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Lavoro, Donne e il Paese delle Meraviglie

Lavoro, donne… Ma quale Paese delle Meraviglie?

Cerchi lavoro: donna? Aiuto!!

Se poi la tua età si aggira intorno ai 30, la ricerca del lavoro sembra diventare più impegnativa, lenta e faticosa.

É successo anche a voi?

Sarà forse colpa di quel tabellone luminoso tanto comune negli stadi di football americani, che indica ad intermittenza il numero trenta circondato da Tag quali MATERNITÁ, possibile GRAVIDANZA in agguato, DONNA INCINTA, PANCIONE, MATERNITÀ ANTICIPATA, necessitá di PERMESSI, e chi più ne ha, più ne metta?!

Chi può dirlo.

Fatto sta che ancora oggi é complicato essere contemporaneamente:

  • Donna
  • Lavoratrice
  • Genitore
  • Professionista competitivo
  • Disponibile H24 (pur non essendo pagati per vendere l’anima al capo)
  • Sempre sorridente, pro attivo e multitasking

Quando hai un lavoro, non ovunque, è ovvio, ma in molti posti, il fatto di avere dei figli é visto come un anatema: come se fosse divertente stare a casa perché il piccino ha il febbrone.

Chiedere un permesso per un’esigenza famigliare è peggio che chiedere un permesso per andarsi a fare la piega, come se avere un figlio fosse una cosa da nascondere.

Quello che é peggio, é che spesso i commenti peggiori non arrivano da chi non ha figli, ma da genitori, i quali, in teoria e solo in teoria, dovrebbero ben avere in mente, o quantomeno ricordarsi le dinamiche di certe situazioni.

Confronto scontato, ma calzante

Ricordo che, una decina d’anni fa, una rivista per cui lavoravo come collaboratrice esterna mi spedì in Austria per realizzare un itinerario di viaggio.

Ad accogliermi una bellissima ragazza bionda in station wagon:

Ti spiace se andando all’hotel ci fermiamo a prendere i miei bimbi all’asilo?

Nessun problema, figurati!

Io ero giovane, sola e la fermata, infondo, andava a riempire un po’ di tempo che forse, altrimenti, non avrei saputo bene come spendere.

Quello che mi chiedo, ogni volta che penso a quell’episodio, è come avrebbe reagito il mio attuale capo a una cosa del genere…

La risposta è che sarebbe rimasto quantomeno stupito, visto che un comportamento del genere, da noi, sul lavoro, oltretutto con degli ospiti, sarebbe stato visto come inadeguato, poco professionale, e non all’altezza dello ‘status’ che certe posizioni lavorative impongono.

Questo sempre perché nella nostra piccola mente, nella vita di una donna che decide di essere madre non c’è posto per la carriera.

Ma diciamoci la verità

È per la carriera che non c’è posto per le donne. E non solo per le mamme.

Se sei neolaureata si chiedono se vorrai dei figli. Se hai 30 anni, si chiedono quando darai l’annuncio. Se sei sposata, il tuo destino è già segnato, qualunque età tu abbia. Se hai comunicato di essere incinta, si chiedono quando rientrerai dalla maternità.

Il Paese delle Meraviglie

Il mio Paese delle Meraviglie è quello in cui per essere una brava professionista non ho bisogno di dovermi fermare ad oltranza al lavoro oltre il mio orario ed è riconosciuta l’esistenza e l’esigenza di un ‘Parental Time’.

Il mio Paese delle Meraviglie è quello in cui orari di lavoro e orari dell’Asilo nido siano coerenti e in cui le rette non ammontino alla stessa cifra del mutuo!

Il mio Paese delle Meraviglie non retribuisce meno le donne per oscuri e incomprensibili motivi.

Il mio Paese delle Meraviglie è un’ovvietà, nella mia mente, ma solo lì.

Vi segnalo un gruppo dedicato al tema, Donne & Lavoro: https://www.facebook.com/groups/1199822333377766/

 

mammacheshock

Mammina sempre piena di entusiasmo e assolutamente innamorata della vita! #maridiamocisu - Ovvero, storie di un ordinario tentativo di essere una mamma bella, brava, attenta; una compagna curata e premurosa; una lavoratrice dedita alla sua professione; una donna brillante sempre e comunque: praticamente Mary Poppins!

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