i bambini e l'adulto che critica

 

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,
farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
È piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsi fino all’altezza
dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi,
alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

Janusz Korczak, Quando ridiventerò bambino

 

Troppo spesso scappa la pazienza con un bambino più irrequieto o, semplicemente, più “vivacetto”. Quasi lo si guarda come un “elfo malevolo” che sparge guai e pensieri (è un accostamento forte ma so di rendere l’idea…).

Se l’elfo malevolo è tuo figlio ne penserai molto spesso:” Ma da chi ha preso” o “Proprio io dovevo avere un figlio così monello” o “Ecchecavolo è il peggiore tra i suoi amichetti!”.

Ovviamente questi pensieri sono quelli del cuore di mamma (o di papà) in cui basilarmente permane un amore spasmodico (eh,eh 😉 ) per il proprio figlio.

Ma dicevo, queste (e molte altre cose) un genitore di un bimbo molto vivace le pensa spesso.

Attenzione: ammetto assolutamente la distinzione tra bimbi più vivaci e altri più “tranquilli”, ci sono bambini dall’indole più tranquilla  e quelli più peperini, che guizzano per ogni cosa, che amano parlare, che non si stancano mai di giocare ecc.

Le ultime cose che ho scritto, nota bene, non hanno però nulla a che fare con il concetto di iperattività, adhd o altro. 

Comunque, quando questa simpatica canaglia non è tuo figlio non solo pensi a tutte le suddette cose, e anche di peggio, ma inizi ad etichettarlo: mai cosa peggiore da fare con un bambino, proprio o altrui!!! E allora: “Ma che gran maleducato” o “È un vero diavolo” e via così.

Insomma, va bene pensare (e magari anche dirlo, per carità, che un bambino sia mooolto vivace e a volte anche di “disturbo” per la normale vita che si svolge in quel mentre lui mette in atto ogni monelleria  😛  😉  ma non va assolutamente bene, e mi arrabbio quando lo sento, che quasi si stigmatizza un bambino: “Tu sei un rompi, tu fai questo piuttosto che quello ecc. lunga lista). Sai, ti dico che è proprio seccante ascoltare la madre o il padre (o peggio il nonno,zio) che etichetta il bambino in questione come un demone onnipotente.

In questo post non voglio dare istruzioni su come educare un figlio perchè sia “meno” o “più”, non voglio mettere il bavaglio ai soliti adulti criticoni, ma vorrei solo che ci fosse una riflessione su quanto possa un bambino, un essere umano, essere “diverso” da un altro, di quanto questa caratteristiche a volte possano non essere gradite da un adulto giudicante e di quanto meravigliosa sia la vita proprio perchè ogni adulto (che è stato bambino) sia diverso da un altro. 

E quanto, ma quanto, è prezioso conservare questa “unicità”! Attenzione, non ti sto dicendo che un bambino debba essere ineducato o non gestito: è doveroso educare quanto lasciare che un bimbo si esprima, non selvaggiamente (ovviamente 😉 )

E soprattutto, se proprio si vuol parlare di questo pupetto tanto vivace che si smorzasse il tono seccato e poco simpatico che spesso si assume e per un istante si provi a pensare cosa possa pensare un bambino bimbo di un adulto… 

Potrebbe essere anche questione di prospettiva.

immagine:pixabay

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2 Comments on I bambini e l’adulto che critica.

  1. mammayoga
    21 dicembre 2015 at 19:52 (5 anni ago)

    Non sopporto le etichette date ai bambini e purtroppo mi succede spesso di doverne sentire diverse… Grazie per le tue parole preziose cara oltrechemamma

    Rispondi
  2. Silvia Fanio
    21 dicembre 2015 at 22:56 (5 anni ago)

    Gli adulti dovrebbero imparare a mettersi nei panni dei bambini.
    Scoprirebbero che un bambino che sembra “rompino” in realtà è un piccolo mondo meraviglioso da scoprire.
    E da capire.
    Perché i bambini hanno bisogno di essere capiti.
    Non esistono bambini buoni o cattivi.
    Ad essere buoni o cattivi sono i giudizi degli adulti!

    Rispondi

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