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Federfarma Lombardia

L’importanza dell’acido folico

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La scheda di approfondimento a cura dell’ Istituto Mario Negri tratta dell’importanza dell’ acido folico, vitamina contenuta in diversi alimenti.

Buona Lettura!


 L’acido folico (o folato), è una vitamina contenuta nella frutta e nelle verdure: asparagi, broccoli, cavolini di Bruxelles, fagioli, cereali arricchiti, succo d’arancia, avocado, piselli, soia e ceci. Viene utilizzato dall’organismo per la riproduzione delle cellule; è perciò importante per la crescita dei tessuti e degli organi del feto.

Purtroppo il nostro organismo non è in grado di immagazzinare grandi riserve di acido folico, e nei momenti di intenso utilizzo, come durante la gravidanza, la quantità assunta con la dieta può non bastare ed è necessario integrare con una dose ulteriore.

Come si usa? Ogni giorno tutte le donne dovrebbero assumere almeno 400 mcg (0,4 mg) di acido folico (alcuni integratori sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale). Chiedi consiglio al medico o farmacista sul prodotto da assumere.

Nuove indicazioni consigliano di assumere acido folico da 3 mesi prima del concepimento; è comunque necessario assumerlo almeno un mese prima del concepimento (per aumentare le riserve) e proseguire per tutto il primo trimestre di gravidanza.

Se nella precedente gravidanza si è verificato un difetto del tubo neurale o l’ha avuto qualcuno della tua famiglia, o se sei in terapia con antiepilettici (che riducono l’acido folico nell’organismo) devi assumere una dose maggiore (fino a 5 mg).

Assumere acido folico prima che inizi la gravidanza riduce il rischio di gravi malformazioni del sistema nervoso nel nascituro, con anomalie a livello del cervello e della colonna vertebrale (difettosa chiusura del tubo neurale), che possono determinare aborto o handicap permanenti. La più comune è la spina bifida. 

Questo post, ricco di materiale informativo, è prodotto nell’ambito del progetto “Lo Sai Mamma” a cura del Laboratorio Salute Materno Infantile, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano in collaborazione con Associazione Culturale Pediatri e Federfarma Lombardia”.

 

Fonte Immagine:www.luganocare.com

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L’Istituto Mario Negri ed Oltrechemamma

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Molto volentieri, oggi, ti parlo della collaborazione nata tra Oltrechemamma e l’ Isitituto Mario Negri di Milano.

Sono oltremodo lusingata per questo percorso che mi accingo ad intraprendere in quanto, nella duplice veste di madre e di pedagogista-mediatrice familiare, avrò la possibilità di arricchire le mie conoscenze in campo scientifico e di poter, di conseguenza, offrire un piccolo contributo, attraverso questo blog, alla diffusione di importanti ed utili informazioni per la salute.

Si tratta di un’ importante occasione per “avvicinarsi” al mondo della Ricerca, nel quale operano alcuni tra i più illustri ed eminenti Scienziati e Ricercatori del nostro Paese.

Con cadenza mensile avrò il piacere di pubblicare una tra le schede qui disponibili.

Di seguito, brevi e preziose note sulla storia e sulla mission dell’ ‘IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

L’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri è una Fondazione privata senza scopo di lucro nata a Milano nel 1961 per volontà di Mario Negri, gioielliere e filantropo milanese, e su iniziativa di Silvio Garattini, fondatore e attuale direttore. Il suo fine è contribuire alla difesa della salute e della vita umana.

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri opera nel campo della ricerca biomedica. Ha iniziato la sua attività a Milano nel 1963 e oggi ha tre sedi: Milano, Bergamo e Ranica (BG), dove lavorano circa 750 persone.
Le attività principali dell’Istituto Mario Negri riguardano la ricerca, la formazione e la diffusione della cultura scientifica.
L’Istituto Mario Negri ha tra le sue missioni la divulgazione della cultura scientifica e l’impegno a fornire risposte indipendenti e documentate ai cittadini e in particolare agli ammalati.

Il progetto “Lo sai mamma?” coordinato dal Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con Federfarma Lombardia e l’Associazione Culturale Pediatri si colloca in questo ambito.

L’iniziativa prevede la pubblicazione bimestrale di schede informative relative (principalmente) ad argomenti pertinenti l’area materno-infantile, che offrono alle mamme brevi consigli pratici, rigorosamente scientifici e verificati, preparati con il contributo delle tre organizzazioni che animano l’iniziativa.
Le schede sono disponibili sul sito dell’Istituto all’indirizzo http://www.marionegri.it/it_IT/home/cittadino/lo_sai_mamma

La scheda di approfondimento che ti mostro oggi riguarda gli acari della polvere.

Buona Lettura!


L’allergia agli acari della polvere è una forma di sensibilizzazione molto comune in età pediatrica e rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio nello sviluppo di rinite e asma.

Tra i fattori che la favoriscono ci sono le condizioni di vita domestica, dove ambienti sempre più riscaldati, elevata umidità, ridotta ventilazione delle stanze, presenza di moquette e tappeti facilitano la crescita e lo sviluppo degli acari.

Gli acari sono piccoli parassiti, invisibili a occhio nudo, che si nutrono delle cellule che desquamano dalla cute. Sono innocui, salvo che nei soggetti allergici, in cui possono indurre difficoltà respiratorie (soprattutto la mattina quando ci si alza), rinite, tosse, congiuntivite, asma ed eczema.

È possibile che l’allergia all’acaro si accompagni ad altri tipi di allergia. La diagnosi si basa essenzialmente sui test cutanei (Prick test) e in alcuni casi sul dosaggio di alcuni anticorpi nel sangue (Rast test). Sebbene non esista un rimedio efficace per eliminare gli acari, potrebbe essere utile per i bambini allergici adottare alcuni accorgimenti volti a ridurne la presenza nell’ambiente in cui vivono:

  • l’ambiente domestico non deve essere né troppo caldo (temperatura < 20°C) né troppo umido (umidità relativa < 50%);
  •  le stanze vanno areate tutti i giorni;
  •  la stanza dei bambini deve essere il più possibile priva di tappeti, moquette e peluche;
  •  coperte, lenzuola e federe vanno quotidianamente esposte all’aria e lavate almeno 1 volta alla settimana a 60°C;
  •  abolire il fumo in casa ed evitare odori irritanti (profumi di forte intensità,  deodoranti, lacche spray, ecc.) che possono peggiorare i sintomi dell’allergia;
  •  l’efficacia degli acaricidi è ancora discussa.

Sebbene ci siano opinioni discordanti sull’efficacia, in alcuni casi può essere utile:  

  • utilizzare il coprimaterasso e il copricuscino “anti-acaro” da lavare almeno ogni 2 mesi a 60°C;
  •  nelle pulizie di casa usare l’aspirapolvere dotato di speciali filtri antiacaro o un panno umido, per non sollevare la polvere.

Alcuni farmaci sono utili nel controllare i sintomi dell’allergia nel bambino (p. es. gli antistaminici nella rinite). In alcuni casi il medico specialista può prescrivere una terapia desensibilizzante che prevede l’utilizzo di un vaccino antiallergico.

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