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Insegnare a Bambini e Ragazzi ad Amare la Lettura!

Nove modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura

 

1. Presentare il libro come un’alternativa alla TV

2. Presentare il libro come un’alternativa al fumetto

3. Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più

4. Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni

5. Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura

6. Trasformare il libro in uno strumento di tortura

7. Rifiutarsi di leggere al bambino

8. Non offrire una scelta sufficiente

9. Ordinare di leggere per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura

tratti dal libro di Gianni Rodari  ”Scuola di fantasia” Editori Riuniti 1992


Nel mio studio ho un cartoncino  su cui ho riportato punto per punto le parole di di Gianni Rodari, celebre scrittore e pedagogista “Nove modi per insegnare ai ragazzi ad odiare la lettura “

Il Rodari evidenzia, con un certo humor, come spesso l’ attenzione degli educatori a promuovere l’uso del libro (e del libro “giusto”) può evidenziare addirittura degli effetti controproducenti !

Credo che l’ imposizione di qualsiasi cosa( di un’azione, di un cibo, di un indumento ecc.) sia uno modo sbagliatissimo per proporre al bambino (o all’adolescente) la “novità”, disapprovo i metodi impositivi che difficilmente regalano il risultato sperato!

 “Leggi invece di guardare la tv !” è una invito frequente che suona più come un castigo che come un invito ad immergersi in una nuova avventura fatta di personaggi e luoghi  da immaginare con la propria fantasia ! Per carità, ciò non toglie che la tv abbia alcuni meriti, anche educativi( ad esempio rende familiare il linguaggio , mette in circolo varie informazioni attraverso il suono, le immagini…) !

O quando si propone un libro al posto di un fumetto (il buon vecchio sempre amato Topolino, o altre fumetti più o meno celebri) quasi come se si ritenesse una lettura di serie B. Il fumetto non è che lettura sotto una forma diversa, è sempre veicolo della lingua intaliana ed anzi- specie in alcune fasi dell’infanzia, – è molto importante abbinare le immagini alle parole perchè il bimbo “visualizza”  il contenuto del discorso.

E,vogliamo parlarne della colpa che continuamente si attribuisce ai bimbi per la scarsa volontà di leggere? Ci rendiamo ,invece, conto che ci sono case in cui non non entra mai un libro? Saloni con divani di pelle e mibili all’ ultima moda e neppure uno spazietto che contenga poche decine di libri? E’ vero, ora si è passati alla digitalizzazione della cultura ( e te ne parlerò nei prossimi post) ma il libro cartaceo esiste e l’odore delle carta stampata è così sempre inebriante! Ricordo me piccina che dicevo alla mia mamma che l’ odore delle pagine mi piacevano quasi più di quelle di una torta ( e ce ne voleva, sono nata golosissima  🙂  )

Se i bimbi non amano particolarmente la lettura è anche per lo scarso esempio che hanno in famiglia: quanti leggono la favola della buonanotte ai propri pargoli o quante mamme/ papà leggono un libro o anche un giornale( anche un quotidiano!)  nei ritagli di una vita sempre frenetica (che ben conosco 😐 ) ?

E anche quando si propongono dei testi sempre bene è presentare diversi titoli, far visionare varie copertine (il più possibile illustrate), insomma creare la scelta! 

Ordinare al prorio figlio di leggere in quel preciso momento o a tale ora è pura imposizione di quello che dovrebbe essere un piacere…Si può imporre un piacere?!?

Leggere non è dovere, è un piacere da condividere con la famiglia, aiuta la crescita intellettiva dei bambini, stimola il linguaggio grazie all’acquisizione di nuovi termini, apre scenari possibili (immaginazione, fantasia e tante cose nuove da imparare! )

Quindi massimo impegno ,cara mamma e cari genitori, nel proporre al meglio questo prodotto senza tempo, il libro  😉  Chi ne gioverà sarà il vostro bimbo e tutti coloro che gli sono intorno! 

L'importanza della Lettura per i bambini

 

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Non più fumo in auto in difesa dei minori!

Ho accolto con grande gioia il tweet riguardante il decreto legislativo sul fumo del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin!

Mi batto da diverso tempo ormai per la lotta contro il tabagismo, avendo in famiglia due fumatori a cui voglio  bene…

Non sono una “bacchettona” ma tengo molto al rispetto di alcune regole nella mia vita e in quella delle mie figlie. 

Quando ero incinta evitavo il contatto diretto con un fumatore ed evito accuratamente che le mie piccole siano a contatto con i fumatori, anche se famigliari stretti  😉 

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Credo nel valore dell’esempio e dell’educazione alla salute. Tuttavia non sono così ingenua da ritenere che una corretta formazine da sola sia sufficiente a distogliere  adolescenti (e non) da comportamenti nocivi a loro stessi!!! 

ed una reale maturazione dei pericoli connessi al fumo! 

