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Le prime confidenze tra figlia e mamma

prime confidenzePrime confidenze tra figlia e mamma.

La piccola V, in genere, la sera prima di addormentarsi si lascia andare a qualche confidenza riguardante ciò che ha vissuto durante la giornata all’asilo.

Non ama fare apprezzamenti o denigrare. Si limita (per ora 😉 ) a raccontare qualche episiodio di vita da bimba di scuola materna, a pochi mesi dall’inizio della scuola e alla sua prima vera esperienza di vita in comunità.

Ho ritualizzato (clicca qui per sapere cosa intendo per “ritualizzare”) il momento del “raccontami cosa hai fatto oggi a scuola”: non la sottopongo ad un interrogatorio, per carità, molti bimbi -lei compresa- se si sentono “sotto torchio” non parlano più liberamente, per cui la invito ad aprirsi con me liberamente. 

Ci sono sere in cui spende ben poche parole e non insisto, penso che se qualcuno insistesse con me per sapere qualcosa e magari fossi stanca e non mi andasse di parlare vorrei essere lasciata in pace, non credi anche tu 😉  ?

Rispetto di lei, bambina, dei suoi umori, della sua stanchezza o svogliatezza, dei suoi si e dei suoi no. 

Dicevo, quindi, di questo rito delle confessioni serali: sul lettone tra una coccola e l’altra le chiedo di raccontarmi cosa abbia imparato a scuola, se si sia divertita, con quale amichetta/o abbia interagito di più in quelle ore, le emozioni provate durante una determinata esperienza. Cerco di farle verbalizzare il contenuto della giornata. Lei si “alleggerisce” un po’ ed io, vuoi per curiosità di mamma, vuoi per deformazione professionale, acquisisco tanti piccoli elementi che mi fanno capire come vive la sua piccola esistenza di bimbetta.

Due sere fa mi racconta un episodio vissuto con due tra le sue amichette preferite, durante l’ora della merenda scolastica.

Little V dice di aver offerto ad entrambe le sue compagnucce un po’della propria brioche (desumo quindi l’abbia divisa grossolanamente in tre parti). 

Mi riferisce che una delle bimbe dice alla terza compagna di non aver ricevuto da little V il pezzettino e che quindi neppure lei avrebbe dovuto accettarlo. 

Little V scoppia in lacrime durante il racconto e credo abbia pianto anche un po’ il giorno dell’accaduto. 

Mi dice: «Mamma perchè B. ha detto una bugia? Io gliel’ho dato davvero il pezzo di brioche, forse lei lo ha nascosto e l’ha messo in tasca o… proprio non voleva che lo dessi anche a N. Ma perchè, mamma? Anche B aveva avuto la brioche ma continuava a dire che non era vero! ». 

I bimbi possono essere dispettosi, tutti, e magari gelosi delle amicizie in comune. Ho pensato ad un moto di gelosia di B che non ha percepito l’esclusiva del del dono di little V. 

Non so come sia proseguita la cosa, credo che sia intervenuta la maestra per placare un po’gli animi.

Ho ricordato alla mia bimba che aveva fatto bene a sottolineare alla sua amichetta N che la briochina era un dono per lei, ma anche per B e che l’aver voluto condividere una propria cosa è stato comunque un gesto simpatico e di amicizia 😉  

Piccola donnina cresce, si confronta e ascolta (almeno per ora 🙂 ) la propria mamma! 

 

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Lavoretti: osservo e assaggio

Lavoretti: osservo e assaggioTi propongo un’attività didattica realizzata da tutti i bimbi all’asilo di little V: “Osservo e assaggio”.

L’attività può essere svolta a partire dai 18 mesi circa.

Le educatrici hanno fatto accomodare i bambini intorno ad un tavolo basso, ampio e circolare.

Ad ogni bimbo è stato consegnato un foglio bianco formato A 4, tampone e tempera colorata, pezzettini di carta colorata già tagliata in piccoli quadretti. Si tratta di carta per collage, quella che definisco “simil velluto” e carta liscia.

Per reperire il materiale occorrente (carta colorata per collage, colore a tempera, pennelli) puoi recarti presso una cartoleria ben fornita o presso un ipermercato al reparto scuola.

Questa attività è importante perché stimola il bambino ad un’osservazione dell’oggetto in questione (un frutto in questo caso) e lo aiuta ad aumentare i tempi di attenzione.

