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Mamma ho l’ansia: un volume per conoscerla ed affrontarla

 

“Mamma ho l’ansia”: la difficoltà di dirlo ad alta voce

“Mamma, ho l’ansia” è una frase che per tanti anni non sono mai riuscita a pronunciare.
Quando ero bambina, durante la preadolescenza, avevo dei fortissimi mal di stomaco: come se una morsa mi attanagliasse.
Sapevo benissimo cosa stava succedendo: ero preoccupata.
Ma così preoccupata da stare fisicamente male, oltre che psicologicamente.
Ci ho messo tanti anni a comprenderne l’origine e a stare meglio, ma oggi ce l’ho fatta.

Mamma ho l’ansia: spero che mio figlio non debba mai doverlo dire

Da bambina che ha sofferto d’ansia, spero che mio figlio non debba mai doverlo dire, così quando ho approcciato il libro “Mamma, ho l’ansia della Dottoressa Stefania Andreoli, l’argomento mi ha subito molto interessata.
Mio figlio è ancora piccolo, è vero: ma credo che per essere genitori informati su determinate dinamiche non sia mai troppo presto, anche perché ci sono meccanismi che, se riconosciuti, forse possiamo evitare di mettere in atto, aiutando così i nostri figli a soffrire un po’ meno di questo disturbo.

I dati dell’Ansia

Sul libro “Mamma ho l’ansia” si legge:

Chi oggi soffre di un malessere di matrice ansiosa fa parte di un gruppo che conta ben 400 milioni di persone.

Tra le categorie più esposte al rischio ci sono i genitori: uno su 3 ha avuto almeno una volta nella vita un attacco di panico. […]
Il fatti che gli adulto possano manifestare forme d’ansia in modi più o meno importanti è una dato in fin dei conti conosciuto. Nulla di nuovo, insomma.
La vera novità riguarda i ragazzi. […]

Dai dati clinici raccolti dalla Dottoressa Andreoli a partire dagli anni 2012/2013, la situazione appare davvero allarmante: la percentuale di giovani tra gli 11 ed i 20 anni che si approcciano ad una consultazione proseguendo poi con la psicoterapia è rappresentata per l’80% da giovani che manifestano un disturbo legato all’ansia e/o al panico.
Come sottolinea la Dott.ssa nel suo volume, uno stesso studio dell’Unità operativa di psichiatria dell’età evolutiva Stella Maris di Pisa conferma che un terzo dei ragazzi e due terzi delle ragazze si ammalano di ansia.

Si ammalano, proprio così!

Perché l’ansia non è un malessere temporaneo che fa capolino e se ne va così come è apparsa.
Perché l’ansia non è una sensazione trascurabile, un mal di pancia dei deboli, un pensiero negativo che si esaurisce in una bolla di sapone.

Cos’è l’ansia?

L’ansia è un campanello d’allarme: ma uno di quelli che non dobbiamo trascurare.
L’ansia arriva per dirci:
“Ehi tu, guarda che qualcosa non va! Guardami in faccia, ho un volto: il volto del tuo malessere!”
O per dirla con le parole della Andreoli:

L’ansia è l’espressione di ciò che dentro di noi sentiamo
come vitale, importante, addirittura necessario, o urgente.

O come scrive Roberto Viganoni (http://mimesisedizioni.it/a-tu-per-tu-col-minotauro.html)

L’ansia è qualcosa di buono […]
L’ansia, fondamentalmente, è un insieme di sensazioni di disagio e di tendenze ad agire che ti rende consapevole che stanno accadendo o potrebbero accadere eventi spiacevoli – ovvero cose che vanno contro i tuoi desideri – e ti avvisano che dovresti fare qualcosa per evitarlo.
Dobbiamo quindi vederla come un sintomo positivo: un aiuto del nostro corpo e della nostra mente che vogliono segnalarci di stare all’erta e correggere il tiro, perché c’è qualcosa che ci fa stare male e dobbiamo capire cos’è e come fare in modo che la situazione possa migliorare.

Ansia: quando deve preoccupare?

L’ansia ha passato il segno nel momento in cui ci impedisce di vivere come abbiamo fatto fino a quel momento, di vivere bene, cioè: andando a scuola, praticando sport, incontrando gli altri, facendo progetti che poi proviamo a realizzare. (Mamma ho l’ansia, Stefania Andreaoli, Edizioni BUR)

Dall’Ansia agli Attacchi di Panico

Ma non solo, la Dottoressa Andreoli ci ammonisce:

Diventa davvero molto importante riconoscere i sintomi di un’ansia non fisiologica perché, se finisce per essere minimizzata e sottovalutata, o se al contrario, per quanto riconosciuta, viene giudicata troppo impegnativa da affrontare, e quindi non viene adeguatamente trattata, rischia di incattivirsi trasformandosi negli attacchi di panico.

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CREDITS:
Titolo: Mamma, ho l’ansia
Autore: Stefania Andreoli
Editore: BUR
LINK: http://www.bur.eu/libri/mamma-ho-lansia/?refresh_ce-cp

mammacheshock

Mammina sempre piena di entusiasmo e assolutamente innamorata della vita! #maridiamocisu - Ovvero, storie di un ordinario tentativo di essere una mamma bella, brava, attenta; una compagna curata e premurosa; una lavoratrice dedita alla sua professione; una donna brillante sempre e comunque: praticamente Mary Poppins!

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1 Response

  1. Grazie per il consiglio. Mio figlio è davvero piccolo e quando mi ha detto “Mamma, mi mette l’ansia andare lì” (neanche ricordo dove) mi sono preoccupata non tanto per lui, nel senso che secondo me non sa neanche cosa volesse dire quella frase, quanto per quello che gli trasmetto: sicuramente l’ha sentito da me. Ho sofferto di ansia durante gli anni dell’università, con attacchi di panico, poi devo dire che crescendo è andata meglio (mi sono rivolta, quando ero più grande, anche ad una psicologa, ma ormai il periodo nero era passato). Ora non ne soffro più, è stata proprio la maternità a migliorare le cose, credo, ma tengo ancora tutto sott’occhio e da genitore penso sia importante capire certi fenomeni. Per noi e per loro. Viviamo davvero in un mondo dov’è difficile sfuggire allo stress, apprezzare il “qui e ora”…grazie per il consiglio!

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