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Comunico quindi Sono

Comunico quindi sono

Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato.
Ansel Adams

Da quando sono una social mamma/donna (gestisco i miei account Oltrechemamma su Twitter, Facebook ed Intagram) sono inseparabile dal mio cellulare. 

Non parlo di una “dipendenza” da smartphone, comprendo bene che l’uso smodato della tecnologia (cellulare e non) è controprudecente a lungo andare per chi la ultilizza in modo scorretto, appunto.

Utilizzare moderatamente uno smartphone, un tablet o apperecchio similare è il miglior modo per comunicare con equilibrio con gli altri e… con se stessi!

Perchè con se stessi? 

Perchè molti di noi, ormai, attraverso uno smartphone compiono più azioni: scattano simpatici selfie, foto indimenticabili ai propri cari, raccontano i momenti speciali della propria vita (attraverso social apps o sms), condividendo emozioni ed importanti parti di sè.

In quest’ ottica il proprio telefono cellulare si configura come vero e proprio veicolo di comunicazione!

Sai che Samsung sta annunciando l’uscita del nuovo prezioso Galaxy 2016?

Clicca qui per una meravigliosa anteprima!

Ti parlo di uno smartphone con due diverse opzioni di display: 5,2 pollici per l’A5 e 4,7 pollici per l’A3.

Design armonioso, esperienza visiva migliore grazie alla cornice ridotta, video e foto caratterizzati da nitidezza e luminosità.

Se ami i selfie con Samsung Galaxy A  noterai una “riuscita perfetta” grazie all’utilizzo delle funzioni “Bellezza volto, Selfie Panoramico e Palm Selfie e all’ampio Display Super Amoled: che emozione scattare rivedere una foto ricca di luce e colore grazie a lenti F1.9 anteriori e posteriori anche in condizioni di oscurità!

Tanta brillantezza luminosita è merito, anche, di uno stabilizzatore ottico di immagini OIS per impedire la sfocatura delle immagini.

Puoi sbizzarrirti ad ultilizzare senza ansia, la batteria dura oltre il 20% rispetto alla famiglia originale e puoi caricarlo in pochi minuti grazie alla Ricarica Rapida.

I prezzi di vendita di Galaxy A5 e Galaxy A3 sono disponibili rispettivamente a 429 euro e 329 euro.

Enjoy your smartphone ed esprimi te stesso al meglio, comunicare emozioni vuol dire vivere con pienezza la propria vita!

comunico

 

 

 

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Non volevo terminare di leggerti, caro libro.

Non volevo terminare di leggerti, caro libro. 

Ho rimandato la lettura delle ultime 50 pagine per quasi un mese.

Mi hai fatto sorridere, commuovere, immaginare, amare e riflettere. Sei stato tutto questo in appena 246 pagine.

Sarai per sempre tra i miei libri preferiti.

Ti ho letto tra le 23 e l’una di notte, divorando ogni pagina con ardore. 

“Ciao”, arrivederci. Perchè correrò a sfogliarti nuovamente per riassaporare preziosi insegnamenti, rivivere emozioni. 

“Ciao”, appunto.


Tu che stai leggendo le mie parole su “Ciao”- libro scritto da Walter Veltroni, edito da  Rizzoli e finito di stampare nell’Ottobre 2015- sappi che si parla di una storia di altri tempi, raccontata con garbo e raffinatezza.

“Ciao” è l’amore di un figlio (a sua volta papà) verso il proprio padre, mai conosciuto.

La mia formazione pedagogica ha fatto si che mi sia soffermata in tratti del libro in cui emerge fortemente l’esigenza, da parte dell’autore, di stabilire un contatto con il padre che non ha mai conosciuto poichè prematuramente scomparso.

Veltroni immagina un dialogo lungo e complesso con il suo papà, lo “riporta alla vita” parlando con lui mentre rincasa nella propria abitazione romana.

“Ciao” rappresenta per il lettore un lungo viaggio introspettivo, ma anche un modo per ripercorrere la storia degli anni del dopoguerra italiano. 

Un excursus storico, un tuffo nel passato lavorativo e privato del padre dell’autore, Vittorio Veltroni, un’onda da emozioni travolgenti per il lettore. Questo, in estrema sintesi, è “Ciao”.

«Adesso siamo qui, papà.Gli dico, come se fossi incerto nel farlo.

«Qui dove?» Il tono è pieno di timore e di tenerezza.

