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Bosco Verticale e giochi da bambini

Tutti i giorni, andando in ufficio, passo davanti al Bosco Verticale.

5 giorni su 7, 2 volte al giorno, almeno 10 volte la settimana.

Al mattino è bellissimo: quasi mi sembra di guardare un rendering o una proiezione olografica.

Ma la vera magia si materializza di sera quando, tornando verso la Stazione di Milano Porta Garibaldi, gli passo accanto e vedo le luci degli appartamenti accese: ma allora non è un disegno nello skyline milanese, è vero! E c’è anche della gente che ci vive davvero! Pazzesco!!

In quel preciso momento faccio un salto nel passato e inizio un gioco che facevo sempre da bambina.

Il mio gioco

Penso alle persone che ci abitano e mi immagino come sono, cosa stanno facendo. Me li immagino intenti nelle loro occupazioni, ignari del fatto che qualcuno li sta immaginando e sta pensando, in quel preciso momento, proprio a loro.

Poi penso a me e a qualcuno che, nello stesso momento magari mi ha incrociata per strada ed è stato colpito ad un particolare e pensa a me, che sono ignara del fatto che qualcuno mi stia pensando. Pazzesco!

E così tutti diventiamo un unico filo rosso di collegamenti tra pensieri e persone.

Tutti ci guardiamo, ci osserviamo e alle volte scopriamo cose di noi stessi senza fare alcunché: solo buttando l’occhio di sfuggita verso uno sconosciuto che passa fuggevole.

Tutto questo guardando il Bosco Verticale e sorridendo felice contro il sole autunnale, come se avessi 5 anni: entusiasmo!

Si , entusiasmo, anche se in tutto questo mi sto solo dirigendo al lavoro.

Ma non è mica finita… dopo il primo gioco da bambini, me ne viene subito in mente un altro…

Ma non c’è una pozzanghera da qualche parte?

In un attimo mi viene voglia di infilare la scarpa in una pozzanghera per poter lasciare la mia impronta sul cemento al passo successivo.

Dall’alto del Bosco Verticale alla triste piccolezza

Purtroppo ritorno presto alla realtà e a pochi passi dal tempio della modernità, arriva quello che ormai chiamo amichevolmente il “cacatoio milanese“.

Sembra pazzesco, ma a 100 metri da un quartiere nuovissimo e bellissimo, c’è una via (che non voglio nominare) che è la latrina dei cani della zona: quante volte avrei voluto stampare decine di volantini minatori contro i maleducati padroni dei cani che fanno fare i bisogni sui marciapiedi e non raccolgono mai la cacca.

Il mio brusco risveglio dai pensieri dedicati ai giochi dell’infanzia, al Bosco Verticale come sinonimo di un ambiente positivo, della bellezza che fa bene allo spirito e all’umore, culmina così, precipitosamente, in uno zig zag finalizzato ad evitare cacche di ogni forma e dimensione.

A questo punto l’adorata pozzanghera dei giochi di bambina servirebbe, aimé, a tutt’altro scopo.

mammacheshock

Mammina sempre piena di entusiasmo e assolutamente innamorata della vita! #maridiamocisu - Ovvero, storie di un ordinario tentativo di essere una mamma bella, brava, attenta; una compagna curata e premurosa; una lavoratrice dedita alla sua professione; una donna brillante sempre e comunque: praticamente Mary Poppins!

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