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Alimentazione

Donne, come affrontare la sideropenia?

Donne, come affrontare la sideropenia (o carenza di ferro)?

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista e co-fondatrice di Psiche&Nutrizione– spiega come affrontare la sideropenia, carenza nutrizionale molto comune tra le donne.

Buona lettura!


Vorrei parlarti del deficit di ferro, la carenza nutrizionale più comune, responsabile del 50% dei casi di anemia in tutto il mondo.

I sintomi tipici della carenza di ferro sono: cefalea, stanchezza cronica, irritabilità, astenia, ridotta capacità di concentrazione, palpitazioni, fragilità di unghie e capelli, scarsa tolleranza al freddo, dispnea da sforzo.

E’ una problematica che riguarda più le donne che gli uomini, ma da che dipende?

Il ferro è un minerale fondamentale nel nostro organismo, si lega all’emoglobina e permette il trasporto dell’ossigeno a tutte le cellule.

Proprio perché è così importante abbiamo sia quote di ferro circolanti o plasmatiche definite come “sideremia” (che deve essere maggiore di 60mg/dL) che scorte di ferro a livello di milza, fegato e midollo, la “ferritina”, che deve superare i 15mg/dL.

La diagnosi di anemia sideropenica viene fatta quando a bassi valori di ferritina e sideremia si accompagnano livelli di emoglobina inferiori ai 13,5 g/dl negli uomini e inferiori a 12 g/dl nelle donne di età adulta.

Ma arriviamo alla parte più pratica del discorso: come aiutarci con l’alimentazione!

Il ferro è presente negli alimenti in 2 forme, il ferro EME nei cibi di origine animale ad eccezione di latte e derivati è altamente assorbibile.

Il ferro NON EME è presente nei cibi vegetali, ha una struttura diversa che ne rende meno facile l’assorbimento intestinale.

Questo non vuol dire che chi ha la tendenza alla sideropenia non può seguire una dieta vegetariana, ma che deve ottimizzare l’assorbimento del ferro che assume dai cibi di origine vegetale.

sideropenia

Alcune sostanze, come i tannini presenti in tè e caffè, non favoriscono l’assorbimento del ferro, quindi un buon consiglio è NON assumere queste bevande subito dopo i pasti.

Anche il calcio presente nei latticini e derivati lega il ferro e non ne permette l’assorbimento; è una buona abitudine non associare i latticini a legumi o verdure ricche di ferro come il radicchio, la rucola, gli spinaci, la cicoria, i broccoli di rapa, l’invidia e la lattuga.

La vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro, quindi è utile aggiungere alle verdure o i legumi il peperoncino, la menta, il prezzemolo, il limone o l’arancia per insaporire e arricchire le insalate o la frutta come le fragole, il kiwi, i mandarini, i ribes o il pompelmo per concludere il pasto (ovviamente rispettando la stagionalità).

La vitamina B12 ha un ruolo importante nella formazione dell’emoglobina, quindi verdure a foglia verde, cereali integrali, molluschi e fegato che ne sono ricchi sono ottimi alleati per incrementare i livelli di ferro.

Oltre ai legumi (soprattutto fagioli e lenticchie) hanno un elevato contenuto di ferro anche le spezie come ad esempio  il basilico, il rosmarino, il pepe nero e la frutta secca (in particolare i pistacchi), il cacao amaro in polvere; invece alimenti animali ricchi di ferro EME sono: le cozze, lo scorfano, la spigola, le alici, la carne di cavallo, vitello, tacchino e agnello e le uova (soprattutto il tuorlo).

Dott.ssa Federica Marchese
federicamarchese86@libero.it

 

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Allergie alimentari e reazioni avverse nei bambini

 

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista- Psiche&Nutrizione– ti parla delle allergie alimentari e reazioni avverse nei bambini.

Buona lettura!


Il fenomeno delle reazioni avverse agli alimenti nei bambini in età pediatrica è, sicuramente, in ascesa. I sintomi che si manifestano possono essere cutanei (prurito, rash, orticaria, eczema, secchezza), respiratori (asma, tosse, rinite), gastroenterici (diarrea, vomito, stipsi, anemia, dolori addominali e rifiuto del cibo), oculari (edema periorbitale, prurito oculare, congiuntivite, lacrimazione) ecc e la comparsa di queste reazioni sono legate a predisposizioni genetiche e ai condizionamenti ambientali.

