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Foodball: alimentazione e bambini

Oggi mi rivolgo a te mamma che, come me, hai a cuore la corretta alimentazione dei tuoi bambini e che ti informi (e ti formi) per aiutarli a nutrirsi sempre meglio attraverso un regime alimentare sano.

Le mie bambine, come forse saprete, sono piccine (la prima ha quasi 4 anni e la seconda 23 mesi) ma per entrambe ho impostato (non imposto, però, perchè in educazione le imposizioni sono solo dannose) uno stile alimentare salutare.

Sicuramente per me un’ alimentazione corretta non corrisponde a  un’ alimentazione poco gustosa. Anzi!

Fin dallo svezzamento ho cercato di indirizzare le scelte alimentarsi su cibi freschi e cotti senza l’aggiunta di grassi; il pasto è, quasi sempre, composto da carboidrati, proteine e verdure. Il mio “quasi sempre” nasce dalla difficoltà, che alcune di voi forse riscontreranno, nel far ingoiare il” boccone meno saporito”: penso alla difficoltà di far apprezzare, alla mia bimba più grande, il gusto degli spinaci o di una mela, di un filetto di merluzzo o di una pasta condita con un intingolo che non sia sugo… che fatica, lo ammetto! 

La mia seconda bimba invece mangia volentieri tutto, anche ciò che risulta meno appetitoso a molti bambini. 

Con il trascorrere del tempo con big V, però, le piccole battaglie quotidiano sulla pietanza da mandar giù con meno piacere sono diventate meno frequenti sia perché condivide il pranzo con gli amichetti all’asilo (spirito di condivisione ed allegria) sia perché, ad es. cerco di rendere il momento della cena conviviale e ludico. Come? Creando faccine buffe con le verdure (un topolino, un gatto con lunghi baffi di carote, un pagliaccio con un naso rosso ravanello), presento il pesce in un piattino come se fosse una distesa di neve e le olive dei piccoli pupazzetti panciuti! 

Insomma, complice il tempo che passa (ogni bimbo si adatta alle novità più o meno velocemente), il modo giocoso di proporre una pietanza e tanta buona volontà e big V inizia a non affrontare il tempo del pasto come una tortura 🙂

A proposito di modalità ludiche e creative, ma sicuramente prima di tutto PEDAGOGICHE, ti parlo di Foodball! 

Le analogie con il gioco del calcio sono presenti in Foodball, ma lo sport, in questo caso, è una grande metafora attraverso cui veicolare al bambino un unico messaggio: alimentarsi con correttezza e gusto aiuta a crescere meglio!

logo_foodball1

Dunque, Foodball è un format crossmediale di edutainmment sui temi dello sport e dell’ educazione alimentare.

L’obiettivo è trasmettere ai bambini il concetto del “mangiar bene e vivere sano” in modo divertente e coinvolgente e a tal fine utilizza la metafora narrativa del calcio e dello sport.

Il 31 Ottobre è terminata Milano Expo 2015 e, dopo sei mesi di eventi e approfondimenti sul tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”, una delle sfide più importanti sarà quella di riuscire a tenere alta l’attenzione su questo importante tema con tutte le implicazioni connesse anche in ambito educativo.

FOODBALL si caratterizza per la sua natura CROSSMEDIALE, ovvero per la sua offerta di contenuti e strumenti di apprendimento varia ed eterogenea.

Inoltre, utilizza l’ EDUTAINMENT e la GAMIFICATION per sviluppare prodotti digitali per condurre i bambini ed i ragazzi alla scoperta degli aspetti analogici della VITA ALL’ARIA APERTA: la campagna, i prodotti agro-alimentari, l’orto, la socialità dello sport.

Il format si sviluppa su 3 livelli:

MEDITERRANEA FOODBALL CLUB, 
Teatro Argentina dal 21 Novembre al 20 Dicembre 2015

di Gigi Palla, Nicola Sapio e Gianfranco Teodoro. Regia di Gigi Palla, con una esperienza ventennale con i ragazzi.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Roma, si rivolge ai bambini (5-12 anni), che possono assistere allo spettacolo sia con le scuole (repliche infrasettimanali alle 10.30) che con le famiglie (il Sabato alle ore 16 e la Domenica alle ore 11).

