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Ciuccio-Biberon-Dito: Quando smettere?

La dott.ssa Manuela Farano, logopedista, scrive un interessante intervento su ciuccio-biberon-dito.

Buona lettura!


Ciuccio-Biberon-Dito: Quando smettere?

uno

Accade spesso che un genitore possa chiedersi “quando è il momento giusto per il mio bambino di togliere il ciuccio, o di eliminare il biberon?” dueoppure “Tenere sempre il dito in bocca potrebbe portare qualche problema in futuro ?”. Bene, se vi siete posti queste tredomande siete sulla strada giusta ed io Logopedista verrò in vostro aiuto e vi accompagnerò durante questo percorso di conoscenza.

La prima cosa che dovete sapere è l’enorme potere che la lingua ha con la sua forza: basti pensare che ognuno di noi deglutisce in media 1600 volte al giorno, e ogni volta la lingua scarica una forza di circa 1 Kg sulle zone della cavità orale che tocca. Nella deglutizione fisiologica il punto di scarico di questa forza è al livello del palato dietro agli incisivi superiori. In caso di deglutizione atipica questa forza viene scaricata in punti che determinano uno sviluppo facciale poco armonico.

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Ogni bimbo ha i propri tempi!

“Ogni bimbo ha i propri tempi “ è una tra le frasi cardine del mio sapere pedagogico. Tengo sempre ben presente questo monito in primo luogo nelle vicende della mia maternità e poi professionali. Cito questa espressione per parlarti della mia esperienza di madre di una bimba quattrenne che ha appena “lasciato il ciuccio”.
Il ciuccio, tanto demonizzato quando adorato, oggetto di polemiche annose perché nocivo per la salute del bambino o di elogi sperticati perché ancora di salvataggio in molte bufere di capricci.
Insomma, come in molti problemi dell’educazione…e della vita in genere, c’è chi è favorevole e chi è contrario!
ciuccio

Ad entrambe le mie figlie ho proposto il ciuccio ed hanno accettato di buon grado questo “bravo compagno”😉
Arrivata al compimento del quarto anno di età big V ha iniziato a desiderare meno il ciuccio ( dai 3 anni lo prendeva solo la sera per andare a letto) fino a che lei stessa non me lo ha chiesto più. Non le ho mai imposto di lasciarlo, neppure ho mai preso in considerazione l’idea di iniziare a “tallonarla” affinchè si convincesse di riporlo via.

I tempi di crescita, quelli sì che vanno rispettati, il fisiologico sviluppo psico-fisico del bambino, per me, è da valutare con molto rispetto. Lo stesso atteggiamento può essere tenuto per l’altro “problema” che affligge molti genitori: dormire tutti insieme nel lettone! E’ inutile negarlo, fare la nanna col proprio bambino è dolce e tenero (co-sleeping per le mie bambine fin dal primo giorno di vita in casa;-) ne parlo qui ) ), seppure un poco scomodo. Tra l’altro decisamente si evitano questioni varie ed ore di cullate che, quando si è stanchi, non sempre si ha la forza di affrontare. “Ma quando il piccolo tiranno scalciante lascerà il nostro letto, come gli imporrò di dormire nella sua cameretta una buona volta?” Spesso mi viene chiesto proprio questo e, ancora una volta, invito a non agitarsi e a precipitare gli eventi. Diceva una persona a me cara, riferendosi al suo nipotino maschio restio a lasciare il lettone, che certo una volta partito militare (un tempo era così) non avrebbe più dormito con la sua mamma!!! Naturalmente è una voluta esagerazione che, però, nasconde una saggezza antica: la crescita, le esperienze guidate e la maturazione assistita dai propri cari sono i migliori alleati per lo sviluppo di un piccolo essere umano!  Diamo fiducia al nostro bambino e prendiamolo per mano finchè non si sente sicuro, sempre.

 

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