Il nostro sistema gastro-intestinale svolge l’importante funzione di digerire e trasformare gli alimenti (sostanze estranee all’organismo) in molecole più piccole e facilmente riconoscibili dal sistema immunitario come non pericolose che riescono a passare la barriera intestinale; quando ciò non avviene correttamente si ha una reazione avversa alla molecola.

riproducibile alla riesposizione a un determinato alimento, per pseudoallergia invece una reazione derivante da una risposta specifica non immune, ma con sintomi sovrapponibili a quelli allergici.

L’intolleranza alimentare è una reazione dipendente dalla difficoltà a digerire e metabolizzare un alimento o un suo componente causata da un suo consumo eccessivo, prolungato o abbondante associato ad una predisposizione genetica (Ministero della Salute 2013).

Esistono anche le reazioni tossiche ad un alimento, ma queste non dipendono dalla suscettibilità del soggetto e sono legate alla presenza di contaminanti o sostanze nocive nell’alimento (pesticidi, micotossine, inquinanti ambientali e sostanze chimiche o naturali).

Tra i maggiori allergeni per i bambini abbiamo: latte, uovo, arachidi e frutta secca, pesce, crostacei, grano, soia, sesamo, additivi alimentari come E102, E211, E223, E224, e dolcificanti come la saccarina e l’aspartame.

Gli E 210 ed E219 sono i benzoati, presenti in succhi di frutta e, bibite ed alcuni farmaci e possono dare orticaria. Il glutammato monosodico è un additivo molto utilizzato negli inscatolati ed è il responsabile della sindrome da “ristorante cinese”, che si manifesta con brividi, tremore, irritabilità.

Nel primo anno di vita il 2,5% dei bambini è allergico al latte vaccino, ma nel terzo anno di vita l’80% di questi perde tale sensibilità e solo il 15% è ancora allergico dopo i 10 anni.

Un discorso molto simile vale per l’allergia all’uovo, la soia e il grano; solo l’allergia alla frutta secca, al pesce e ai crostacei persiste nell’adulto.

Il motivo di tali cambiamenti nel corso della crescita è legato all’immaturità del sistema immunitario e meccanico intestinale, alla flora batterica ancora scarsa quando si è neonati e che man mano che si cresce si sviluppa e rinforza.

Purtroppo per la diagnosi esiste ancora molta confusione attorno ai siatemi attualmente utilizzati e anche quelli di laboratorio e i test cutanei non sono totalmente affidabili… quindi spesso si procede con la dieta a eliminazione dell’alimento sospetto oppure alle diete oligo-antigeniche in cui sono concessi solo alimenti come: agnello, riso, mela, spinaci, lattuga, patate, sale, zucchero, aceto, olio d’oliva.

Le diete elementari vengono consigliate solo nel caso in cui le prime 2 sono state fallimentari perché utilizzano integratori e sostituti dei pasti.

La durata dipende dai sintomi: per le forme acute bastano già 2 settimane, per i sintomi gastro-intestinali occorrono 6 settimane e alcune forme di intolleranze come quella al lattosio o il fruttosio richiedono un’attenzione perenne alla quantità di alimenti ingeriti fino all’esclusione totale a vita nelle forme più gravi, questo è anche il caso della malattia celiaca, reazione avversa alla molecola del glutine.

Se i sintomi ritornano e persistono anche in seguito al periodo di dieta di esclusione bisognerà fare sempre attenzione all’alimento fastidioso, imparando a leggere le etichette, a conoscere l’alimento e la famiglia alimentare a cui esso appartiene perché nutrienti simili ad esso possono scatenare una reazione crociata simile all’alimento incriminato, bisogna verificare sempre alimenti preconfezionati come merendine, salumi, gelati che possono contenere soia, arachidi, albume e, in ultimo, la famiglia dovrà essere ben istruita in caso di reazioni forti in caso di emergenza quindi sarà opportuno consultare un centro specialistico di fiducia.

E’ stato dimostrato che rispettare l’età di svezzamento (4-6 mesi), introdurre un alimento alla volta e allattare al seno sono strumenti utili alla prevenzione di queste reazioni avverse alimentari.

Allergie

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Plasmon: gusto di sempre e no olio di palma!