Da educatrice sono sicura che sia comunque  importante una buona opera di formazione e prevenzione, da iniziare già tra le mura domestiche e continuare tra i banchi di scuola.

La tutela della salute contro i danni da fumo di tabacco ha inizio con la legge del lontano 1975. Via via sono sono state emanate  in seguito ulteriori norme per limitare gli ambiti entro cui astenersi dal fumo (ad esempio il divieto dapprima ha riguardato i locali pubblici poi i locali aperti al pubblico ecc)

Quindi le nuove norme rappresentano un ulteriore, passo in avanti verso la tutela dei minori e dalle donne in stato di gravidanza, dai rischi derivanti dal fumo anche in ambito  strettamente privato .E’ sicuramente una legge di progresso che si avvicina alla integrale attuazione della Costituzione che, all’  ARTICOLO 32 così recita: ” La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” .

No fumo in auto

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La Mediazione Familiare in caso di separazione o divorzio

Quando una coppia ha deciso di separarsi , di divorziare e di rivedere le decisioni riguardanti al mantenimento o affidamento di un figlio può ricorrere alla Mediazione Familiare e ad una figura specializzata in dinamiche di conflitto tra coniugi.

Il mediatore non è uno psicoterapeuta e non è un consulente legale ma una TERZA PERSONA NEUTRALE E QUALIFICATA.  E’ capace di :

  • instaurare un rapporto, sincero, leale e positivo con i soggetti coinvolti nella mediazione
  • è tenuto a custodire quanto gli viene raccontato poichè vincolato dal segreto professionale
  • non vuole vincitori o vinti ma l’ armoniosa risoluzione delle problematiche in analisi 
  • mostra “intuito interpretativo” riuscendo a carpire e comprendere le dinamiche relazionali degli individui coinvolti nella mediazione

IL MEDIATORE FAMILIARE FORNISCE UNA CHIAVE DI LETTURA  INTERPRETATIVA ALTERNATIVA DELLA SITUAZIONE VISSUTA DALLA COPPIA SEPARATA, IL SUO INTERVENTO VIENE SOLLECITATO DALLE PARTI PER  RIORGANIZZARE UNA SITUAZIONE  “ALTERATA” DAL PROCESSO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO SEMPRE NEL RISPETTO DEL QUADRO LEGALE ESISTENTE.

Forse ti chiederai quali conoscenze abbia un mediatore familiare. Ebbene, il primo requisito che reputo basilare nel bagaglio culturale e formativo di un esperto in mediazione sia :

  • nozioni di psicologia ( saper entrare in contatto con lo stato emozionale della coppia funzionamento delle dinamiche di coppia o della famiglia, elementi di conoscenza sullo sviluppo infantile e l’ impatto emotivo di una crisi su coniugi e figli ecc.)
  • conoscenze sulla gestione dell’ economia familare (questioni relative al mantenimento economico del minore o come ripartire le risorse economiche in una famiglia separata ecc)
  • nozioni legali sul divorzio, separazione

Quindi, l’anima della mediazione familiare,

. Troppo spesso i figli di una coppia in crisi sono le vittime della separazione; vi è  poca attenzione nei riguardi dell’ infanzia e dei problemi del minore che pur essendo titolari di diritti sono privi di capacità giuridica di difesa.

Mediazione Familiare Appunti
Mediazione Familiare Appunti

Sono spesso proprio i genitori che nelle fasi acute di conflitto scaricano le tensioni tipiche di un momento critico come questo in cui, complice a volte  il desiderio di “annientare” il partner anche come genitore !

Il figlio viene di frequente usato come arma di ricatto o di punizione contro il genitore/partner ritenuto colpevole del matrimonio fallito. 

Non di rado, purtroppo, ho assistito ad una conflittualità della coppia tale da generare nel minore un fortissimo disagio psicologico, una vera sofferenza interiore e fisica ( pensa ai disturbi psicosomatici ), disadattamento sociale o problemi comportamentali. Quanti ragazzi  ascolto, anche in veste di mediatrice scolastica, sofferenti per problematiche legate ai litigi dei genitori: che pesante fardello si trascinano dietro! La mediazione familiare agisce proprio per prevenire il disagio del minore o, comunque, ridurlo. 

Il mediatore “richiama” i due separandi verso il ruolo di GENITORI che non sono più, quindi, coniugi ma continuano ad essere genitori dello stesso figlio, con le medesime responsabilità soprattutto, mi piace sottolineare, AFFETTIVE.

Tornerò ad affrontare tematiche più specifiche relative al modo della Mediazione, complesso e denso di  tematiche meritevoli di approfondimento,approfondendo in modo particolare il termine BIGENITORIALITA’ .