«Qui, papà. In via Velletri. Qui, davanti al nostro portone. Siamo tornati indietro, a quella mattina. Stai uscendo dalla tua casa, ti hanno portato giù dalla tua casa, ti hanno portato giù dalle scale che io faccio ogni giorno. Per l’ultima volta, prima che stasera tornassi. Sono ancora i tuoi ragazzi a tenerti sulle loro spalle. Vorrei ci fosse mamma per dirti chi sono, uno a uno. Io non li riconosco tutti.»

 

Ora non ci sono più il rosa, l’arancio, il rosso.
È tutto scuro. Accendo una luce, una piccola.
Non mi va di stare al buio, da solo, ora che ho finito di scrivere il mio libro.
Lo intitolerò come vuoi tu, papà.
Ciao.

 

Se vuoi compiere un piccolo viaggio nel delicato mondo della relazione genitori-figli, se vuoi emozionarti, se vuoi conoscere meglio te stesso inizia a leggere “Ciao”, un libro che fa vibrare le corde dell’anima.

libro

 

 

 

 

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Pannolini 2.0 , acquista on line!

Pannolini 2.0 , acquista on line!

È davvero molto tempo che la mia little V ha il raffreddore, poi la febbre, poi il virus gastrointestinale.

Davvero poco tempo quello trascorso al nido, sarebbe dovuto essere il suo primo anno in comunità infantile ed invece è spesso e volentieri a casa (con enormi difficoltà per la gestione della mia giornata improntata su ritmi vorticosi di lavoro, famiglia, studio).

Nella everyday life, decisamente già intensa per una madre di due bimbe piccole, il momento dei malanni stagionali pesa come un vero macigno, oltre ad intristire e preoccupare per la salute della pupetta malatina di turno (perchè le mie due V si “scambiano spesso il favore”,contagio garantito tra le bimbe entro poche ore :mrgreen: )!

Nei momenti più duri del malanno (insomma i primissimi giorni, quelli magari della febbre più alta, della tosse più violenta) sono in genere iper impegnata perchè dividermi in mamma-crocerrossina-lavoratrice e tanto altro è faticoso, non un minuto libero.

In periodi intensi, ecco, come questi  avverto la necessità di ridurre il tempo per le faccende domestiche o gli acquisti di beni di prima necessità per me o per le bambine e spesso ricorro allo shopping on-line anche per la spesa.

logo pronto pannolino

 

Ho da poco appreso che anche l’acquisto dei pannolini (in genere efettuato in farmasanitaria in zona) è possibile tramite internet! In poche mosse su Pronto Pannolino puoi ordinare i pannolini per il tuo pupetto con un’azione “rapida ed efficace”: in poche ore ricevi a casa tua, con consegna gratis al piano (innegabile comodità) un prodotto vero Made in Italy.

Il contenuto di una PPBox denota attenzione verso la mamma e… verso il bimbo!

ppbox

Perchè?

Perchè trovi un omaggio utile in aggiunta ai prodotti previsti, trovi un packaging perfetto e tanta qualità.

Little V ha la pelle molto, molto sensibile. I pannolini di Pronto Pannolino sono perfettamente anatomici e assolutamente “setosa” la loro trama.

Tutto conduce ad un’idea di massimo comfort..

Un plauso ad un‘Azienda italiana che con fierezza si fregia della produzione di un articolo tutto made in Italy e che agisce anche pro-bono supportando il Comitato Letizia Verga che da numerosi anni lotta contro le leucemie infantili. Per ogni PPBox viene donato l’equivalente di 3 pannolini e per ogni PPBOX di prova l’equivalente di un pannolino.

Se sei una mamma spesso in affanno come me, se cerchi di svincolarti dalle incombenze della vita quotidiana (e investire quel tempo impiegato per un acquisto con fila alla cassa di ore) per trascorrere maggior tempo con il tuo cucciolo pensa a Pronto Pannolino ed al servizio eccellente che può offrire al suo miglior consumatore:tu, mamma!

 

 

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Lavoretto low cost e con poco materiale

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Un lavoretto low cost e con impiego di poco materiale, magari anche reperibile facilmemte in casa? Eccolo!

Ti servirà:

  • ovatta
  • cartoncino non particolarmente sottile
  • bottoni, tulle, lustrini, raso
  • fantasia, creatività!

lavoretto low cost

Prendi un cartoncino con spessore 4 millimetri e del colore che preferisci.

Disegna la sagoma di un pupazzo di neve, tipo Olaf, tanto amato dai bimbi!

Ritaglia la sagoma del pupazzo di neve con un paio di forbicine non particolarmente piccole, però, perchè il cartoncino è piuttosto “sostenuto”.

Con della colla, la classica colla stick va benissimo, cospargi l’intera superficie del pupazzo-cartoncino.

Afferra due generosi pezzi di ovatta e incollala sulla superficie del pupazzo rispettando i bordi, ovviamente.

