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Gli angiomi comunemente chiamati: voglie.

Ricordo Daniele alla nascita aveva una voglia di fragola dietro il collo e ogni volta che la guardavo ridevo perché mio figlio è nato a Giugno quando da poco era passato il mese delle fragole e c’era fisso un carrettino di un fruttivendolo fuori il laboratorio analisi che le vendeva. Erano fragole giganti, rosse e mi facevano impressione solo guardarle ma chissà se è vera la leggenda?

La bimba turca nata con la voglia a forma di cuore soprannominata “baby love”

Le leggende metropolitane sulle voglie in gravidanza sono sicuramente uno di quei luoghi comuni che abbiamo sentito almeno una volta nella vita: un improvviso desiderio di pizza, fragole, cioccolato o frutta esotica da parte della futura mamma, scatena nel futuro padre o in chi le sta vicino la ricerca spasmodica dell’alimento tanto desiderato.

Il motivo di questa velocità sta nell’evitare che il bambino nasca con una ”voglia” sulla pelle. Così, per lo meno, si dice fin dai tempi antichi.

Ma è solo una leggenda metropolitana o c’è una base di verità?

Ascoltando molte leggende popolari tramandate anticamente e giunte sino ai nostri giorni se questi desideri improvvisi non venivano soddisfatti immediatamente, e la futura madre rimaneva con la ”voglia” di una particolare cibaria, si correva il rischio che al momento del parto, il nascituro, venisse alla luce proprio con la voglia insoddisfatta: tale voglia si sarebbe manifestata sottoforma di macchia sulla pelle dei neonati o chiazza  che per caratteristiche quali la forma o il colore avrebbe ricordato il cibo o la pietanza tanto desiderata dalla madre.

Cosa sono in realtà le voglie?

Quelle che noi definiamo voglie sono in realtà angiomi cioè dilatazioni anomale dei vasi sanguigni che si trovano nella cute e nel tessuto sottocutaneo. Compaiono nel 20-30% dei bambini, se si considerano anche le forme più lievi e hanno aspetti e colori diversi.

  • Gli angiomi piani
    Detti anche nevi flammei o comunemente voglia di vino sono di colore rosso con sfumature variabili dal rosa tenue a rosso scuro vinoso, sono superficiali hanno dimensioni variabili di pochi millimetri fino a coprire vaste zone del corpo. Possono essere presenti su qualsiasi parte del corpo di solito non tendono a scomparire con la crescita del bambino ma neppure a ingrandirsi. Gli angiomi piani non vanno confusi con le dilatazioni capillari molto spesso presenti sul viso del neonato in particolare sulle palpebre e sulla fronte chiamate teleangectasie; queste ultime Infatti scompaiono spontaneamente durante il primo anno di vita.

 

  • Gli angiomi a fragola sono rilevati, di forma irregolare, con margini netti e di consistenza soffice. Nel 30% dei casi sono presenti fin dalla nascita ma più frequentemente compaiono nel secondo mese di vita, di solito sono isolati ma possono anche essere multipli. Sono frequentemente localizzate al volto e al torace poiché tendono a crescere e destano molta preoccupazione nei genitori. Ma le preoccupazioni sono infondate perché questo tipo di angiomi dopo una fase di stazionarietà, quasi sempre regredisce completamente, possono tuttavia complicarsi con ulcerazioni infezioni ed emorragie per cui vanno sempre tenuti sotto stretto controllo medico.

 

  • Gli angiomi cavernosi, più grandi degli angiomi a fragola, sono di solito di colorito bluastro e tendono anch’essi a scomparire del tutto con la crescita.

Quali sono le cure?
Gli angiomi piani persistono per tutta la vita, anche se il colorito tende a sbiadire nel corso del tempo. Se creano problemi estetici possono essere rimossi con la crioterapia o la laserterapia. Quelli a fragola e cavernosi che non dovessero regredire o disturbassero per esempio la funzione degli occhi o delle labbra, possono essere trattati chirurgicamente.

Voi ci credete alla leggenda?