 

 

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Pasta di Sale? Impara con noi!

Arrivano  i primi  giorno di autunno, cielo plumbeo e venticello fresco tanto desiderato (almeno da me, insofferente al caldo) dopo una torrida estate pugliese! 

Sicuramente il sole invoglia ad uscire: corse all’ aperto in campagna, giochi al parco, passeggiate  e giri in bicicletta! Quando il tempo è bruttino, però, inizia lo “scoramento” di noi tutti genitori: cosa fare in casa con i propri figli per tenerli impegnati in modo costruttivo (ovvero non ore ed ore davanti alla tv 😉 e non farli annoiare ?

Alle mie bambine volentieri propongo i giochi di sempre: carta da disegno, colori a tempera o pastelli e libero sfogo alla fantasia, un foglio bianco tutto da colorare e rendere “vivo” con i propri scarabocchi e disegnini è davvero un buon modo per esprimere la propria creatività!

Un gioco sempre stimolante, divertente e soprattutto apprezzatissimo dalla piccole di casa è quello di creare con la pasta di sale! Ne hai mai sentito parlare? Nei miei ricordi di figlia ricordo alcune domeniche piovose trascorse con la mia mamma ad inventare forme, personaggi, storie!

Se ti incuriosisce la preparazione di questo pasta modellabile clicca qui  Gli ingredienti per la “Pasta di Sale” 

Ho seguito questa ricettina estremamente “easy” e veloce e, dopo aver assemblato gli ingredienti e impastato quanto  basta per rendere il composto omogeneo, ho diviso l’ impasto a metà e dato alle mie pargole la propria metà (sempre equità, sperando di evitare litigi  :mrgreen: )

Con grande entusiasmo 4 manine operose sono state impegnate nello spezzettare, modellare dare forma a fiori, casette, lumachine e tante altre cosine create con impegno e fantasia!

Consiglio la pasta di sale anche alle mamme con bimbi piccini (dai 20 mesi in poi). Ovviamente MASSIMO CONTROLLO ai movimenti del piccolino che potrebbe portare alla bocca i pezzettini di composto ma NO PANICO se dovesse ingerirli, si tratta comunque di farina e sale, non è un prodotto chimico o nocivo; credo, anzi, che il gusto amaragnolo del sale sarà un deterrente per un prossimo eventuale assaggio  😆 

Puoi far colorare la pasta di sale con colori a tempera o acquerelli (vedi foto), per rendere dai toni vivaci il lavoretto che il vostro bimbo ha creato!

Puoi conservare la pasta di sale in luogo fresco (ma non freddo altrimenti si  “indurisce”  ed è molto più difficile poterla nuovamente lavorare) e realizzare anche tu, mamma, qualcosa di decorativo per la casa , ad esempio una cornicetta o tante altre idee!

E’ “sufficiente” buona volontà e molta fantasia! Non dimenticare che le attività “pratiche” , che coinvolgono la manualità, la manipolazione contribuiscono a rendere il tuo piccolino più creativo ,ad stimolare la sua attenzione e sviluppare l’ immaginazione.

, a “offrire i propri pensieri” e provare a renderli realtà !

 

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Si può imparare ad amare?

Hai mai letto ” L’arte di amare” , celeberrimo saggio di Erich Fromm?

Il primo capitolo inizia così: “E’ l’amore un’ arte? Allora richiede sforzo e saggezza”. L’amore è un sentimento che richiede coraggio, saggezza , sforzo:  si può imparare ad amare secondo Fromm.

Paragono l’ amore ad una fonte da cui sgorga acqua fresca, ristoratrice.

L' Arte di amare
L’ Arte di Amare

Esistono vari tipi di amore,quello passionale , quello filiale, l’amore verso un’amica/o ecc. Secondo il mio punto di vista nessuno di questi amori si muove sulle coordinate della razionalità, quanto meno non dovrebbe farlo! 

Ahimè però la realtà in cui vivo, in cui crescono le mie figlie spesso smentisce ciò che penso circa l’ amore “non pensato” o “non calcolato”. 

Logica, calcolo, non rispetto di chi ci sta accanto, scarsa condivisione delle gioie e delle sventure ,anche piccole, quotidiane. Questo è quanto noto negli ultimi anni, individualismo e  nefasto desiderio di “arrivare sempre prima degli altri”  a discapito di rapporti autentici e basati su solidi sentimenti di amore, affetto e lealtà

Rimane, quindi, fondamentale non arrendersi e soprattutto dare il buon esempio ai figli, ai nipoti, ai bimbi e ragazzi che ci sono intorno. 

Che gioiscano, che partecipino del vero amore, dei buoni sentimenti  perchè amare è davvero un’ arte che si può apprendere .

 

 

 

 

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