Per realizzare gli occhi del pupazzo di neve puoi utilizzare due bottoni che non usi mentre per offrire una sciarpetta al pupazzetto puoi scegliere anche del tulle, o nastro in tessuto/seta.

lavoretto low cost

Il naso del pupazzo può essere un lustrino o una vistosa paillette, insomma via libera alla ceatività ed ai materiali di riciclo, con un pochino di ingegno e in poco tempo puoi davvero realizzare un giochino simpatico e quasi “a costo zero” per il tuo pupo! 

Se cerchi altre idee o spunti su lavoretti da realizzare a casa con e per il tuo bimbi clicca qui  😉

Ti lascio con alcuni “frammenti di pensieri” pezzo di  sulla Creatività.

Buon lavoro e buon divertimento!

 

In ogni attività creativa, colui che crea si fonde con la propria materia, che rappresenta il mondo che lo circonda. Sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, in ogni tipo di lavoro creativo l’artefice e il suo oggetto diventano un’unica cosa: l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione.
Erich Fromm

 

 

La creatività si può esprimere in qualsiasi situazione o lavoro, ed è certamente la vera ricchezza dell’uomo: un bambino può essere allenato fin dalla prima età a sviluppare questo atteggiamento creativo nei confronti della vita. Occorre però che l’educazione non lasci atrofizzare e rinsecchire l’artista che c’è in ogni individuo alla nascita.
Piero Angela, Da zero a tre anni, 1973

 

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Gravidanza: la “depressione pre-partum”

Gravidanza: la “depressione pre-partum” 

Questo è il titolo dell’ articolo scritto per te dalla dott.ssa Sonia Sorgente, psicologa, per parlarti della depressione pre-partum (argomento meno noto rispetto alla depressione post partum, a cui accenno invece qui)

Al termine dell’ articolo troverai alcune note sul suo profilo professionale.

Se hsi domande da rivolgere alla dott.ssa Sorgente scrivi all’indirizzo del blog oltrechemamma@gmail.com o lascia un commento al termine dell’ articolo.

Buona Lettura!


La depressione pre-partum si connota come una sindrome depressiva associata alla maternità. Solo il 10% delle donne avvertono la depressione durante la gravidanza (ma vedremo che la situazione è un po’ diversa, da come si percepisce), molto spesso le donne entrano in uno stato di confusione; colpisce circa il 20% delle donne in seguito alla nascita del bambino. La gravidanza rappresenta per una donna un periodo esperienziale intenso e ristrutturante a livello psichico da vivere nella consapevolezza del qui ed ora. E’ un periodo nel quale la donna dovrà concentrare energie e attenzione sulla propria vita interiore e impegnarsi per il proprio benessere psicofisico. E’ in questo periodo che la donna risulta particolarmente recettiva e sensibile alle dinamiche psicologiche interiori ed ambientali.

La gestazione è un percorso di vissuti emozionali che non sempre procede in modo fisiologico e senza problemi, spesso si manifesta con situazioni patologiche che bisogna fronteggiare. Esiste un ampio numero di donne pochi mesi prima del parto o subito dopo vive momenti di difficoltà psicologica legata soprattutto all’enorme cambiamento che l’arrivo di un bambino porta con sé. Alcune di queste donne può cadere nel tunnel buio della depressione che rende grigio e insopportabile ogni impegno, anche la gioia di un sorriso. Ecco allora che occuparsi della quotidianità può diventare insopportabile, accudire il proprio bimbo diventa un compito immane, e non si è sufficientemente adeguati. La patologia post-partum è sottostimata del 50% perché le donne che ne sono affette non chiedono aiuto e spesso lo rifiutano; per non parlare delle pre-partum. Risulta anche difficile motivare le neo-mamme a chiedere aiuto o sostegno emotivo, spesso sono più propense alle problematiche di gestione del bambino.

Le donne più soggette alla depressione pre-partum sono quelle che hanno una storia familiare o personale legata alla depressione. Manzano fu il primo ad ipotizzare l’esistenza di una depressione pre-partum sottolineando che quest’ultima è più frequente della depressione post-partum, di cui ha individuato le caratteristiche. Ha dimostrato che la depressione durante la gravidanza è più frequente (19,8%) che dopo il parto (10-15%). Su uno studio di 570 donne il 65,5% presentava la depressione pre-patum. I sintomi della Depressione Pre-Partum si riferiscono ad un quadro subclinico. La depressione è occultata e il campanello d’allarme può essere l’ansia cui si associano:

  1. Sentimenti di solitudine;

  2. Autosvalutazione;

  3. problemi somatici (prurito, dolori alla schiena);

  4. diminuito interesse o piacere nelle attività;

  5. cambiamento dell’appetito;

  6. cambiamenti nei modelli di sonno;

  7. affaticamento o perdita di energia;

  8. difficoltà di concentrazione;

  9. irritabilità.

