raccontare è elegante e semplice, la lingua è l’italiano. Il narratore è esterno.

  • Mondo ideale dello scrittore: la tendenza dell’autore è verso la fantasia, ha intenzioni morali, vuole insegnare a non sprecare la vita e il tempo.

  • Giudizio sul libro: questo libro è un po’ monotono, anche se mi sono piaciute le parti descrittive, perché sono molto particolareggiate.

  • Note personali: secondo me è un libro che tutti dovrebbero leggere, perché fa riflettere sulla vita.

Alice Lodiil-deserto-dei-tartari

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