Crea sito

Month: marzo 2016

L’uomo e la paternità

Un uomo che è padre, papà. Si parla poco dell’ uomo-genitore e dell’importanza che rivesta per mamma/compagna e, soprattutto, per il figlio!

La dott.ssa Sonia Sorgente parlerà proprio di lui, dell’ “Uomo-Papà”.

Buona lettura!


Cara mamma, gli uomini non potranno mai sapere cosa si prova a osservare una parte di se stessi infagottata nella culla, che vive un’esistenza allo stesso tempo autonoma e dipendente, trasformandosi gradualmente in una persona. Gli uomini quando iniziano ad approcciarsi al bambino si sento come voi poche settimane dopo il parto, si sforza di stabilire una relazione con il suo bambino senza sapere a quali strumenti di comunicazione affidarsi.

padre e figliopadri rivestono una funzione importante, non soltanto perché possono sostituirsi alla madre per brevi periodi, ma anche perché sono in grado di proteggere dalle interferenze esterne il legame madre-bambino, essenziale per il benessere di quest’ultimo.

Il grado di conoscenza del proprio bambino raggiunto dal padre dipende in larga misura dal comportamento della madre; poiché è molto difficile che un padre partecipi attivamente all’allevamento del figlio.

Magari raramente a casa quando il bambino è sveglio. Ma anche quando il padre è presente, accade spesso che una madre non sappia in che modo permettergli di collaborare.

So che alcuni padri si rivelano inizialmente molto timidi nel rapporto con i loro figli, mentre altri non sono per nulla interessati ai bambini.padreefiglio

Lasciami tentare di chiarire meglio in che modo l’aiuto del padre possa rivelarsi prezioso:

  1. La sua presenza è fondamentale per garantire il benessere psicofisico della moglie. Un figlio è particolarmente sensibile ai segnali di malessere nella relazione con i genitori, mentre in caso di buona intesa è il primo a rallegrarsene e a dimostrare il suo apprezzamento evitando di creare difficoltà. Poiché la vita gli appare più semplice, il bambino è più sereno e facile da gestire (Sicurezza Sociale).

  2. Il padre è necessario per sostenere moralmente la moglie/compagna, appoggiando le sue scelte e confermandone l’autorità. E’ la figura del padre a simboleggiare la legge e l’ordine che la madre tenta di inculcare fin dal principio nel bambino. Per svolgere questo ruolo il padre non ha bisogno di essere costantemente presente, ma deve fare la sua comparsa abbastanza spesso da consentire al figlio di sperimentarlo come figura reale. Ogni donna deve essere capace di parlare e agire con autorità, ma se è costretta a svolgere constantemente due ruoli, comportandosi come madre forte e severa e al tempo stesso amorevole e comprensiva, il suo compito diventa ancor più difficile. Anche per il bambino è più semplice disporre di due genitori perché, nei momenti di odio nei confronti di uno dei due, può sempre contare sull’affetto dell’altro. Qualsiasi bambino normale ha talvolta bisogno di esprimere il proprio odio e, se il padre non è mai disponibile, è costretto a indirizzare tale ostilità sempre e soltanto verso la madre. Poiché la madre è al tempo stesso la persona che ama di più, il bambino si sentirà confuso.

  3. Il padre è necessario per le sue qualità positive, la vitalità della sua personalità e le caratteristiche che lo distinguono dagli altri individui. Un bambino che può contare sul proprio padre è fortunato, perché tale presenza contribuisce enormemente ad arricchire il suo mondo. Nelle circostanze ideali, padre e madre accettano di condividere la responsabilità dell’allevamento del bambino. Un padre arricchisce la vita del figlio in un’infinità di modi. E’ osservando il suo comportamento che il bambino si crea gradualmente un ideale

Forse, nei momenti in cui vostro marito è a casa, vale la pena di impegnarvi ad aiutarlo a conoscere meglio il bambino. Se i due si intenderanno o meno non dipende da voi, ma siete voi madri a rendere possibile lo sviluppo di una relazione oppure a impedirlo.

