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Disturbi alimentari: donne e non solo

Disturbi Alimentari: donne e non solo

Ho deciso di informarti di questa iniziativa legata all’approfondimento dei disturbi alimentari proprio oggi, giorno in cui ricorre la” Festa della Donna” poichè ,tendenzialmente, si parla dei disturbi legati all’alimentazione “declinandoli” solo al femminile.

I Disturbi Alimentari, invece, possono manifestarsi in donne, uomini e bambini con fasce d’età variabile.

Il tempo trascorso a scuola durante le ore di counseling e mediazione scolastica mi ha aiutata a comprendere meglio questo delicato, composito e fragile universo.

Ti parlo di sofferenze trasversali, non conoscono sesso e quasi neppure età.

Sicuramente attraverso i mass media o la scuola si parla, si approfondisce maggiormente il problema del disturbo alimentare in veste femminile, rilevante quanto quello che tocca anche quello infantile e maschile.

In questo 8 Marzo colgo, quindi, l’occasione per lanciare una lodevole iniziativa che avrà compimento nella data e nei luoghi indicati in locandina.

L’ evento è organizzato dalla dott.ssa Federica Marchese (nutrizionista, trovi la sua biografia qui) e dalla dott.ssa Sonia Sorgente (psicologa, qui la sua biografia).

Le due esperte hanno fondato Psiche&Nutrizione e scrivono su Oltrechemamma con una certa frequenza.

Durante la giornata organizzata di informazione e prevenzione si tratterà in modo approfondito dei disturbi della sfera alimentare offrendo una valida chiave di lettura, di trattamento e risoluzione dei problemi in questione.

Sono state coinvolte nell’evento anche figure professionali come quella del fotografo, dell’estetista e del parrucchiere per esaltare e rivelare la bellezza naturale insita in ognuno di noi.

Si cercherà di comunicare, anche ai più piccini presenti, il valore dell‘autenticità, magari anche svelando che le patinate foto dei giornali, per esempio,sono poco realistiche (il più delle volte).

Saranno invitati grandi e bambini (dai 7 anni in poi) ad essere “fotomodelli” e  divertirsi a guardarsi in foto senza filtri alcuni!

Un ricco workshop sarà l’anima dell’evento: si parlerà di disturbi alimentari insieme ad un personal trainer, Dario Rago che racconterà di quanto si radicano, drammaticamente, anche in ambito sportivo i problemi con l’alimentazione.

La tematica del disturbo alimentare verrà trattata con l’ausilio di filmati e video, sarà gradito scambio di opinioni e saranno ben accolte domande e curiosità!.

 

Buon 8 Marzo soprattutto alle lettrici che amano informarsi ed informare, alle donne che soffrono per un problema legato alla sfera alimentare in questo momento.

Buona partecipazione all’evento a tutti coloro che credono che la conoscenza sia prevenzione e risoluzione.

 

disturbi alimentari

 

 

 

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Cultura è Condivisione

La Notte del Liceo Classico Classic@mente è stata, in un solo termine (molto “social” ma molto appropriato) CONDIVISIONE.

Si parla, diffusamente, del successo di questo evento qui .

Sul mio account twitter, ho riportato stralci di un “live twitting” durante l’incontro con il notissimo attore ed autore Enzo Decaro, ospite e “padrino” della serata. 

Enzo Decaro, artista eclettico ed impegnato,anche lui di formazione classica, docente di Scrittura Creativa presso l’Università degli Studi di Salerno.

Con il suo intervento ha, non solo sancito l’avvio della serata, ma anche regalato ai ragazzi, ai docenti ed alla platea tutta, vere e proprie emozioni ed interessanti spunti di riflessione.

Trovi la sua intervista di “apertura lavori” qui. Rielaboro un paio di pensieri, che mi hanno colpita, estrapolati da una sua intervista:

“…il sapere si può trasmettere, la conoscenza no” –  E’ necessario, dunque, conoscere attraverso lo studio e le esperienze della vita

“…teconologia della cultura e cultura della tecnologia” – Questa è una grande scommessa per la scuola e per la società del futuro.

Sprazzi di un gran galà elogio della cultura, dei ragazzi talentuosi che frequentano le nostre scuole e di speranze (rosee quando ben si semina) per chi crede sempre fortemente nella potenza del verbo CONOSCERE.

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Le prime confidenze tra figlia e mamma

prime confidenzePrime confidenze tra figlia e mamma.

La piccola V, in genere, la sera prima di addormentarsi si lascia andare a qualche confidenza riguardante ciò che ha vissuto durante la giornata all’asilo.

