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Month: maggio 2016

Femminilità e Giovanni Gastel

Il contributo firmato dall’artista Angelo Sabato che parla di donne, bellezza e scatti. 
Anima Fragile e Giovanni Gastel

Buona lettura!


Nel mondo della moda ci sono gli stilisti, ma anche le modelle. Quando faccio i casting alle nuove modelle che si presentano nel mio studio, cerco qualcosa che vada oltre la loro bellezza fisica…cerco anche l’anima perchè se non c’è anima, se negli occhi della modella non c’è nulla, con la tua fotografia le passi attraverso e vedi solo il fondale.

Giovanni Gastel (cit.)

Quando penso a un Fotografo italiano, che ha lavorato sull’universo femminile seguendo non solo canoni di bellezza e apportato quello scatto in più che si avvicini all’essenza dell’essere, credo che abbia il nome di Giovanni Gastel. Milanese, classe ’55, nasce da Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, ultimo di sette figli e nipote del regista, sceneggiatore Luchino Visconti.

Questo ambiente familiare influenzerà il suo modo di operare in fotografia diventando un riferimento di eleganza e stile senza eguali. Ma i suoi scatti, oltre alla costruzione maniacale dei suoi set, scavano dentro le persone che fotografa, questo dovuto anche a una grande curiosità nel conoscere il vissuto della modella/lo o del committente.

Volevo iniziare questo viaggio nella fotografia d’autore con Giovanni Gastel il quale nella sua inesauribile ricerca stilistica si è sempre rapportato al mondo femminile, con estrema eleganza caricandone di un forte significato spirituale.

Per approfondimenti, vi consiglio la visone del suo sito ufficiale http://www.giovannigastel.it .

Nella foto, continua il viaggio di Anima Fragile.

Anima fragile

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La genitorialità responsabile

La genitorialità responsabile

Alcune brevi considerazioni  sulla genitorialità consapevole scaturite dal doppio ruolo di educatrice e mamma.

Sei un genitore? Allora saprai cosa significa essere responsabili di una vita umana.

Conoscerai il significato della parola “sacrificio”. Il sacrificio fatto con amore, con tutto l’amore che un essere umano possa concepire, un amore ed una dedizione senza confini.

Il genitore ama, il genitore accoglie sempre, il genitore perdona.

Il genitore educa, anche se, a volte, sbaglia in alcune valutazioni che riguardano il figlio. Ma può capitare di sbagliare.

Con un figlio si è spesso troppo clementi e allo stesso modo spesso oltremodo severi.

Il genitore conosce cosa significhi dedizione incondizionata.

Il genitore è omnicomprensivo.

Nella mia pratica pedagogica quotidiana in veste di madre ed educatrice spesso osservo una scarsa cultura della responsabilità genitoriale: non esiste un genitore perfetto, ci si può sforzare di esserlo, ma con non poche difficoltà.

La cura della sua educazione, la cura ed il rispetto della sua crescita psichica ed intellettuale. Questo deve stare a cuore al genitore: l’armonico sviluppo psicofisico di suo figlio.

Quando parlo di genitorialità responsabile intendo che ogni genitore abbia cognizione piena che ha generato un essere vivente con esigenze specifiche che vanno rispettate.

Un esempio di genitorialità responsabile?

  • Avere cura dell’istruzione del proprio figlio
  • Curare al meglio le esigenze fisiche del bambino (intendo, proprio, le cure materiali)
  • Insegnargli a rispettare chi gli sta accanto 
  • Insegnargli ad ascoltare e parlare seguendo regole sociali
  • E molti molti altri esempi…

Un altro segno di genitorialità responsabile sarà anche quello: saper lasciare libero il proprio figlio.

Tornerò su questo tema della “responsabilità” nelle prossime pagine del blog, merita approfondimenti ulteriori e precisi.

Ti lascio con gli splendidi versi del poeta libanese K. Gibran 

 

I vostri figli non sono figli vostri…

sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.

responsabilita

 

 

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La maternità è “scambio”

Le piccole mi consegneranno il lavoretto prodotto all’asilo domani mattina, mi commuoverò e le ringrazierò.

Non credo che, piccine come sono, conoscano il significato di una frase come “Auguri mamma” pronunciata in questo giorno così un po’speciale per noi mamme.

Sono, tuttavia, certa dell’amore che provano verso la propria mammina, dell’impegno profuso nel disegnare cuoricini sul tavolo in cucina durante lunghi pomeriggi di me e di loro.

Adoro i nostri momenti di giochi, di coccole, di vita.

Il mio augurio è per loro, perchè vivano sempre con gioia e amore il loro essere figlie, perchè anche l’affetto di un figlio verso la propria madre non è così scontato che ci sia…

Molte relazioni madre-figlio sono così solide e così fragili allo stesso tempo.

L’amore filiale va coltivato,non meno di quello materno:  immagina una piantina che richiede acqua per crescere e vivere.

Che sia sempre una relazione feconda quella con i nostri figli, da cui trarre linfa vitale e a cui offrirne in misura sempre maggiore….

La maternità è, per me, scambio.

Auguri a te mamma e al tuo bimbo perchè sia idillio amoroso lungo una vita.

scambio

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Comunicare efficacemente con i bambini

Comunicare efficacemente con i bambini

Nella pratica quotidiana mi esercito a comunicare in modo “efficace” con le mie pupe e con i bambini con cui lavoro.

Posso, dunque, confermarti che l’ottima intesa tra adulto e bambino è frutto sicuramente di un approccio più che positivo di chi si relaziona con lui.

La fascia di età di cui ti parlo parte da 0 mesi (l’inizio della vita, insomma!)…in poi! 

Stabilire un contatto empatico, in primis, consentirà di ridurre interferenze nella comunicazione tra te e il piccolo e consentirà di costruire un rapporto tendenzialmente più sereno. 

Piccoli suggerimenti per comunicare con, probabilmente, maggior successo con il tuo piccolo:

  • poniti “alla sua altezza”, piegati sulle ginocchia o assumi la posizione tale da permetterti di poterlo guardare negli occhi.
  • stabilisci un buon contatto visivo (aggancia il suo sguardo, sguardo sereno o severo in relazione al tipo di messaggio che vorrai trasmettergli).
  • fai in modo di modulare il tono della voce (dal tono più alto, ma mai altissimo 😉 ) se vuoi sgridarlo, più dolce e musicale se vuoi spiegare, informare, istruire.

In poche mosse catturerai l’attenzione del piccoletto: il linguaggio del corpo (e quello non verbale) è alla base di una ottimale relazione educativa, nonché uno dei mezzi di comunicazione tra pari (adulti e bambini).

comunicazione
“Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano”. Paulo Coelho

 

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