Il ruolo dei nonni nella crescita dei nipoti: per voi quale dovrebbe essere?

“I nonni sono importanti” mi ripeteva mia suocera fino allo stremo mentre ero incinta. Per carità, nessuno si sogna di metterlo in dubbio. Mi permetto solo di osservare che i nonni sono importanti SE esercitano il ruolo di nonni. E quale deve essere questo ruolo? Io vado a tentoni, perché di nonni ai miei tempi ne ho avuta solo una che vedevo si e no due volte all’anno, ma, se non ho ben chiaro cosa i nonni dovrebbero fare, so perfettamente cosa NON dovrebbero fare: trasformarsi in ferrei attivisti del disfacimento delle famiglie dei figli.
Mia suocera ha sempre proclamato che intendeva “godersi i nipoti”, ma invece se ne è sempre fregata che i suoi nipoti si godessero lei. Ha sempre trattato mio figlio come un cicciobello, da neonato è stata aggressiva e predatoria quanto bastava per far sì che lui iniziasse ad evitarla ancor prima di cominciare a camminare, eccetera. Nella mia immagine poetica dei nonni come saggi anziani che nei pomeriggi di inverno raccontano vecchie storie ai nipoti tenendoli sulle ginocchia, mi sono dovuta scontrare con la realtà di una suocera che, a dispetto dei suoi proclami, non aveva alcuna intenzione di fare la nonna, ma bensì la mamma. Nei tempi e nei modi che le faceva comodi, peraltro
Come una mamma, quando mio figlio era neonato cercava ossessivamente il contatto fisico pelle a pelle, si ingegnava in tutti i modi per costruire un’intimità esclusiva tra loro due (vedi le numerose manovre per starci a tutti i costi da sola, che poi cosa volesse farci ancora non si sa), me lo strappava dalle braccia e lo teneva avvinghiato stretto per tutta la durata dei nostri incontri, guardandomi in cagnesco come se fossi IO a volerle portare via il SUO bambino. Voleva nutrirlo: chiedeva con insistenza quando avrei smesso di allattare: “Ah, al nipote della mia amica davano le minestre anche a tre mesi… piccolino della nonna, poi la nonna ti fa le minestre, eh? Cucino tutto per te, solo per te…” Programmava vacanze con lui, convivenze assolutamente immotivate (“Poi vieni a dormire dalla nonna eh?”) gite fuori porta e occasioni conviviali con le sue amiche e parenti… Pubblicizzava scuole materne vicino a casa SUA (20 minuti di macchina da casa mia) per poterlo portare e venire a prendere, “così poi ti fermi a pranzo dalla nonna e fai il sonnellino qui…” Completamente dimentica dei suoi 70 anni suonati (e del fatto di non averlo partorito lei) è sempre stata estremamente disinvolta sulle questioni di pericolo fisico e ha sempre deliberatamente ignorato ogni mia indicazione sull’educazione, sulle abitudini e sulle preferenze di mio figlio. Solo malafede o forse l’intima convinzione che non era a me che spettava decidere?
Potrei andare avanti a lungo, ma quel che mi interessa è fare un appello:
RIDATECI LE NONNE!
Quelle vere, che trotterellavano preoccupatissime dietro al bambino che iniziava a camminare per paura che cadesse e si sbucciasse un ginocchio… Quelle che gli mettevano il maglioncino anche d’estate per paura degli spifferi… Quelle che avevano il gusto per insegnare, tramandare e raccontare storie, e si incantavano nel veder giocare i loro nipotini senza bisogno di saltargli addosso e appioppargli in continuazione baci bavosi… Quelle che con tutti i loro umani difetti riuscivano concretamente a dare una mano e costituivano un pilastro per la famiglia.
RIVOGLIAMO INDIETRO LE NONNE, non queste tuttologhe morbosette che, nella loro ansia malata di rivivere una maternità lontana nel tempo, creano montagne di problemi, distruggono famiglie e si fanno ben presto odiare da nuore e nipoti.
W LE NONNE! MA SOLO QUELLE VERE!

27 thoughts on “Il ruolo dei nonni nella crescita dei nipoti: per voi quale dovrebbe essere?

  1. CheStress il said:

    Ritratto perfetto di ciò che ho sempre provato anche io, ovvero la sensazione che mia suocera volesse fare lei da mamma a mio figlio, dato che io sono troppo giovane, incapace, inesperta e paranoica. Tutto condito dal senso di invidia, perché “l’altra nonna se lo gode sempre”, con tutte le considerazioni che già conosciamo.
    Cosa dovrebbero fare i nonni? Giocare con i bimbi in modo più spensierato dei genitori, essere da supporto educativo, NON contraddire mamma e papà, anche quando non si è d’accordo, far fare ai nipoti le esperienze che i genitori non hanno tempo o modo di fare.
    Cari nonni, insegnate loro ad andare in bici, per esempio, portateli a vedere una biblioteca, una fattoria, fate le lasagne insieme… NON usateli come strumenti di soddisfazione personale (fai quello che piace a me, non quello che piace a te), non esibiteli in giro come trofei per farvi dire che siete dei bravi nonni, non cercate di costringere i genitori a parcheggiarli da voi per giorni o settimane solo per poter dire al paese “mio nipote dorme dai nonni”, perché tutto questo è squallido.
    Date loro amore incondizionato, ma anche dei limiti: non fate fare qualsiasi cosa ai bimbi, nella speranza che amino voi più dei genitori, questo non succederà comunque e loro impareranno solo come sfruttarvi.

