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L’Unesco e la promozione della Pace

Una cara amica e lettrice di Oltrechemamma, la dott.ssa Claudia Morini, interverrà in qualità di relatrice al convegno intitolato “Il ruolo dell‘UNESCO nel promuovere la valorizzazione del patrimonio dell’Umanità e la Cultura della Pace”.

A Brindisi si parlerà di Pace ed Oltrechemamma non può che promuovere questo evento culturale e formativo: ogni genitore augura al proprio figlio di vivere in un mondo di “armoniosa” umanità in cui regni la Pace.

 

UNESCO

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La Pace spiegata ai bambini con semplicità

Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel proprio animo la collera o l’odio. 
 Dalai Lama

 

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Non ho volutamente scritto su ciò che è accaduto pochi giorni fa a Parigi, su quanto stia profondamente cambiando il panorama politico internazionale e di quanta rabbia e tristezza si celi nel cuore di ognuno di noi. 

Non ho spiegato alle mie bambine cosa sia la guerra, il terrorismo, la violenza bruta. Troppo piccole per comprendere. 

Ho spiegato, però, a big V (che ormai ha quasi 4 anni)  cosa sia la PACE, tralasciando ogni discorso di matrice filosofica o antropologica che ovviamente non capirebbe e semplificando al massimo un concetto in realtà molto, molto difficile da far “afferrare” ai bambini.

Ho parlato di pace contestualizzando il termine nell’ ambito dell’asilo, il luogo in cui lei trascorre buona parte della giornata. 

Se litighi con un compagno sei allegro o triste? 

Avverti rabbia, voglia di urlare o di piangere?

Hai voglia di riconciliarti (fare pace) con lui?

Attraverso queste domande ho invitato big V a riflettere sulle emozioni che prova quando litiga o vive delle situazioni di disagio con un suo amichetto.

La bambina, in realtà “allenata” a momenti di introspezione (a cui tengo molto) come questi ha risposto che non le piace essere triste quando litiga con qualcuno perchè poi non puo’ più giocarci insieme. Che a volte vorrebbe dare al suo amichetto un pizzicotto così da far capire che lei è arrabbiata. 

Con il linguaggio semplice di una bimba al primo anno di asilo big V ha spiegato, in realtà perfettamente, il suo concetto di pace. La pace che lei desidera riottenere per poter tornare a gioire e giocare serenamente con il suo coetaneo, la conciliazione, l’accordo: la puoi intendere e chiamare come vuoi.

Le ho detto che può accadere che tra lei e un’altro bambino possano esserci dei malintesi, che possano discutere un pò perchè (a questa età) desiderano lo stesso oggetto ma non lo possono ottenere entrambi allo stesso istante, che tenendo il “punto” (arrabbiandosi) non riuscirò a far pace prima.

Il mio invito è stato quello di non usare mai toni di voce alta o comportamenti aggressivi che danneggerebbero il suo compagnetto, anche fisicamente. Mai uso della violenza, verbale o fisica per ottenere qualcosa, ma solo il dialogo: le parole! 

Quando da sola non è in grado di “risolvere” e gestire il piccolo conflitto perchè la controparte è poco collaborativa allora potrà rivolgersi alla sua maestra che sarà imparziale e ristabilirà l’equilibrio e… la pace.

 

 

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I WISH – Il tag dei Desideri

Un’ amica affettuosa e davvero preziosa mi ha taggata in un TagPost molto simpatico ideato da questo delizioso blog 

i-wish-tag-desideri

Non mi è stato difficile capire cosa inserire nella mia I Wish List, ho pensieri che sono come sogni, quasi speranze:

 

  1. La serenità nella vita delle mie figlie, sempre e per sempre. Vorrei saperle contente dei momenti che vivono con me e, soprattutto, lontane da me (ad esempio quando sono all’asilo). Vorrei vivessero sin da ora, piccoline, empaticamente il rapporto con gli altri, che iniziassero a comprendere che vivere un momento ludico, ma anche di litigio, in modo “positivo” le aiuta a crescere. Che ogni rimprovero è costruttivo, che ogni lacrima pure.
  2. Desidero la salute per tutti i membri della mia  famiglia e di coloro a cui voglio bene e di avere la forza di affrontare i momenti negativi che, purtoppo, prima o poi capitano nella vita di ognuno di noi.
  3. Il terzo desiderio? Non voglio sfociare in retorica ma sogno un mondo dove regni la pace e la gioia, dove il conflitto sia sostituito dalla solidarietà e dalla voglia di fare rete. Dove si tenda una mano senza aspettarsi nulla in cambio, dove la diffidenza lasci spazio all’ accoglienza e all’ascolto sincero dell’ altro.

Perchè i desideri si trasformino in realtà assicuro il mio impegno e attenzione costante alla crescita delle mie bambine: prendersi cura di un figlio equivale a far crescere la società.

 

Nomino :

Scrivere al femminile

MammaCheBrava!

Scintille di gioia

Zebrart

Io con mio figlio

 

 

 

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