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Month: settembre 2016

Come non rinunciare alla propria femminilità!

La rubrica Beauty di  Stefly continua a regalarti consigli utili: per te che sei donna e  mamma (o donna e mamma;) ) attenta a curare la tua bellezza e a sentirti sempre in ordine. 

Buona Lettura!


Come non rinunciare alla propria femminilità!
Essere mamma è davvero un impegno a 360°, ma non bisogna mai dimenticarsi che si è anche donne… volersi bene non è un atto di egoismo nei confronti dei propri figli ma un atto d’amore verso se stessi che andrà poi a rispecchiarsi nel proprio benessere fisico e mentale…
E allora ecco poche mosse da compiere al mattino per rendersi presentabile e per ricordarci che la donna è anche questo, quel pizzico di vanità che ci ha sempre contraddistinte
Ecco poche mosse per essere pronta in 5 minuti!!
  • Metti una crema idratante ed una crema contorno occhi
  • Usa un gel per sopracciglia per tenerle sempre ordinate
  • Usa un ombretto in crema luminoso per aprire lo sguardo
  • Usa un correttore che (come ti ho spiegato nell’articolo sui correttori) vada a contrastare le occhiaie
  • Usa un velo di cipria per settare il tutto
  • Abbonda con il mascara ( non è mai troppo! !!)
  • Usa un pizzico di fard per ravvivare il volto
  • Metti un gloss o un rossetto
Et voilà il gioco è fatto…. Sembra difficile? Sei una mamma e fare le cose velocemente e bene fa parte del mestiere no?
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FAMu – Famiglie al Museo

FAMu – Famiglie al Museo 2016

Un progetto che suscita il mio interesse e che promuovo con piacere!

Dall’ account facebook di FAMu :

 Sono oltre 600 i musei che hanno già aderito a #FAMU2016!
Vuoi scoprire quello più vicino a te per programmare il tuo 9 ottobre di festa in famiglia? 

FAMu
Dai un’occhiata al nostro elenco sempre aggiornato: puoi selezionare comodamente la provincia e la città di interesse e scegliere con facilità il museo da visitare → http://www.famigliealmuseo.it/eventi

FAMU

Se vuoi scoprirne di più clicca su http://www.famigliealmuseo.it/ dove potrai informarti sulla genesi del progetto, sulla mappatura dei musei family friendly e sui partner.

Buona domenica al museo con i tuoi piccolini, la cultura è patrimonio di ogni età.

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Relevè e le emozioni di big V

Relevè e le emozioni di big V

Giugno 2016: primo saggio di ginnastica ritmica per la mia big V.

Emozioni mai provate fino a quel momento per lei, piccolissima donnina che si apprestava alla sua prima esibizione pubblica in qualità di ginnasta nel capiente Palapentassuglia di Brindisi.

Gioia e paura, timidezza quanto desiderio di ammirazione: era tutto questo, big V, quel giorno.

Lei era bellissima ed il suo sorriso emanava luce.

Non dimenticherò mai la mia commozione nel vederla così bella e “teneramene bambina” stretta in quel body rosa, discreto, ma che delineava il corpicino di una futura donna.

Un po’ di rimmel, mezze punte, tanto gel e sorprendenti coreografie studiate appositamente per delle giovanissime ginnaste come lei, come la mia big V.

Suoni, luci, colori ed impegno, tecnica, passione.

Il saggio di ginnastica ritmica della Relevè è stato questo: l’euforia (mai scomposta) delle bimbe più piccole, l’abilità e bravura delle bimbe e ginnaste più grandi.

Sono stati sufficienti pochi mesi trascorsi come allieva della Relevè perchè la mia cucciola desiderasse essere nuovamente iscritta al secondo anno di corso.

E’ bastato un click e…attendiamo con ansia la prima lezione di un altro anno fantastico da vivere all’insegna dello sport sano, della professionalità dello staff degli istruttori e della gioia di vivere, condividere, imparare e amare tipica dei bambini, tipica della mia big V.