  2. ehGià il said:

    Sto iniziando a pensare che il concetto della necessità dei nonni, sia stato inventato da dei nonni che si sentivano esclusi e hanno deciso di creare questa allucinazione collettiva per rompere le scatole.
    Basta con questa baggianata! I bambini hanno bisogno delle cure amorevoli dei loro genitori, NON dei nonni.
    E i nonni sono più saggi, e i nonni sono più buoni, e i nonni cucinano meglio, e i nonni sono custodi del sapere, e bla e bla e bla. BASTA! Mi sono stufata!
    I nonni sono importanti MA NON SONO INDISPENSABILI. Indispensabili sono gli adulti che si occupano direttamente del bambino (e cioè i suoi genitori).
    Quindi cari nonni, ricordatevi che nessuno di voi è indispensabile, interpretate il vostro ruolo coscienti del fatto che NON è SACRO.
    I bambini crescono benissimo anche con un solo genitore, figuriamoci se non possono sopravvivere senza i nonni.

  3. Sono d’accordissimo nel dire che una mamma deve avere PIENO diritto di scegliere cosa e’ meglio per suo figlio.
    Sono anche dell’idea che, come dicevano i saggi, “In media stat virtus” per cui bisogna anche imparare a distinguere le minchiate dai suggerimenti DAVVERO giusti e intelligenti (anche se difficili da digerire) che una suocera, ma anche un amico di famiglia, in buona fede possono dare.
    Per quanto assurdo spesso una persona “esterna” proprio perche’ vede il bambino con un occhio piu'”distaccato” e obiettivo, non velato dal filtro dell’amore materno, e’ in grado a volte di individuare da lontano eventuali problemi, anche perche magari li ha vissuti in prima persona, o ha una cultura al riguardo.
    Qualche anno fa mi sono fatta coraggio e ho detto a una mia amica che, secondo me la sua bambina di cinque anni presentava alcuni segni di autismo: ossessiva tendenza a isolarsi, evitava lo sguardo, non parlava quasi mai… non vi dico quante me ne ha dette, il succo si puo’ riassumere in “Chi cazzo ti credi di essere?”
    Fortunatamente il marito ha trovato il mio suggerimento sensato, e cosi’ sono andati da uno specialista che ha confermato la diagnosi, diagnosticando una forma di autismo, per fortuna recuperabile perche scoperta presto.
    E’ giusto difendere le proprie idee, ma attenzione a non arroccarsi TROPPO sulle proprie posizioni escludendo tutto e tutti, perche’ a farne le spese non sara’ l’amico/a che avete msndato a quel paese per la sua invadenza, o la suocera che non si fa mai i cazzi suoi, ma il bambino.
    Voi mi chiederete “Ma come mai questa mamma non si e’ accorta che qualcosa non andava?” perche pur essendo una persona eccezionale resta un essere umano come tutti; era stanca, stressata, schiacciata da altre preoccupazioni… e non aveva la forza per affrontare altri problemi, cosi’ ha preferito non vedere, fino a quando sono arrivata io che le ho tolto il velo dagli occhi, e per questo mi ha odiata a morte.

    • Scusami, ma nessuno degli educatori della scuola materna si era accorto di nulla? Neanche il pediatra? E il padre della bambina non aveva mai notato nulla? Diagnosticare il disturbo a cinque anni è molto tardi.

  4. nuora novella il said:

    Ciao nuoraa pezzi e ciao a tutte,
    questo post mi ha fatto riflettere. Da ben prima di trovare questo blog, insomma da quando le cose con mio marito, allora fidanzato, sono diventate serie, ho iniziato a vivere la figura della suocera come una minaccia, piu’ un qualcosa di fastidioso che arrivava assieme al mio fidanzato e che avrei dovuto sopportare come una sciagura tutta la vita. E fin qui penso in molte mi capiate. Ma leggendo questo post mi sono messa a pensare a quando io ero piccola e mia mamma si trovava nella mia situazione. Da piccola avevo entrambe le nonne, e il nonno paterno. La nonna paterna e’ ancora viva, e le voglio un bene dell’anima. Mi riesce difficile pensare che, in fin dei conti, per mia madre lei e’ stata la suocera. Mia madre se l’e’ gestita davvero bene, chiaramente aveva un attaccamento maggiore ai suoi genitori e infatti le vacanze estive, sia mare che montagna, si facevano con i nonni materni. ASSIEME, nello stesso appartamento. Con anche zia e zio. Dalla nonna paterna, invece, si finiva spesso la domenica a pranzo. Eppure, dalla parte materna ero, assieme a mia sorella, la piu’ piccola tra i vari nipoti, quindi i nonni avevano potuto spupazzarsi un sacco di altri nipotini prima, non erano troppo appiccicosi (e se ricordo bene nemmeno troppo attenti… eheh) mentre da parte paterna ero la prima nipote. Con nonna e zii che evidentemente non erano abituati ad avere bambini intorno, e mi trattavano come un fastidio, pretendendo livelli di educazione e pazienza che al giorno d’oggi nemmeno gli adulti dimostrano. E nonostante fossero cosi’ diversi, nonostante non sempre apprezzassi la loro compagnia, sono cosi’ grata che i miei genitori mi abbiano permesso di avere un rapporto con i miei nonni. Sarei curiosa, ora da adulta, di chiedere a mia madre a cuore aperto quanto e se sia stato difficile per lei. Ma la conosco, e so che se anche ci fosse qualcosa da recriminare non lo farebbe. Perche’ vuole che io continui a voler bene cosi’ alla nonna che mi e’ rimasta.
    Lo so, le cose possono essere ben diverse con le nostre suocere. Ma non riesco a fare a meno di pensare che forse le nostre mamme sono state nella nostra situazione…

