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Vegetarismo, nutrizione e salute dei bambini

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista- Psiche&Nutrizione– ti parla Vegetarismo, nutrizione e salute dei bambini

Sempre più persone e famiglie si stanno avvicinando ad una dieta vegetariana, escludendo la maggior parte o tutti (vegani) gli alimenti di origine animale.

Cosa succede quando in queste famiglie nasce un bambino? E’ possibile garantirgli tutti i nutrienti essenziali per una corretta crescita senza rischi per la salute?

Certo! Con un po’ di attenzione e preparazione specifica.

L’allattamento al seno è strettamente consigliato anche in questi casi, quando non è possibile il latte artificiale fornisce un prezioso supporto.

Lo svezzamento prevede l’introduzione di cereali, frutta e verdura come tradizionalmente, mentre al posto di carne, pesce e salumi vengono utilizzati legumi, soia e semi oleaginosi (lino, chia, sesamo ecc).

Per quanto riguarda la vitamina B12 è utile utilizzare prodotti fortificato o integrati.

Secondo le linee guida, in caso di dubbio è consigliabile la supplementazione di 0,5mcg al giorno di vitamina B12 per il lattante.

Si consiglia di utilizzare cereali fortificati in ferro, centrifugati di frutta e verdura, tofu, purea di legumi e yogurt di soia.

Sono utili pseudo cereali come la quinoa, l’amaranto, il grano saraceno e l’avena (attenzione al glutine per quest’ultimo) in quanto più ricchi di proteine, ferro e calcio dei cereali tradizionali.

I semi oleaginosi e la frutta secca vanno introdotti dopo il primo anno di vita, soprattutto se ci sono casi di allergia in famiglia; possono essere in forma di crema o polvere per arricchire i piatti in ferro, zinco e calcio.

Per quanto riguarda ferro e zinco potrebbe essere utile considerare un’integrazione, è utile la consulenza medica.

Attenzione al contenuto di fibre degli alimenti perché la flora intestinale del bambino non è correttamente sviluppata, una quantità troppo elevata di fibre durante la giornata può creargli fastidi o disturbi intestinali.

L’olio extravergine d’oliva può essere supportato dall’olio di semi di lino, al posto del parmigiano si può utilizzare la polvere di germe di grano oppure la crema di sesamo.

Il bambino entro i primi sei mesi di vita ha bisogno di supplementazione di vitamina K, D, B12 e ferro.

Dopo i 6 mesi e fino a 1 anno somministrare vitamina D se è a rischio carenza, B12 e ferro se la fonte dietetica è insufficiente, fluoro se viene utilizzata un’acqua con meno di 0,3 ppm e va valutata l’integrazione di zinco.

Le diete vegetariane, se non ben controllate possono portare a carenze energetiche a causa dell’alto potere saziante dei loro alimenti cardine (verdura, legumi ecc); l’assunzione di più spuntini e l’utilizzo di pane, pasta e riso raffinati non è controindicata proprio perché aiuta al raggiungimento quotidiano di energia e nutrienti necessari per la corretta crescita.

Un ottimo spuntino per un vivace piccolo ometto (dopo il primo anno di vita) potrebbe prevedere un

e al raggiungimento del fabbisogno calorico giornaliero.

È sicuramente raccomandabile farsi seguire dal proprio medico e da un esperto durante la gravidanza, l’allattamento e le prime fasi di crescita dei bambini vegetariani o vegani per essere sicuri di non trascurare le esigenze nutrizionali specifiche di mamma e figlio in queste importanti tappe.

Vegetarismo, nutrizione e salute dei bambini

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Allergie alimentari e reazioni avverse nei bambini

 

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista- Psiche&Nutrizione– ti parla delle allergie alimentari e reazioni avverse nei bambini.

Buona lettura!