Grazie Relevè per le emozioni regalate ad allievi e genitori, ti scegliamo  ancora una volta con fiducia ed entusiasmo!

 

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Il ruolo dei papà nei DCA

La dott.ssa Sonia Sorgente -psicologa ( Psiche&Nutrizione)- torna a parlare della figura genitoriale del papà.

Buona lettura!


Il ruolo dei papà nei DCA

Dalla seconda metà del secolo scorso in poi, è il ruolo dei padri di figli adolescenti a mostrarsi smarrito e privo di una precisa identità.

I valori della tradizione che guidavano i padri-padroni del passato sono un ricordo sbiadito e il rapporto che i nuovi padri hanno con se stessi, con le loro compagne e con i figli è radicalmente cambiato.

Oggi i papà non fanno più paura: augurano ai loro figli una vita felice e di successo piuttosto che disciplinata e conformista, e si preoccupano che siano contenti piuttosto che rispettosi delle regole.

I nuovi padri hanno perso l’autorità e il potere dei suoi predecessori, cui tutto era dovuto in cambio dell’impegno a garantire alla famiglia il benessere economico.

Il re-padre ha perso la corona, o almeno la condivide con la regina-madre, la quale mantiene saldo lo scettro nei suoi ambiti di competenza, e a volte lo spartisce con il figlio o la figlia “prediletto”, che spadroneggia tra le mura domestiche.

Tutto ciò ha portato una società senza padri libera da ogni dispotismo; l’ immagine e le funzioni paterne sono impallidite.

Nessuno rimpiange il padre-padrone detronizzato, ma la debolezza del padre ha ricadute negative sulla crescita dei figli, soprattutto in adolescenza, quando la sua funzione è più che mai necessaria.

I loro predecessori mai avrebbero pensato di dare biberon e cambiare pannolini, mentre oggi una più democratica suddivisione di ruoli è più apprezzata e sollecitata.

I papà si trasformano in MAMMO per sentirsi approvati dalla compagna, ma non è detto che per i figli sia una buona soluzione; altri si danno alla latitanza, sfogando una spontanea tendenza a reindossare i panni di giovani maschi temporaneamente abbandonati, o reagendo con la fuga alla frustrazione di sentirsi criticati e respinti nei loro goffi ma autentici tentativi di inventare un nuovo modo di essere padri.

La possibilità di sviluppare ed esprimere nuove competenze è un vantaggio per tutti: per i padri, cui è permesso coltivare da subito la relazione con i figli, per le madri, più supportate e meno sole, per i figli, cui è offerta l’occasione di entrare precocemente in contatto con uno stile relazionale diverso, meno ansioso e protettivo di quello della madre, che li guida a crescere ed esplorare.

Non tutti i giovani padri sono disponibili e inclini a svolgere queste funzioni, ma quanto più precoce è l’incontro fra padre e figlio, tanto più facile e legittimo sarà l’ingresso in scena del padre durante l’adolescenza, quando ci sarà un gran bisogno dei suoi interventi orientati alla realtà e al mondo esterno, attenti a valorizzare meriti e capacità piuttosto che a soddisfare i bisogni.

Le competenze del padre:

  • Saper decidere e mettere ordine;

  • Saper dire di no e fare scelte strategiche;

  • i suoi valori etici e affettivi, sovrastanti durante l’infanzia dalle funzioni materne di protezione e di cura, diventano prioritarie in adolescenza; quando arriva il momento di sollecitare la crescita e trasmettere i valori che la sostengono, il padre postmoderno si rivela però debole e incerto.

La vicinanza emotiva esercitata durante l’infanzia l’ha reso più fragile, meno autorevole e più nostalgico nel chiedere al figlio di abbandonare i campi da gioco e avventurarsi nel mondo.

Sono in crisi la funzione di guida del padre, il suo sostegno alle abilità e alle competenze sociali, forse perché il mondo esterno è considerato troppo povero di occasioni e risorse, poco accogliente e poco sicuro.

