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Scuola e Genitori, binomio inscindibile

La scuola (l’istruzione, la formazione)  è un’istituzione che sempre dovrebbe essere accostata alla famiglia dello “scolaro”.

L’educazione scolastica, fondamentale sin dai primissimi anni di vita, è sempre complementare a quella ricevuta a casa.  

Non ti parlo di bambini/adolescenti che debbano per forza avere una famiglia tradizionale alle spalle (che, tra l’altro, va disgregandosi e ne parlerò più diffusamente nel blog) ma di soggetti che dovrebbero ricevere un discreto supporto anche una volta tornati a casa alle prese con compiti, problematiche legate alla classe che si trascinano fuori dall’ambiene classe ecc.

E sai, ad esempio, quanto importante sia fin dai tempi dell’asilo (perfino del nido) che ci sia un buon “scambio” tra scuola e “famiglia”, un’ottima collaborazione, quasi una interconnessione tra le due istituzioni?

Scrivo da madre, ora. E riporto l’esperienza positiva vissuta con little V in asilo nido.

Le educatrici cercano un contatto diretto SEMPRE con il genitore (con me in questo caso io) e addirittura favoriscono lo scambio di contatti e l’intrecciarsi di relazioni anche con genitori di bimbi della stessa classe. 

La mission educativa dell’asilo di little V è proprio educare in sinergia con il genitore, ma non solo. Ciò che mi piace è l’idea di comunità , all’asilo di little V si educa il bambino, si comunica efficacemente con il genitore affinchè meglio possa rapportarsi con il proprio figlio una volta tornato tra le mura di casa; in ultimo, si cerca di stabilire connessioni, creare legami significativi anche tra i genitori dei bambini. Un esempio?

Pochi giorni fa la coordinatrice dell’asilo ha organizzato un piccolo party: grandi protagonisti le mamme, i papà dei piccoli “scolaretti”!

E’stato imbandito un piccolo banchetto con leccornie locali e natalizie a disposizione di grandi e piccolini: il momento di convivialità ha favorito lo scambio di opinioni e la conoscenza tra i genitori dei piccoli, il cibo unisce in ogni situazione.

In un secondo momento i genitori e i propri figli sono stati invitati ad accomodarsi intorno ad alcuni tavolini per realizzare un alberello natalizio.

Le educatrici hanno fornito materiale necessario per realizzare il “lavoretto” (nelle foto vedrai me all’opera per decorare il “cono” verde assegnatomi, ovvero l’alberello da decorare). 

Il momento di decorazione dell’albero ha rivestito valenza pedagogica (ogni genitore ha condiviso lo stesso “progetto” con il proprio figlio) e relazionale/comunicativa inquanto vi è stato stretto contatto tra mamme e papà dei bimbi perchè hanno così potuto confrontarsi sul delicatissimo ruolo di genitori.

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La posta del cuore

Posta del cuore“La posta del cuore”, ho scelto di chiamare così questo spazio virtuale sul mio blog.

Da oggi su Oltrechemamma puoi inviarmi una mail se hai bisogno (e ti fa piacere)  per confrontarti su tematiche riguardanti la genitorialità, la famiglia, la scuola, il rapporto di coppia, i figli, la relazione con gli altri… 

Ti offrirò la mia esperienza professionale (e umana) cercando di aiutarti a sciogliere un dubbio; cercherò di accogliere un tuo sfogo o condividere la tua gioia!.

Sentiti libera/o di esprimerti nella Posta del cuore!.

Se clicchi qui troverai le mie competenze ed una sorta di mia “short bio” così che tu possa conoscermi meglio. 

Pubblicherò alcune mail e  tutelerò la tua privacy: mai citerò il tuo nome o l’indirizzo mail da cui mi scrivi.  

Cercherò di risponderti nel minor tempo possibile.

Ti aspetto, quindi, su  oltrechemamma@gmail.com

A presto!

