Olio di palma, l’annosa questione

La dott.ssa Federica Marchese -biologa e nutrizionista- Psiche&Nutrizione– illustra le caratteristiche del tanto discusso olio di palma.

Buona lettura!


 

Dal frutto del palma si ottiene sia l’olio di palma che quello di palmisto, rispettivamente dalla parte più esterna e arancione del frutto (polpa) e dalla parte più interna e bianca (seme).

Quindi tutto il frutto ha una buona componente lipidica, ma i due olii hanno caratteristiche organolettiche molto differenti.

In entrambi i grassi saturi prevalgono sui mono e polinsaturi (costituenti principali dell’olio extravergine d’oliva, per fornire un metro di paragone), ma nell’olio di palmisto sono più dell’80%, in quello di palma meno del 50%.

Bisogna aggiungere che la qualità dei grassi saturi dell’olio di palma è notevolmente migliore rispetto a quelli del palmisto che è costituito soprattutto da acido laurico e miristico, che la letteratura ha riconosciuto pericolosi per la loro capacità aterosclerotica all’interno delle nostre arterie rispetto all’acido palmitico e quello stearico (molto presente nel burro di cacao del cioccolato) che, al contrario, svolgono funzioni molto importanti nel nostro organismo

olio di palma.

Detto questo il mio parere sulla pericolosità dell’olio di palma è moderato, mentre è più netto rispetto all’olio di palmisto.

Uno dei problemi principali legati all’olio di palma è che ha proprietà organolettiche comode nella preparazione di prodotti da forno, perché è molto più simile al burro degli altri olii vegetali, quindi rende i prodotti più friabili e gustosi, ma costa molto meno del burro, motivo per cui si abusa di questo olio non rispettando l’ecosistema creando il problema della deforestazione e la distruzione delle foreste tropicali.

Forse questioni molto più importanti legate al largo utilizzo dell’olio di palma in commercio rispetto alla sua reale pericolosità per la nostra salute…

Detto questo è fondamentale aggiungere che la scienza della nutrizione è molto complessa e che, spesso, quando si crea un polverone su di un unico alimento o nutriente c’è un forte interesse mediatico e il caos o panico che questo scaturisce non è proporzionale alla pericolosità effettiva dell’alimento stesso.

Infatti poco dopo il polverone ci si dimentica della questione e i nostri comportamenti restano gli stessi… in linea generale sono convinta che la salute è nella moderazione, è inutile accanirsi tanto su un singolo prodotto, eliminarlo dalla propria dieta e sostituirlo con uno analogo ma che non è nell’occhio del ciclone.

Ho conosciuto diverse persone che dopo aver sentito che la carne rossa fa male l’hanno bandita, ma non hanno fatto altrettanto con salumi e insaccati, errore enorme perché sono proprio i processi di trasformazione e conservazione che rendono la cane (o meglio i derivati) così dannosa, invece il consumo moderato di carne (soprattutto in caso di anemia) non è così pericoloso per la salute; ovviamente esclusi i casi di scelte etiche.

Nel caso specifico dell’olio di palma, dato che è un ingrediente prediletto dalle industrie, piuttosto che ricercare prodotti in commercio che ne sono privi, ma che non sono per questo sani (realizzati con margarina o grassi trans idrogenati, molto più pericolosi dei grassi saturi) il mio consiglio è quello di

… solo così possiamo avere la certezza della qualità delle materie prime usate, e magari al posto dell’olio di palma utilizziamo l’olio extravergine d’oliva.

In medio stat virtus Aristotele

Fonte foto: http://www.de-gustare.it/olio-di-palma-fa-bene-o-male-fa-male/

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