    Scusate se sono un po’ OT. Giornata malinconica.
    un abbraccio a tutte

    • Per mia madre e’ stato lo stesso.
      Mia nonna paterna, purtroppo mancata ormai da quasi un anno e a cui volevo un bene dell’anima, era una rompipalle professionista.
      Eppure mia madre l’ha sempre sopportata senza mai avere eccessive alzate di testa o moti di insofferenza; si arrabbiava quando era necessario, ma per il resto lasciava correre, insegnando nel contempo a noi figli a cercare di trovare i suoi lati positivi (che cmq c’erano) evitando di passare la vita a polemizzare su stupidaggini.
      In questo modo abbiamo potuto vivere in un’atmosfera serena, con nonni paterni che, seppure non perfetti, abbiamo imparato ad amare e che a loro volta ci hanno amato.
      Non si faceva nemmeno il fegato marcio… semplicemente, aveva capito che era fatta cosi’ e lasciava correre perche’ in fondo, pur se rompiballe e appiccicosa, con noi nipoti era buona, e per lei contava solo questo.
      Conosco suocere, di grande buon cuore, messe alla berlina dalle nuore per la loro invadenza, l’essere paesane, l’ignoranza… non e’ una colpa non aver potuto studiare e aver dovuto passare la vita in un paesino di 5000 abitanti, e anche se queste persone a volte sanno essere irritanti, trovo sia MOLTO peggio una persona giovane che ne deride una piu’ anziana, la cui unica colpa e’ essere nata in un momento storico in cui il ruolo della donna era molto diverso.

    • Nuora a pezzi il said:

      Ciao nuora novella, è impossibile fare paragoni col passato perché le situazioni e i rapporti sono tutti diversi. Mia mamma, comunque, mi ha sempre spalleggiato nel cercare di trovare un compromesso e uno stato di “quieto vivere” con mia suocera, e se oggi siamo riuscite ad avere un rapporto tutto sommato civile nonostante il passato e la frequentazione regolare, lo devo anche a lei. Un abbraccio

      • nuora novella il said:

        Nuora a pezzi: Eh si, quello lo avevo gia’ pensato mentre scrivevo il post, i paragoni col passato sono difficili. No, sono impossibili. Ma io pensavo a ragioni di ordine prettamente pratico. Mi spiego: negli anni in cui mia mamma era una neo sposina con neo bimbe, sua suocera/mia nonna non aveva la patente, non abitava nello stesso paese, ergo vedeva le nipoti quando mia mamma e mio papa’ decidevano di andarla a trovare. Idem con la nonna materna. Credo che mio nonno avesse la patente, ma non guidava volentieri. E, cosa importantissima, a quei tempi l’uso che si faceva del telefono era molto diverso. Non c’erano le tariffe flat, non c’era internet, non c’erano i cellulari e le email! Quindi, in parole povere, nonne e suocere avevano molte meno possibilita’ di portare le nuore allo stremo. Al giorno d’oggi io mi ritrovo non solo in un altro Stato, sono arrivata a cambiare continente, eppure sento sempre il fiato della suocera sul collo. I miei, poveretti, mi sembra di sentirli poco niente, perche’ io da figlia “degenere” troppo occupata col lavoro non ho tempo. Invece mio marito se ne salta fuori ogni due giorni con “ho sentito mia mamma”, “mia mamma ha detto” “mia mamma ti saluta” e via dicendo. Io cerco di non essere mai neanche presente nella stanza quando le telefona, perche’ detesto che finiscano sempre a parlare di me! A volte odio profondamente il progresso e le nuove tecnologie…

        Ely: capisco quello che intendi ma non sono sicura corrisponda a quello che intendevo io. Mia nonna paterna non era affatto una rompiballe professionista, almeno non da quanto posso aver notato io come nipote. Io non credo che l’essere nate in circostanze sfortunate, povere, e tempi rigidi sia una colpa. non penso nemmeno che quando su questo blog si parla di suocere ignoranti ci si riferisca alla cultura scolastica delle suddette. Ci sono persone, non parlo piu’ di suocere ma di persone, che per vari motivi non hanno potuto o non hanno voluto studiare oltre un certo punto, ma possono essere le persone piu’ buone e di cuore del mondo. E ci sono persone che possono avere 4 lauree e due dottorati e sempre cafone e cattive restano. Non so se sono io a non aver mai colto queste sfumature, ma credo che nessuna qui si sia mai scagliata contro la suocera perche’ non e’ una persona erudita. Ma non serve essere andate a scuola per saper ascoltare le istruzioni della mamma, o per capire quando una situazione mette a repentaglio la salute del nipote.
        E non credo nemmeno sia compito delle madri farsi in quattro per far andare d’amore e d’accordo i figli con le nonne. La buona volonta’ deve starci da entrambe le parti. Pazienza e comprensione si, martirio no.
        Certo e’ che dal di fuori anche io credo mia madre si rodesse molto meno di me il fegato. Ma magari le mie percezioni da bambina non erano poi tanto acute :)

        • rosablu il said:

          nuora novella:secondo me hai perfettamente ragione non conta nulla l istruzione che puoi avere,ma proprio il carattere di ognuno….mia nonna,suocera x mia madre,avra avuto si e no la prima elementare come istruzione ma era una persona buona e fine d animo e di maniere e ha sempre trattato mia madre con grande rispetto e non si è mai permessa di scavalcare mia madre o mio padre nella mia educazione,anche xche se no mio padre l avrebbe abbassata di qualche metro…..mia suocera invece di istruzione ne ha avuta di piu e anche mia cognata ancora di piu eppure sono persone cattive,false e ipocrite che la meta basterebbe…..x cui credo proprio che la cosa fondamentale sia proprio quello che sei come persona…..

