Ricorderai l’ adolescenza come il periodo dalle emozioni più intense e dalle esperienze più vere. Un adolescente si butta con ogni cellula del suo corpo in quel che fa, se non altro perchè è la prima volta. 

  S.Littleword

Nella mia esperienza di educatrice e formatrice ammetto di aver sempre avuto un debole per le problematiche relative al mondo degli adolescenti. Da madre temo molto, invece, questa fase così delicata  (non proprio breve, ahimèi ! ) della vita delle mie figlie.

Ricordo ancora molto bene la mia di adolescenza, quella fase di trapasso dall’ età infantile a quella adulta,quei momenti vissuti amplificando ogni minima emozione, positiva o negativa! 

Giovedì 1 Ottobre presso la Sala della Provincia di Brindisi  ho seguito in doppia veste, quella di madre e quella di educatrice, il convegno  intitolato “Adolescenza oggi: tra vita affettiva e primi passi consapevoli nell’ incontro con l’ altro” . 

ADOLESCENZAI relatori dell’ incontro:

Dott.ssa Gabriella Gravili, Counselor Relazionale e Consulente in Sessuologia

Dott.ssa Gloria Guadalupi, Pedagogista clinico ed esperta in  mediazione scolastica

Dott.Eugenio Cantanna, Dirigente della Polizia delle Comunicazioni di Brindisi

Avv. Ernestina Sicilia, Avvocato

Dott.Michele Lisco, Ginecologo del Consultorio Familiare

I mass media locali in questi giorni hanno diffusamente parlato di questo evento inserito nella ” Settimana del benessere sessuale” (http://www.brindisireport.it/eventi/settimana-del-benessere-sessuale-il-programma-brindisino.html) iniziativa nazionale promossa dal Ministero della Salute e organizzata sul territorio dalla dott.ssa Gravili per cui mi soffermo solo brevemente su quanto ascoltato durante il convegno. 

Ogni esperto è intervenuto apportando un contributo in relazione al proprio ambito di competenza, si è trattato di una trasmissione di conoscenze realmente utile considerando che la platea era costituita prevalentemente da studenti di scuola superiore, ragazzi in piena fase adolescenziale !

Ai ragazzi è stato chiesto di  imparare a conoscere bene se stessi per poter relazionarsi ed entrare in sintonia con l’ altro.

Durante queste ore che definisco “di scambio” (la platea ha risposto positivamente agli input dei relatori, mostrando attenzione ed interesse, quale miglior feedback !) i relatori hanno posto molto l’ accento sulle relazioni virtuali, sentimentali, amicali, spesso pericolose.

Il danno della” virtualità “di contatti in rete, partendo dai social network, è molte volte molteplice e si tramuta spesso in :

  1. rapporto alterato con l’ interlocutore (virtuale), identità spesso falsata ad hoc a scopi ingannatori (adescamenti on-line, pedofiia, furti di identità)
  2. incapacità, o difficoltà, di mostrarsi per ciò che si è proprio perchè lo schermo protegge e maschera atteggiamenti poco etici (anche sul web esiste un’ etica, approfondiro’ in un’altra occasione l’argomento)
  3. tappe bruciate in giovanissima età, abbattendo tabù e oltrepassando i limiti del “normalmente e moralmente consentito”

Una menzione particolare va al termine coniato in tempi recentissimi per la nuova generazione di ragazzi così immersi in una vita doppia prodotta dal web : la look down generation,  giovani che non sollevano lo sguardo dal proprio cellulare o tablet, che sembranp avere “la lingua sciolta” solo dietro ad uno schermo.

E poi nascono i problemi sociali.

In nuce una parte di disagi dell’ essere uomo di questi tempi  risiede proprio in questa “incomunicabilità” verso l’ esterno. Quasi si fosse “autoreferenziali”…

Nel mare magnum delle emozioni tipiche di  questa età cosi particolare, che definisco di  “cristallo” per le tante sfumature ma anche per la delicatezza con cui va trattata, un unico sembra essere il vettore giusto: quello che porta verso il dialogo e l ‘apertura con l’altro. Ciò sia per facilitare il rapporto con l’altro sesso ,in caso ad es.di relazioni sentimentali/amorose) sia perchè un giovane uomo/giovane donna debbano comprendere la necessitò di confrontarsi, perchè la crescita avviene attraverso lo scambio  e le relazioni con li altri, in primis il gruppo dei pari .

E’ ,quindi, fondamentale la presenza di figure professionali come quelle del mediatore scolastico o del counselor ,o psicologo  nelle scuole e in altre agenzie educative.

Durante la mia esperienza di mediatrice scolastica ricordo la gioia provata quando scioglievo qualche “nodo” più stretto nell’ animo di una adolescente che attraversava un momento critico. A volte serve un faro che illumini il percorso, specialmente se accidentato  e con qualche insidia come quello di ragazzo in piena evoluzione .

 

NB. L’ iniziativa “Settimana del Benessere” ha ricevuto i patrocini dalla Federazione Italiana Sessuologia Scientifica, dalla Provincia, dal Comune di Brindisi e dal Comune di Mesagne, dall’ Ufficio Scoastico regionale (per quanto riguarda il suddetto convegno) dall’Ordine dei Medici della provincia di brindisi per il congresso scientifico.Gli Sponsor: Lions club di  Brindisi, Lecce rudiae e S. Pietro vernotico; l’ Unesco wheel club di brindisi, l’ Inner Wheel club di Brindisi, l’ azienda Deka srl, il Centro Studi Medici di Mesagne e la Casa di Cura Salus.

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5 Comments on Adolescenti oggi e relazioni affettive

  1. Stefania
    6 ottobre 2015 at 13:17 (4 anni ago)

    L’adolescenza è una fase alquanto delicata.
    Ascoltare i ragazzi e di conseguenza appoggiarli e seguirli aumenta la fiducia in loro stessi e la loro autostima.

    Rispondi
    • oltrechemamma
      6 ottobre 2015 at 14:11 (4 anni ago)

      si esatto, l ‘ascolto aumenta la fiducia in se stessi e anche anche negli altri! grazie stefy

      Rispondi
  2. Silvia Fanio
    6 ottobre 2015 at 14:15 (4 anni ago)

    Che età l’adolescenza!
    Non si è bambini, non si è adulti.
    Una sfida per i ragazzi, ma anche per i genitori e gli educatori!

    Rispondi
    • oltrechemamma
      6 ottobre 2015 at 23:09 (4 anni ago)

      Esatto e lo sarà per noi doppiamente Silvia, in qualità di genitori ed educatori !

      Rispondi
  3. mammayoga
    6 ottobre 2015 at 15:24 (4 anni ago)

    L’anno scorso mi sono trovata a lavorare a scuola con adolescenti e situazioni abbastanza complesse. è un’età difficile, quanto è vero.. entrare in comunicazione con loro poi è una sfida, ma quando ci riesci e quando loro cominciano a fidarsi sai che ti danno un’occasione per entrare un po’ nel loro mondo e per poterli accompagnare col tuo sguardo e con quel pizzico di esperienza in più

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