Le basi della fisiologia del corpo femminile

La dottoressa Carmen Innocenti -psicologa, antropologa ed educatrice prenatale– ti parla delle basi della fisiologia del corpo femminile.

Buona lettura!


Conoscere come funzionano il corpo, la mente e il cuore (che comprende la dimensione emotivo-affettiva-sociale) è il primo passo per prepararsi ad un parto bello e soddisfacente per se stesse e per il proprio bambino (e anche per papà!).

Mentre nella puntata precedente ti ho parlato di cos’è l’hypnobirthing ,in questa vorrei  introdurre, senza pretesa di esaurire qui l’argomento, alcune nozioni di fisiologia della nascita, cominciando dalla dimensione corporea dell’utero, per arrivare a quella mentale ed emotiva.

L’utero in gravidanza accoglie l’embrione, lo nutre e si trasforma con lui per accoglierne la crescita. E’ un organo muscolare, formato da uno strato mediano di fibre circolari e oblique, avvolto da due strati di fibre longitudinali e a spirale che si intersecano fra loro.

Le fibre longitudinali, specialmente quelle localizzate nella parte alta dell’utero, sono molto attive durante il travaglio, e tirano verso l’alto, un pò come fai quando ti infili un maglione a collo alto, però in questo caso il movimento è dal basso verso l’alto. Le fibre orizzontali e oblique dell’utero, che circondano la cervice, si distendono e si rilassano, al contrario di quanto fanno normalmente nel corso della tua vita: prima hanno contenuto, sostenuto e supportato, durante la nascita del tuo bambino si lasciano andare, si distendono e si aprono.

Le due tipologie di fibra lavorano in opposizione, come bicipiti e tricipiti, uno si flette, l’altro si distende e viceversa; mentre però l’alternanza dell’attività dei muscoli del braccio è molto frequente, l’opposizione di attività fra fibre diverse dell’utero avviene solo al parto.

Perchè il lavoro muscolare dell’utero è doloroso? E’ proprio così che siamo state create per partorire?

L’unico modo perchè un lavoro muscolare sia doloroso è che i muscoli vengano utilizzati in maniera non naturale. Quando decidi di tinteggiare casa tua, o ti occupi da sola di un trasloco, costringi il corpo ad un innaturale extra-lavoro, i cui effetti sentirai il giorno dopo, quando avrai difficoltà ad utilizzare i muscoli, perchè irrigiditi e doloranti. Al contrario, se il muscolo è usato nel modo in cui è naturalmente stato creato, esso dovrebbe funzionare in maniera confortevole ed efficiente, pur se intensamente stimolato.

Come funziona l’utero normalmente?

L’utero è un muscolo involontario, che viene stimolato a contrarsi dall’ossitocina, un ormone che proviene dalla parte del cervello che è più correlato alla dimensione istintiva, “animale” ed inconscia; il lavoro dell’utero è sostenuto dal sistema nervoso parasimpatico. La produzione di ossitocina, ormone dell’amore e del sesso, dell’affettività e del benessere, è ostacolata da una sola condizione: la paura.

Può sembrare semplicistico, ma è fisiologicamente vero. Che sia generata dall’ambiente, dalle persone che circondano la mamma o che provenga dall’interno, da traumi attuali o pregressi, timori reali o immaginari, la paura induce tensione, la quale innesca un meccanismo che contrasta il processo naturale della nascita. Come sarebbe difficile camminare se tutti i muscoli fossero attivi (prova a camminare contraendo tutti i muscoli delle gambe!), così la paura e la tensione psicologica e fisica prolungata contrasta il rilassamento dei muscoli che circondano la cervice, e il lavoro agonista-antagonista delle diverse fibre muscolari uterine. Quando questo succede, i muscoli dell’utero lavorano in maniera innaturale.

Invece, quando l’utero lavora in maniera naturale, corpo, mente e spirito sono in armonia, ed è possibile non percepire l’intensità delle onde di ossitocina come dolore, oppure vivere un parto estatico e piacevole. Non è comune, ma è possibile, così come è possibile vivere un parto dolce e calmo, indipendentemente dall’intensità del dolore .