Il bimbo, quindi

  • osserva il frutto
  • riempie di colore o con i micro pezzi di carta colorata la sagoma del frutto (ovviamente già disegnata in precedenza dall’educatrice)
  • riflette su quanto realizzato

Un ruolo importantissimo, se ci fosse bisogno di sottolinearlo, è quello dll’educatore che invita il piccolo allievo a concentrarsi per riuscire al meglio in questa attività.

Infine viene proposto al piccolo di assaggiare il frutto: questa attività dell’ “Osservo e assaggio” serve anche per far “connettere” due sensi: vista e gusto.

Inoltre servirà per raffinare la motricità fine.

Durante questo bel gioco bimbi si sentono tendenzialmente coinvolti: vedere e poi gustare, osservare e poi “testare” quanto proposto è divertente ed istruttivo, provare per credere 😉 

 

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A modo tuo

                               

 

Sarà difficile diventar grande

Prima che lo diventi anche tu

Tu che farai tutte quelle domande

Io fingerò di saperne di più

Sarà difficile

Ma sarà come deve essere

Metterò via i giochi

Proverò a crescere

 

Sarà difficile chiederti scusa

Per un mondo che è quel che è

Io nel mio piccolo tento qualcosa

Ma cambiarlo è difficile

Sarà difficile

Dire tanti auguri a te

A ogni compleanno

Vai un po’ più via da me

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo

 

Sarà difficile vederti da dietro

Sulla strada che imboccherai

Tutti i semafori

Tutti i divieti 

E le code che eviterai

Sarà difficile

Mentre piano ti allontanerai

A cercar da sola

Quella che sarai

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo

 

Sarà difficile

Lasciarti al mondo

E tenere un pezzetto per me

E nel bel mezzo del

Tuo girotondo

Non poterti proteggere

Sarà difficile

Ma sarà fin troppo semplice

Mentre tu ti giri

E continui a ridere

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo 

 

Scrivo di getto.

Mi dirigo verso l’ asilo di big V e spingo il passeggino di little V che intona un motivetto allegro e decisamente originale  😉 Si va a prendere la “piccola grande” di casa dopo tante ore di scuola. 
Ho chiamo le mie bimbe Rondine e Colomba, le immagino con le ali, felici di volare libere.

Mi sono mancate in queste ore, le ho pensate tantissimo. Non sono melensa, forse un pochino 🙄  Ogni volta che le accompagno all’ asilo avviene quel piccolo distacco che tanto fa male ad una mamma… Per carità, intanto che sono via riesci a fare mille cose, lavorare, produrre in e fuori casa. Ma  manca sempre un pezzetto del proprio cuore! 

Ascoltavo qualche nota di una canzone cantata da Elisa  e scritta da Ligabue ,” A modo tuo” di cui  trovi il video all’ inizio del post: mi sono commossa, il testo è una vera lettera d’ amore per un figlio che cresce. 

Ho pensato alla mia Rondine e alla mia Colomba, due  tenere bimbe che ancora come cucciole cercano il calore della propria mamma, desiderano gli abbracci, i baci e gli sguardi di chi le ha messe al mondo.

Nel testo della canzone si sottolinea proprio la difficoltà che ha un genitore a vedere il proprio figlio allontanarsi, un figlio che sperimenterà le gioie e i dolori del mondo esterno che affronterà con grinta  e desiderio di conoscere. 

Tra i versi si coglie il dispiacere di una madre che sa di quanto la realtà esterna sia complessa, di quanto si sforza per contribuire ad un cambiamento significativo proprio per migliorare il contesto in cui si si “muoverà” il proprio bambino. 

Ed è proprio quando “lanci” il tuo bambino verso il mondo nascono in te mille timori, vorresti intervenire, accompagnarlo mano nella mano il più a lungo possibile ed evitare che provi i dispiaceri che ,purtoppo, sono inevitabili quando si vive in un contesto sociale e relazionale. 

Per quanto dispiaccia, comunque, avere il proprio figlio lontano da se mai va persa la missione educativa  primaria per una madre e/o padre: educare il bambino all’ autonomia. 

 

a modo tuo

 

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Inizia l’asilo? Si ammalerà!

asiloSuona come una condanna questo titolo, lo so, ma è fedele all’ esclamazione della maggior parte di amici e conoscenti una volta venuti a conoscenza dell’inizio  dell’asilo per le bimbe!

