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Donne

La menopausa: cambiamenti metabolici ed alimentazione

La Menopausa, cambiamenti metabolici e alimentazione

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista e co-fondatrice di Psiche&Nutrizione– parla delle menopausa, fase della vita della donna che necessita di una certa attenzione.

Buona lettura!



La menopausa è una fase biologica della vita della donna, ne indica la fine del ciclo mestruale e della fertilità; non è una malattia, seppur spesso accompagnata da fastidiosi sintomi come: vampate di calore, letargia o insonnia, sbalzi d’umore, secchezza vaginale e aumento di peso.

Con la menopausa si sente parlare di aumentato rischio di osteoporosi, questo a causa della carenza di estrogeni tipica di questa fase. I nostri maggiori depositi di calcio li formiamo durante lo sviluppo, ma circa il 10% del tessuto osseo si rigenera di anno in anno e se c’è carenza di calcio plasmatico mancherà la materia prima per il rinnovamento osseo. (altro…)

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Oceania: uno sconfinato desiderio di conoscenza

Oceania: uno sconfinato desiderio di conoscenza

Un rigido pomeriggio d’inverno ed il desiderio di condividere due ore del mio tempo libero al cinema, con le mie bimbe.

Ammetto di aver “imposto” la visione di Oceania alle piccole dopo aver letto recensioni particolarmente entusiasmanti e aver ascoltato il giudizio di critici cinematografici durante un programma tv che seguo da molti anni, Cinematografo.

Le mie aspettative non sono state disattese: Oceania è un film che non si dimentica, ricco di spunti di riflessione per genitori e figli.

Questo lungometraggio Disney dura circa 103 minuti e la colonna sonora di Mark Mancina è già un motivetto che le piccole intonano spesso.

Mi ha particolarmente colpita la straordinaria grafica computer, l’acqua dell’Oceano Pacifico è cristallina, trasparente; ogni tratto somatico dei personaggi è curato nei minimi dettagli e sorprende in modo particolare la mimica facciale che richiama così puntualmente quella dell’essere umano in carne ed ossa!

Vaiana, protagonista della storia, è una sedicenne figlia ed erede del capo di un’isola polinesiana.

La giovane, che agli occhi di un padre autoritario appare irrequieta e scontenta della vita che conduce, non è altro che una ragazza in cerca della propria identità.

Per trovare la sua dimensione ha bisogno di recidere il “cordone ombelicale” che la tiene legata alla sua famiglia e di partire alla volta di mari e terre sconosciute, con coraggio e determinazione.

Durante questo lungo viaggio,  oltre a “conquistare” se stessa, risolve una situazione drammatica in cui è coinvolta la sua famiglia ed il suo popolo d’origine, incontra temibili mostri e affronta tanti ostacoli.

Raggiunge l’ambita meta (la salvezza del suo popolo e la piena consapevolezza di se stessa) dopo aver fronteggiato molti pericoli e dopo aver gestito un complesso rapporto con Maui, figura maschile rilevante nel film con cui intrattiene, in un primo momento, un rapporto conflittuale che poi diventa sereno e disteso.

Probabilmente il motore dell’intero lungometraggio è proprio la ricerca della consapevolezza della donna in quanto tale, la certezza di poter raggiungere un obiettivo basandosi completamente sulle proprie capacità innate ed acquisite.

Vaiana non disdegna l’aiuto di Maui, ma desidera farcela da sola, grazie alla sua determinazione e alla sua brillante intelligenza.

Così il ruolo della donna spesso vilipeso, a mio parere nelle fiabe Disney, si veste di luce nuova: l’eroina raggiunge la tanto ambita meta grazie alle sue capacità, dalle sue fragilità trae coraggio.

In “Oceania” la protagonista basta a se stessa, pur avendo sempre considerevole rispetto per le persone che la amano e che, proprio per tale motivo, vorrebbero soffocarne l’ansia di affrontare la realtà e, dunque, il desiderio di appagare la sua sete di conoscenza.

 

oceania

 

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Bambine, siate donne forti!

Bambine, siate donne forti!

Mi  capita frequentemente di pensare a quale tipo di tipo di donna io rappresenti per le mie due figlie. Quanto vorrei sapere che immagine rimando loro di me stessa! 

Mi piacerebbe che mi percepissero come una donna forte, solida, risoluta. 

Autorevolezza, fermezza con una “pennellata” di dolcezza: troppo pretenzioso il modello  di donna in cui vorrei che  le bimbe mi riconoscessero e si riconoscessero?

Durante la crescita i tratti del carattere si definiranno e quale temperamento avranno, quali comportamenti assumeranno nel fronteggiare la vita di ogni giorno, questo proprio non lo posso sapere!

Sarà bello vederle crescere ed interagire con il mondo che le circonda avendo introiettato (anche solo in parte!)  un modello comportamentale che io, donna/mamma,  ho cercato di proporre.

Mi auguro che queste ragazze del 2030 (che strano parlare così di sue bimbette ora tanto piccine!) siano tenaci, disposte ad affrontare ogni difficoltà che si presenta loro con coraggio, senza mai perdersi d’animo.

Il cammino della vita è costellato di gioie, emozioni meravigliose derivanti da avvenimenti di natura privata o professionale) ma anche di dolore che trafigge, che scardina le certezze, che destabilizza.

E’ facile vivere gli eventi belli, viene naturale farlo, abbandonarsi all’euforia o alla semplice serenità non richiede un grosso sforzo.

L’impegno, invece, è corazzarsi per affrontare le avversità che, prima o poi, si presentano nella vita di molti.

Alle mie figliolette auguro di sfoderare le loro migliori armi di difesa, di  costruire una fitta “rete” che le difenda (per quanto possibile) da “attacchi esterni”, che spesso graffiano l’anima.