Il fenomeno delle reazioni avverse agli alimenti nei bambini in età pediatrica è, sicuramente, in ascesa. I sintomi che si manifestano possono essere cutanei (prurito, rash, orticaria, eczema, secchezza), respiratori (asma, tosse, rinite), gastroenterici (diarrea, vomito, stipsi, anemia, dolori addominali e rifiuto del cibo), oculari (edema periorbitale, prurito oculare, congiuntivite, lacrimazione) ecc e la comparsa di queste reazioni sono legate a predisposizioni genetiche e ai condizionamenti ambientali.

Il nostro sistema gastro-intestinale svolge l’importante funzione di digerire e trasformare gli alimenti (sostanze estranee all’organismo) in molecole più piccole e facilmente riconoscibili dal sistema immunitario come non pericolose che riescono a passare la barriera intestinale; quando ciò non avviene correttamente si ha una reazione avversa alla molecola.

riproducibile alla riesposizione a un determinato alimento, per pseudoallergia invece una reazione derivante da una risposta specifica non immune, ma con sintomi sovrapponibili a quelli allergici.

L’intolleranza alimentare è una reazione dipendente dalla difficoltà a digerire e metabolizzare un alimento o un suo componente causata da un suo consumo eccessivo, prolungato o abbondante associato ad una predisposizione genetica (Ministero della Salute 2013).

Esistono anche le reazioni tossiche ad un alimento, ma queste non dipendono dalla suscettibilità del soggetto e sono legate alla presenza di contaminanti o sostanze nocive nell’alimento (pesticidi, micotossine, inquinanti ambientali e sostanze chimiche o naturali).

Tra i maggiori allergeni per i bambini abbiamo: latte, uovo, arachidi e frutta secca, pesce, crostacei, grano, soia, sesamo, additivi alimentari come E102, E211, E223, E224, e dolcificanti come la saccarina e l’aspartame.

Gli E 210 ed E219 sono i benzoati, presenti in succhi di frutta e, bibite ed alcuni farmaci e possono dare orticaria. Il glutammato monosodico è un additivo molto utilizzato negli inscatolati ed è il responsabile della sindrome da “ristorante cinese”, che si manifesta con brividi, tremore, irritabilità.

Nel primo anno di vita il 2,5% dei bambini è allergico al latte vaccino, ma nel terzo anno di vita l’80% di questi perde tale sensibilità e solo il 15% è ancora allergico dopo i 10 anni.

Un discorso molto simile vale per l’allergia all’uovo, la soia e il grano; solo l’allergia alla frutta secca, al pesce e ai crostacei persiste nell’adulto.

Il motivo di tali cambiamenti nel corso della crescita è legato all’immaturità del sistema immunitario e meccanico intestinale, alla flora batterica ancora scarsa quando si è neonati e che man mano che si cresce si sviluppa e rinforza.

Purtroppo per la diagnosi esiste ancora molta confusione attorno ai siatemi attualmente utilizzati e anche quelli di laboratorio e i test cutanei non sono totalmente affidabili… quindi spesso si procede con la dieta a eliminazione dell’alimento sospetto oppure alle diete oligo-antigeniche in cui sono concessi solo alimenti come: agnello, riso, mela, spinaci, lattuga, patate, sale, zucchero, aceto, olio d’oliva.

Le diete elementari vengono consigliate solo nel caso in cui le prime 2 sono state fallimentari perché utilizzano integratori e sostituti dei pasti.

La durata dipende dai sintomi: per le forme acute bastano già 2 settimane, per i sintomi gastro-intestinali occorrono 6 settimane e alcune forme di intolleranze come quella al lattosio o il fruttosio richiedono un’attenzione perenne alla quantità di alimenti ingeriti fino all’esclusione totale a vita nelle forme più gravi, questo è anche il caso della malattia celiaca, reazione avversa alla molecola del glutine.

