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Signorina Coniglio: e se rimanesse incinta?

Signorina Coniglio: la vera eroina di PeppaPig

La Signorina Coniglio, per ogni genitore, è un personaggio praticamente di famiglia!

Vera eroina della serie che vede protagonista la maialina Peppa Pig, la Signorina Coniglio è una vera e propria Stackanovista a tutti gli effetti, il motore del Paese: lavora all’acquario, al supermercato,  al centro di smistamento rifiuti, alla biblioteca, al chiosco dei gelati, ed al negozio sulla luna. Guida il pulmino della scuola, il treno, l’autobus, l’elicottero e l’autopompa dei pompieri.

Un’instancabile interinale

A giudicare da quello che vediamo, la signorina coniglio deve essere un’interinale senza posto fisso: una vera e propria precaria!

Capace, piena di risorse, sveglia, instancabile e   piena di entusiasmo e buoni propositi.

Emblema della donna moderna: si, prima di mettere al mondo dei figli, però!

E se la Signorina Coniglio rimanesse incinta?

E infatti è proprio qui che casca l’asino!

Che succederebbe se la nostra Signorina rimanesse incinta?

Ce la vedete, incinta di 8 mesi a pulire i vetri delle vasche dell’acquario, con un’apposita muta da coniglio incinto?

Ho qualche dubbio.

Non perché una donna non debba poter decidere di fare quello che le pare, è ovvio.

Piuttosto perché in un momento delicato come quello della nascita di un piccolo, è sacrosanto, oltre che alquanto fisiologico e piuttosto necessario, che la mamma si prenda i giusti tempi per riprendersi e per poter accudire il piccolo al meglio.

Perche questa riflessione?

Questa riflessione nasce da un pensiero: esistono centinaia di Signorine Coniglio, anzi migliaia e migliaia.

Sono in gamba, laureate, preparate, ricercate: delle vere professioniste.

Tutto bene fino a quando non si pronuncia la fatidica frase: “Sono incinta”!

  • In quel momento, troppo spesso, il castello cade.
  • La professionista non è più così professionista
  • Da domani la sua priorità non sarà più il lavoro
  • La disponibilità a fermarsi in ufficio fino a tardi non sarà più la stessa

Insomma, un figlio diventa un handicap, diciamoci la verità.

In certi ambienti lavorativi è più facilmente accettabile l’idea che si chieda un permesso per andare dal parrucchiere, piuttosto che per portare il figlio dal pediatra.

La Signorina coniglio: mamma lavoratrice?

Alla luce di tutto questo: ci sarà ancora posto per una medaglia a Palazzo, una volta che la Signorina Coniglio si sarà trasformata in una mamma lavoratrice?

Io non vedo grandi medaglie, nè premi, nè riconoscimenti per tutte quelle donne che hanno un doppio lavoro e nemmeno la soddisfazione di vedere crescere i loro piccoli.

Purtroppo non vedo grande considerazione sociale per una donna che fa di tutto per fare tutto e bene.

È come se tutto fosse dovuto: sempre.

E ancora più triste è che il fatto di diventare mamme blocchi carriere che potrebbero essere folgoranti, se solo non si fosse convinti che per fare un buon lavoro sia necessario presenziare in ufficio 12 ore.

Esiste un tempo per tutto.

Oggi mi chiedo: ma davvero un’azienda sana ha bisogno di schiavi senza vita sociale?

È davvero necessario stare in ufficio ben oltre l’orario di lavoro?

Non è un bene per un’azienda, il fatto che i dipendenti siano gratificati anche nel tempo che non dedicano strettamente al lavoro, in modo da essere maggiormente produttivi durante lo stesso?

Si può far tutto

Io credo che si possa far tutto.

Lavorare bene e contemporaneamente  essere buoni genitori: è chiaro che questo comporta qualche sacrificio, ma non sarebbe il momento di superare certi cliché e valutare i professionisti in base al merito piuttosto che al numero di figli?

Lo spero tanto per tutte le Signorine Coniglio!

Signorina Coniglio

mammacheshock

Mammina sempre piena di entusiasmo e assolutamente innamorata della vita! #maridiamocisu - Ovvero, storie di un ordinario tentativo di essere una mamma bella, brava, attenta; una compagna curata e premurosa; una lavoratrice dedita alla sua professione; una donna brillante sempre e comunque: praticamente Mary Poppins!

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9 Responses

  1. ema7stars scrive:

    Osservazioni giustissime. Il mondo del lavoro era ed è ancora strutturato “al maschile” con valori e ritmi che poco hanno a che fare con quelli di una mamma. Ci vogliono ancora tanti aggiustamenti, ma hai ragione tu: si può fare tutto.

    • mammacheshock scrive:

      Grazie per il riscontro! Io mi impegno ogni giorno perché questo possa cambiare: lo faccio col mio impegno è il mio entusiasmo! E so di non essere l’unica!
      A presto!!

  2. Veronica scrive:

    Davvero interessante questo post. Possiamo far tutto!!!

  3. Sergio scrive:

    Commento da papà: i blocchi di carriera esistono anche per noi, forse in misura meno marcata rispetto alle mamme ma, ahimè, ci sono.

    Se non ti fermi in ufficio oltre l’orario perchè vai a prendere tua figlia e vuoi passare il tuo tempo libero con lei “non sei un bravo dipendente”.

    Da ex manager (in una multinazionale “sparita” con 35 sedi in un week-end) ho avuto la fortuna di incontrare un direttore generale che condivideva l’idea che “dopo le prime 6 ore di lavoro il rendimento cala ben oltre il 50%, figuriamoci se vado oltre le 8…”; la sua idea di riorganizzare il modo di lavorare ai tempi (anni 90) era troppo avanti, è stato silurato in pochi mesi dalla proprietà che, purtroppo, come tanti datori di lavoro pensava che più lavori, più sei utile all’azienda, poco importa se in 10 ore di lavoro mi costi praticamente il doppio di un part-time e mi rendi la metà 🙁

    E poi ci si mettono pure i colleghi, quelli appunto che non “lavorano per vivere”, ma “vivono per lavorare”, ovviamente lamentandosi continuamente tutti il santo giorno…

  4. Silvia Fanio scrive:

    Congratulazioni!
    Sei sulla mia top of the post della settimana!
    Vieni a trovarmi!

    http://scintilledigioia.blogspot.it/2016/04/top-of-post-21042016.html

  5. Mamma Avvocato scrive:

    Cosa commentare? Hai scritto tutto tu e anche molto bene!!!

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