 

FOODBALL Game, schema di gioco su cui si basano il progetto e il format di edutainment. Il FOODBALL Game si compone di un sito web  e di una App che permettono al bambino di giocare ed al genitore di interagire con lui, facendogli acquisire le nozioni legate alla corretta alimentazione e al vivere sano. Con il FOODBALL Game si potrà dare vita ad un vero fanta mercato, in cui creare giocatori e costruire la propria squadra, seguendo attentamente le regole della dieta mediterranea. Lo schema di gioco sarà quindi a piramide, 4-3-2-1 : una barriera in difesa, equilibrio al centrocampo, forza, potenza e calorie in attacco

-FOODBALL School Lab, in collaborazione con l’Università degli studi Roma Tre. In particolare, la facoltà di Scienze dell’Educazione effettuerà con alcuni studenti del laboratorio “formazione-lavoro” diretto dalla Dr.ssa Valeria Caggiano, un lavoro di ricerca e di analisi rivolto a bambini, insegnanti e genitori attraverso la somministrazione di un questionario, la realizzazione di focus group a scuola e attività di tutoring per supportare i progetti che le scuole realizzeranno dopo aver partecipato ai laboratori e aver assistito allo spettacolo.

Inoltre il format, attraverso accordi e partnership con società professioniste di settore, intende continuare il suo sviluppo anche  attraverso altri media come progetti editoriali (libro pop up, manuale) e multimediali (dvd, docufiction) serie e programma TV, cartone animato, giochi tradizionali (da tavolo, album di figurine, cards) e videogame.

Il TARGET di questo progetto, interessantissimo e così magistralmente strutturato, è composto in gran parte da NATIVI DIGITALI ( ovvero, bambini ed adolescenti che definisco “ad alto tasso tecnologico”, che sono nati nell’era del web e delle new technologies e che sanno perfettamente muoversi in un siffatto contesto)

Ti invito a cliccare qui per avere ulteriori dettagli circa questa iniziativa stimolante ed educativa per tuo figlio e non solo! 

Il connubio tra alimentazione corretta e sport è davvero l’elisir di una vita sana per i bambini/ragazzi e anche per gli adulti.

clicca qui per una speciale promozione per te!

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Che cosa è una mamma?

 che cosa è una mammaRititì, lo vuoi saper tu
Che cosa è una mamma? Nessuno,
nessuno dei bimbi lo sa.
Un bimbo nasce e …va.
Lo sanno, ma forse, ma tardi
quelli che non l’hanno più.
Rititì che pensi e mi guardi,
Rititì lo vuoi saper tu?

Una mamma è come un albero grande
che tutti i suoi frutti ti dà:
per quanti gliene domandi
sempre uno ne troverà.
Ti da il frutto, il fiore, la foglia,
per te di tutto si spoglia,
anche i rami si taglierà.
Una mamma è come un albero grande

Una mamma è come una sorgente.
Più ne togli acqua e più ne getta.
Nel suo fondo non vedi belletta:
sempre fresca, sempre lucente,
nell’ombra e nel sol è corrente.
Non sgorga che per dissetarti,
se arrivi ride, piange se parti.
Una mamma è come una sorgente.

Una mamma è come il mare.
Non c’è tesori che non nasconda,
continuamente con l’onda
ti culla e ti viene a baciare.
Con la ferita più profonda
non potrai farlo sanguinare,
subito ritorna ad azzurreggiare.
Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero:
Tutto comprende tutto perdona,
Tutto soffre, tutto dona,
non coglie fiore per la sua corona.
Puoi passare da lei come straniero,
puoi farle male in tutta la persona.
Ti dirà: «Buon cammino bel cavaliero!»
Una mamma è questo mistero

Francesco Pastonchi

Mi piace questa poesia, perchè sembra racchiudere in pochi versi tutto il significato della parola “mamma”.