Se i sintomi ritornano e persistono anche in seguito al periodo di dieta di esclusione bisognerà fare sempre attenzione all’alimento fastidioso, imparando a leggere le etichette, a conoscere l’alimento e la famiglia alimentare a cui esso appartiene perché nutrienti simili ad esso possono scatenare una reazione crociata simile all’alimento incriminato, bisogna verificare sempre alimenti preconfezionati come merendine, salumi, gelati che possono contenere soia, arachidi, albume e, in ultimo, la famiglia dovrà essere ben istruita in caso di reazioni forti in caso di emergenza quindi sarà opportuno consultare un centro specialistico di fiducia.

E’ stato dimostrato che rispettare l’età di svezzamento (4-6 mesi), introdurre un alimento alla volta e allattare al seno sono strumenti utili alla prevenzione di queste reazioni avverse alimentari.

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La nutrizione del bambino

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista- Psiche&Nutrizione– ti parla della nutrizione del bambino cercando di rispondere in modo esaustivo a molti interrogativi che attanagliano noi mamme.

Buona lettura!


Una delle domande che più attanaglia una neomamma è sicuramente “come posso avere la sicurezza di dare tutto ciò che serve al mio bambino per crescere sano e forte?”

L’alimentazione è una parte fondamentale della nostra vita, una scelta quotidiana che incide molto sul nostro stato di salute.

Quando ci alimentiamo in modo indipendente non diamo così peso a quello che mettiamo nel piatto, ma cosa succede quando a dipendere dalle nostre scelte in cucina è la persona più importante al mondo e che sicuramente è incapace di scegliere da sé? Arrivano i dubbi e le paure!

Uno dei consigli che tengo molto a dare è quello di far provare il più tardi possibile ai bambini zuccheri, cioccolato lavorato e merendine, prima o poi quel momento arriverà… arriverà la riunione di famiglia, la visita a casa di amici, il confronto con le abitudini alimentari degli altri bambini e quindi verranno provati tutti i prodotti industriali, non ottimi per la salute ma che fanno, ormai, parte della nostra realtà… guai a renderli alimenti desiderati e bramati, mai privare i bambini di qualche prodotto industriale.

L’importante è cercare di insegnare il momento e la quantità con cui consumare certi prodotti.

Sicuramente fino a quando possibile meglio far conoscere al bambino solo i sapori naturali, le papille gustative dei neonati sono una tela bianca, possiamo insegnargli i sapori, fargli conoscere i gusti e i bambini sono capaci di apprezzarli tutti… i capricci sono un altro discorso!

Altra cosa importantissima è allattare al seno (ovviamente quando possibile), è stato dimostrato che previene il tumore al seno per la mamma e aiuta il bambino a svilupparsi sano, con una flora batterica intestinale forte e un sistema immunitario pronto.

Non bisogna affrettare i tempi e lo svezzamento deve assecondare un po’ le voglie del bambino, sicuramente non è consigliabile prima del quarto mese di vita, meglio il sesto!

Preparare omogeneizzati in casa, passati di verdure, pappette quanto più naturali, evitare il sale (e quindi di far assaggiare i piatti preparati per la mamma e il papà), e prodotti industriali è l’ideale.

Se proponi ad un neonato un biscotto oppure una carota, giocherà, esplorerà e assaporerà il gusto di entrambi allo stesso modo… solo dopo aver conosciuto la differenza sceglierà quello meno sano ma più stimolante per le papille gustative.

A differenza nostra, i bambini hanno bisogno di crescere, quindi a tavola non dovrebbe mai mancare una fonte proteica, un secondo piatto o dei legumi, questi andrebbero proposti prima della pasta o del pane perché lo stomaco di un bambino ha capacità ridotte (300 ml, meno di una bottiglietta d’acqua quindi non paragonate ciò che mangia lui a quello che mangiate voi e siate tranquilli, quando avrà fame chiederà), potrebbe non volere il secondo dopo aver mangiato il primo.

Per recuperare i carboidrati non assunti al pasto ci saranno utili gli spuntini, nei quali possiamo proporre un panino o della frutta.

Tutti i nutrienti sono fondamentali per un piccolo uomo in crescita.

