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Vita da pendolare e salvifiche certezze

Vita da pendolare: sapete di cosa parlo? Se state leggendo questo post, forse si!

Da quando andavo all’università la mia vita non è scandita dai pasti o dal sole, ma da un unico mood: gli orari del treno.
Tutto è sempre stato organizzato in relazione a loro: sveglia, spostamenti, aperitivi, visite mediche, shopping.
Il mio capo si chiama Trenord!

Voi direte, beh, avrai degli orari d’ufficio.
Si, ce li ho, ovviamente (seppure con un minimo di beata flessibilità) ma non sono loro a decidere come posso organizzare mio tempo, eh no: sono i treni!

Vita da pendolare: croce e delizia?

Messa sul piatto, la vita da pendolare ha pregi e difetti: amata e allo stesso tempo odiata per un’innumerevole serie di motivi!

DELIZIA

Se da un lato muovermi in treno significa vantaggi per l’ambiente, attraverso l’utilizzo di un mezzo di trasporto sostenibile, anche dal punto di vista economico mi consente di risparmiare notevolmente rispetto al muovermi in auto: il costo dell’abbonamento, infatti, è notevolmente inferiore si costi che dovrei sopportare andando in ufficio in auto: carburante, parcheggio, usura dell’auto.
Non dimentichiamoci poi dello stress da traffico che regala ogni giorno agli automobilisti tempi morti e arrabbiature facili

Ma muoviti deficiente!!!!

senza contare il quotidiano rischio di incidenti (e qui uno scongiuro è d’obbligo).

Il treno, poi, ci aiuta in due sensi: dal punto di vista umano, volenti o nolenti si creano conoscenze e talvolta anche amicizie (chissà cosa ne pensa il mio amico Federico, che io adoro, ma mi ha soprannominata ‘la Stalker’?!).
Dall’altro ci offre una finestra temporale che possiamo utilizzare per leggere, scrivere Blog (come nel mio caso), truccarsi, chiamare mamma, nonna e zie, e chi più ne ha, più ne metta.

CROCE

D’altro canto, però, il pendolare è talmente abituato al malfunzionamento dei treni che quando scorre tutto liscio, quasi non se ne accorge, mentre è subito sul pezzo non appena la voce metallica proveniente dai ripetitori annuncia

Il treno proveniente da Vattelapesca e diretto al Paese dei Balocchi arriverà con 5 minuti di ritardo

Che immancabilmente diventano 10, alle volte 15, poi 20, per essere quindi definitivamente soppresso!

Una scusa buona

Di buono c’è che in ufficio si ha sempre una scusa valida e assolutamente credibile per un eventuale ritardo, anche quando il motivo del ritardo è in realtà la sveglia che non ha suonato o il cane che non voleva decidersi a fare pipì!

Climatizzazione, questa sconosciuta

E vogliamo parlare dei treni che nella fascia di punta sembrano alternativamente forni o congelatori stipati di bestie pronte a raggiungere il macello? Sarebbe da stendere un velo pietoso!

Accade che a luglio ci si ritrovi all’interno di moderni treni che dovrebbero optare per una climatizzazione in quanto completamente sigillati e senza possibilità di aprire i finestrini… Ma pensate un po’… La climatizzazione non funziona 1 volta su 2 e, quando funziona, è tarata talmente male che servirebbe il cappotto.

Ovviamente, in pieno inverno, invece, non è raro finire in maniche di camicia tra il caldo dovuto all’affollamento dei vagoni e alla climatizzazione in stile torta al cioccolato:

Mettete il pendolare in forno ben caldo a 180^ per 40 minuti e il gioco è fatto!

Scene da un treno

Esistono dei treni sui quali ogni giorno si ripete la medesima scena: treno strapieno, gente alla fermata che dovrebbe salire, ma ha difficoltà a farlo a causa della mole di persone; gente che non sa in che pianeta vive e non si sposta di un millimetro per fare spazio agli altri, insulti, arrabbiature e GUERRA TRA POVERI.

Una situazione insostenibile, intollerabile eppure costante da anni…

Ma Trenord, ma la vogliamo aggiungere qualche corsa un po’ più ravvicinata negli orari di punta?

Bidogna ammettere che negli anni la situazione è leggermente migliorata, ma non è ancora sufficiente.

L’esperienza giapponese: Mammacheshock!!

Quando sono stata in Giappone, ho dovuto esclamare ‘Mammacheshock’!!!

Si trattava di un viaggio itinerante per il quale utilizzavo il treno negli spostamenti da una tappa all’altra.
La prima volta che in biglietteria mi hanno prenotato i biglietti sono rimasta sconvolta: solo 10 minuti tra l’arrivo in una stazione di interscambio e la partenza del treno successivo… Ho guardato il bigliettaio giapponese con aria perplessa, ma lui era sicuro di sè e non ho osato proferire parola: ma in che lingua, poi?!

Ebbene vi giuro che i treni giapponesi partono un secondo dopo che l’orologio posto sulla banchina fa scattare il minuto successivo al l’orario indicato: inconcepibile per noi italiani!
Ovviamente i ritardi, quasi non esistono e, va da sè che si possa tranquillamente prenotare una coincidenza con un treno che parte soli 10 minuti dopo l’arrivo di quello con cui si è arrivati: Mammacheshock!!! :O

Vita da pendolare e salvifiche certezze

Ad ogni modo, ogni volta che esco dall’ufficio al volo, temendo di perdere il treno, c’è un pensiero che mi consola: si può sempre contare sui ritardi di Trenord!!! 😉

Vita da pendolare

mammacheshock

Mammina sempre piena di entusiasmo e assolutamente innamorata della vita! #maridiamocisu - Ovvero, storie di un ordinario tentativo di essere una mamma bella, brava, attenta; una compagna curata e premurosa; una lavoratrice dedita alla sua professione; una donna brillante sempre e comunque: praticamente Mary Poppins!

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4 Responses

  1. Paola scrive:

    c’è anche un’incognita…. la certezza è poter contare sui classici ritardi… la fregatura è perdere il treno perchè era fuori da ogni previsione in orario…nella volta sbagliata!!!

  2. Laura scrive:

    Ah! Una vita a pendolare! Quanti (orribili ) ricordi..e pensa che da me non era Trenord ma il Napoli-Roma. Credo non serva aggiungere altro.