Il biscotto Plasmon è un prodotto transgenerazionale: l’ho gustato da piccola e lo propongo alle mie pupe ancora ora!

Nel mare magnum dei prodotti alimentari per bambini presenti in quantità elevatissime sul mercato attuale, ho scelto di “ascoltare” il marchio che mi ha offerto una maggiore garanzia circa l’utilizzo dell’olio di palma, di cui ormai tanto si parla (e spesso in toni negativi).

PlasmonIo, mamma, sono stata ascoltata, sì, e con attenzione.

È stato chiesto alla Plasmon di continuare a produrre il biscotto di sempre, con giusto apporto di vitamine e minerali, realizzato con farine ottenute da grano coltivato nelle Oasi nella crescita Plasmon.

Considera che Il Centro di Nutrizione Plasmon in Italia formula il prodotto in base alle esigenze tipiche dell’età del piccolo fruitore!

La grande “querelle” nata sulla presenza, non gradita, dell’olio di palma in un alimento così amato dai bimbi (ti parlo di un biscotto che “vive” dal 1902) ha fatto si che l’Azienda Plasmon si sia posta in ascolto dei suoi clienti ( le mamme attente e scrupolose) ed eliminato l’olio di palma, questo senza inficiare le ottime caratteristiche del prodotto: friabilità, gusto inconfondibile e caratteristica tipica di sciogliersi in bocca!

plasmon

Il biscotto Plasmon ha conservato intatte le sue buone virtù:-)

Merenda,sfizio sano ma con gusto?

Il biscotto dei bambini si conferma il più amato anche dalle mamme!

Insomma,l’Azienda Plasmon ti ha ascoltata, guarda qui !

L’attenzione all’alimentazione infantile (e non solo) è sempre stata la mia priorità. 

Con cura, nei giorni in cui sono più libera, trascorro del tempo a selezionare con accuratezza le etichette dei prodotti alimentari che propongo come mamma alle mie figlie.

Lo faccio con gioia, perchè voglio conoscere ciò che gusteranno le mie adorate pupette! Lo faccio compiendo le mie valutazioni personali, affidandomi talvolta a quelle delle madri che sono sulla mia “stessa lunghezza d’onda” ma sempre e comunque dando credito all’etichetta che leggo dietro il prodotto prescelto.

Biscotto Plasmon, una tradizione lunga una vita!

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Foodball speciale promozione

Poco tempo fa ti ho parlato di un fantastico progetto ludico/pedagogico per bambini e ragazzi in questo post, FOODBALL

Clicca sul seguente link Teatro Argentina_Mediterranea Foodball Club_Promo Dom 20 dic per una promozione speciale “tutti a
8 euro” (bambini e adulti) per l’ultima replica dello spettacolo per
bambini (4 – 12 ani)  “Mediterranea Foodball Club” che in questo mese di
repliche ha fatto divertire migliaia di bambini insegnando loro
l’importanza del “mangiare bene e vivere sano” coinvolgendoli con la
storia di Ago, Ciccio, la mamma e il videogioco “foodball”.

Per l’ultima replica di Domenica 20 Dicembre alle ore 11, è disponibile
una speciale promozione.

Per usufruire della promozione è sufficiente stampare il file pdf che trovi sopra in
allegato e presentarlo al botteghino del Teatro Argentina (largo di torre
Argentina, Roma). Si consiglia l’acquisto in prevendita per non perdere
l’opportunità di rientrare nel numero di biglietti destinato alla
promozione.

Lo spettacolo “Mediterranea Foodball Club” con la regia di Gigi Palla, con
una lunghissima esperienza nel teatro ragazzi, è parte integrante del più
ampio progetto “foodball”, un format di edutainment ideato da Nicola
Sapio. 

  Su http://www.foodball.org trovate tutte le info e i futuri sviluppi.

Prima dello spettacolo, è possibile giocare e prepararsi, giocando al
“Foodball Game”, scaricabile dal seguente link
http://foodball.org/wp-content/uploads/2015/10/A4_Fodball_GAME.pdf

Una volta compilate le schede con i propri Foodball Players, è possibile
inviarle e le pubblicheremo sul sito e profilo facebook di “FoodBall”.

Rinnovo, quindi, l’invito a vivere un momento formativo e divertente proposti dallo staff di Foodball, in una splendida Roma dall’atmosfera natalizia.

foodball

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