 

Condividi su

Casa di bambola

Casa di Bambola

Casa di bambola

Ho saputo che, a giorni, una collega dei tempi dell’Università avrà modo di gustare il famoso capolavoro del drammaturgo Henrik Ibsen.

“Casa di bambola” andrà in scena, infatti al Teatro Mercadante di Napoli (città che ho nel cuore).

Ho a cuore questa celebre opera, l’ho amata molto durante gli anni del liceo.

L’ho amata pur non conoscendo a fondo il significato di un testo così complesso, avevo quindici anni e poche e vaghe nozioni sul femminismo.

Lo rileggo ora, pur non avendolo mai dimenticato! Puoi trovare il testo integrale qui mentre, di seguito, leggerai un abstract.

Con un diverso vissuto e decisamente qualche anno in più continuo penso spesso a lei, “la bambola”. Ora che sono donna, ora che sono madre, ora che ho piena consapevolezza di essere me.  In un tempo e in un luogo in cui molti stereotipi non e pregiudizi non sono ancora caduti…

NORA. Sì, mi sono cambiata.
HELMER. A quest’ora? Perché?
NORA. Non dormirò questa notte.
HELMER. Ma Nora…
NORA (guardando l’orologio). Non è poi così tardi. Siediti Torvaldo. Dobbiamo parlare.
HELMER. Che significa tutto questo? Mi serbi rancore?
NORA. Siediti. Sarà una lunga conversazione. Abbiamo molte cose da dirci.
HELMER (sedendo). Mi preoccupi, Nora. Non ti capisco…
NORA. Dici bene: non mi comprendi. E anch’io, non ti ho mai compreso… Sino a stasera. Non m’interrompere. Ascolta ciò che dico… Siamo arrivati alla resa dei conti.
HELMER. Quali conti?
NORA (dopo una pausa). Eccoci qui, seduti l’uno di fronte all’altra; non ti sorprende…
HELMER. Che cosa?
NORA. Siamo sposati da otto anni. Ed è la prima volta che ci parliamo seriamente, come marito e moglie. Riflettici.
HELMER. Seriamente, sì… che vuoi dire?
NORA. Otto anni sono passati… e anche più, tenendo conto del giorno in cui ci siamo conosciuti, e in questo tempo non ci siamo mai scambiata una parola seria su di un ragionamento serio.
HELMER. Dovevo renderti partecipe, forse delle mie pene, che non avresti potuto alleviare?
NORA. Non parlo di sofferenze. Voglio dire che mai, in nessuna occasione, noi abbiamo cercato di discutere, di riflettere insieme sulla realtà delle cose.
HELMER. Ma questo, cara Nora, non era affar tuo!
NORA. Eccoci al punto! Non mi hai mai capita… Siete stati molto ingiusti con me, Torvaldo; papà prima, tu dopo.
HELMER: Come?… Non ti abbiamo voluto un bene infinito?
NORA (scuotendo la testa). Non mi avete mai voluto veramente bene. Vi divertiva rimanere in adorazione davanti a me, ecco tutto.
HELMER. Che significa questo modo di parlare?
NORA. E’ così, Torvaldo: quando stavo con mio padre, egli mi esponeva le sue idee, e io le condividevo. Se pensavo diversamente, non me ne facevo accorgere. La cosa lo avrebbe contrariato. Mi chiamava la sua piccola bambola, e giocava con me, come io giocavo con le mie bambole. Poi, sono entrata in casa tua…
HELMER. Adoperi delle strane espressioni per parlare del nostro matrimonio.
NORA. Voglio dire che dalle mani di mio padre, sono passata nelle tue. Tu hai sistemato tutto secondo il tuo gusto, e io questo tuo gusto condividevo, o almeno facevo finta di condividere. Non lo so. Forse un po’ una cosa e un po’ l’altra. Se guardo al passato, mi sembra di essere vissuta qui come una mendicante, alla giornata. Per guadagnarmi da vivere ho dovuto fare delle piroette per te, e questo ti divertiva tanto! Tu e papà avete molti torti con me. E’ colpa vostra se sono una buona a nulla.
HELMER. Sei assurda, Nora. Assurda e ingrata. Non sei stata felice in questa casa?
NORA. Mai. Credevo di esserlo, ma non lo sono mai stata.
HELMER. Non eri… Non eri felice?
NORA. No: soltanto allegra, ecco. Eri molto carino con me: ma la nostra casa non è stata altro che un luogo di ricreazione. La mia vita! Con mio padre, una pupattola; con te, una bambola grande. E i nostri figli, le mie bambole. Mi divertivo quando giocavi con me, come loro si divertono quando giocano con me. Ecco cos’è stata la nostra unione, Torvaldo.
