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Libertà

Oceania: uno sconfinato desiderio di conoscenza

Oceania: uno sconfinato desiderio di conoscenza

Un rigido pomeriggio d’inverno ed il desiderio di condividere due ore del mio tempo libero al cinema, con le mie bimbe.

Ammetto di aver “imposto” la visione di Oceania alle piccole dopo aver letto recensioni particolarmente entusiasmanti e aver ascoltato il giudizio di critici cinematografici durante un programma tv che seguo da molti anni, Cinematografo.

Le mie aspettative non sono state disattese: Oceania è un film che non si dimentica, ricco di spunti di riflessione per genitori e figli.

Questo lungometraggio Disney dura circa 103 minuti e la colonna sonora di Mark Mancina è già un motivetto che le piccole intonano spesso.

Mi ha particolarmente colpita la straordinaria grafica computer, l’acqua dell’Oceano Pacifico è cristallina, trasparente; ogni tratto somatico dei personaggi è curato nei minimi dettagli e sorprende in modo particolare la mimica facciale che richiama così puntualmente quella dell’essere umano in carne ed ossa!

Vaiana, protagonista della storia, è una sedicenne figlia ed erede del capo di un’isola polinesiana.

La giovane, che agli occhi di un padre autoritario appare irrequieta e scontenta della vita che conduce, non è altro che una ragazza in cerca della propria identità.

Per trovare la sua dimensione ha bisogno di recidere il “cordone ombelicale” che la tiene legata alla sua famiglia e di partire alla volta di mari e terre sconosciute, con coraggio e determinazione.

Durante questo lungo viaggio,  oltre a “conquistare” se stessa, risolve una situazione drammatica in cui è coinvolta la sua famiglia ed il suo popolo d’origine, incontra temibili mostri e affronta tanti ostacoli.

Raggiunge l’ambita meta (la salvezza del suo popolo e la piena consapevolezza di se stessa) dopo aver fronteggiato molti pericoli e dopo aver gestito un complesso rapporto con Maui, figura maschile rilevante nel film con cui intrattiene, in un primo momento, un rapporto conflittuale che poi diventa sereno e disteso.

Probabilmente il motore dell’intero lungometraggio è proprio la ricerca della consapevolezza della donna in quanto tale, la certezza di poter raggiungere un obiettivo basandosi completamente sulle proprie capacità innate ed acquisite.

Vaiana non disdegna l’aiuto di Maui, ma desidera farcela da sola, grazie alla sua determinazione e alla sua brillante intelligenza.

Così il ruolo della donna spesso vilipeso, a mio parere nelle fiabe Disney, si veste di luce nuova: l’eroina raggiunge la tanto ambita meta grazie alle sue capacità, dalle sue fragilità trae coraggio.

In “Oceania” la protagonista basta a se stessa, pur avendo sempre considerevole rispetto per le persone che la amano e che, proprio per tale motivo, vorrebbero soffocarne l’ansia di affrontare la realtà e, dunque, il desiderio di appagare la sua sete di conoscenza.

 

oceania

 

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All’alba sorgerò – Il termine destino spiegato ad una bimba

alba sorgerò

Dopo aver ascoltato sempre in modo distratto “All’ alba sorgerò”  ,uno dei brani del celebre film Disney  “Frozen”  ieri la mia attenzione si è soffermata sulle parole del testo. 
La canzone in versione italiana è cantata da Serena Autieri che presta la voce ad Elsa, protagonista della storia.

All’alba sorgerò

La neve che cade sopra di me
copre tutto col suo oblio,
in questo remoto regno
la regina sono io.

Ormai la tempesta nel mio cuore irrompe già,
non la fermerà la mia volontà.

Ho conservato ogni bugia,
per il mondo la colpa è solo mia.
Così non va,
non sentirò un altro no!

D’ora in poi lascerò
che il cuore mi guidi in po’,
scorderò quel che so
e da oggi cambierò.

Resto qui,
non andrò più via.
Sono sola ormai,
da oggi il freddo è casa mia!

A volte è un bene poter scappare un po’,
può sembrare un salto enorme
ma io l’affronterò.

Non è un difetto, è una virtù
e non la fermerò mai più.
Nessun ostacolo per me, perché…

…d’ora in poi troverò la mia vera identità,
e vivrò, sì, vivrò
per sempre in libertà.
Se è qui il posto mio
io lo scoprirò.

Il mio potere si diffonde intorno a me,
il ghiaccio aumenta e copre ogni cosa accanto a sé.
Un mio pensiero cristallizza la realtà,
il resto è storia ormai, che passa e se ne va!

Io lo so, sì lo so,
come il sole tramonterò,
perché poi, perché poi
all’alba sorgerò!

Ecco qua, la tempesta che
non si fermerà.
Da oggi il destino appartiene a me.

Da tempo la mia bimba più  “grande” canticchia, inventando qualche parola ovviamente;-)) questa canzone ma la frase che pronuncia meglio e ripete spesso è  “da oggi il destino appartiene a me”. Big V non ha neppure 4 anni per cui non conosce il significato di queste parole intense. Con leggerezza e usando termini molto alla portata di una bimba così piccola le ho spiegato che il destino lo si costruisce giorno dopo giorno, che non c’ è nulla di predefinito nella vita di ognuno di noi, anche nella sua; che ogni giorno dovrà agire riflettendo bene su cosa sta facendo (si, anche una bimba di quasi 4 anni può anzi deve iniziare a riflettere bene su ciò che fa, ovviamente in  relazione ad un vissuto alle esperienze di una piccola.

, a canalizzare sapientemente le nostre forze e le nostre emozioni (gestendole con l’ intelligenza emotiva, di cui ti parlerò) !
Ogni attimo della nostra esistenza appartiene a noi. Cerchiamo di insegnare ai nostri figli, con non poche difficoltà, questo concetto chiave per ognuno di noi da 0 a 100 anni: la libertà. 
Non voglio che tu confonda la libertà di agire con il “fai ciò che credi purchè tu ci rifletta un pò su” , è chiaro che è sempre necessaria una reale ponderazione e una reale considerazione del rapporto con gli altri,  ma che  si tenga bene presente che l’ essere umano nasce LIBERO di autodeterminarsi.
Che meravigliosa, emozionante parola: libertà!

Foto:Disney

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