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Month: ottobre 2015

Tecnologia ed educazione

Quanto può essere utile per un bimbo in fase evolutiva compiere  percorsi anche di apprendimento e di conoscenza della realtà circostante e di se stessi attraverso i media.
Quanto può essere utile per un bimbo in fase evolutiva compiere percorsi anche di apprendimento e di conoscenza della realtà circostante e di se stessi attraverso i media.

Osserva questo collage di immagini, il titolo in alto è “Gli effetti educativi delle nuove tecnologie“. Dunque non spendo, come frequentemente accade, parole di disprezzo nei confronti dei mass media e delle new technologies: perchè? Mi piace citare questo pararafo tratto da “Iperscuola”, di A.Calvani:

Le nuove tecnologie si inseriscono secondo diverse modalità nelle forme dell’ educazione, amplificando le capacità espressive individuali (espressione), fornendo strumentazioni cognitive di supporto (costruzione),allestendo una varietà di percorsi diversificati (istruzione), consentendo forme di scoperta (esplorazione), espandendo le possibilità del lavoro collaborativo a distanza attraverso la telematica (conversazione).

Ecco, quindi, che in poche righe si condensa tutto il vantaggio della tecnologia che trova quindi applicazione in più ambiti della vita dell’individuo. 

Pensiamo ai bambini e al potere attrattivo che la tv riveste per loro, colori, luci, suoni, immagini e …vita in uno schermo, ma pur sempre vita!. 

I cartoni animati, per esempio, sono sempre più coinvolgenti con trame complesse e sceneggiature ben curate. Team di esperti in comunicazione e pedagogia lavorano per ottimizzare i contenuti dei cartoni destinati ad un pubblico di bambini sempre più istruito e ricettivo. Il cartone animato non solo diverte, ma può stimola alla riflessione su tematiche anche rilevanti come l’ importanza della famiglia, l’attenzione e la cura verso il prossimo e verso la natura. Quindi anche i cartoons possono essere un supporto per la formazione del piccolino.

Sia per quanto riguarda la tv che per il computer (e tutto il mondo dell’informatica) si parla di un apprendimento immediato e coinvolgente fornito dall’ immagine. 

Ma il mezzo non è solo immagine, il mezzo è anche costruzione di realtà sempre nuove e possibili grazie alla fantasia propria del bambino ma anche agli stimoli che il mezzo fornisce: il bambino esplora nuove realtà (solo in apparenza virtuali) e ne costruisce di nuove, approfondendone alcuni aspetti (e in tal caso ti parlerò dell’ ipertesto tra qualche giorno, dicendoti quanto per me sia importante anche dal punto di vista didattico).

Anzichè pensare ad una sorta di “contrazione dello sviluppo sociale” del bimbo causato dalla riduzione dei movimenti fisici (tempo trascorso davanti a tv o pc) di cui spesso parlano i detrattori del mezzo, sottolineo, invece, quanto possa essere utile per un bimbo in fase evolutiva compiere  percorsi anche di apprendimento e di conoscenza della realtà circostante e di se stessi attraverso i media.

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Inizia l’asilo? Si ammalerà!

asiloSuona come una condanna questo titolo, lo so, ma è fedele all’ esclamazione della maggior parte di amici e conoscenti una volta venuti a conoscenza dell’inizio  dell’asilo per le bimbe!

Pare che siano davvero pochi, ma esistano, gli “eroi” che escono indenni dal primo anno di vita comunitaria e di stretto contatto quindi con i propri pari. L’antidoto contro le malattie da primo anno di asilo? Non ne verranno mai a conoscenza, purtoppo, i genitori di bimbi che si sono ammalati già diverse volte dall’ inizio della scuola 😥 

E quindi primo venticello freddo, primi virus, tanti starnuti e colpi di tosse, tanti mal di pancia o mal di gola e il gioco è fatto: tac, si ammala il primo bimbo, poi il secondo e la classe si spopola!

A risentirne della lontananza (forzata) dall’ asilo sono, diciamo la verità, in primis i genitori (o chi per loro) che devono intrattenere il piccolo malato in casa in mille modi, con mille giochi (perchè non basteranno mai quelli che sono già affastellati in cameretta) e con tanto entusiasmo!

Bimbi nervosi perchè in ambiente circoscritto per più tempo, mamme o papà ansiosi per la febbre che sale e scende, pediatra invocato durante tutta la giornata, bustine di qualsivoglia pozione magica che possa far guarire e poi tanti, tanti capricci  😯 

E dispiace, tanto, vedere questi pargoletti così tristi, sciupati e annoiati ed ogni volta che si ammalano si prega intimamente che sia una delle ultime volte che accade, per quel mese, ed invece ci ricascano 🙄

Mamme stanche, un pò afflitte e sicuramente anche un pò preoccupate, c’è da consolarsi: giornali, telegiornali e web magazines iniziano a parlare di malanni stagionali già da fine settembre (quindi poco dopo l’ apertura della scuola) quindi siete (siamo, 😥 ) in pieno trend  :mrgreen: 

 

 

 

 

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Il “Cerchietto”, quando il vintage è attuale!