HELMER. C’è qualcosa di vero in quello che dici… per quanto tu esageri. Ma, per il futuro, questo cambierà. E’ passato il tempo della ricreazione, adesso viene quello dell’educazione.
NORA. Quale educazione, la mia o quella dei nostri figli?
HELMER. Entrambe, cara Nora.
NORA. Mio povero Torvaldo, non sei l’uomo che possa educarmi in modo da farmi diventare la moglie che ti necessita.
HELMER. E sei tu a dirlo?
NORA. Proprio io. Come potrei educare i ragazzi?
HELMER. Nora!
NORA. Scusa non hai detto un momento fa che non avresti osato affidarmi un simile compito?
HELMER. L’ho detto in un momento di rabbia. Non sono parole alle quali dar peso.
NORA. Eppure l’hai detto molto seriamente. E’ un compito superiore alle mie forze, perché io devo, anzitutto, pensare ad educare me stessa. Ma tu non sapresti aiutarmi, devo fare da sola. Per questo ti lascio.
HELMER (alzandosi di scatto). Cosa dici?
NORA. Devo esser sola per capire me stessa: per conoscermi e conoscere chi mi sta attorno. Non posso dunque restare con te.
HELMER. Nora!
NORA. Voglio andarmene subito. Cristina mi ospiterà per stanotte. 
HELMER. Hai perduto la testa. Non andartene. Te lo proibisco.
NORA. Ormai non puoi impedirmi niente. Porto con me la mia roba. Da te non voglio, né vorrò mai nulla.
HELMER. Sei pazza!
NORA. Domani andrò a casa mia, voglio dire al mio paese… Lì troverò più facilmente da vivere.
HELMER. Con la tua inesperienza? Cieca che non sei altro!
NORA. Cercherò di imparare, Torvaldo.
HELMER. Abbandonare il tuo focolare, tuo marito, i tuoi figli! Non pensi a quello che dirà la gente?
NORA. Questo non basta a trattenermi dal farlo. So soltanto che non c’è altra soluzione per me.
HELMER. Tutto questo è rivoltante! Così sei pronta a tradire i tuoi doveri più sacri?
NORA. Che intendi per sacri doveri?
HELMER. Ho bisogno di dirtelo? Quelli che hai verso tuo marito e i tuoi figli.
NORA. Ne ho altri non meno sacri.
HELMER. Non è vero. Di quali doveri parli?
NORA. Dei doveri verso me stessa.
HELMER. Prima di ogni altra cosa, tu sei sposa e madre.
NORA. Non credo più a questi miti. Credo di essere anzitutto un essere umano, come lo sei tu… o che almeno devo sforzarmi di diventarlo. So che la maggioranza degli uomini ti darà ragione, e che anche nei libri dev’esserci scritto che hai ragione. Ma io non posso più ascoltare gli uomini, né badare a quello ch’è stampato nei libri. Ho bisogno di idee mie e di provare a rendermi conto di tutto.
HELMER. La tua idea dev’essere la famiglia. Hai una guida infallibile: la religione.
NORA. Povera me. Sono così ignorante in fatto di religione! Ricordo solo le parole che mi diceva il pastore Hansen alla vigilia della prima comunione. Ma non bastano. Quando sarò sola e libera rifletterò anche sulla religione, e vedrò se il pastore aveva detto la verità o se la sua verità era valida anche per me.
HELMER. Mi sbalordisci! Una donna che parla così! Ma se la religione non può guidarti, consulta almeno la tua coscienza. Perché suppongo che tu abbia, almeno, il senso morale? O, per caso, ne sei sprovvista: rispondi!
NORA. Non posso risponderti. Non riesco a ritrovarmi nel tuo mondo. So soltanto una cosa: che le mie idee differiscono totalmente dalle tue. Anche le leggi non sono quelle che credevo. Che siano leggi giuste, ecco una cosa che non mi entra in testa. Risparmiare un’angoscia al padre morente; salvare la vita al marito, non sarebbe dunque un diritto per qualsiasi donna? Non può essere così!
HELMER. Parli come un bambino; non capisci nulla della società della quale fai parte.
NORA. Hai ragione, non la capisco. Per questo voglio veder chiaro. Per accertarmi chi di noi due ha ragione; la società oppure io.