  5. Marianna il said:

    Carissime tutte, sono Marianna, nonna e suocera imperfetta. Sono sicura che alcune di voi si ricorderanno di me. Ci terrei a precisare, nello specifico del post di Nuora a pezzi, che il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti non sta a voi deciderlo. Io sono e sarò sempre la nonna che voglio essere, a mio figlio ed a mia nuora, semmai, spetta il compito di accettarmi per quello che sono o di respingermi. Posso farmene una ragione. Al mondo ci sono milioni di nonni, tutti eguali e tutti diversi, ciascuno con il suo lessico d’amore. Ci sono quelli che sbagliano, quelli che barano, quelli che nuocciono… Ai genitori l’ardua sentenza. Ma noi siamo come siamo e nessuno deve venire a dettare regole nella nostra vita. Il feedback ce lo danno i bambini ed i loro genitori. Fin quando mia nuora e mio figlio me li affidano, e fin quando loro stanno con me con gioia, significa che sono una nonna ok, ma esclusivamente la nonna che io ho deciso di essere. Vi racconto una cosa. Quest’estate, per tutta una serie di motivi, ho avuto spesso i bimbi da me. Pensate che mi sentissi nel paradiso delle nonne? La risposta è no.Nonostante li ami più della mia stessa vita,la sera mi sentivo uno straccio, da buttare, per la stanchezza e la responsabilità. Nessuna nonna vuole diventare davvero una vicemamma se non in caso di necessità, alla nostra età non sarebbe neanche sano, principalmente per noi stesse. Noi vogliamo essere solo nonne, offrire affetto, supporto, assistenza quando serve ed avventure, tante e multiformi avventure, nel bosco come nella giungla urbana o nella cucina di casa. Ora però devo confessarvi una debolezza: quando sono con i miei nipotini e qualcuno mi dice come sono bravi o belli faccio la ruota come un tacchino. Ebbene sì, mi stragonfio di orgoglio. Non posso farne a meno. Saluti cari.

    • CheStress il said:

      Cara Marianna,
      trovo interessante il punto di vista “opposto”, aiuta anche noi a capire l’altra metà del cielo e a riflettere. Purtroppo non riesco a concordare su alcune cose. Ad esempio, tu dici che non sta a noi decidere il ruolo dei nonni, ma se volete che i nipoti vi siano affidati, forse è meglio costruire un rapporto di fiducia con le nuore. Spiego meglio: il figlio perdona sempre la mamma, la nuora ha fisiologicamente paura di essere “derubata” del suo ruolo, magari da una persona troppo aggressiva o che la contraddice sempre in tutto, facendola passare per paranoica. Occorre anche ricordarsi che le mamme, soprattutto al primo figlio, sono molto protettive e timorose, lo siete state anche voi nonne (non suocere, nonne) e noi chiediamo solo comprensione. Se ci sentiamo liquidare sempre con uno sbuffo e un “eh, ma a me piace fare così, ai miei tempi si faceva così”, alla fine ci passa tutta la voglia di affidare i nostri gioielli.
      Per rispondere a Ely: Certo, l’essere nati e cresciuti in un contesto diverso, magari proibitivo, non è una colpa, come non lo è non avere studiato, tuttavia ritenere un affronto il fatto di non essere andati ad abitare nel paesello per varie ragioni (principalmente logistiche), dare della saccente alla nuora solo perché ha una cultura nella media (una laurea, non mi reputo un premio nobel) e cerca di informarsi su quello che non sa, sconsigliare di vedere l’estero perché non lo si conosce e “il paese X è l’unico posto dove si vive bene”, mi sembra un po’ eccessivo.
      Io non parlerò male di mia suocera a mio figlio, sarà lui a farsi la sua idea e, giustamente, le vorrà bene a seconda di come sapranno relazionarsi.

    • rosablu il said:

      ciao marianna questa volta mi trovo d accordo su molte cose che hai detto…e credo che se tua nuora ti affida i bambini vuol dire che comunque si fida a farlo e che comunque,anche se poi tu crei il tuo personale rapporto coi tuoi nipoti,rispetti comuqnue le regole fondamentali che i loro genitori ti danno……e questo te ne fa merito …..solo due cose vorrei precisarti se melo permetti a parere mio:
      1.come tu dici vuoi essere la persona/nonna che sei senza che tuo figlio o nuora detti regole nella TUA VITA…ecco credo che x quel che mi riguarda anch io vorrei la stessa cosa cioe che nemmeno mia suocera detti regole nella MIA VITA,cosa che invece nel mio caso non è stata…..lei poteva fare cio che voleva mentre io avrei dovuto sottostare alle sue regole e dettami anche in casa mia…..credo sia sbagliato no?……
      2.sui miei figli alcune regole le detto io come madre x forza e chiunque le deve rispettare…mi spiego…..se io mamma ti dico di non dargli una certa cosa xche lo fa stare male mi spieghi xche tu devi fare apposta a dargli proprio quella?credi che cosi facendo fai un dispetto a me o fai del male al bimbo stesso e non rispetti tuo nipote come essere umano in primis?che ne pensi?…..
      x il resto certo che ognuno che entra in contatto con i miei figli creera con loro un rapporto tutto suo ma sempre nel rispetto del bambino stesso prima di tutto e se questo vuol anche dire rispettare alcune regole che danno i genitori credo che debba essere fatto…..in questo contesto credo di avere il diritto di evitare di lasciare i bambini soli con lei senza negare comunque che li possa vedere o starci x carita…..
      spero di essermi spiegata meglio possibile…..

    • Nuora a pezzi il said:

      Ciao Marianna e bentornata tra noi. So bene che non sta a noi decidere il ruolo dei nonni, infatti la mia era una domanda aperta con lo scopo, appunto, di raccogliere le opinioni di tutti. Anch’io ho sentito spesso nonne che si lamentavano, giustamente, dell’eccessiva responsabilità che i genitori buttavano loro addosso, appioppandogli bambini in età prescolare magari per settimane intere, durante le vacanze, e senza manco dire grazie perché “sennò i nonni a cosa servono”. E non ho alcun dubbio che mia suocera, che dopo mezz’ora con mio figlio già cerca di dirottarlo alla tv perché si annoia, me lo rispedirebbe indietro senza tante cerimonie. Purtroppo ho a che fare con una persona fortemente limitata e superficiale ed è questa la radice dei nostri guai. Si perché se lei leggesse il tuo commento penserebbe che lei farebbe di meglio, che probabilmente tu non li ami abbastanza, e la stessa cosa sicuramente pensava di me quando ero stanca e stressata per le notti insonni e l’allattamento. Se la racconta a dismisura ed è molto difficile ragionare con lei. Ciò posto, mi piace il tuo pensiero che una nonna deve essere prima di tutto sé stessa; diamo sempre il meglio quando siamo la versione migliore di noi stessi, non certo quando cerchiamo di fingerci qualcun altro. E mi pare che la tua avventura come nonna stia andando a gonfie vele. Un caro abbraccio.

