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Logopedia

Cosa fare se tuo figlio ancora non parla?

La dott.ssa Manuela Farano, logopedista, risponde ad un interrogativo frequente delle mamme: “Cosa fare se il bambino ancora non parla?”.

Buona lettura!


Cosa fare se tuo figlio (dai 24 ai 36 mesi di età) ancora non parla. Parte 1

Una preoccupazione che coinvolge molti genitori è legata alla paura che il proprio bambino non abbia ancora raggiunto un buon livello di maturazione del linguaggio. Questo perché, sbagliando ed inconsapevolmente, ognuno di voi fa il confronto con il primo figlio, o con i figli degli altri, che pur avendo la stessa età del vostro bambino, parlano meglio di lui. (altro…)

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Ciuccio-Biberon-Dito: Quando smettere?

La dott.ssa Manuela Farano, logopedista, scrive un interessante intervento su ciuccio-biberon-dito.

Buona lettura!


Ciuccio-Biberon-Dito: Quando smettere?

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Accade spesso che un genitore possa chiedersi “quando è il momento giusto per il mio bambino di togliere il ciuccio, o di eliminare il biberon?” dueoppure “Tenere sempre il dito in bocca potrebbe portare qualche problema in futuro ?”. Bene, se vi siete posti queste tredomande siete sulla strada giusta ed io Logopedista verrò in vostro aiuto e vi accompagnerò durante questo percorso di conoscenza.

La prima cosa che dovete sapere è l’enorme potere che la lingua ha con la sua forza: basti pensare che ognuno di noi deglutisce in media 1600 volte al giorno, e ogni volta la lingua scarica una forza di circa 1 Kg sulle zone della cavità orale che tocca. Nella deglutizione fisiologica il punto di scarico di questa forza è al livello del palato dietro agli incisivi superiori. In caso di deglutizione atipica questa forza viene scaricata in punti che determinano uno sviluppo facciale poco armonico.

(altro…)

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Lo sviluppo della comunicazione nel bambino

La dott.ssa Manuela Farano, logopedista, traccia un excursus sullo sviluppo della comunicazione nel bambino prima del linguaggio.

Buona lettura!


Lo sviluppo della comunicazione nel bambino prima del  linguaggio

   La comunicazione nel bambino si innesca mediante una serie di canali prima di arrivare al linguaggio, come massima forma di comunicazione, partendo prima dalle varie forme di comunicazione non verbale quali: il contatto oculare, il sorriso, l’indicazione (o pointing), i gesti fino ad arrivare al linguaggio. (altro…)

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Lo sviluppo del linguaggio nel bambino

La dott.ssa Manuela Farano, logopedista (qui la sua biografia professionale), ti parla dello sviluppo del linguaggio nel bambino.

Buona lettura!


Lo sviluppo del linguaggio nel bambino

Tutti voi genitori siete preoccupati, durante la crescita del vostro bambino, se il suo sviluppo del linguaggio stia progredendo nel modo giusto.

Uno sviluppo del linguaggio corretto dipende da una serie di fattori quali un normale sviluppo cognitivo, adeguatezza degli organi fonatori e dell’udito, contesto in cui vive il bambino carico di stimoli affettivi, verbali e sonori.

Per conoscere le varie tappe dello sviluppo del linguaggio vi ritornerà utile conoscere i diversi livelli del linguaggio strettamente connessi tra loro e le tappe di acquisizione di ciascuno di essi: livello fonetico-fonologico, livello lessicale, livello morfo-sintattico, livello pragmatico, livello narrativo.

Nei bambini normali l’acquisizione del linguaggio segue delle tappe regolari, anche se, ogni bambino, ha i suoi tempi di sviluppo e vanno rispettati.
sviluppo linguaggio
Livello fonetico-fonologico

E’ l’aspetto del linguaggio caratterizzato dalle caratteristiche articolatorie, acustiche e uditive dei suoni linguistici (fonetica), e la loro organizzazione all’interno della parola (fonologia).

In condizioni normali tutti i bambini acquisiscono i vari suoni della lingua italiana, secondo tappe precise dello sviluppo fonetico*:

A 2 ANNI-2 ANNI E MEZZO sapranno pronunciare m, n, p, b, t, d, c, g, f, l, j (come ieri)

A 2 ANNI E MEZZO-3 ANNI sapranno pronunciare ci (come ciao), gi (come giostra), s, v

A 3ANNI- 3 ANNI E MEZZO sapranno pronunciare ts (come pizza)

A 3 ANNI E MEZZO- 4 ANNI sapranno pronunciare dz (come zanzara), r, gl (come aglio), sc (come scimmia)

Per quanto riguarda il profilo evolutivo dello sviluppo fonologico normale, il bambino può mettere in atto delle semplificazioni di parola che sono normali in relazione all’ età, quali*:

FINO A 3 ANNI Gliding (“aeio” invece di aereo)

DAI 2,7 ANNI AI 3,6 ANNI Affricazione (“scerpente” invece di serpente)

FINO A 3,6 ANNI Cancellazione sillaba debole (“tefono” invece di telefono), Riduzione di dittonghi (“foco” invece di fuoco), Metatesi (“poto” invece di “topo), Cancellazione consonante e/o vocale (“maine” invece di manine), Stopping (“tumo” invece di fumo), Anteriorizzazione (“ota” invece di oca) 

FINO A 4 ANNI Epentesi (“vretro” invece di vetro), Armonia vocalica (“apa” invece di ape), Semplificazione dei nessi consonantici (“copa” o “sopa”invece di scopa), Desonorizzazione (“panana” invece di banana)

DAI 2,7 ANNI AI 4 ANNI Posteriorizzazione (“camburo” invece di tamburo)

FINO AI 4,6   Armonia consonantica (“manana” invece di banana)  

*la trascrizione fonetica delle parole virgolettate è semplificata per renderla comprensibile a tutti

Livello lessicale

Lo sviluppo del lessico subentra con la fine della lallazione (quando il bambino ripete delle sequenze di sillabe tipo “pa-pa”, “ma-ma”, compare intorno ai 6 mesi fino ai 13 mesi), quando il bambino pronuncia almeno 12-15 parole in modo stabile e quando il numero dei gesti prodotti per comunicare non si incrementa più, lasciando il posto all’uso sempre maggiore delle parole (all’incirca intorno ai 18 mesi, fase dell’esplosione lessicale).