Condividi su

La dieta per mamme e donne “business”

Con l’articolo della Dott.ssa Federica Marchese – biologa e nutrizionista – conoscerai come mantenere la linea anche con un pasto consumato fuori casa e se sei sempre di corsa 😉 
Buona lettura!


La dieta per le mamme e donne business

Come probabilmente saprai la dieta più famosa al mondo, a cui sono riconosciuti numerosissimi effetti benefici sulla salute, nota per la sua eco sostenibilità, è la Dieta Mediterranea.

Come è possibile “modernizzarla” e renderla compatibile con lo stile di vita affannoso dei giorni nostri? Conosci davvero l’origine della tanto famosa dieta mediterranea?

E’ stato un americano a donare tanta fama alla Dieta Mediterranea, che nel 2010 è diventata patrimonio UNESCO. Il suo padre fondatore è Ancel Keys, il primo biologo nutrizionista della storia. Ha avuto modo di conoscere da vicino questa dieta (dalla parola greca δίαιτα, dìaita, «modo di vivere») durante la sua permanenza a Pioppi, nel Cilento. Keys ricercava il segreto della longevità, concentrandosi sui fattori di rischio associati alle malattie cardiovascolari.

Questo tipo di dieta non prevede l’esclusione di nessun alimento, uno dei suoi punti di forza è proprio la variabilità a tavola, dettata dalla stagionalità!

Il consumo prevalente è quello dei prodotti della terra, le zone in cui è stato condotto lo studio di Keys erano ricche di contadini che si nutrivano soprattutto di legumi, vegetali, pesce, uova e carni bianche.

 

dieta
immagine:il giornale del cibo

 

Solo la domenica e nelle grandi feste si consumava carne rossa e il dolce mentre quotidianamente si consumava, olio extravergine d’oliva, vino e cereali integrali come il grano. Proprio perché le zone del mediterraneo sono ricche di uliveti, vitigni e campi di frumento.

Dice Keys parlando del Cilento:

Ci piacque moltissimo assaggiare quel cibo semplice – minestrone fatto in casa, innumerevoli tipi di pasta cucinata sempre al momento, condita con salsa di pomodoro e una spolverata di formaggio grattugiato, solo raramente arricchita con pezzetti di carne, oppure servita con pesce locale e senza formaggio; un bel piatto di pasta corta con fagioli; pane sfornato da poche ore, mai servito con salsine; verdure fresche in abbondanza, una piccola porzione di carne o di pesce, al massimo una o due volte a settimana; vino da tavole comune; per dessert sempre frutta fresca

Quindi la dieta può essere strutturata semplicemente con un bel piatto unico a pranzo, magari un piatto di pasta con i legumi o zuppa di legumi e cereali, da cui possono essere assunte le proteine vegetali, naturalmente ricchi di fibra e dall’elevato potere saziante.Se non hai il tempo di utilizzare quelli secchi potrai usare quelli in barattolo, magari ben lavati! Al piatto in questione  manca solo una quota di verdura, anche solo un po’ di lattuga in busta può venirci in soccorso.

