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Educare

Mamma, mi dici sempre NO!

Mamma, mi dici sempre NO!

Per quanto il mio agire educativo trovi riscontro in un’impostazione montessoriana ( qui trovi un compendio dei principi pedagogici montessoriani) basata sul lasciare libero il bambino di imparare, esplorare  secondo i propri tempi di apprendimento, mi trovo molto spesso a dover porre alcuni limiti al comportamento delle mie figlie. (altro…)

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Chi educa chi?

Quella educativa è una relazione a due dove chi educa e chi è educato non sono distinguibili, e addirittura si possono cambiare i termini, anche se non i ruoli, che devono invece restare ben differenziati: semplicemente, talora il figlio apprende dal padre e talora il padre impara dal figlio e quindi ne viene educato.
                                       Vittorino Andreoli, Lettera a un adolescente

 

Perchè si educa pur non avendo ancora del tutto appreso ciò che si sta tentando di trasmettere.

Presuntuoso il genitore che sostiene di conoscere tutto, comunicando in una sola direzione con il figlio.

Il sostegno alla genitorialità, per me, parte proprio dalle illuminate parole di Vittorino Andreoli.

 

chieducachi

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La Pace spiegata ai bambini con semplicità

Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel proprio animo la collera o l’odio. 
 Dalai Lama

 

pace
Non ho volutamente scritto su ciò che è accaduto pochi giorni fa a Parigi, su quanto stia profondamente cambiando il panorama politico internazionale e di quanta rabbia e tristezza si celi nel cuore di ognuno di noi. 

Non ho spiegato alle mie bambine cosa sia la guerra, il terrorismo, la violenza bruta. Troppo piccole per comprendere. 

Ho spiegato, però, a big V (che ormai ha quasi 4 anni)  cosa sia la PACE, tralasciando ogni discorso di matrice filosofica o antropologica che ovviamente non capirebbe e semplificando al massimo un concetto in realtà molto, molto difficile da far “afferrare” ai bambini.

Ho parlato di pace contestualizzando il termine nell’ ambito dell’asilo, il luogo in cui lei trascorre buona parte della giornata. 

Se litighi con un compagno sei allegro o triste? 

Avverti rabbia, voglia di urlare o di piangere?

Hai voglia di riconciliarti (fare pace) con lui?

Attraverso queste domande ho invitato big V a riflettere sulle emozioni che prova quando litiga o vive delle situazioni di disagio con un suo amichetto.

La bambina, in realtà “allenata” a momenti di introspezione (a cui tengo molto) come questi ha risposto che non le piace essere triste quando litiga con qualcuno perchè poi non puo’ più giocarci insieme. Che a volte vorrebbe dare al suo amichetto un pizzicotto così da far capire che lei è arrabbiata. 

Con il linguaggio semplice di una bimba al primo anno di asilo big V ha spiegato, in realtà perfettamente, il suo concetto di pace. La pace che lei desidera riottenere per poter tornare a gioire e giocare serenamente con il suo coetaneo, la conciliazione, l’accordo: la puoi intendere e chiamare come vuoi.

Le ho detto che può accadere che tra lei e un’altro bambino possano esserci dei malintesi, che possano discutere un pò perchè (a questa età) desiderano lo stesso oggetto ma non lo possono ottenere entrambi allo stesso istante, che tenendo il “punto” (arrabbiandosi) non riuscirò a far pace prima.

Il mio invito è stato quello di non usare mai toni di voce alta o comportamenti aggressivi che danneggerebbero il suo compagnetto, anche fisicamente. Mai uso della violenza, verbale o fisica per ottenere qualcosa, ma solo il dialogo: le parole! 

Quando da sola non è in grado di “risolvere” e gestire il piccolo conflitto perchè la controparte è poco collaborativa allora potrà rivolgersi alla sua maestra che sarà imparziale e ristabilirà l’equilibrio e… la pace.

 

 

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Non più fumo in auto in difesa dei minori!

Ho accolto con grande gioia il tweet riguardante il decreto legislativo sul fumo del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin!

Mi batto da diverso tempo ormai per la lotta contro il tabagismo, avendo in famiglia due fumatori a cui voglio  bene…

Non sono una “bacchettona” ma tengo molto al rispetto di alcune regole nella mia vita e in quella delle mie figlie. 

Quando ero incinta evitavo il contatto diretto con un fumatore ed evito accuratamente che le mie piccole siano a contatto con i fumatori, anche se famigliari stretti  😉 

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Credo nel valore dell’esempio e dell’educazione alla salute. Tuttavia non sono così ingenua da ritenere che una corretta formazine da sola sia sufficiente a distogliere  adolescenti (e non) da comportamenti nocivi a loro stessi!!! 

ed una reale maturazione dei pericoli connessi al fumo! 

Da educatrice sono sicura che sia comunque  importante una buona opera di formazione e prevenzione, da iniziare già tra le mura domestiche e continuare tra i banchi di scuola.

La tutela della salute contro i danni da fumo di tabacco ha inizio con la legge del lontano 1975. Via via sono sono state emanate  in seguito ulteriori norme per limitare gli ambiti entro cui astenersi dal fumo (ad esempio il divieto dapprima ha riguardato i locali pubblici poi i locali aperti al pubblico ecc)

Quindi le nuove norme rappresentano un ulteriore, passo in avanti verso la tutela dei minori e dalle donne in stato di gravidanza, dai rischi derivanti dal fumo anche in ambito  strettamente privato .E’ sicuramente una legge di progresso che si avvicina alla integrale attuazione della Costituzione che, all’  ARTICOLO 32 così recita: ” La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” .

No fumo in auto

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