Cosa fa una madre?

Come un grande albero offre i suoi frutti, ma li offre proprio tutti anche quando sembra non averne più = Capacità di avere mille risorse da destinare al proprio figlio, in qualunque modo e circostanza

É sorgente d’ acqua che zampilla continuamente = Ristora in ogni occasione, consola o gioisce con e per il proprio figlio

Non porta rancore, anche la sua ferita più profonda può sanguinare ma come per incanto rimarginarsi = Non prova sentimenti rabbiosi o di vendetta nei confronti del proprio figlio, neppure se quello stesso stesso la ignora, la maltratta.

Una madre perdona e offre sempre il proprio amore, lei è l’amore. 

Lei ha rischiato la propria vita per donarne un’altra al mondo. 

Ps. Ho scelto questi versi perchè la maternità è, nella maggior parte dei casi, quella descritta dal dal poeta. Tralascio, volutamente,in questa occasione le aberrazioni della maternità. Ci sono donne che partoriscono, ma che non sono mamme, donne che molte volte generano anche l’infelicità del proprio figlio. Ma di queste realtà  poco piacevoli parleremo un’altra volta…o sarebbe meglio non parlarne affatto.

 

 

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Natale in… libro!

 

natale in...libro!

Natale non sarà Natale senza regali”, borbottò Jo, stesa sul tappeto.
“Che cosa tremenda esser poveri!”, sospirò Meg, lanciando un’occhiata al suo vecchio vestito.
“Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla”, aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa.
“Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse”, disse Beth, col tono di chi s’accontenta, dal suo cantuccio.
I quattro giovani visi, illuminati dalla vampa del caminetto, s’accesero alle consolanti parole, ma tornarono a oscurarsi quando Jo aggiunse tristemente: “Papà non l’abbiamo e non l’avremo per un bel pezzo”. Non disse “forse mai più”, ma ognuna, in cuor suo, lo pensò, andando con la mente al padre lontano sui campi di battaglia.”

Ho scelto l’ incipit di Piccole donne, il mio primo romanzo letto in adolescenza per iniziare a parlare del periodo più magico dell’anno: il Natale.

Mi colpiscono, ora che sono adulta, le parole di Beth ” Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse”: un Natale all’insegna dell’ austerità quello delle quattro sorelle March, costrette ad una vita morigerata a causa di un periodo economico e familiare non florido (il loro papà è in guerra). 

Beth invita la sorella ad accontentarsi di ciò di cui più prezioso possiede già ovvero una famiglia e loro stesse. Appartenere a se stesse, un concetto di “presa di coscienza del se e del valore della propria esistenza” e non poteva essere espresso meglio che nelle parole di Beth, sorella minore fra le quattro.

Sicuramente i regali piacciono a noi adulti e ai nostri figli ( io per prima ho già in serbo molte sorprese per le mie bambine). Ci piace riceverli ed anche farli: il rito dello scambio dei doni natalizio riempie di allegria, aumenta lo spirito di condivisione. Parafrasando le semplici parole della piccola Beth, però, ” la vera essenza del Natale è nei sentimenti. Quelli puri, intendo, quelli veri, gli essenziali. Senza inganni, dietrologie, ricatti.” Gli affetti sinceri…che fortuna esprimerli, che privilegio riceverli come il più ambito dei regali! Prepariamoci ad un Buon Natale e ad  affetti “buoni” per tutti!