Puoi anche optare per  un piatto di pasta con la verdura che richiederà un secondo leggero come l’uovo o del formaggio magro: il pasto deve prevedere una giusta quota di proteine per mantenerci sazi più a lungo.

Se, invece, non hai la fortuna di pranzare a casa o in una mensa ben fornita potresti preparare un panino integrale e queste sono le idee per farcirlo:

  •  frittata
  •  formaggio magro
  • qualche fetta di lattuga
  • pomodori (anche secchi) e radicchio
  •  prosciutto, bresaola
  • melanzane o funghi sott’olio.

E la sera a cena?  Un secondo veloce con della verdura scottata non richiederà una lunga preparazione; potrebbe essere consigliabile non consumare molto pane a cena e preferirlo a colazione con della frutta fresca, yogurt, frutta secca oleoginosa come mandorle, nocciole, pistacchi e noci, queste sono presenti in commercio come creme spalmabili oltre che una cioccolata spalmabile di buona qualità.

Un frutto fresco di stagione dovrebbe sempre chiudere il pasto e, per il resto, è solo questione di organizzazione e buona volontà: quando viene preparata la verdura è utile cucinarne una quantità superiore rispetto a quella che servirà per il pasto, il resto potrà essere conservato in frigorifero per farcire il panino del giorno successivo ad esempio!


Sei volenterosa e magari anche un po’ golosa? Allora
 gli alimenti elencati prima per la colazione possono diventare ingredienti per un buon dolce fatto in casa, molto più sano, completo e nutriente dei prodotti confezionati che siamo abituati a consumare appena svegli.

Ed ecco che la dieta mediterranea diventa molto più semplice da seguire 😉 

Condividi su

L’Istituto Mario Negri ed Oltrechemamma

logo mario negri

Molto volentieri, oggi, ti parlo della collaborazione nata tra Oltrechemamma e l’ Isitituto Mario Negri di Milano.

Sono oltremodo lusingata per questo percorso che mi accingo ad intraprendere in quanto, nella duplice veste di madre e di pedagogista-mediatrice familiare, avrò la possibilità di arricchire le mie conoscenze in campo scientifico e di poter, di conseguenza, offrire un piccolo contributo, attraverso questo blog, alla diffusione di importanti ed utili informazioni per la salute.

Si tratta di un’ importante occasione per “avvicinarsi” al mondo della Ricerca, nel quale operano alcuni tra i più illustri ed eminenti Scienziati e Ricercatori del nostro Paese.

Con cadenza mensile avrò il piacere di pubblicare una tra le schede qui disponibili.

Di seguito, brevi e preziose note sulla storia e sulla mission dell’ ‘IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

L’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri è una Fondazione privata senza scopo di lucro nata a Milano nel 1961 per volontà di Mario Negri, gioielliere e filantropo milanese, e su iniziativa di Silvio Garattini, fondatore e attuale direttore. Il suo fine è contribuire alla difesa della salute e della vita umana.

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri opera nel campo della ricerca biomedica. Ha iniziato la sua attività a Milano nel 1963 e oggi ha tre sedi: Milano, Bergamo e Ranica (BG), dove lavorano circa 750 persone.
Le attività principali dell’Istituto Mario Negri riguardano la ricerca, la formazione e la diffusione della cultura scientifica.
L’Istituto Mario Negri ha tra le sue missioni la divulgazione della cultura scientifica e l’impegno a fornire risposte indipendenti e documentate ai cittadini e in particolare agli ammalati.

Il progetto “Lo sai mamma?” coordinato dal Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con Federfarma Lombardia e l’Associazione Culturale Pediatri si colloca in questo ambito.

L’iniziativa prevede la pubblicazione bimestrale di schede informative relative (principalmente) ad argomenti pertinenti l’area materno-infantile, che offrono alle mamme brevi consigli pratici, rigorosamente scientifici e verificati, preparati con il contributo delle tre organizzazioni che animano l’iniziativa.
Le schede sono disponibili sul sito dell’Istituto all’indirizzo http://www.marionegri.it/it_IT/home/cittadino/lo_sai_mamma

La scheda di approfondimento che ti mostro oggi riguarda gli acari della polvere.