La debolezza dei valori paterni non riguarda solo il padre naturale, ma anche i suoi sostituti simbolici sulla scena sociale: insegnanti, politici e educatori hanno perso credibilità e autorevolezza, sono considerati modelli poco attraenti, incapaci di trasmettere l’idea che, dopo un’infanzia dorata in cui si è stati molto amati e protetti, diventare adulti possa presentare qualche vantaggio.

papà

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Conosci l’infezione da HPV ?

La  scheda di approfondimento a cura dell’ Isitituto Mario Negri ti informa su come difendersi dall’ infezione da Papillomavirus (HPV)

Buona Lettura!


Cosa è?

L’infezione da Papillomavirus (HPV) è ampiamente diffusa.

Nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente senza dare nessun disturbo.

Tuttavia l’HPV può causare la comparsa di condilomi, che colpiscono anche i maschi, o l’insorgenza del tumore del collo dell’utero.

Si conoscono oltre 150 tipi di HPV, ma solo 15 sono associati al tumore del collo dell’utero e perciò sono chiamati oncogeni o ad alto rischio.

Grazie all’esecuzione ogni tre anni del Pap-test che serve a prevenire lo sviluppo del tumore del collo dell’utero, in Italia ogni anno sono segnalati 3.500 nuovi casi di tumore e le morti sono circa 1.000.

Le donne italiane si ammalano e muoiono più spesso per altri tumori come quello al seno, del polmone, del colon o dello stomaco.

È invece al primo posto tra i tumori femminili nei Paesi poveri, specialmente in Africa, dove la grande diffusione dell’HIV/AIDS abbassa fortemente le difese immunitarie anche contro l’HPV.

Come si cura? I vaccini attualmente disponibili sono due: il Gardasil® e il Cervarix®. Tutti e due agiscono contro i ceppi 16 e 18 che sono associati a circa il 70% dei tumori del collo dell’utero.

Gardasil® agisce anche contro i ceppi 6 e 11, associati al 90% dei condilomi.

Dagli studi eseguiti finora risulta che le donne tra i 16 e i 26 anni, che al momento della vaccinazione non avevano ancora iniziato l’attività sessuale, sono protette dalle lesioni pre-cancerose causate dagli HPV 16 e 18 per almeno 8 anni.

Non sappiamo per il momento se la protezione dura più a lungo e se il vaccino difenderà anche dal tumore che può comparire decine di anni dopo le lesioni.

Se è già iniziata la vita sessuale, è molto probabile che la donna sia entrata in contatto con l’HPV: in questo caso la vaccinazione non è raccomandata.

Gli effetti della vaccinazione sul feto non si conoscono e perciò la vaccinazione è sconsigliata durante la gravidanza.

Il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente la vaccinazione contro l’HPV alle ragazze di 12 anni, cioè nei 12 mesi da quando compiono gli 11 anni a quando ne compiono 12.

Per vaccinarsi si devono eseguire tre dosi, in un periodo di sei mesi, mediante un’iniezione nella parte alta del braccio.

Nelle ragazze da 9 a 14 anni inclusi è stata di recente introdotta una nuova schedula vaccinale per il Cervarix® che consente di diminuire a due le dosi da effettuare in 6 mesi.

Le reazioni indesiderate più comuni per entrambi i vaccini sono: rossore, gonfiore e dolore nel punto dell’iniezione e la febbre

. Inoltre:

• Gardasil®: sanguinamento o prurito nel punto dell’iniezione, orticaria; raramente la difficoltà nella respirazione (broncospasmo).

• Cervarix®: mal di testa o capogiri, dolori muscolari, affaticamento, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali o articolari, prurito.

Trattandosi di vaccini nuovi, come per qualsiasi farmaco, vanno segnalati al proprio medico di fiducia tutti i disturbi che dovessero comparire dopo la vaccinazione.

 

Questo post, ricco di materiale informativo, è prodotto nell’ambito del progetto “Lo Sai Mamma” a cura del Laboratorio Salute Materno Infantile, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano in collaborazione con Associazione Culturale Pediatri e Federfarma Lombardia”.

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