 

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Concepimento e nascita in “Eccomi qui!”

concepimento e nascita uno

Fin dalla notte dei tempi, c’è stato un certo disaccordo fra il concepimento e la nascita. Come tutti sappiamo, Gesù di Nazaret fu concepito dallo Spirito Santo e nacque dalla Vergine Maria. Nel campo della mitologia , Giove mise alla luce Atena con  l’aiuto del fabbro degli dei, Efesto,il quale al momento buono prese un’ ascia e aprì il cranio a Giove facendone sortire un’ Atena prefettamente sviluppata. Leucomedone nacque da un vulcano, l’ Etna; il filosofo Peresilis sosteneva di essere emerso da un monticciolo sul quale un sacerdote aveva sparso un pò d’acqua santa. Odino ebbe il figlio Thor dalla terra, e Huitzilopoti, il dio guerriero degli Aztechi, venne concepito da una palla di piume che la madre portava sul seno. Tutto questo è senza dubbio straordinario ma la più fantastica, la più incredibile, la più sbalorditiva storia di concepimento e di nascita è quella raccontata in queste pagine. Ci crediate o no, ecco quel che significa una storia fatta in famiglia…

(altro…)

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Il desiderio di sapere

Il desiderio di sapere

L’essenziale dell’insegnamento consiste nel mobilitare il desiderio di sapere, nel rendere  corpo erotico l’oggetto teorico, si tratti di una poesia di Pascoli o della successione di  Fibonacci. Ecco il miracolo della lezione. Trasportare il desiderio.

da ” L’ora di lezione” di Massimo Recalcati

Un paio di anni fa sono entrata in un’ aula scolastica come docente per la terza area.
Avevo un monte ore prestabilito in cui avrei dovuto approfondire argomenti legati alla mediazione e alla pedagogia.  Dopo essermi presentata come “di rito”, ho esordito dicendo “Sapere è conoscere, dobbiamo apprendere ciò che ci viene spiegato qui a scuola con desiderio e cura!” 

Ebbene 21 volti mi hanno guardata come se stessi pronunciando una clamorosa eresia.
Imparare, a scuola, con amore? Addirittura dobbiamo desiderare di apprendere? Più o meno leggevo questo negli occhi dei ragazzi quel giorno.

E’ così complicato far comprendere  quanto sia fondamentale il desiderio di apprendere, quanto più si impara con ardore e reale voglia di acquisire tanto più le cose apprese si sedimentano in ognuno e, nel tempo, troveranno il modo di germogliare?

La spiegazione di una lezione, in un’ aula scolastica, è alcune volte uno sterile passaggio di nozioni. Questo è ciò che si dovrebbe evitare proprio nell’ ottica di una “didattica efficace” .
Penso all’ allievo come ad un seme che germoglia e diventa pianta, dopo aver ricevuto tanta acqua fresca. 
Penso ad un insegnante che, ricco del proprio bagaglio culturale, trasmetta con entusiasmo il proprio sapere  facendo in modo  di accendere l’ interesse e la curiosità in chi ascolta, che cerchi di stimolare alla creatività e di far emergere delle qualità nascoste (o malcelate) dell’ alunno. 
Penso a quanto importante sia attribuire ad un contenuto formale (una lezione) passione, colore, linfa vitale! Come? Sono necessari poteri magici? La risposta è no, il mezzo di coinvolgimento maggiore per chi ascolta è la parola! Si insegna trasmettendo con  parole cariche di stupore, perchè ogni giorno si scopre qualcosa di più.

Nella mia esperienza  a scuola, come in quella nella aule dove si fa formazione professionale, post universitaria o post diploma, cerco, e spero di riuscirci, di caricare di significato ogni singola parola che pronuncio. Non è semplice, perchè devo azionare, innanzitutto in me stessa, un meccanismo attraverso cui recupero tutte le informazioni in mio possesso che rielaboro e rendo ricche di emozione (sperando di suscitarne di nuove in chi ascolta;) )

Il queste mie righe, in realtà, si racchiude il desiderio di farti conoscere quanto sia importante il ruolo dell’ educatore/formatore/insegnante che non è uno sterile contenitore di conoscenze, ma può e deve manipolare il proprio sapere trasformandolo in qualcosa di straordinariamente ricco e coinvolgente. Così si impara con amore e si fanno proprie le conoscenze, così si scopre il vero valore della cultura ed ogni minuto, ora, trascorsa su un libro di testo o con l’ attenzione ben rivolta a “colui che trasmette”, non sarà mai tempo perso!

 

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