Buona Lettura!


L’allergia agli acari della polvere è una forma di sensibilizzazione molto comune in età pediatrica e rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio nello sviluppo di rinite e asma.

Tra i fattori che la favoriscono ci sono le condizioni di vita domestica, dove ambienti sempre più riscaldati, elevata umidità, ridotta ventilazione delle stanze, presenza di moquette e tappeti facilitano la crescita e lo sviluppo degli acari.

Gli acari sono piccoli parassiti, invisibili a occhio nudo, che si nutrono delle cellule che desquamano dalla cute. Sono innocui, salvo che nei soggetti allergici, in cui possono indurre difficoltà respiratorie (soprattutto la mattina quando ci si alza), rinite, tosse, congiuntivite, asma ed eczema.

È possibile che l’allergia all’acaro si accompagni ad altri tipi di allergia. La diagnosi si basa essenzialmente sui test cutanei (Prick test) e in alcuni casi sul dosaggio di alcuni anticorpi nel sangue (Rast test). Sebbene non esista un rimedio efficace per eliminare gli acari, potrebbe essere utile per i bambini allergici adottare alcuni accorgimenti volti a ridurne la presenza nell’ambiente in cui vivono:

  • l’ambiente domestico non deve essere né troppo caldo (temperatura < 20°C) né troppo umido (umidità relativa < 50%);
  •  le stanze vanno areate tutti i giorni;
  •  la stanza dei bambini deve essere il più possibile priva di tappeti, moquette e peluche;
  •  coperte, lenzuola e federe vanno quotidianamente esposte all’aria e lavate almeno 1 volta alla settimana a 60°C;
  •  abolire il fumo in casa ed evitare odori irritanti (profumi di forte intensità,  deodoranti, lacche spray, ecc.) che possono peggiorare i sintomi dell’allergia;
  •  l’efficacia degli acaricidi è ancora discussa.

Sebbene ci siano opinioni discordanti sull’efficacia, in alcuni casi può essere utile:  

  • utilizzare il coprimaterasso e il copricuscino “anti-acaro” da lavare almeno ogni 2 mesi a 60°C;
  •  nelle pulizie di casa usare l’aspirapolvere dotato di speciali filtri antiacaro o un panno umido, per non sollevare la polvere.

Alcuni farmaci sono utili nel controllare i sintomi dell’allergia nel bambino (p. es. gli antistaminici nella rinite). In alcuni casi il medico specialista può prescrivere una terapia desensibilizzante che prevede l’utilizzo di un vaccino antiallergico.

Condividi su

L’arrivo del cucciolo a casa: cuccia e coccole

Di cosa ha bisogno un cucciolo che entra nella sua nuova casa? Una cuccia e tante coccole!

La dott.ssa Stefania Gargiulo ,biologa ed etologa canina ed operatrice cinofila accreditata SIUA offre alcuni suggerimenti su come accogliere al meglio il “nuovo inquilino”. 
Sarà piacevole notare qualche analogia con il rituale di accoglienza di un figlio, di un “nuovo nato” a cui si dedicano premure attrezzando al meglio la sua stanzetta o acquistando il prodotto più idoneo alla sua cura.

Buona lettura!


L’arrivo del cucciolo a casa: cuccia e coccole

Oggi ti parlo del momento più bello ed emozionante dopo la scelta del cucciolo da adottare: l’arrivo a casa!

Posso paragonare questa fase ad una mamma che prepara il “nido” poco prima del parto per accogliere al rientro dalla clinica al meglio il proprio amore.

Ecco, con questo paragone voglio rendere l’idea di ciò che avviene nei giorni che precedono l’arrivo del doggy.

E le domande che ci si pongono, mentre prepari l’accoglienza, sono tante ad esempio: cosa devo comprargli? Cosa mangerà? 