  6. Marianna il said:

    Cara CheStress, io sono una nonna molto ma molto attenta alle indicazioni di mio figlio e di mia nuora, e non faccio mai di testa mia a meno che non mi sia stato detto diversamente, però perdonami, secondo me essere nonna non è, o meglio non è solo dare i cibi giusti, far fare la ninna all’ora giusta e porsi in continuità con i genitori. Questo potrebbe farlo anche una baby sitter e comunque lo considero piuttosto scontato. Essere nonna è instaurare una relazione importante, peculiare, intensa, senza per questo adombrare alcuna figura genitoriale, e questo presuppone impegno, ricerca, ed anche rispetto estremo per i nostri nipotini, anche e soprattutto se parliamo di un essere umano molto piccolo e indifeso. Io desidero, ed ho, un rapporto “personale” con i miei nipotini, un rapporto tutto nostro che non si sovrappone a nessun altro e che non ne esclude nessun altro, fondamentalmente basato sulle unicita’ di ciascuno di noi. Spero di essermi spiegata un po’ meglio. Saluti

    • CheStress il said:

      Cara Marianna,
      hai centrato esattamente quello che voleva essere il mio pensiero! Il bello di essere nonni (o zii) è il godere della compagnia dei nipoti, senza lo stress del genitore, potendo trovare rapporti completamente diversi ed unici. Questo è il modo in cui ragiona anche mia mamma e trovo che il tuo modo di fare ti faccia molto onore, è così che avrei desiderato il rapporto con mia suocera. Mi spiego meglio anche io su un punto: quando parlo di attenersi alle indicazioni, non mi riferisco a questioni semplici come il cibo o la nanna, sui quali potrei pure essere molto elastica. Il mio “devi attenerti a ciò che diciamo” implica che, se diciamo che il bambino in auto non può viaggiare senza seggiolino, la nonna non ha il diritto di dire “ma sono solo pochi metri, lo tengo stretto!”. Se diciamo che lo stiamo educando alla protezione delle parti intime, soprattutto per la sua tutela e non abbiamo piacere che la nonna lo faccia girare per il cortile senza mutandine, è inutile insistere che “con i miei figli l’ho fatto”.
      Un’altra cosa giustissima che tu dici è che i nonni non hanno interesse a sostituirsi ai genitori. E’ proprio questo il motivo per cui io mi arrabbio quando mio figlio chiede di stare un attimo in braccio a me e la nonna dice “eh no, c’è qui nonna, non devi stare con mamma”, oppure quando insiste che “devo abituarlo a stare senza di me”. Come anche, quando dico che non me la sento ancora di lasciarglielo per la notte, perché se lui si sveglia vuole solo la mamma e lei mi dice “embè? Nonna è la stessa cosa!”
      Forse queste spiegazioni riescono a far capire meglio la mia situazione, comunque sto cercando anche io di lavorare per migliorare la situazione, anche quando le cose si fanno difficili.

  7. Marianna il said:

    Cara Rosablu, mi fa piacere risentirti. Nel tempo sono tornata diverse volte sul vostro blog e, con un po’ di rammarico, ti ho sentita reiterare sempre le stesse cose. Questo significa che sei stata davvero colpita al cuore. Anzi, ti dirò di più, sono tendenzialmente convinta delle tue ragioni, e probabilmente anch’io nella tua situazione avrei agito come te. Ma, mia cara, una cosa mi ha insegnato la vita: che avere ragione non basta quasi mai per essere felice. Tutte noi abbiamo/abbiamo avuto intorno a noi qualche rompicoglioni che alla sola vista ci dava un viscerale fastidio, e non necessariamente una suocera. Ebbene per quanto mi riguarda ho capito che non vale la pena farsene un’afflizione, basta ristabilire le giuste distanze e andare avanti. Tu mi dirai che l’hai fatto, ma, credo, non del tutto se provi ancora rabbia e risentimento. Le persone indesiderate devono essere escluse anche dai nostri cervelli, diventare ai nostri occhi niente, essere compatite per i loro errori e per la loro pochezza id infine lasciate andare. Io l’ho fatto di recente, con una persona “di famiglia”, e posso assicurarti che mi sento tanto più felice da quando non mi sfiora più neanche il suo pensiero. Cara Rosablu, io non sono nata saggia e non lo sono ancora, ma la vita ad un certo punto mi ha dato una brutta batosta, un male per il quale sono stata curata e dal quale sono per uscita, spero per sempre. Quando la mia ansia, alla fine delle terapie in vena, ha richiesto un altro genere di terapia, quella dell’anima, ho incontrato una persona, una psicoterapeuta, che mi ha restituito la calma e la serenità grazie anche ad operazioni di “chirurgia relazionale” del tipo di cui parlavo, e che tutti, malati o no, dovrebbero imparare a fare. Non ho mai parlato di questa cosa in rete, anzi forse tra cinque minuti mi pentiro’di averlo fatto, ma lo faccio per te perché mi ricordi la me stessa di vent’anni fa. Sempre se mi credi. Non ho dimenticato che proprio su questo blog sono stata definita troll e bugiarda, ma posso sppravvivere anche a questo. Abbracci