E anche quando cadranno mi auguro che sappiano rialzarsi con vigore, ritrovando un equilibrio nuovo.

 

forti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Hypnobirthing e il potere delle parole

Hypnobirthing e il potere delle parole

La dott.ssa Carmen Innocenti ti parla di Hypnobirthing e del potere delle parole.

Buona Lettura!


La gravidanza è fare spazio, non solo nel corpo, ma anche nella mente e nel cuore, ad un essere umano; il parto è lasciare andare questo essere umano alla vita che lo aspetta.

Ogni mamma conosce il potere delle parole, ci sono parole che ti senti dire, frasi che subdolamente insinuano paura, dubbio, incertezza e insicurezza: “io farei così… perchè non fai così?… speriamo che tu abbia il latte… ma te lo lasciano fare?… ma sei sicura?… pensa al tuo bambino.” Continua a leggere

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La Posta del Cuore: la violenza domestica

La Posta del Cuore: la violenza domestica

Ricevo molte email di madri che subiscono violenze tra le mura della propria casa, violate doppiamente in quell’ intimità che dovrebbe essere sacra: quella  strettamente connessa alla sfera privata.

Donne che hanno riposto la propria fiducia in partner che si sono rivelati violenti, inadeguati, sbagliati.

Leggo le storie di Mary981 (ne riporto il testo di seguito), Lullalove75, Lety_mom, ChiaraFree e tante altre, attraverso le quali vivo un forte desiderio di rivalsa e di autodeterminazione. 

Queste mamme/donne mi raccontano di storie di violenza fisica e psicologica, di momenti drammatici che affrontano, troppo spesso, “sommessamente”.

Cerco di dar voce all’urlo soffocato di una lettrice di Oltrechemamma, Mary981, moglie trentacinquenne, lavoratrice part time e madre di un bambino.

Riporto fedelmente le sue parole.

Le offro il mio sostegno e l’unica soluzione per uscire dal tunnel della disperazione: la denuncia.


 

Ciao, 

Oltrechemamma.  A te affido uno sfogo riguardante la mia vita privata. 

Sarò breve e concisa

Da due anni mio marito alza le mani su di me. Davanti a P. che è il mio bambino di 6 anni.

Non ho la forza di parlarne con nessuno che non sia mia madre.

Le mie amiche non capirebbero, altri famigliari  ben disposti all’ascolto di un problema così grosso non ne ho.

Sono sola. 

Molte volte ci sono io, io miei lividi neri e il dolore forte alle costole con cui quasi convivo.

Non ho neppure la forza di continuare a raccontarti i dettagli dietro ad uno schermo, sto scrivendo ed ho il cuore in gola.

Non so, dimmi tu. che pedine muovere, voglio uscire da questa ossessione (ci penso meno se lavoro, sono segretaria metà giornata presso uno studio notarile in città…) ma non ho idea da dove iniziare.

Ti abbraccio, ti seguo e ti ringrazio con tutta me stessa. 

 

 

Cara Mary981,

quello che chiami “problema così grosso” è un dramma.

Comprendo molto bene la paura del giudizio degli amici, della famiglia (hai già mosso un passo avanti enorme confidandoti con i tuoi genitori, che immagino provati da una sofferenza pungente). Avranno sicuramente rispettato la tua scelta, quella di non parlare con nessuno, e questo silenzio non sarà per loro un fardello facile da portare.

Soprattutto, però, il fardello pesante lo sopporti tu.

Mary, non posso non darti come imperativo quello di DENUNCIARE tuo marito.

Due anni di violenze perpetrate su di te e, per giunta, davanti agli occhi di tuo figlio non possono scivolare nel turbinìo di una vita quotidiana che scorre a ritmi serrati.

Non dovrebbe scivolare neppure  uno schiaffo, per la precisione.

Uscire dal tuo recinto di sofferenza sarà complicato, sarà come riconoscere a te stessa che stai vivendo una situazione di dignità ferita, di dolore sanguinante e lacerante.

Devi, farcela, devi “stanare”il nemico (tuo marito, ovviamente). Se lui si nasconde dietro al tuo mutismo questa condizione potrà durare per anni, per un tempo indefinito.

In privato riceverai, in allegato alla mia mail, un elenco dei centri antiviolenza della tua zona. Te li segnalo dopo aver effettuato una mappatura dei centri più accreditati che si occupano di ascoltare e sostenere le donne vittime di violenza (domestica e non solo) situati nel raggio di pochi kilometri da dove tu risiedi (ndr.Mary mi ha dato la possibilità di avere info più dettagliate su di lei e che, per ovvi motivi di privacy, non riporterò qui)

.Il sentimeno di vergogna che stai provando è tipico di molte donne che subiscono abusie violenze di ogni genere (anche psicologico). Tu DEVI superarlo, per te e per la tua dignità di donna e per tuo figlio!

Non puoi permettere che il tuo bambino sia spettatore di soprusi e gesti orrendi ai danni della sua mamma da così tanto tempo!

Raccogli tutto il coraggio e la forza che sicuramente hai in te e “urla”. 

L’aiuto di operatori specializzati nell’ affrontare questo genere di sofferenze e l’ausilio (determinante) delle forze dell’ordine costituirà il punto di partenza necessario per iniziare un percorso di tua rinascita.

Non sarà semplice e non avverrà immediatamente ma vedrai che con il tempo arriverai a vedere una luce sempre più calda e vivificatrice infondoal tunnel.

Ci sarà un nuovo inizio per te e per tuo figlio.

Sii forte e credi in te

Ti abbraccio fortissimo

La posta del cuore

 

 

 

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