Sara Convertini

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A modo tuo

                               

 

Sarà difficile diventar grande

Prima che lo diventi anche tu

Tu che farai tutte quelle domande

Io fingerò di saperne di più

Sarà difficile

Ma sarà come deve essere

Metterò via i giochi

Proverò a crescere

 

Sarà difficile chiederti scusa

Per un mondo che è quel che è

Io nel mio piccolo tento qualcosa

Ma cambiarlo è difficile

Sarà difficile

Dire tanti auguri a te

A ogni compleanno

Vai un po’ più via da me

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo

 

Sarà difficile vederti da dietro

Sulla strada che imboccherai

Tutti i semafori

Tutti i divieti 

E le code che eviterai

Sarà difficile

Mentre piano ti allontanerai

A cercar da sola

Quella che sarai

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo

 

Sarà difficile

Lasciarti al mondo

E tenere un pezzetto per me

E nel bel mezzo del

Tuo girotondo

Non poterti proteggere

Sarà difficile

Ma sarà fin troppo semplice

Mentre tu ti giri

E continui a ridere

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo 

 

Scrivo di getto.

Mi dirigo verso l’ asilo di big V e spingo il passeggino di little V che intona un motivetto allegro e decisamente originale  😉 Si va a prendere la “piccola grande” di casa dopo tante ore di scuola. 
Ho chiamo le mie bimbe Rondine e Colomba, le immagino con le ali, felici di volare libere.

Mi sono mancate in queste ore, le ho pensate tantissimo. Non sono melensa, forse un pochino 🙄  Ogni volta che le accompagno all’ asilo avviene quel piccolo distacco che tanto fa male ad una mamma… Per carità, intanto che sono via riesci a fare mille cose, lavorare, produrre in e fuori casa. Ma  manca sempre un pezzetto del proprio cuore! 

Ascoltavo qualche nota di una canzone cantata da Elisa  e scritta da Ligabue ,” A modo tuo” di cui  trovi il video all’ inizio del post: mi sono commossa, il testo è una vera lettera d’ amore per un figlio che cresce. 

Ho pensato alla mia Rondine e alla mia Colomba, due  tenere bimbe che ancora come cucciole cercano il calore della propria mamma, desiderano gli abbracci, i baci e gli sguardi di chi le ha messe al mondo.

Nel testo della canzone si sottolinea proprio la difficoltà che ha un genitore a vedere il proprio figlio allontanarsi, un figlio che sperimenterà le gioie e i dolori del mondo esterno che affronterà con grinta  e desiderio di conoscere. 

Tra i versi si coglie il dispiacere di una madre che sa di quanto la realtà esterna sia complessa, di quanto si sforza per contribuire ad un cambiamento significativo proprio per migliorare il contesto in cui si si “muoverà” il proprio bambino. 

Ed è proprio quando “lanci” il tuo bambino verso il mondo nascono in te mille timori, vorresti intervenire, accompagnarlo mano nella mano il più a lungo possibile ed evitare che provi i dispiaceri che ,purtoppo, sono inevitabili quando si vive in un contesto sociale e relazionale. 

Per quanto dispiaccia, comunque, avere il proprio figlio lontano da se mai va persa la missione educativa  primaria per una madre e/o padre: educare il bambino all’ autonomia. 

 

a modo tuo

 

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Inizia l’asilo? Si ammalerà!

asiloSuona come una condanna questo titolo, lo so, ma è fedele all’ esclamazione della maggior parte di amici e conoscenti una volta venuti a conoscenza dell’inizio  dell’asilo per le bimbe!

Pare che siano davvero pochi, ma esistano, gli “eroi” che escono indenni dal primo anno di vita comunitaria e di stretto contatto quindi con i propri pari. L’antidoto contro le malattie da primo anno di asilo? Non ne verranno mai a conoscenza, purtoppo, i genitori di bimbi che si sono ammalati già diverse volte dall’ inizio della scuola 😥 

E quindi primo venticello freddo, primi virus, tanti starnuti e colpi di tosse, tanti mal di pancia o mal di gola e il gioco è fatto: tac, si ammala il primo bimbo, poi il secondo e la classe si spopola!

A risentirne della lontananza (forzata) dall’ asilo sono, diciamo la verità, in primis i genitori (o chi per loro) che devono intrattenere il piccolo malato in casa in mille modi, con mille giochi (perchè non basteranno mai quelli che sono già affastellati in cameretta) e con tanto entusiasmo!