    • rosablu il said:

      ciao marianna si hai ragione sono stata colpita molto al cuore xche fondamentalmente sono una persona buona e che da sempre il cuore alla gente e nelle relazioni metto l anima al 100% e invece mi sono scontrata con ipocrisia e cattiveria gratuita che credo non meritassi,nonostante sia la prima a dire che non sono perfetta e sicuramente sbagli ne avro fatti anch io……quello che mi ha piu ferita è stata la leggerezza con cui hanno rischiato anche la vita dei miei figli,e non sto scherzando te lo giuro che non esagero,specie dopo l inferno che ho dovuto passare x riuscire ad averli e non parlo della gravidanza in se ma proprio di tutto il percorso prima x averli…..purtroppo ho dovuto sputare sangue x 4 anni…..tu hai perfettamente ragione che non sono ancora riuscita ad arrivare alla fase del “menefreghismo”,passami il termine,anche se non mi incattivisco piu come prima…rimane xo il fatto che meno le vedo e meglio sto……
      mi spiace davvero tanto x la tua malattia xche credo di immaginare cosa possa essere x aver vissuto da vicino tante situazioni simili alla tua x il mio lavoro…..
      una cosa xo so che non mi lascio piu mettere i piedi in testa da loro e questo mi da gia una grande serenita e che alla fine chi ci perde x i loro comportamenti sono solo loro e non io xche io i miei bimbi me li sto godendo al 200% in ogni momento della vita…….
      ti ringrazio x aver in qualche modo capito le mie ragioni e pensato che forse anche tu avresti fatto come me nelle mie condizioni….ti posso assicurare che non mi sono comportata come ho fatto xche è la suocera o altro certe cose non le tollero da nessuno forse xche io non riesco ad essere falsa e ipocrita e questo credo sia il mio peggior difetto:la sincerita sia nei sentimenti che in ogni relazione umana….a presto….

  8. Marianna il said:

    Grazie Rosablu per la tua risposta garbata e gentile. Continua a lavorare su te stessa e vedrai che ce la farai. Sarai più serena tu e lo sarà anche la tua famiglia. Sembra un luogo comune ma è così. Auguri

    • rosablu il said:

      grazie x le tue parole lo spero tanto xche davvero ho deiperiodi che sono serena e poi queste mi ripugnalano alle spalle come martedi e mercoledi scorso,anche se devo dire che stavolta ero in un momento un po delicato x problemi di salute avuti in quest ultimo mese, e ricado nel baratro della rabbia anche se rispetto a prima riesco a farmela passare molto piu velocemente di prima…..si comuqnue come dici tu ora mi sento piu moderata anche xche tanto ci penserà la vita stessa a batostarle prima o poi xche le cattiverie gratuite vengono sempre punite prima o poi…..

  9. Maffin il said:

    Marianna tu mi sembri ragionare come i miei.
    Infatti, per quanto io e mio marito non sempre la vediamo come i nonni, ci andiamo d’accordo.
    Il fatto è che mia suocera invece non è così.
    Sto lavorando su di me per evitare di essere io a rovinare il rapporto nonna- nipote e mamma-figlio (che comunque sta in piedi per un filo e non per colpa mia), però ti giuro non è facile.
    La mia è tutta un sorriso davanti e poi è falsa e ipocrita dietro…quello che mi sta aiutando a non saltarle al collo è sapere che ci sono 160 km tra di noi e che mio marito ora finalmente mi dà ragione.
    Prima mi dava dell’esagerata.
    Ci è voluto più di un anno da quando abbiamo fatto parecchie liti e io alla fine gli ho detto che non avrei proferito più parola, ma se fosse venuto fuori un casino sarei diventato una iena….beh 1700 euro di multa e 2500 euro di multe arretrate non pagate da lei. Prima io ero quella che non si fidava ed era esagerata, perchè lui non controllava. Poi non ha più potuto darmi torto. Ovviamente lei non ha i soldi X pagare. Capisci che cercare di non rovinare i rapporti non è facile. Io ci sto provando, ma non è facile anche perchè la mia famiglia è esattamente il contrario.

    • rosablu il said:

      maffin:esatto anche con la mia famiglia le cose sono diverse x carità anche i miei hanno i loro difetti e di litigate o discussioni ce ne sono state,ma fondamentalmente ci hanno sempre sostenuti e aiutati e non fatto tanti sorrisini davanti e dietro pugnalate…e soppratutto non si sono mai comportati con mio marito come lei ha fatto con me…..x forza poi le cose sono diverse tra le due famiglie…..le litigate o discussioni ci possono essere xche tutti siamo diversi e le idee possono non sempre collimare ma se di fondo ce rispetto le cose si risolvono e si accettano i diversi punti di vista e si prosegue nei rapporti….ma se sotto ce solo la volonta di sottometterti allora le cose non si risolvono e rimane l astio o l indifferenza……

  10. Marianna il said:

    Buon giorno a tutte. Poiché siete state tanto gentili da accogliere anche i miei punti di vista, vorrei condividere con voi alcune “perle di saggezza” che gli anni e la vita mi hanno regalato, premettendo comunque che non tutto va bene per tutti. Che il rapporro suocera-nuora sia molto complesso lo sappiamo tutte, sennò non saremmo qui a parlarne, ma io aggiungo che non è il solo: può essere quello con i colleghi di lavoro, o quello con gli amici del sabato sera, o quello col marito, o quello coi figli, o quello con fratelli o sorelle a darci dei problemi. Spesso le conflittualità nascono da comportamenti che noi consideriamo sbagliati, ma altrettanto spesso possono nascere da antipatie istintive, da alchimie particolari, e non per questo sono meno rilevanti. Non si può piacere a tutti e non tutti possono piacerci, e su questo, penso, non ci piove. Il vero problema nasce quando insorgono la rabbia, il risentimento, l’avversione, non per quello che rappresentano in se’ perché sono comunque sentimenti umani, ma per come ci fanno sentire. Passiamo tutto il tempo a rimurginarci sopra, a ideare strategie vendicative, a chiederci cosa avremmo potuto dire o fare per cogliere meglio nel segno. Ci svegliamo la notte, siamo di malumore, ce la prendiamo con marito e figli, ed infine…facciamo il gioco di che ci vuole male o di chi, pur non volendo propriamente farcene, di fatto ce ne fa. Io credo, care ragazze, che questo nuoccia all’anima ma anche al corpo, se è vero che i sentimenti negativi alla fine fanno ammalare. Se una persona non ci piace non ci piace. Punto. Lei continuerà per la sua strada e noi per la nostra, senza rancore, col viatico del nostro perdono, che per me non è (solo) un concetto cristiano ma nasce dalla coscienza della comune fragilità e fallibilita’ umana. Questo, ai miei occhi, significa vincere, ma forse voi tutte, più giovani di me, dovete ancora fare il vostro percorso… Buon viaggio!