Pare che siano davvero pochi, ma esistano, gli “eroi” che escono indenni dal primo anno di vita comunitaria e di stretto contatto quindi con i propri pari. L’antidoto contro le malattie da primo anno di asilo? Non ne verranno mai a conoscenza, purtoppo, i genitori di bimbi che si sono ammalati già diverse volte dall’ inizio della scuola 😥 

E quindi primo venticello freddo, primi virus, tanti starnuti e colpi di tosse, tanti mal di pancia o mal di gola e il gioco è fatto: tac, si ammala il primo bimbo, poi il secondo e la classe si spopola!

A risentirne della lontananza (forzata) dall’ asilo sono, diciamo la verità, in primis i genitori (o chi per loro) che devono intrattenere il piccolo malato in casa in mille modi, con mille giochi (perchè non basteranno mai quelli che sono già affastellati in cameretta) e con tanto entusiasmo!

Bimbi nervosi perchè in ambiente circoscritto per più tempo, mamme o papà ansiosi per la febbre che sale e scende, pediatra invocato durante tutta la giornata, bustine di qualsivoglia pozione magica che possa far guarire e poi tanti, tanti capricci  😯 

E dispiace, tanto, vedere questi pargoletti così tristi, sciupati e annoiati ed ogni volta che si ammalano si prega intimamente che sia una delle ultime volte che accade, per quel mese, ed invece ci ricascano 🙄

Mamme stanche, un pò afflitte e sicuramente anche un pò preoccupate, c’è da consolarsi: giornali, telegiornali e web magazines iniziano a parlare di malanni stagionali già da fine settembre (quindi poco dopo l’ apertura della scuola) quindi siete (siamo, 😥 ) in pieno trend  :mrgreen: 

 

 

 

 

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Scuola materna ed incontri con i genitori: inizio di un cammino insieme

Per big V (la mia prima bimba) questo è il primo anno di asilo. 

L’inserimento è stato piuttosto semplice, la piccolina è socievole e desiderosa di condividere le proprie esperienze con i coetanei.  

Trascorsi ormai alcuni giorni dall’ inizio della scuola noi genitori siamo stati invitati  a partecipare alla prima riunione con le maestre, l’incontro è  durato circa quaranta minuti.

Gli argomenti trattati sono stati principalmente due : 

  • il rispetto delle regole per i bambini e per i genitori (ebbene si, anche il papà e la mamma devono attenersi a determinate indicazioni)
  • la programmazione formativa

Una moltitudine di mamme ha ascoltato attentamente due maestre che si erano rese portavoce di alcune disposizioni del dirigente scolastico. 

In un’ atmosfera distesa  (il discorso avrebbe potuto non essere ben “accettato” perchè, quando si tratta di regolamentare qualcosa c’è sempre chi  manifesta disappunto anche in toni non proprio pacati…) una delle due insegnanti ha esordito dicendo che fosse necessario stabilire alcuni punti fissi per disciplinare la vita comunitaria dei bimbi .

Primariamente si è evidenziata la necessità di  rispettare l’ orario di ingresso a scuola, pregando i genitori di non arrivare oltre il termine definito. Le attività scolastiche non possono iniziare se non sono presenti tutti i componenti della classe, pena la comprensione non completa di una lezione già avviata. La coesione della classe ed il livello alto di attenzione per dei bimbi così piccini sono, già in condizioni ideali, difficili da mantenere figuriamoci se ogni pochi minuti una mano bussa alla porta  interrompendo il discorso iniziato!

Osservare la puntualità non è un’ imposizione “totalitaria” che può privare il piccolo di preziosi minuti di sonno (che potrebbe recuperare andando a dormire prima la sera  o riposando il pomeriggio!).  Anzi. Far comprendere al  piccolino l’importanza  dell’ orario di ingresso (e di uscita) non può, invece,  che giovare a costruire in lui il concetto fondamentale del rispetto delle regole.

E’ stato importante conoscere anche la programmazione formativa per questo anno scolastico: sappiamo che i bimbi si dedicheranno a lavoretti in aula, ad attività ludiche ma con grado crescente di complessità. 

Sarà interessante, a fine anno, valutare i progressi dei nostri figli sia in campo cognitivo che pratico ed emozionale!

scuola materna

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