Nuore e mamme sotto i riflettori: per fortuna poi finisce

Sono sempre stata una persona un po’ orsa e riservata: perfino da bambina e da ragazzina amavo la solitudine e difendevo gelosamente i miei spazi. Mia mamma mi racconta che da piccola era “come non avermi” perché già a due anni ero in grado di giocare completamente da sola per ore. A 16 anni già sognavo di andarmene di casa, ma non perché avessi un cattivo rapporto con i miei familiari: li amavo e li amo con tutta me stessa. Ma amavo anche moltissimo l’idea di tornare a casa ed essere sola. Svegliarmi al mattino ed essere sola, avere un interregno di minuti o ore di recupero prima di affrontare il mondo, o semplicemente una conversazione con un altro essere umano. Non dover rendere conto a nessuno di come passavo il mio tempo libero e del perché rincasavo un’ora dopo, e non perché facessi chissà cosa, beninteso: anzi, la mia vita sentimentale è sempre stata parecchio noiosa. Semplicemente, sono introversa e riservata. Non mi piace che le persone sappiano i fatti miei. Per anni ho evitato  di fraternizzare con i miei vicini e provo profonda compassione per quelle attrici e cantanti, sebbene bellissime e miliardarie, che non possono uscire di casa senza che lo sappia mezzo mondo. Ho sempre pensato che, nonostante i soldi e le soddisfazioni, io non sarei capace.

A torto o a ragione, i miei familiari hanno sempre tollerato, quando non assecondato, la mia natura. A 18 anni era possibile che passasse una settimana senza che sentissi i miei genitori per telefono. In amicizia ho sempre rifuggito le persone troppo invadenti e appiccicose, idem per i rapporti sentimentali.
Perciò, quando ho conosciuto mia suocera, per me è stato uno shock.

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NUORA RISERVATA E SUOCERA INVADENTE
 – Oggi che sono diventata grande posso dire che l’invadenza non è il peggiore dei difetti, meglio invadenti che stronze, peccato che lei sia entrambe le cose.

Ma all’epoca ero molto giovane e questa donna mi ha completamente demolito. Prima ancora di avere figli infatti, improvvisamente la mia vita (e non solo quella di coppia) è finita sotto i riflettori, e ogni tre per due mi trovavo a sostenere delle penosissime conversazioni tipo questa.
“Domani vieni a pranzo?” “No, grazie, non posso.” “E perché?” “Ho un impegno.” “Cioè cosa devi fare?” “Ehm… esco con amiche…” “Ah sì? E non puoi rimandare?” “…” “Non ricordo come si chiamano, queste tue amiche.”
Uscivo da quegli interrogatori psicologicamente annientata. Non avevo ne’ la necessaria consapevolezza di me per rispondere a tono, ne’ di fregarmene e lasciarla cuocere nel suo brodo.
Mi è venuto in mente tutto ciò perché, quel che può non succedere durante il fidanzamento, succede quasi matematicamente quando si hanno figli. In un periodo della vita in cui una donna, qualsiasi donna (anche la più esuberante e estroversa), necessita di calma, tranquillità e privacy, all’improvviso ci viene richiesto di vivere la nostra vita con l’aiuto del pubblico. Dobbiamo rendere conto a una persona ESTERNA alla famiglia che ci siamo scelte: dobbiamo aprire la nostra casa, dare libero accesso al nostro bambino perché è anche SUO nipote, ma anche trattare sulle domeniche, sulle festività e sulle vacanze. Provate a rispondere a vostra suocera che vi chiede cosa fate a Natale “Ho un impegno”: quando l’ho fatto io, mi ha guardato esterrefatta. No, bisogna spiegare con chi s’intende passare il Natale, argomentando il perché e il percome non lo si passerà con lei, preparare una liberatoria in carta bollata che comunque NON ci solleverà da obblighi diplomatici “di recupero” – minimo-minimo la cena della vigilia + telefonate minacciose e piagnucolose di contorno.
Io mi ricordo che quando mio figlio era appena nato, quasi ogni giorno dovevo rendere conto a mia suocera di dove andavamo e cosa facevamo, talvolta per giustificarmi (???), altre volte per far sì che mia suocera si potesse aggregare a piacimento: “Vai al parco? E quale parco? A che ora?” Aspettare di essere invitata non è mai stato il suo forte.
Per fortuna, come ho scritto nel titolo, poi finisce. Le suocere, o almeno il mio modello di suocera, tende a perdere progressivamente interesse negli anni, nel frattempo si cresce, si matura e si impara a… ehm… ignorarla?
Anche voi siete passate da un’esistenza tranquilla a una vita sotto i riflettori dopo che sono nati i vostri bambini?
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5 thoughts on “Nuore e mamme sotto i riflettori: per fortuna poi finisce

