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Attaccamento

L’isola sicura ( il “lettone” )

L’isola sicura ( il “lettone” )
L’isola sicura,tratta dal volume “Raccogli idee” ed. Tresei scuola

Se di notte hai un po’ di paura
c’è sempre un’isola che è sicura.
Se il male ti tiene sveglio
vai nell’isola e stai già meglio.
Se al mattino presto ti desti
a ruzzolar nell’isola resti.
Se nel cielo balena un lampo,
vai nell’isola e trovi scampo.
Per tutti i bimbi alti una spanna
isola grande è il lettone della mamma.

 

Il lettone della mamma come rifugio sicuro,castello inespugnabile.

Ho letto per caso sul web questa filastrocca dove, in poche righe, racchiusa tutta la “potenza” evocativa del letto materno, da sempre porto sicuro e luogo “morbido” per così tanti bambini…lo è stato anche per me 😉 

Ribadisco, quindi, l’importanza del co-sleeping finchè il piccolo non si senta pronto ad esplorare e vivere un nuovo spazio, da solo, senza contatto alcuno con un genitore.

Arriverà quello “scatto di crescita” che prterà tuo figlio a desiderare ” l’indipendenza notturna”, ma lo farà quando lo avvertirà come propria necessità.

La mia esperienza di madre-educatrice mi aiuta a riflettere meglio su questo aspetto della vita dei bambini ( e dei loro genitori).

Molte mamme o papà mi chiedono come far sì che il proprio figlio dorma nel suo letto e nella propria camera fin da subito (a pochi mesi dalla nascita ad esempio). 

La mia risposta è sempre la stessa ormai da anni, non ho mai incoraggiato una madre a tenere il proprio bambino in cameretta da solo magari con mille metodi ingegnosi per fare in modo che ci rimanga a dormire tutta la notte 🙄 

Naturalmente parlo di bambini in fascia di età 0-8, “limite” (ma mai patologico) dopo cui si può pensare a parlare più approfonditamente della questione…

, agisci come TU credi sia opportuno agire, se sei convito di una certa qual cosa o metodo educativo, qualunque esso sia, attualo, ma tieni sempre conto dello sviluppo armonico di un bimbo che dal caldo grembo materno si ritova catapulato nella vita reale…e che bebè o bambino più grande che sia ha i propri tempi di maturazione che non andrebbero alterati.

 

 

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“Figlia mammona? Tante coccole in più per te!

Riporto il testo di una mail ricevuta al mio indirizzo oltrechemamma@gmail.com per la rubrica “La posta del cuore”. Ho intitolato questa mail: “Figlia mammona? Tante coccole in più per te,mamma !”.


Cara Oltrechemamma, 

mia figlia (cinque anni) è morbosamente attaccata a me. 

Non ho alle spalle una storia difficile o triste, insomma sono felicemente fidanzata, vita regolare e appagante.

La mia S. ha gioia e amore nella sua vita ed è una bimba serena e piena di energia straripante!!! 

A causa della mia gravidanza ho perso il lavoro (te ne parlerei a lungo ma meglio non annoiarti nonchè incupirmi, ho versato infinite lacrime per questo e ho in piedi una battaglia legale di una certa proporzione contro i miei ex datori di lavoro…).

Comunque, premessa fatta e necessaria, ti scrivo per chiederti un parere su come comportarmi con la piccola principessa di casa. 

Frequenta l’ultimo anno di materna, ha iniziato il nido a due anni per mia scelta, la vedevo così “attaccata” a me che con il mio compagno abbiamo deciso di farle iniziare la vita di comunità per renderla più autonoma.

Eppure… la notte dorme solo con me e attaccata a me, piange se vado via per due o tre ore (insomma poi torno :)) come una matta e mi cerca, a casa vuole giocare con me non riuscendo mai a stare in cameretta per più di quindici minuti: insomma, mia figlia è mammona! 

Che cosa fare perchè acquisisca più indipendenza da me? All’asilo è serena, dopo la prima mezz’ora di pianto si calma e gioca con i coetanei e pratica sport ( balli di gruppo per bimbe). Mi viene descritta dalle maestre come aperta e compagnona. 

Ma allora…cosa scatta in lei quando siamo a casa o, insomma, insieme?!?

Aiutami a capire!

mammona
fonte immagine: web

Cara lettrice, 

come sempre esprimerò la mia opinione con estrema sincerità.

Se per esprimere una mia valutazione devo attenermi a quanto da te raccontato sulla mail, allora le mie saranno parole che,forse, suoneranno “severe”.

S. gioca senza farsi troppi problemi con il gruppo dei pari, vive in un contesto famigliare armonioso, non riporta a casa vissuti negativi e allora… niente panico!

Insomma, la tua cucciola non fa nulla di sbagliato se non amare la sua mamma, dimostrandole, attraverso una forte gestualità, tutto il suo affetto!

Dorme con te? Non so bene cosa ne pensi tu del co-sleeping, ma intuisco che ti piacerebbe una soluzione alternativa;)

 Di co-sleeping e alto contatto parlo spesso sul blog per cui, se vuoi, puoi leggere ciò che penso attraverso quanto espresso nei blog posts di Oltrechemamma.

Le bizze quando un genitore si allontana dal proprio figlio? Normalissime, i bimbi reagiscono spesso piangendo e scalmanandosi con il povero baby sitter di turno (parente, amico) che fa una gran fatica a distrarre il pargolo dall’improvvisa assenza del proprio genitore, compito arduo per il malcapitato 😀 

 

Non riesce a giocare da sola e cerca la tua compagnia? Il “gioco autonomo” va incoraggiato perchè in questo modo si stimola il pensiero creativo, solletichi la sua curiosità e voglia di scoprire! Puoi condurre la tua piccola in questa direzione essendo certa di compiere un gesto d’amore che l’aiuterà a crescere.

Non crucciarti, però, se la tua pupetta ,malvolentieri, gioca da sola: imparerà! Ogni bimbo ha i propri tempi di acquisizione di un’abilità, ogni bimbo cresce seguendo tape non uguali a quelle di un coetaneo!. 

Soprattutto, mia cara S, dispiacerti  perchè tua figlia cerca così spesso il contatto fisico con te, anzi devi essere felicissima! 

Se all’asilo non ha problemi di socializzazione alcuna, se si rapporta in modo sereno e non problematico con il gruppo dei pari e se non presenta particolari problemi (patologie o disturbi del comportamento prosociale e, da ciò che racconti, è in gran forma;)) allora sii felice! Godi pienamente delle sue carezze, della sua pelle morbida, dei suoi bacini, dei suoi abbracci: non interpretare questa “fisicità” come morbosa, vivi con gioia questa fase in cui lei avverte il desiderio fortissimo di te, della tua presenza, della tua figura di mamma!

Molte volte accolgo gli sfoghi di madri che si “lamentano” (che termine brutto, ma devo rendere l’idea) di figli “troppo attaccati”, “mammoni”.

Vivi la tua maternità con pienezza, può essere che S. rimanga sempre, per così dire, affettuosa nei tuoi riguardi o forse no, che sia una fase. 

VIVI TUA FIGLIA con naturalezza, ciò che ti esprime, anzi, questa sua vicinanza che percepisci “pressante” deve gratificarti! 

È bellissimo, quantomeno per me lo è, avere una bimba che ti mostri tutto il suo amore!

Buona fortuna e scrivimi ancora!

mammona

 

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