Inizia a pensare a cosa sia necessario per lui e scrivi una short list di oggetti da acquistare:

  • Ciotola per l’acqua
  • Cuccia
  • Giochini
  • Detergenti per pulire a terra ( perché si sa i primi mesi non ha la capacità di controllare gli sfinteri e bisogna portare pazienza)
  • Traversine ( io non le consiglio fortemente, ma di questo ne parleremo in un altro post)

cucciatre

Più o meno sono queste le cose che si comprano per preparare la casa per il nuovo inquilino.

Ti suggerisco,inoltre, di porre una copertina sulla cuccia perché in futuro possiate sempre portarla con voi, una vera e propria “isola d’asporto” che per il pet diventerà un punto di riferimento ovunque andrete.

, tieni presente che inizialmente sarà molto spaesato in modo particolare se è stato tolto dalla mamma (spero mai prima dei 2 mesi perché è questo il periodo minimo che serve al piccolo per ricevere tutti gli insegnamenti che solo la sua mamma e spesso i fratellini possono dargli)!

Quindi non pretendere subito di farlo abituare a dormire in un luogo “isolato”.

E’ molto importante che la sua brandina,o cuccia, venga posizionata in un luogo familiare che non sia di passaggio e neppure troppo rumoroso e, le prime notti, cerca di dormire accanto a lui!

Quando vedrai che sarà più tranquillo potrai piano piano iniziare ad abituarlo a dormire da solo.

Se puoi lasciagli qualcosa di tuo, che sia impregnato del tuo odore così che si senta ancora più tranquillo.

Se non ti infastidisce prova a farlo dormire in stanza con te, sarebbe una dolcissima esperienza e sono sicura che averlo accanto sia un emozione impagabile.

La copertina che poserai sulla cuccia è uno strumento molto importante attraverso il quale aiutare il cucciolo a sentirsi a proprio agio e soprattutto protetto!

Il luogo in cui soggiornerà la maggior parte del tempo deve avere delle caratteristiche ben precise:

  •  Non deve essere isolato, il doggy potrebbe viverla come una punizione
  •  Non deve essere un luogo di passaggio
  •  Quando il cane si trova sulla sua cuccia non deve essere disturbato ( no spazzolamenti, no giochi, no manipolazioni)
  •  Quando dorme, specie intorno ai 2, mesi bisogna sapere che è un momento  molto importante perché si stanno formando le connessioni neuronali quindi lasciatelo riposare!
  •  Se volete giocarci o i bimbi muoiono dalla voglia di stare con lui richiamatelo dalla cuccia e giocateci o fategli le coccole lontano da essa.

 

Ricorda che

attenzione alle cose che lasciate in giro perché lui esplora il mondo con la bocca e tende a mangiare la prima cosa che gli capita!

Importantissimo è che i bimbi di casa capiscano che è arrivato un piccolo amico spaesato e che deve lentamente e con i propri tempi adattarsi alla sua nuova famiglia.

Cerca, quindi,  di far rispettare quanto detto precedentemente sulla copertina e fai capire al bimbo che anche quando gioca col cucciolo non deve esagerare perché potrebbe spaventarlo se ti proponi in modo dirompente!

Anche le coccole sono importanti perchè creano un legame ancora più forte con il cagnolino e lo aiutano ad abituarsi ad essere “manipolato”, toccato.

Inizialmente puoi coccolarlo dolcemente e spesso sulla testa e sulle zampe: in futuro non sarà un problema ad esempio asciugargliele, non proverà fastidio insomma 😉 

Se invece hai adottato un cane già adulto rispetta i suoi spazi, potrebbe non amare essere toccato sulla testa o le zampe; se vedi che si ritrae quando lo tocchi allora iniziare con il fargli le coccole sul fianco e quando avrà preso confidenza con la tue/vostra mano prova, piano piano, a spingerti verso le aree per lui più delicate.

Ora tu e i tuoi bimbi avete un occasione unica… imparare a capire il linguaggio di un’altra specie.

Condividi su

1 2 3