  1. Hai detto una cosa sacrosanta “Meglio invadenti che stronze”
    Io sono il classico tjpo invadente: quella che ti chiede se hai programmi per il we, si interessa a quali libri stai leggendo e via di seguito.
    Mia cognata lo sa, e bonta’ sua lo accetta, perche’ sa anche che quando qualcosa non mi sta bene glielo vado a dire in faccia (con modi civili, ovviamente), non le dico di si’ per poi parlarle male alle spalle.
    Poi capisco possa dare fastidio infatti sto cercando di migliorarmi, ma trovo anche utile NON scadere nell’opposto; ho visto persone avere reazioni di assoluto fastidio per domande banalissime fatte semplicemente perche’ avevo bisogno di un’informazione, o di un aiuto, e Dio sa se la gente non vuole essere scocciata mentre gioca a Candy Crush Saga.
    Nessuno obbliga ad aprire la casa alla propria suocera, si puo’ tranquillsmente decidere di non farlo, limitare i contatti al minimo, continuare a vivere nel proprio mondo come se la famiglia del marito (o della moglie) non esistessero, non si va in galera per questo, e se non voglismo nessuno puo’ obbligarci a fare nulla.
    Il problema e’ che un domani si potrebbe avere bisogno ANCHE di queste persone, e se (magari per buoni motivi) non si e’ voluto mai dare o concedere niente, e’ probabile che reagiscano ripagando ESATTAMENTE con la stessa moneta della serie:”Non mi vuoi mai vedere, pensi che io sia una persona orribile? Va bene, crepa”.
    Io sopporto mia cognata, mia cognata sopporta me, nessuna delle due ha vocazione per il martirio, ma sappiamo che, in fondo, mantenere un rapporto civile giova a entrambe, nessuno conosce il domani, e non c’ e’ NIENTE di peggio che dover pietire aiuto.
    Non ce l’ho con te, ci mancherebbe, ma maldigerisco l’abitudine di molte persone riservate di porsi quasi su un piedistallo e puntare il dito contro chi, come me, ama comunicare, neanche fosse affetto da qualche grave malattia o avesse la rogna.

    • penelope il said:

      Cara ely, si frequentano le persone perchè si ha piacere di goderne della compagnia o perchè si sente un dovere morale nei confronti del coniuge, di intrattenere rapporti perlomeno civili, se proprio non li si sopporta. Fare le cose per un tornaconto futuro, tenerseli “buoni” per poi “sfruttarli” nel momento in cui servirà, o perchè no, anche adesso, arraffando beni materiali o prestazioni varie, credo che sia una cosa estremamente triste. Se un domani (ma spero di no) dovessi trovarmi in situazione di estremo bisogno, e sarò senza famiglia, amici, colleghi, figli, sola, povera e derelitta, mi rivolgerò ai servizi sociali. Se neanche loro mi aiuteranno, andrò a vivere sotto ad ponte. Che sia quello che sia, ma mai mi abbasserò a contrattare rapporti umani per pararmi il culo.

      • rosablu il said:

        penelope:sono pienamente d accordo con le tue parole…..ecco xche non ho intenzione di farmi mettere i piedi in testa da certa gente solo xche un domani potrei aver bisogno del loro aiuto…..non le sopporto,non sono persone che frequenterei nella vita se non fosse che sono i familiari di mio marito x cui le evito il piu possibile e se proprio ho bisogno mi rivolgo alle persone di cui ho fiducia o piuttosto cerco di far da sola o rinuncio alla cosa se proprio non trovo una soluzione che escluda loro dalla mia vita,,,,nemmeno a me piace sfruttare la gente x mio tornaconto personale e ancora meno costringermi a frequentare persone che non sopporto x tornaconto mi sembrerebbe di essere falsa e ipocrita come loro…..

    • Io non ho mai capito quelle persone che si ritengono sincere perchè le cose che a loro non stanno bene te le dicono in faccia! La buona educazione prevede che se una cosa non ti sta bene e non ti riguarda e nessuno ha chiesto il tuo parere tu taccia! E non è giustificativo il ‘non parlo alle spalle’ perchè in realtà alle spalle di qualcuno non si dovrebbe parlare a prescindere.
      @Ely, posso anche sbagliarmi, ma dai tuoi svariati commenti in qualità di zia e cognata, mi sembra di capire che tu, dalla compagna di tuo fratello, ti ritieni un tantino ‘sfruttata’.

  2. CheStress il said:

    Ely, io parlo da persona molto estroversa e socievole, che ama la compagnia: hai ragione, in parte. Vero è che non si possono escludere completamente dei rapporti, però non è nemmeno giusto mantenere dei contatti sgraditi solo perché “si potrebbe avere bisogno di tali persone”. Voglio dire, io mal sopporto mia suocera, fosse per me la vedrei due volte l’anno, perciò non mi rivolgerei mai a lei per bisogni.
    Purtroppo non è del tutto vero che si può decidere di non aprire casa alla suocera invadente, è la madre del marito e siamo costrette ad accettarla, anche quando proprio non abbiamo voglia di vederla. Nonostante io ami la compagnia, a volte ho semplicemente voglia di starmene in pace in casa mia nei weekend, non mi piace essere costretta a vedere mia suocera due volte al mese, non ho voglia di raccontarle i fatti miei, su cui lei si sente autorizzata a dire ciò che le passa per la testa. Dipende anche dallo spirito con cui qualcuno si interessa della tua vita, se per socializzare o per passarla al setaccio e criticare.
    Nuora a Pezzi, io spero tanto che negli anni questa cosa migliori, per adesso ci siamo ancora dentro fino al collo!

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