  11. nuora novella il said:

    Ciao Marianna,
    sono sempre contenta quando vedo che nonostante ci sia uno schermo del pc a nascondere le nostre identita’ persone con punti di vista diversi riescano ad avere un “dialogo” educato, senza saltarsi su e dirsi cattiverie.
    Non accade spesso su internet, al giorno d’oggi. E, spero che tu non ti offenda, mi ricordi un po’ la mia mamma. Anche lei tenta sempre di consigliarmi, vorrebbe evitarmi certe brutte esperienze. Come tutti i genitori coi figli. Ma infondo a volte dobbiamo proprio sbatterci la testa e farci la pelle da sole. Non per questo i consigli sono meno apprezzati.
    Hai ragione a dire che le relazioni con le altre persone sono tutte complicate a modo loro, specie se riguardano una persona che non ci piace. Ma nella maggior parte dei casi, se io mi ritrovo un collega che non mi piace, a pelle o per vari motivi, posso scegliere di non starci assieme piu’ di tanto. E nessuno mi verrebbe a giudicare str.. per questo. Abbiamo il lusso di poter scegliere le persone di cui ci circondiamo (per quando in modo limitato), diciamo almeno quelle con cui scegliamo di passare volontariamente del tempo. Soprattutto abbiamo il lusso di poterci scegliere un compagno, un fidanzato o un marito che condivida i nostri valori e con cui andiamo d’accordo. Mai piu’ una si va a scegliere un fidanzato che le sta antipatico e non le piace. Con la nostra famiglia, non tutti devono piacerci per forza, anzi, con mia sorella il rapporto odio amore e’ terribile, ma per l’appunto c’e’ la componente amore (spero nella maggior parte dei casi) che ci aiuta a superare le diversita’, visto che genitori e fratelli non ce li possiamo scegliere. Con la suocera, e’ tutta un’altra cosa. Noi abbiamo scelto un compagno, lei e’ arrivata come effetto collaterale indesiderato. Mia madre mi ha messo in guardia fin da bambina che quando ti sposi, non prendi solo marito ma ti tocca prenderti tutta la sua famiglia. E alla fin fine e’ cosi’, nel senso pi’ letterale possibile. Eppure io quelle persone non le ho scelte. Nemmeno le conoscevo bene prima di sposarmi. Nemmeno le conosco bene ora, ma ogni volta che sono obbligata a passarci del tempo assieme e le conosco un po’ di piu’ mi piacciono sempre meno. E come dici tu, se queste persone non mi piacciono, non per forza solo la suocera, ma anche altri membri della famiglia, cosa posso fare? Non posso scegliere di non vederli e passarci meno tempo possibile, o meglio posso, ma in tal caso passo per la str.. di turno. Sbaglio? Ho perfino provato a pensarla da un altro punto di vista, nel disperato tentativo di farmele stare piu’ simpatiche: quelle persone sono la famiglia di mio marito. Se io ho scelto lui vuol dire che considero lui una bella persona. La sua famiglia e’ responsabile di averlo tirato su com’e’. Ma anche questo approccio e’ fallito, perche’ purtroppo la famiglia di mio marito e’ responsabile per quei piccoli aspetti di lui che non mi piacciono (lo amo e tutto ma non e’ che per questo non gli trovi dei difetti).
    Pappone a parte, per concludere. sarebbe bello poter dire io vado per la mia strada e tu vai per la tua, cara suocera ,perche’ non mi piaci e ho scelto di non rodermi piu’ il fegato. ma non funziona cosi’.

  12. Marianna il said:

    Cara nuora novella, hai centrato in pieno il mio pensiero ma forse su una cosa non mi sono spiegata bene. Abbiamo tutti, all’interno della cerchia delle nostre frequentazioni, delle persone che non ci piacciono, e il sentimento quasi sempre è ricambiato. Tuttavia, come tu dici, alcune di esse non possiamo fare a meno di frequentarle più o meno assiduamente, e qui i casi sono due: o ci facciamo il sangue amaro con tutte le conseguenze che questo comporta, oppure le “lasciamo andare” usando un’arma potentissima, il perdono. Perdonare, secondo me, non significa dimenticare i torti subiti, bensì attribuirli alla limitatezza, alla fallibilita’, alla fragilità, alla superficialità, alla stupidità di chi abbiamo di fronte, e questi disvalori non possono che suscitate pietà e smorzare i nostri risentimenti. Il perdono è a mio avviso segno di saggezza e di grandezza d’animo, accresce la nostra autostima e neutralizza la negatività di quelli che ci fanno del male. Credimi, ci vuole del tempo, non è un percorso facile ma è possibile. Ti auguro di arrivare molto presto a questo traguardo e di ritrovare la tua serenità. Sei una ragazza intelligente e lo meriti, come lo meritano Nuora a pezzi e tutte le ragazze del blog. Abbracci