Non ama fare apprezzamenti o denigrare. Si limita (per ora 😉 ) a raccontare qualche episiodio di vita da bimba di scuola materna, a pochi mesi dall’inizio della scuola e alla sua prima vera esperienza di vita in comunità.

Ho ritualizzato (clicca qui per sapere cosa intendo per “ritualizzare”) il momento del “raccontami cosa hai fatto oggi a scuola”: non la sottopongo ad un interrogatorio, per carità, molti bimbi -lei compresa- se si sentono “sotto torchio” non parlano più liberamente, per cui la invito ad aprirsi con me liberamente. 

Ci sono sere in cui spende ben poche parole e non insisto, penso che se qualcuno insistesse con me per sapere qualcosa e magari fossi stanca e non mi andasse di parlare vorrei essere lasciata in pace, non credi anche tu 😉  ?

Rispetto di lei, bambina, dei suoi umori, della sua stanchezza o svogliatezza, dei suoi si e dei suoi no. 

Dicevo, quindi, di questo rito delle confessioni serali: sul lettone tra una coccola e l’altra le chiedo di raccontarmi cosa abbia imparato a scuola, se si sia divertita, con quale amichetta/o abbia interagito di più in quelle ore, le emozioni provate durante una determinata esperienza. Cerco di farle verbalizzare il contenuto della giornata. Lei si “alleggerisce” un po’ ed io, vuoi per curiosità di mamma, vuoi per deformazione professionale, acquisisco tanti piccoli elementi che mi fanno capire come vive la sua piccola esistenza di bimbetta.

Due sere fa mi racconta un episodio vissuto con due tra le sue amichette preferite, durante l’ora della merenda scolastica.

Little V dice di aver offerto ad entrambe le sue compagnucce un po’della propria brioche (desumo quindi l’abbia divisa grossolanamente in tre parti). 

Mi riferisce che una delle bimbe dice alla terza compagna di non aver ricevuto da little V il pezzettino e che quindi neppure lei avrebbe dovuto accettarlo. 

Little V scoppia in lacrime durante il racconto e credo abbia pianto anche un po’ il giorno dell’accaduto. 

Mi dice: «Mamma perchè B. ha detto una bugia? Io gliel’ho dato davvero il pezzo di brioche, forse lei lo ha nascosto e l’ha messo in tasca o… proprio non voleva che lo dessi anche a N. Ma perchè, mamma? Anche B aveva avuto la brioche ma continuava a dire che non era vero! ». 

I bimbi possono essere dispettosi, tutti, e magari gelosi delle amicizie in comune. Ho pensato ad un moto di gelosia di B che non ha percepito l’esclusiva del del dono di little V. 

Non so come sia proseguita la cosa, credo che sia intervenuta la maestra per placare un po’gli animi.

Ho ricordato alla mia bimba che aveva fatto bene a sottolineare alla sua amichetta N che la briochina era un dono per lei, ma anche per B e che l’aver voluto condividere una propria cosa è stato comunque un gesto simpatico e di amicizia 😉  

Piccola donnina cresce, si confronta e ascolta (almeno per ora 🙂 ) la propria mamma! 

 

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Scuola e Genitori, binomio inscindibile

La scuola (l’istruzione, la formazione)  è un’istituzione che sempre dovrebbe essere accostata alla famiglia dello “scolaro”.

L’educazione scolastica, fondamentale sin dai primissimi anni di vita, è sempre complementare a quella ricevuta a casa.  

Non ti parlo di bambini/adolescenti che debbano per forza avere una famiglia tradizionale alle spalle (che, tra l’altro, va disgregandosi e ne parlerò più diffusamente nel blog) ma di soggetti che dovrebbero ricevere un discreto supporto anche una volta tornati a casa alle prese con compiti, problematiche legate alla classe che si trascinano fuori dall’ambiene classe ecc.

E sai, ad esempio, quanto importante sia fin dai tempi dell’asilo (perfino del nido) che ci sia un buon “scambio” tra scuola e “famiglia”, un’ottima collaborazione, quasi una interconnessione tra le due istituzioni?

Scrivo da madre, ora. E riporto l’esperienza positiva vissuta con little V in asilo nido.

Le educatrici cercano un contatto diretto SEMPRE con il genitore (con me in questo caso io) e addirittura favoriscono lo scambio di contatti e l’intrecciarsi di relazioni anche con genitori di bimbi della stessa classe. 

La mission educativa dell’asilo di little V è proprio educare in sinergia con il genitore, ma non solo. Ciò che mi piace è l’idea di comunità , all’asilo di little V si educa il bambino, si comunica efficacemente con il genitore affinchè meglio possa rapportarsi con il proprio figlio una volta tornato tra le mura di casa; in ultimo, si cerca di stabilire connessioni, creare legami significativi anche tra i genitori dei bambini. Un esempio?