Bimbi nervosi perchè in ambiente circoscritto per più tempo, mamme o papà ansiosi per la febbre che sale e scende, pediatra invocato durante tutta la giornata, bustine di qualsivoglia pozione magica che possa far guarire e poi tanti, tanti capricci  😯 

E dispiace, tanto, vedere questi pargoletti così tristi, sciupati e annoiati ed ogni volta che si ammalano si prega intimamente che sia una delle ultime volte che accade, per quel mese, ed invece ci ricascano 🙄

Mamme stanche, un pò afflitte e sicuramente anche un pò preoccupate, c’è da consolarsi: giornali, telegiornali e web magazines iniziano a parlare di malanni stagionali già da fine settembre (quindi poco dopo l’ apertura della scuola) quindi siete (siamo, 😥 ) in pieno trend  :mrgreen: 

 

 

 

 

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Insegnare a Bambini e Ragazzi ad Amare la Lettura!

Nove modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura

 

1. Presentare il libro come un’alternativa alla TV

2. Presentare il libro come un’alternativa al fumetto

3. Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più

4. Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni

5. Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura

6. Trasformare il libro in uno strumento di tortura

7. Rifiutarsi di leggere al bambino

8. Non offrire una scelta sufficiente

9. Ordinare di leggere per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura

tratti dal libro di Gianni Rodari  ”Scuola di fantasia” Editori Riuniti 1992


Nel mio studio ho un cartoncino  su cui ho riportato punto per punto le parole di di Gianni Rodari, celebre scrittore e pedagogista “Nove modi per insegnare ai ragazzi ad odiare la lettura “

Il Rodari evidenzia, con un certo humor, come spesso l’ attenzione degli educatori a promuovere l’uso del libro (e del libro “giusto”) può evidenziare addirittura degli effetti controproducenti !

Credo che l’ imposizione di qualsiasi cosa( di un’azione, di un cibo, di un indumento ecc.) sia uno modo sbagliatissimo per proporre al bambino (o all’adolescente) la “novità”, disapprovo i metodi impositivi che difficilmente regalano il risultato sperato!

 “Leggi invece di guardare la tv !” è una invito frequente che suona più come un castigo che come un invito ad immergersi in una nuova avventura fatta di personaggi e luoghi  da immaginare con la propria fantasia ! Per carità, ciò non toglie che la tv abbia alcuni meriti, anche educativi( ad esempio rende familiare il linguaggio , mette in circolo varie informazioni attraverso il suono, le immagini…) !

O quando si propone un libro al posto di un fumetto (il buon vecchio sempre amato Topolino, o altre fumetti più o meno celebri) quasi come se si ritenesse una lettura di serie B. Il fumetto non è che lettura sotto una forma diversa, è sempre veicolo della lingua intaliana ed anzi- specie in alcune fasi dell’infanzia, – è molto importante abbinare le immagini alle parole perchè il bimbo “visualizza”  il contenuto del discorso.

E,vogliamo parlarne della colpa che continuamente si attribuisce ai bimbi per la scarsa volontà di leggere? Ci rendiamo ,invece, conto che ci sono case in cui non non entra mai un libro? Saloni con divani di pelle e mibili all’ ultima moda e neppure uno spazietto che contenga poche decine di libri? E’ vero, ora si è passati alla digitalizzazione della cultura ( e te ne parlerò nei prossimi post) ma il libro cartaceo esiste e l’odore delle carta stampata è così sempre inebriante! Ricordo me piccina che dicevo alla mia mamma che l’ odore delle pagine mi piacevano quasi più di quelle di una torta ( e ce ne voleva, sono nata golosissima  🙂  )

Se i bimbi non amano particolarmente la lettura è anche per lo scarso esempio che hanno in famiglia: quanti leggono la favola della buonanotte ai propri pargoli o quante mamme/ papà leggono un libro o anche un giornale( anche un quotidiano!)  nei ritagli di una vita sempre frenetica (che ben conosco 😐 ) ?

E anche quando si propongono dei testi sempre bene è presentare diversi titoli, far visionare varie copertine (il più possibile illustrate), insomma creare la scelta! 

Ordinare al prorio figlio di leggere in quel preciso momento o a tale ora è pura imposizione di quello che dovrebbe essere un piacere…Si può imporre un piacere?!?

Leggere non è dovere, è un piacere da condividere con la famiglia, aiuta la crescita intellettiva dei bambini, stimola il linguaggio grazie all’acquisizione di nuovi termini, apre scenari possibili (immaginazione, fantasia e tante cose nuove da imparare! )

Quindi massimo impegno ,cara mamma e cari genitori, nel proporre al meglio questo prodotto senza tempo, il libro  😉  Chi ne gioverà sarà il vostro bimbo e tutti coloro che gli sono intorno! 

L'importanza della Lettura per i bambini

 

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