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Il dolore nel bambino

Interessante disquisizione sulla percezione del dolore nel bambino, partendo dalla primissima infanzia in poi a cura dell’ Istituto Mario Negri


È ormai certo che non esistono limiti d’età alla percezione del dolore.

Il neonato usa il pianto come unico linguaggio, mentre le espressioni cambiano a seconda dell’intensità e dalla causa del dolore.

Oltre a piangere, alcuni bambini si chiudono in se stessi e diventano estremamente calmi, altri reagiscono in modo aggressivo, esprimendo rabbia, impazienza e ansia.

La valutazione del dolore deve essere sempre parte della visita specialistica del pediatra. Le condizioni dolorose che si verificano più comunemente nel bambino.

Mal di pancia: frequente nei lattanti tra le 2 settimane e i 4 mesi di vita, è solitamente causato da “coliche gassose” che scatenano crisi di pianto improvvise ed emissione di aria dall’intestino.

Nella grande maggioranza dei casi è sufficiente rassicurare il bambino, massaggiarlo ponendolo“a cavalcioni” sul braccio o appoggiato alla spalla, per distendere l’addome e favorire l’emissione di aria dall’intestino.

Otite: i bambini più piccoli spesso iniziano col toccarsi o grattarsi l’orecchio; subentrano poi febbre, secrezioni dall’orecchio e irritabilità.

Si ricorre all’uso di antipiretici e antiinfiammatori per alleviare il fastidio; ad antibiotici solo se espressamente indicato dal medico.

Il dosaggio dei farmaci antidolorifici nel dolore da otite può essere maggiore di quello usato nella febbre (chiedere consiglio al pediatra o al farmacista).

Dolori di crescita: sono i dolori benigni dell’infanzia che i bambini accusano solitamente

dopo una giornata d’intensa attività fisica, soprattutto alle gambe e dietro le ginocchia.

I dolori di crescita interessano spesso i bambini tra i 4 e i 12 anni; si tratta di forme assolutamente benigne, che si risolvono spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza.

La diagnosi definitiva è posta comunque dopo esclusione di altre possibili patologie da parte dello specialista pediatra.

Dolore indotto: è p. es. quello provocato in occasione di un prelievo di sangue che si accompagna ad un notevole impatto emotivo (ansia, paura, stress).

Questo tipo di dolore può essere prevenuto applicando creme anestetiche locali (p.es. lidocaina 2,5% + prilocaina 2,5% che richiede prescrizione medica) 45 minuti prima di effettuare il prelievo. In molti casi è però possibile ricorrere anche a terapie non farmacologiche come:  attaccare al seno il neonato o il bambino piccolo o utilizzare il ciuccio (suzione non nutritiva);  la respirazione: incoraggiando il bambino a “buttar fuori” il dolore espirando, può ridurre l’ansia;  la distrazione: un modo per focalizzare l’attenzione del bambino su qualcosa di diverso dal dolore in modo da allontanare l’ansia e la paura.

Dolore traumatico: nel caso di taglio, fratture, interventi chirurgici, etc. il controllo del dolore è compito del medico che stabilisce l’appropriata terapia (anche preventiva).

Questo post, ricco di materiale informativo, è prodotto nell’ambito del progetto “Lo Sai Mamma” a cura del Laboratorio Salute Materno Infantile, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano in collaborazione con Associazione Culturale Pediatri e Federfarma Lombardia”.

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