, questo spesso richiede uno sforzo di fantasia della mamma per preparare (soprattutto nelle età critiche pre-adolescenziale e adolescenziale) piatti con verdura “sotto mentite spoglie”. Spesso non basterà nemmeno, ma mai rinunciare!

Potrebbe essere utile variare anche i cereali, preparare farro, orzo, quinoa, amaranto e non solo pasta e pane. Aggiungi semi di zucca, lino, chia ecc alle verdure sono ricchi di acidi grassi essenziali utilissimi per lo sviluppo del sistema nervoso, allo stesso modo è utile il pesce, che però può non essere particolarmente gradito al bambino.

A questo punto è importante fare un passaggio e istruire zie e soprattutto nonne per essere unite in questa strategia… se il bambino assaggia, conosce o capisce che esistono alimenti tipo wurstel, crocchette ecc a casa di una donna così vicina alla madre farà la stessa richiesta anche alla stessa.

Assicurati che il tuo bambino beva abbastanza acqua e non offrirgli (quindi non deve trovare in casa) bevande zuccherate, succhi di frutta e bevande energizzanti: non ne ha bisogno!

Per il resto fai in modo che conosca presto i piaceri dello sport, di squadra, individuale, per gioco, l’importante è che si muova e faccia qualcosa che gli piace, lo fortifica caratterialmente e fisicamente, gli permette il confronto con allenatore e amici per imparare l’importanza delle regole.

Un bambino che pratica sport difficilmente lo abbandonerà da grande, difficilmente sarà in sovrappeso e difficilmente sarà svogliato e…capriccioso 😉 

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Plasmon: gusto di sempre e no olio di palma!

Il biscotto Plasmon è un prodotto transgenerazionale: l’ho gustato da piccola e lo propongo alle mie pupe ancora ora!

Nel mare magnum dei prodotti alimentari per bambini presenti in quantità elevatissime sul mercato attuale, ho scelto di “ascoltare” il marchio che mi ha offerto una maggiore garanzia circa l’utilizzo dell’olio di palma, di cui ormai tanto si parla (e spesso in toni negativi).

PlasmonIo, mamma, sono stata ascoltata, sì, e con attenzione.

È stato chiesto alla Plasmon di continuare a produrre il biscotto di sempre, con giusto apporto di vitamine e minerali, realizzato con farine ottenute da grano coltivato nelle Oasi nella crescita Plasmon.

Considera che Il Centro di Nutrizione Plasmon in Italia formula il prodotto in base alle esigenze tipiche dell’età del piccolo fruitore!

La grande “querelle” nata sulla presenza, non gradita, dell’olio di palma in un alimento così amato dai bimbi (ti parlo di un biscotto che “vive” dal 1902) ha fatto si che l’Azienda Plasmon si sia posta in ascolto dei suoi clienti ( le mamme attente e scrupolose) ed eliminato l’olio di palma, questo senza inficiare le ottime caratteristiche del prodotto: friabilità, gusto inconfondibile e caratteristica tipica di sciogliersi in bocca!

plasmon

Il biscotto Plasmon ha conservato intatte le sue buone virtù:-)

Merenda,sfizio sano ma con gusto?

Il biscotto dei bambini si conferma il più amato anche dalle mamme!

Insomma,l’Azienda Plasmon ti ha ascoltata, guarda qui !

L’attenzione all’alimentazione infantile (e non solo) è sempre stata la mia priorità. 

Con cura, nei giorni in cui sono più libera, trascorro del tempo a selezionare con accuratezza le etichette dei prodotti alimentari che propongo come mamma alle mie figlie.

Lo faccio con gioia, perchè voglio conoscere ciò che gusteranno le mie adorate pupette! Lo faccio compiendo le mie valutazioni personali, affidandomi talvolta a quelle delle madri che sono sulla mia “stessa lunghezza d’onda” ma sempre e comunque dando credito all’etichetta che leggo dietro il prodotto prescelto.

Biscotto Plasmon, una tradizione lunga una vita!

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