Sono scoppiata in una fragorosa risata quando big V mi ha chiesto cosa fossero quelle “lunette colorate” che avevo tra le mani! Di cosa sto parlando? [Tweet “Questi oggetti, agli occhi di mia figlia così strani, sono i “frontini” o “cerchietti”che tanto si usavano negli anni ’80/’90 e che alcune donne e bimbe indossano ancora oggi.

In realtà le voci più autorevoli in tema di tendenze della moda  sostengono che il cerchietto sia molto usato anche ora dalle fashion victim sia in chiave vintage che “svecchiato”  grazie a tessuti e materiali nuovi!

cerchietto

I cerchietti che vedete in foto sono miei e risalgono alla mia infanzia 😥 , da bimba vezzosa adoravo indossarli tutti i giorni, era un accessorio che non mancava mai insieme a molletine multicolorate! 

Ricordo che alcuni modelli piuttosto “rigidi” provocavano un certo indolenzimento dietro alle orecchie che però sopportavo stoicamente pur di indossarne uno 🙂  🙂 

Cerchietto okokokok

 

Ho proposto big V di provarne uno ma, insofferente verso tutto ciò che “stringe” lo ha subito restituito al mittente( cioè a me 😉 ) !

Non mi resta che sperare che la mia little V, tra un pò di tempo perchè ora è troppo piccina, possa indossare uno tra questi cerchietti che trattengono tra i pois, i filamenti dorati, le pieghette ricamate, tanti ricordi di me piccolina.

 

 

Il 

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Casa Lettori #LibriParlanti

Oggi su Casa Lettori  il mio contributo per l’ hashtag  #LibriParlanti, un libro intriso di emozioni ed esperienze di vita. Il tema della disabilità e della genitorialità affrontato con la stessa delicatezza con cui si accarezza un bimbo appena nato… 

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Bambini e … tempo libero?!?

web
Fonte dell’ immagine: Web

Da qualche giorno è in rete questa vignetta che sintetizza perfettamente quanto accade a molti bambini in questi ultimi anni. 

Parlare di “tempo libero” per un bimbo suona quasi ridicolo, di fatto, però, frequentemente ci si trova a parlare tra mamme-amiche delle innumerevoli ( 🙄 ) attività che svolge il proprio figlio, oltre a quella di scolaro ovviamente! 

E quindi ci sono bimbi che al mattino vanno a scuola o all’asilo e magari sono iscritti anche al tempo pieno ( uscendo dall’aula verso le 15.30!!! ) ed, eccezion fatta per un fugace riposino, si rimettono in moto per raggiunge varie mete: 

  • palestre
  • scuole di musica o centri insomma dove imparare a suonare uno strumento musicale
  • catechismo 
  • corsi di lingua straniera
  • altri luoghi di aggregazione…

Credo che, a partire dai 3 anni, iniziare una discreta attività fisica o, meglio, di educazione psicomotoria, possa essere utile… ma non indispensabile. Penso che  educare un bimbo all’ascolto della musica già da piccolino, possa essere stimolante…ma non indispensabile, come non  mi sembra indispensabile che il bimbo impari a tutti i costi a dire “good morning” quasi prima ancora di dire -mamma-!

 Insomma, in modo particolare durante gli anni della scuola materna, ritengo che un bambino sia stimolato sufficientemente già  trascorrendo ore intense di scambio e confronto con i coetanei a scuola nonché di apprendimento!

Spesso non si tiene conto di quanto questi piccoli ometti e donnine siano impegnati con tutte le loro forze, fisiche e mentali, nell’affrontare la vita di classe già di per sé molto impegnativa

Trovo importante rispettare dei tempi di acquisizione di certe abilità, specie tra le mura scolastiche. 

. Il bimbo molto sollecitato, paradossalmente, rende meno di quanto un genitore creda!

E’ buona norma sempre rispettare i tempi di apprendimento fisiologici di un figlio, evitando di proporre troppe attività che potrebbero, addirittura in casi estremi, esporlo a stress!

Ai genitori che ascolto durante le sedute di counseling genitoriale suggerisco, salvo prescrizioni specialistiche specifiche inerenti a particolari problemi, di proporre qualsivoglia attività verso i 5 anni. Propongo attività pomeridiane che non richiedano  attenzione prolungata (un’ora di applicazione va più che bene considerato che l’ attività si svolgerebbe dopo un’ intensa giornata di scuola/asilo) e che prevedano un solo appuntamento settimanale, per quanto riguarda i bimbi in età di scuola materna.

E’ importante che i piccoli di casa vivano serenamente le ore post scuola, che si riapprioprino della calda e accogliente dimensione domestica( a tal proposito clicca qui se vuoi scoprire quali attività fare nel tempo libero con un bambino) e che, ogni tanto, si annoino pure! D’ altra parte avranno una vita intera per sbizzarrirsi in tante attività  😉  😉 

 

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