    • ciao Marianna..
      mi piacciono tanto le tue parole. Posso chiederti un’opinione? Secondo te non è corretto decidere semplicemente di non vedere più la sua famiglia? Io ho a che fare non con una, ma con più persone…e devo dire che sono un clan,tutti per uno uno per tutti. Mi sono chiesta se la sbagliata sono io.
      Mi ci hanno fatta sentire, dapprima il fratello, poi la suocera, che dopo una prima era festante fatta di tanti “sei brava e bella” ha mostrato un volto fatto di squadrarmi nel look, nei capelli, di “fammi un nipote e dammelo”, e ai miei no ha iniziato a prendermi in giro, devo dire pesantemente,il tutto davanti a fid che non le rispondeva nemmeno. Litigi un sacco tra me e lui per questi motivi, lui dice di ignorarla, ma io mi sono sentita svilita e sminuita come donna dalle parole di lei,e dalla mancanza di “difesa” da parte di lui. Difesa dalla ingerenze,in quanto non reputo che la questione “figli sì-no” sia di dominio pubblico.
      Beh, dopo tutto ciò, ho iniziato a vederli in altro modo..ho difficoltà a sorridere loro,a parlare come prima perchè ho capito questi lati. Quindi quando li vedo,loro sono tanti,con fidanzati, e spesso invitano amici loro, io mi sento in un angolo, e vederli lì a parlare mi urta.
      Non mi calcolano granchè, da che mi sono accorta che prima ero io a parlare, adesso che ho smesso infatti loro non attaccano bottone.
      Ecco,non trovi che smettere di vedere sia giusto? Perchè continuare a vederli? Ha senso vedersi una volta l’anno?

      Oltretutto sto attraversando un periodo mica da ridere, con lavoro così cosà, rinuncia ad eventuali progetti familiari (verso i quali non ero peraltro molto convinta,ma comunque essere presa in giro dalla suocera lo trovo ingiusto) , e andare lì a vederli festanti e mostrare la loro boria (noi compriamo,noi facciamo,voi invece?) mi fa star male.

  13. RIVOGLIAMO INDIETRO LE NONNE, non queste tuttologhe morbosette che, nella loro ansia malata di rivivere una maternità lontana nel tempo, creano montagne di problemi, distruggono famiglie e si fanno ben presto odiare da nuore e nipoti.
    W LE NONNE! MA SOLO QUELLE VERE!

    E con questo ecco come dovrebbe essere una nonna per me!
    Purtroppo la mia si crede “giovanile” (perche fuma coi figli, fa battute sul sesso,fa shopping sfrenato spendendo di tutto e più e prendendo in giro me perche non lo faccio-tralasciando che non posso farlo salvo poi predicarsi terzomondista-insomma è radical shic,non so se avete capito) e insistette “fammi un nipote dallo a me”… ecco la mia possibile nonna.

    Il nonno…vorrei un uomo pacato gentile educato rispettoso che porta mio figlio a fare giretti in bici e gli insegna lavoretti… invece suocero sta sempre sdraiato sul divano a parlar male del nord (mia regione) ogni tanto si alza per mangiare o bagno e non sa fare nulla di manuale.
    Wow.

    Il brutto è che ogni giorno in più rive do loro in lui e mibsto allontanando… ragazze a voi è successo?

  14. MARIANNA il said:

    Ehi Help! Io davvero non ho una risposta per tutte le domande che mi fai, pero’ posso darti un consiglio ricevuto da una persona che mi ha aiutata a superare un momento difficile della mia vita: fai solo quello che ti fa stare bene. Sappi che il problema non e andare o non andare, vederli o non vederli, bensi divenire coscienti che alcune persone non ci piacciono non perche’ ci fanno piu’ o meno volontariamente del male, ma perche’ ci rubano energia positiva e mettono a nudo le nostre fragilita’ o insicurezze (se ti riesce leggi qualcosa sul vampirismo energetico). Evitarle non serve se per prima cosa non rafforziamo la nostra autostima. Alcune settimane fa sono stata a cena a casa di una persona che non mi piace e non si poteva evitarlo. Una, nonostante I suoi 60 suonati, tutta capello lungo mechato, abitini ammiccanti, scollaturine vedo e non vedo, tacco 12, gioiellini cartier e imminente vacanza nei mari del sud. Ho messo fuori dall’armadio qualcosa di elegante per non sentirmi troppo cenerentola, ma poi sai cosa ho fatto? Ho messo dei jeans che peraltro mi stanno bene, un maglioncino, scarpe stringate raso terra e giacchettina imbottita semplice e chic. Il risultato? Io seduta sul sontuoso tappeto persiano a intingere il crostino nell’hummus, col calice del prosecco in mano, a farmi le matte risate con gli amici, e lei seduta sulla poltrona con le gambe accavallate un modo da offrire tutta la fuga della coscia fino alle mutande e preoccupata di non essere notata abbastanza, pur tirando giu’ pudicamente di tanto in tanto l’orlo del vestito tanto per dire”se vedete qualcosa non lo faccio apposta”. Hai capito il tipo? Secondo te, chi stava veramente bene? Marianna, ti assicuro, perche’ ero me stessa e non mi sono messa in competizione con nessuno. La fatalona era innocua, perche’ la sua mania del feedback non aveva avuto quasi soddisfazione, presi come eravamo tutti a discutere sul referendum. Quello che voglio dirti e’ che puoi stare con la famiglia del tuo lui o andare a nasconderti in culo alla luna, ma se Help e’ Help e crede in se stessa sta bene ovunque ed attira l’attenzione di tutti. Certo, ci vogliono tempo e lavoro, ma se lo vuoi accadra’ e chi oggi suscita in te risentimento comincera’ pian piano a farti anche un po’ pena, come fa pena a me quella pupazzona tettona ritinta e griffata che ogni giorno che passa gli uomini guardano sempre meno… come se essere guardata dagli uomini fosse la maggiore aspirazione di ogni donna. Uff, come al solito chiacchiero troppo. Scusami. In bocca al lupo e… credi di piu’ in te stessa! Vedrai che poi dirai “suocera?…chi?…”

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