 Un parto non deve essere indolore per essere positivo, ma deve essere rispettato e sostenuto con amore e fiducia.

Come dicevo poco sopra, la parte del cervello che sostiene il processo della nascita è il sistema nervoso parasimpatico, quello che media alle risposte autonomiche di calma e relax. E’ il sistema nervoso che riporta il corpo in condizione di equilibrio dopo l’attivazione del suo opposto, ossia del sistema simpatico, che invece è attivo in condizioni di emergenza, percepita o reale.

In presenza di paura e tensione, dunque, si attiva il sistema simpatico, preparando il corpo e la mente all’azione. Per farti capire come i due sistemi nervosi si alternano, immagina di essere piacevolmente coinvolta in un ballo; ad un certo punto improvvisamente inciampi e perdi l’equilibrio: da una condizione che sprigiona l’ormone del benessere e dell’affettività, e che è gestita dal sistema parasimpatico, il tuo corpo e la tua mente passerebbero ad una caratterizzata dall’adrenalina e gestita dal sistema simpatico. Qualcosa di simile avviene anche in travaglio.

Fra le varie reazioni fisiologiche dell’attivazione del sistema simpatico, c’è la riduzione della produzione di ossitocina che fa lavorare in maniera inefficiente l’utero. Infatti, l’attivazione del sistema nervoso simpatico implica un trasferimento del sangue dagli organi non vitali (e l’utero è uno di questi) alle estremità. Si tratta di una reazione antropologicamente adattiva, e che nei millenni di evoluzione ci ha consentito di sopravvivere, e che ancora possiamo vedere nei nostri animali di compagnia, per esempio in una gatta che interrompe il travaglio se si sente minacciata e finchè non trova un luogo sicuro e protetto per partorire. Si potrebbe dire che la Natura ci ha programmati per partorire in intimità, calma e relax, e ci abbia dotato di un sistema che salvaguarda la nostra sicurezza e quella della nostra prole.

Con l’attivazione del sistema simpatico, però, proprio quando l’utero ne ha più bisogno per aprire la cervice e facilitare la discesa del bambino lavorando in maniera naturale, si trova sprovvisto di sangue e ossigeno, ossia dell’energia necessaria.

senza sangue ed ossigeno i muscoli producono acido lattico e smettono di funzionare in maniera naturale. E anche il bambino, che beneficerebbe del sangue e ossigeno che affluiscono nella zona centrale del corpo, rischia di non trovarsi nelle condizioni fisiologiche che naturalmente lo preparano ad affrontare il parto.

Inoltre, come conseguenza della riduzione della produzione di ossitocina vi è una riduzione della produzione di endorfine, ossia gli analgesici naturali che inducono uno stato alterato di coscienza durante il parto e una minore percezione del dolore.

Questo spiega perchè le contrazioni dell’utero in condizioni di attivazione del sistema simpatico possono diventare inefficienti, più dolorose e poco efficaci, mentre il travaglio rischia di rallentare o di interrompersi del tutto.

Il processo della nascita è complesso, e la componente corporea si interseca con quella mentale e quella emotivo-affettiva-sociale. La base fisica è uno sforzo muscolare involontario, ma la dimensione emotiva ed animale influenzano moltissimo l’andamento del travaglio, e curarsi di questo aspetto corrisponde a rispettare e accompagnare la nascita in modo completo.

Una preparazione al parto degna di questo nome è quella che ti fornisce gli strumenti per rendere la mente una tua alleata, e prepararla, insieme al corpo, alla calma, alla fiducia nel processo della nascita, a lasciar andare la paura, in un ambiente di parto positivo e incoraggiante.

Come dico sempre:

, ma un processo naturale, in cui mente, corpo e spirito lavorano insieme, armoniosamente. Quando una mamma (e un papà) conoscono questo meccanismo e sono in grado di seguirne i ritmi, proteggendoli da interferenze, la nascita sarà dolce e soddisfacente.

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