La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista- Psiche&Nutrizione– ti parla delle allergie alimentari e reazioni avverse nei bambini.

Buona lettura!


Il fenomeno delle reazioni avverse agli alimenti nei bambini in età pediatrica è, sicuramente, in ascesa. I sintomi che si manifestano possono essere cutanei (prurito, rash, orticaria, eczema, secchezza), respiratori (asma, tosse, rinite), gastroenterici (diarrea, vomito, stipsi, anemia, dolori addominali e rifiuto del cibo), oculari (edema periorbitale, prurito oculare, congiuntivite, lacrimazione) ecc e la comparsa di queste reazioni sono legate a predisposizioni genetiche e ai condizionamenti ambientali.

Il nostro sistema gastro-intestinale svolge l’importante funzione di digerire e trasformare gli alimenti (sostanze estranee all’organismo) in molecole più piccole e facilmente riconoscibili dal sistema immunitario come non pericolose che riescono a passare la barriera intestinale; quando ciò non avviene correttamente si ha una reazione avversa alla molecola.

riproducibile alla riesposizione a un determinato alimento, per pseudoallergia invece una reazione derivante da una risposta specifica non immune, ma con sintomi sovrapponibili a quelli allergici.

L’intolleranza alimentare è una reazione dipendente dalla difficoltà a digerire e metabolizzare un alimento o un suo componente causata da un suo consumo eccessivo, prolungato o abbondante associato ad una predisposizione genetica (Ministero della Salute 2013).

Esistono anche le reazioni tossiche ad un alimento, ma queste non dipendono dalla suscettibilità del soggetto e sono legate alla presenza di contaminanti o sostanze nocive nell’alimento (pesticidi, micotossine, inquinanti ambientali e sostanze chimiche o naturali).

Tra i maggiori allergeni per i bambini abbiamo: latte, uovo, arachidi e frutta secca, pesce, crostacei, grano, soia, sesamo, additivi alimentari come E102, E211, E223, E224, e dolcificanti come la saccarina e l’aspartame.

Gli E 210 ed E219 sono i benzoati, presenti in succhi di frutta e, bibite ed alcuni farmaci e possono dare orticaria. Il glutammato monosodico è un additivo molto utilizzato negli inscatolati ed è il responsabile della sindrome da “ristorante cinese”, che si manifesta con brividi, tremore, irritabilità.

Nel primo anno di vita il 2,5% dei bambini è allergico al latte vaccino, ma nel terzo anno di vita l’80% di questi perde tale sensibilità e solo il 15% è ancora allergico dopo i 10 anni.

Un discorso molto simile vale per l’allergia all’uovo, la soia e il grano; solo l’allergia alla frutta secca, al pesce e ai crostacei persiste nell’adulto.

Il motivo di tali cambiamenti nel corso della crescita è legato all’immaturità del sistema immunitario e meccanico intestinale, alla flora batterica ancora scarsa quando si è neonati e che man mano che si cresce si sviluppa e rinforza.

Purtroppo per la diagnosi esiste ancora molta confusione attorno ai siatemi attualmente utilizzati e anche quelli di laboratorio e i test cutanei non sono totalmente affidabili… quindi spesso si procede con la dieta a eliminazione dell’alimento sospetto oppure alle diete oligo-antigeniche in cui sono concessi solo alimenti come: agnello, riso, mela, spinaci, lattuga, patate, sale, zucchero, aceto, olio d’oliva.

Le diete elementari vengono consigliate solo nel caso in cui le prime 2 sono state fallimentari perché utilizzano integratori e sostituti dei pasti.

La durata dipende dai sintomi: per le forme acute bastano già 2 settimane, per i sintomi gastro-intestinali occorrono 6 settimane e alcune forme di intolleranze come quella al lattosio o il fruttosio richiedono un’attenzione perenne alla quantità di alimenti ingeriti fino all’esclusione totale a vita nelle forme più gravi, questo è anche il caso della malattia celiaca, reazione avversa alla molecola del glutine.

Se i sintomi ritornano e persistono anche in seguito al periodo di dieta di esclusione bisognerà fare sempre attenzione all’alimento fastidioso, imparando a leggere le etichette, a conoscere l’alimento e la famiglia alimentare a cui esso appartiene perché nutrienti simili ad esso possono scatenare una reazione crociata simile all’alimento incriminato, bisogna verificare sempre alimenti preconfezionati come merendine, salumi, gelati che possono contenere soia, arachidi, albume e, in ultimo, la famiglia dovrà essere ben istruita in caso di reazioni forti in caso di emergenza quindi sarà opportuno consultare un centro specialistico di fiducia.

E’ stato dimostrato che rispettare l’età di svezzamento (4-6 mesi), introdurre un alimento alla volta e allattare al seno sono strumenti utili alla prevenzione di queste reazioni avverse alimentari.

Allergie

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