Spesso i sintomi depressivi possono essere ignorati o mal diagnosticati, o confusi con i sintomi della gravidanza. Tale confusione è più comune per quei sintomi legati al cambiamento nell’appetito, nel sonno e nell’affaticamento; spesso le donne tendono ad soffrire, non chiedono aiuto, ritengono che questo malessere sia incurabile.

Quando la depressione risulta “severa” le donne non riescono a mangiare correttamente, non dormono a sufficienza e non richiedono sostegno nel periodo prenatale, fattori questi che contribuiscono a nascite premature o di basso peso.

Si ritiene importante trattare la depressione durante la gravidanza per evitare che la sintomatologia diventi più grave, che possa interferire nel periodo del post-partum ed essere nociva per la madre e l’accudimento del suo bambino. Le madri depresse partoriscono in genere bambini più inclini al pianto e difficili da consolare. Quanto più è depressa la madre, tanto più irritabile è il bambino.

Una madre depressa che ha problemi a interagire e a prendersi cura del suo piccolo potrebbe andare incontro a una ulteriore debilitazione a causa del pianto incessante, portando avanti il ciclo della depressione e rendendo più difficile l’instaurarsi di un legame tra lei e il suo bambino. A meno che questo circolo vizioso non venga interrotto, un ciclo duraturo di depressione e irritabilità potrebbe essere messo in moto.

Come ci si può rendere conto se si soffre di una depressione pre-partum? Contattando uno psicologo che attraverso colloqui e interviste semistrutturate specifiche potrà valutare e supportare.

Dott.ssa Sonia Sorgente, Psicologa

Studio: Via E. Fumo, 5 Pellezzano (SA) e Via Nicola Cavorso, 4 Chieti (CH) 

Riferimento Telefonico: 349-0757443 e Contatto Facebook: Psiche&Nutrizione  

Dottoressa Sorgente

La Biografia della Dott.ssa Sonia Sorgente: Nata a Salerno, fin dall’adolescenza ha nutrito grande passione per la psiche umana, fino ad intraprendere il percorso di studi in tal senso. Nel 2009 si Laurea in Psicologia dello Sviluppo all’Università degli Studi G. d’Annunzio Chieti-Pescara, nel 2011 si Laurea nella Magistrale in Psicologia Clinica e della Salute all’Università degli Studi G. d’Annunzio Chieti-Pescara. Ha continuato la sua formazione in un Corso di Alta Formazione Biennale in Psicodiagnostica a Pescara e successivamente nel 2012 ha conseguito un Corso di Alta Formazione in Criminologia Generale, Minorile e Penitenziaria, all’Università di Bari “Aldo Moro” col massimo dei voti e Menzione al merito. Sta frequentando il quarto anno della Scuola di Specializzazione Quadriennale in Psicoterapia Psicoanalitica Breve a Chieti. Ha svolto un tirocinio al Centro d’Igiene Mentale a Salerno e un tirocinio di un anno nella “Casa di Cura” La Quiete a Pellezzano. Ha lavorato per un anno in un doposcuola come Psicologa occupandosi dell’intera Equipe e degli adolescenti al suo interno. Dal Novembre 2013 al 2 Luglio 2015 ha lavorato come Psicologa nell’ Associazione Contro la Violenza di Genere-FRIDA a Cava dè Tirreni. Da maggio 2015 ha cominciato un’attività di ricerca scientifica e volontariato presso il reparto di Chirurgia Bariatrica dell’Ospedale “G.Fucito” di Curteri (Mercato San Severino). Già da alcuni anni ha iniziato ad approfondire la tematica dei disturbi del comportamento alimentare, tanto da aver l’esigenza di essere affiancata da una nutrizionista competente la Dott.ssa Federica Marchese. Inoltre svolge l’attività di libero professionista nello studio privato a Pellezzano (SA) in Via E. Fumo,5 e a Chieti (CH) Via Nicola Cavorso,4 tel. 3490757443.

L’11 Dicembre 2015 presso l’Università degli Studi di Salerno, organizzato dall’Associazione studentesca Unita, nella figura di Francesco Ienco, in collaborazione con l’Associazione Agorà, insieme alla Dott,ssa Marchere e Dario Rago personal trainer specializzato in esercizio fisico medicale, ha relazionato al Seminario “DCA: Disturbi del Comportamento Alimentare con approccio multidisciplinare integrato ad orientamento psicoanalitico breve”.

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