Quando il bambino mangia poco

Quando il bambino mangia poco

Quando il bambino mangia pocoFoto di  Tasker su Unsplash

 

Anche se hanno avuto uno svezzamento filato liscio come l’olio, molti bambini poi iniziano a mangiare malvolentieri, a non volere più certi cibi, a non voler assaggiare nulla e a fare capricci a tavola.

Quante mamme preoccupate sentiamo dire “mio figlio non mangia“, “mio figlio mangia poco“, “mio figlio non mangia le verdure“…

Così come ci sono mamme che rispondono prontamente che loro hanno il menù settimanale perfettamente equilibrato e i loro figli spazzolano tutto. Le mamme che hanno figli che mangiano malvolentieri qualsiasi cosa che non sia una “merenda” si sentono in difetto e aumentano la loro preoccupazione.Anche una volta appurato con il pediatra che il bambino non sia sottopeso e che sia in buona salute, la preoccupazione e lo stress rimangono.

Bisogna dirlo… non è affatto facile sedersi a tavola con un bambino con scarso interesse verso il cibo, così come non è facile fare la spesa e cucinare perchè in cuor tuo sai già che il tuo tentativo fallirà.

Se gli fai la stessa roba, poi si stufa… se gli prepari una novità usando tutti i possibili trucchetti per farlo assaggiare… niente, probabilmente resterà nel piatto con sceneggiata annessa.

La pazienza scricchiola giorno per giorno sempre di più…. piange lui, mentre gli dici di mangiare, e vorresti piangere pure tu! L’ora dei pasti diventa uno stress indescrivibile e passerà pure il sapientone di turno a dirti: “Non dargli altro! Vedrai che poi mangia!“… Tu ovviamente hai già tentato, ma quale mamma lascerebbe a digiuno suo figlio a pranzo e a cena per poi dire di no quando in lacrime ti chiede un biscotto dicendo “ho fame!!!!“?

Solo le mamme nella tua stessa situazione capiranno!

Sanno lo stress che comporta, sanno cosa vuol dire e quanto sia poco appagante questa situazione!

Io sono però per la teoria del non insistere troppo, o peggio tentare di obbligare, … e sapete perchè? Perchè ci sono passata e ora che ho 34 anni suonati posso dire la mia!

Quando mio figlio ha iniziato il nido e poi la scuola materna, più volte mi sono sentita dire: “vedrai, ora mangerà, vedendo gli altri bambini!“, ma la situazione non è che poi sia così migliorata! Sì, all’asilo assaggia magari qualcosina in più…, i primi li mangia generalmente tutti anche se a casa si mette a spulciarli meticolosamente levando ingredienti con le ditina e spesso li lascia, ma non è che la situazione ora sia ridente!

Quando andavo alle elementari, sono state più le ricreazioni che io passavo da sola a mensa seduta davanti a una coscia di pollo con gli spinaci, a una sogliola, a un arancio o ad altre pietanze… perchè mi veniva detto che se non avessi mangiato, non mi sarei alzata da lì!

Sapete com’è finita? Che tutt’ora io una coscia di pollo non la mangio, qualsiasi tipo di pesce che non siano molluschi o crostacei mi fanno venire addirittura i conati solo a vederli e le arance mi piacciono solo spremute e filtrate perchè non sopporto ancora quell’orribile pellicina bianca che mi obbligavano a mangiare per farmi alzare da tavola!

E’ quindi molto difficile capire se il bambino non mangia perchè non gli piace o se per partito preso!

 


Curiosità sulle papille gustative


Quando il bambino mangia pocoFoto di Aidas Ciziunas Unsplash

Siete sicure di sapere tutto sulle papille gustative?

  • Lo sapevate che le papille gustative si formano molto precocemente nel feto e che già nell’utero preferisce il gusto dolce? Più è dolce il liquido amniotico, più il bambino ne ingerirà! Per questo se la mamma è diabetica il neonato rischia sovrappeso perchè ne ingerirà quantità maggiori!
  • Le papille gustative dei bambini fino a 5 anni sono “nuove” e più numerose di quelle degli adulti, tollerano meno l’amaro e sentono molto di più i gusti. Solo dopo i 6 anni ci si abitua a gusti più forti.
  • Le papille gustative possono cambiare la percezione del gusto in base agli ormoni. E’ per questo che una donna incinta sarà poco incline a mangiare cibi amari. Le papille gustative avvertono l’amaro come veleno e sono le papille gustative a comunicare col cervello e a farci decidere se deglutire il cibo o meno. In menopausa invece, dato la cessata fertilità, i sensori dell’amaro diminuiscono!
  • Le papille gustative non sono uguali per tutti… Proprio come le impronte digitali!

Cosa provare a fare e cosa no

Dire al bambino “mangia, sennò rimani piccolino!“, “mangia sennò non diventi forte” o ancora peggio urlare perchè non ne potete più (e vi capisco, io sono sulla stessa barca e a volte le faccio tutte insieme), non serve a nulla purtroppo!

Con alcuni bambini funziona il trucchetto di camuffare certi alimenti in mezzo ad altri o di renderli più carini creando opere d’arte nei piatti che Michelangelo scansate proprio, con altri non funziona nemmeno quello.

E’ anche vero che il reale fabbisogno del bambino è minore di ciò che spesso crediamo, quindi a volte siamo noi a preoccuparci inutilmente. Secondo molti pediatri è addirittura meglio un bambino che mangia poco piuttosto di un bambino che mangia troppo e che quindi può andare incontro a rischi per la salute e addirittura all’obesità infantile.

Io personalmente non ho ancora smesso di innervosirmi all’ora dei pasti, ma ho smesso di preoccuparmi. Un bambino con della reale fame non lascerebbe un piatto pieno davanti a lui…

 

Le giuste mosse (che non vanno però sempre a buon fine) sono:

  • Coinvolgere il bambino nella preparazione dei cibi e lasciarglieli annusare e maneggiare;
  • dare il buon esempio a tavola;
  • cercare di fare almeno assaggiare i cibi prima di rifiutarli (ma non costringere il bambino a mangiarlo);
  • tentare di ignorare i capricci a tavola e far vedere che gli si da poco peso;
  • (inutile dirlo, ma spesso lo si fa per non sentire urli) non dare niente prima dei pasti ma far consumare 5 pasti al giorno: colazione, spuntino di metà mattinata, pranzo, merenda, cena. Sì, lo so, facile a dirsi… ma non sempre a farsi quando si tratta di bambini!
  • cercare di camuffare i sapori. Se al bambino piacciono ad esempio le polpette, si può tentare di unire zucchine tritate;
  • non forzare il bambino a mangiare. (quando si impuntano è peggio!).

Ovviamente le ho provate tutte e da mamma di un bambino che mangia malvolentieri, scarsamente interessato al cibo e ancor meno alle novità, vi dico di tentare ciò che ancora non avete provato… Se continua così, datevi pace… si spera che cambierà!

Se avete qualche valido trucchetto, che valga la pena almeno da provare, ditecelo!

Vedi anche Bambini a tavola .

Vi aspetto su facebook alla pagina mamma ho perso la pazienza e su instagram come @mammahopersolapazienza, ma solo se non siete bacchettone e sapete prendere le cose con ironia e leggerezza anche quando si tratta di argomenti sulla maternità 😉 !

 

2 Risposte a “Quando il bambino mangia poco”

  1. Ti ringrazio tanto per i tuoi articoli. Sono per me fonte di ispirazione. Sembra che li ho scritti io, tanto che mi rispecchiano. Grazie anche perché mi sento meno sbagliata.

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