Pochi giorni fa la coordinatrice dell’asilo ha organizzato un piccolo party: grandi protagonisti le mamme, i papà dei piccoli “scolaretti”!

E’stato imbandito un piccolo banchetto con leccornie locali e natalizie a disposizione di grandi e piccolini: il momento di convivialità ha favorito lo scambio di opinioni e la conoscenza tra i genitori dei piccoli, il cibo unisce in ogni situazione.

In un secondo momento i genitori e i propri figli sono stati invitati ad accomodarsi intorno ad alcuni tavolini per realizzare un alberello natalizio.

Le educatrici hanno fornito materiale necessario per realizzare il “lavoretto” (nelle foto vedrai me all’opera per decorare il “cono” verde assegnatomi, ovvero l’alberello da decorare). 

Il momento di decorazione dell’albero ha rivestito valenza pedagogica (ogni genitore ha condiviso lo stesso “progetto” con il proprio figlio) e relazionale/comunicativa inquanto vi è stato stretto contatto tra mamme e papà dei bimbi perchè hanno così potuto confrontarsi sul delicatissimo ruolo di genitori.

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Il desiderio di sapere

Il desiderio di sapere

L’essenziale dell’insegnamento consiste nel mobilitare il desiderio di sapere, nel rendere  corpo erotico l’oggetto teorico, si tratti di una poesia di Pascoli o della successione di  Fibonacci. Ecco il miracolo della lezione. Trasportare il desiderio.

da ” L’ora di lezione” di Massimo Recalcati

Un paio di anni fa sono entrata in un’ aula scolastica come docente per la terza area.
Avevo un monte ore prestabilito in cui avrei dovuto approfondire argomenti legati alla mediazione e alla pedagogia.  Dopo essermi presentata come “di rito”, ho esordito dicendo “Sapere è conoscere, dobbiamo apprendere ciò che ci viene spiegato qui a scuola con desiderio e cura!” 

Ebbene 21 volti mi hanno guardata come se stessi pronunciando una clamorosa eresia.
Imparare, a scuola, con amore? Addirittura dobbiamo desiderare di apprendere? Più o meno leggevo questo negli occhi dei ragazzi quel giorno.

E’ così complicato far comprendere  quanto sia fondamentale il desiderio di apprendere, quanto più si impara con ardore e reale voglia di acquisire tanto più le cose apprese si sedimentano in ognuno e, nel tempo, troveranno il modo di germogliare?

La spiegazione di una lezione, in un’ aula scolastica, è alcune volte uno sterile passaggio di nozioni. Questo è ciò che si dovrebbe evitare proprio nell’ ottica di una “didattica efficace” .
Penso all’ allievo come ad un seme che germoglia e diventa pianta, dopo aver ricevuto tanta acqua fresca. 
Penso ad un insegnante che, ricco del proprio bagaglio culturale, trasmetta con entusiasmo il proprio sapere  facendo in modo  di accendere l’ interesse e la curiosità in chi ascolta, che cerchi di stimolare alla creatività e di far emergere delle qualità nascoste (o malcelate) dell’ alunno. 
Penso a quanto importante sia attribuire ad un contenuto formale (una lezione) passione, colore, linfa vitale! Come? Sono necessari poteri magici? La risposta è no, il mezzo di coinvolgimento maggiore per chi ascolta è la parola! Si insegna trasmettendo con  parole cariche di stupore, perchè ogni giorno si scopre qualcosa di più.

Nella mia esperienza  a scuola, come in quella nella aule dove si fa formazione professionale, post universitaria o post diploma, cerco, e spero di riuscirci, di caricare di significato ogni singola parola che pronuncio. Non è semplice, perchè devo azionare, innanzitutto in me stessa, un meccanismo attraverso cui recupero tutte le informazioni in mio possesso che rielaboro e rendo ricche di emozione (sperando di suscitarne di nuove in chi ascolta;) )

Il queste mie righe, in realtà, si racchiude il desiderio di farti conoscere quanto sia importante il ruolo dell’ educatore/formatore/insegnante che non è uno sterile contenitore di conoscenze, ma può e deve manipolare il proprio sapere trasformandolo in qualcosa di straordinariamente ricco e coinvolgente. Così si impara con amore e si fanno proprie le conoscenze, così si scopre il vero valore della cultura ed ogni minuto, ora, trascorsa su un libro di testo o con l’ attenzione ben rivolta a “colui che trasmette”, non sarà mai tempo perso!

 

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