, non vere e proprie parole, che, il bambino utilizza in modo stabile e riferito sempre allo stesso significato: possono essere suoni onomatopeici (es. “muu” per indicare la mucca, “be” per indicare la pecora), neologismi, quindi parole inventate, o  forme semplificate (es. “tatta” invece di acqua).

A 8-9 MESI produrrà da 0 a 3 PAROLE e ne comprenderà circa 26

A 10-11 MESI produrrà da 0 a 7 PAROLE e ne comprenderà circa 53

A 12-13 MESI produrrà da 0 a 17 PAROLE circa e ne comprenderà circa 109

A 14-15 MESI produrrà da 0 a 33 PAROLE circa e ne comprenderà circa 141

A 16-17 MESI produrrà da 0 a 72 PAROLE circa e ne comprenderà circa 186

A 18-19 MESI produrrà da 0 a 176 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)

A 20-21 MESI produrrà da 11 a 249 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)

A 22-23 MESI produrrà 242 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)

A 24-25 MESI produrrà 331 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)

A 26-27 MESI produrrà 334 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)

A 28-29 MESI produrrà 435 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)

A 30 MESI produrrà 446 PAROLE circa, le parole comprese sono così tante da non poter essere contate (ESPLOSIONE LESSICALE)
livello lessicale

Livello morfo-sintattico

Lo sviluppo della frase comincia con l’esplosione lessicale, quindi a partire dai 18 mesi.

Il bimbo dopo aver acquisito, quindi, un bagaglio lessicale di almeno 50-100 parole, comincia a fare le prime combinazioni, per esempio “mamma palla” per dire “mamma voglio la palla”.

Di seguito viene riportato come progredisce lo sviluppo della frase per fasce d’età.

16-18 MESI. Fase presintattica

E’ caratterizzata dalla mancanza di elementi morfosintattici che collegano le parole nella frase e l’utilizzo di un’unica parola per esprimere una intera frase (Olofrase o parola-frase o linguaggio telegrafico), accompagnata dall’ intonazione che conferisce alla parola un significato dichiarativo o richiestivo (es. “mamma” per dire “dove è andata la mamma?” oppure “ho visto la mamma”).

18-24 MESI. Fase sintattica primitiva

E’ caratterizzata dalla comparsa degli enunciati di due o più parole (fase combinatoria), anche se il linguaggio telegrafico è ancora presente.

Il bambino utilizza l’intonazione per esprimere molti significati.

DAI 24 MESI. Fase sintattica

E’ caratterizzata dall’uso di frasi semplici, verbi solo in terza persona singolare, articoli davanti ai nomi, preposizioni come dentro, fuori, su.

Compare la giustapposizione, cioè l’unione di due parole o frasi senza un legame morfo-sintattico, messe semplicemente in successione (es. “papà uta mamma via” il papà saluta la mamma che va via”) e la frase sociale ( “come ti chiami?”, “chi è ?”, “quanti anni hai?”)

DAI 28 MESI AI 30 MESI. Elaborazione della struttura sintattica con completamento delle frasi semplici

Durante questa fase, in genere, il bambino ha una bella evoluzione delle competenze morfosintattiche del linguaggio, passando da frasi composte da 2-3 parole a frasi complete e strutturate nel giro di pochi mesi.

DAI 36 MESI.  Dai 3 ai 3 anni e mezzo il bambino avrà acquisito competenze morfosintattiche più complesse e la frase sarà strutturata in modo corretto.

Nel linguaggio saranno presenti verbi, articoli, preposizioni. Saranno, quindi, acquisite tutte le regole della morfosintassi.
morfo sintatticoLivello pragmatico

Lo sviluppo della Pragmatica, intesa come la capacità di comunicare adattandosi allo stile della conversazione con l’interlocutore e a situazioni ambigue o situazioni non reali come il pensare, gli stati d’animo, il fare finta, avviene nel bambino tra i 7 e gli 11 anni di età, con la maturazione delle capacità cognitive che gli consentiranno di capire messaggi ambigui come per esempio battute o modi di dire.

Livello narrativo

Il bambino comincia, seppur in modo confusionario, a narrare secondo il suo modo di dare coerenza e ordine agli eventi, intorno ai 2 anni.

Con il progredire dello sviluppo linguistico, a 3 anni si perfeziona questa abilità, che a 4 anni, prevede l’aggiunta di note emotive associate alla situazione raccontata, e solo a 6 anni, raggiunge il suo culmine, con l’acquisizione completa della capacità di costruire vere e proprie storie secondo un ordine temporale.

Dai 4 anni il linguaggio del bambino dovrebbe essere, tranne per il livello pragmatico e narrativo, corretto su tutti i livelli di analisi, esprimendosi, sostanzialmente, come ad un adulto.

Fonte Immagini: web

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