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Credo stiamo vivendo in un’epoca di progresso/regresso non consapevole, come se il mondo andasse avanti e le persone corrano inesorabilmente verso le epoche passate che definire medioevo forse è un complimento! Molte volte sembriamo una società di tanti piccoli trogloditi che guidano auto dove se ti fermi 3 secondi in più per far passare una signora anziana ti suonano perché tu, tu automobilista buonista, ti sei fermato rallentando l’homus erectus incazzatus dietro di te e,ti prendi un bel vaffa se sei uomo ma peggio, molto peggio se sei donna. Una società che si adegua con strutture a prova di disabili ma trovi il cazzone di turno che “5 minuti” occupa il posto e tu, sempre tu buonista aspetti che lui possa finire i suoi 5 minuti sotto il sole a cuocerti e quando esce devi anche sentire “dove cazzo li portano in giro sti’ handicappati con il caldo” e non ti azzardare a ribattere perché il solito vaffa è pronto, ovviamente peggio, molto peggio se sei donna. Si perché se sei donna nel 2019 sei una donna che ha in mano una legislatura a favore mai applicata, un maschilismo sociale che coinvolge anche le donne, donne che insultano donne, ci insegnano a difenderci ma nessuno dice loro di non aggredire, ci danno dei soldi se smettiamo di lavorare ma nessuno ci assume se siamo mamme, ci dicono di cambiare il mondo ma, lo dico sinceramente, c’è troppa merda da pulire.
Ed ecco un altro caso, uno dei tanti:
mamma e figlia di 3 settimane sono state buttate fuori dall’aula 3 dell’Alma Mater di Bologna accusate di frequentare insieme un corso di abilitazione. Il tutor del corso urla a questa ragazza trentenne che deve fare una scelta: «O stai con tua figlia o segui il corso». Emanuela Peracchi non ha mollato, ha scritto una mail infuocata all’Ateneo, alla Commissione Pari opportunità della Regione e all’assessorato alle pari opportunità del Comune. Ha vinto lei ma abbiamo perso tutti noi. Perché se nel 2019 (e non nella preistoria) cerchiamo di costringere una mamma a scegliere tra sua figlia e il suo lavoro, tra sua figlia e la sua crescita professionale, beh allora non abbiamo capito proprio un bel niente!
Come dicevo questo è un mondo che puzza.

Chiara Ferragni è sempre più vittima dell’invidia sociale. Sotto i suoi post ormai routine come gli haters si scatenino con insulti e critiche a ogni sua foto e video ma nelle scorse ore è stato scavalcato il confine tra social e realtà. Lo ha reso noto lei stessa con un lunghissimo post in inglese su Instagram dove ha riferito della spiacevole avventura capitata nel pomeriggio di mercoledì mentre si trovava a camminare per le strade di Milano.

Chiara Ferragni ha raccontato che, mentre scendeva dal taxi per recarsi in ufficio, è stata sorpresa dal commento spiacevole di una donna sui 40 anni, che rivolgendosi a sua figlia di circa 8 anni avrebbe detto, riferendosi all’influencer: “Non darle attenzione, hai visto che sembra una merda senza trucco?” La moglie di Fedez si è rimasta scioccata da un commento simile e quella sensazione non l’ha abbandonata per l’intero pomeriggio. Chiara Ferragni prosegue il post con una sua considerazione personale: “Continuavo a chiedermi perché le persone devono parlare male degli altri e perché le persone devono sempre criticare l’aspetto più di ogni altra cosa? E perché lo fanno maggiormente le donne contro altre donne? Perché una mamma dovrebbe dire a sua figlia che un’altra donna sembra una merda senza trucco (e mi sentivo così carina quella mattina) invece di insegnarle che la bellezza viene dall’interno, dalla fiducia in se stessi e dall’amore per se stessi? Che tutti sono belli a modo loro, che un “modello standard di bellezza” non esiste più? Che un viso fresco e un sorriso vero è meglio di qualsiasi tipo di trucco? Questo è quello che insegnerò a mio figlio, è quello che cerco di dirvi ogni giorno sui miei social media. Le donne vere si sostengono a vicenda. Insieme possiamo fare la differenza. Iniziate con piccoli passi: provate a dirvi qualcosa di bello sul vostro corpo ogni giorno. E cercate di esaltare gli altri intorno a voi, invece di abbatterli.”
Io credo che la bellissima Chiara abbia detto tutto quello che c’è da dire non aggiungo altro, un messaggio di bellezza, di autenticità, di verità.
Grazie Chiara a nome di tutte noi donne e mamme.

 

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Daniela Crea

Folgorata come molte donne super disordinate da Santa Marie Kondo, ho seguito, quasi alla lettera, le sue indicazioni e il suo metodo. Dico quasi alla lettera perché come vi avevo già accennato qualche articolo fa, durante un trasloco, ho scoperto non senza stupore di essere una accumulatrice compulsiva!

Ecco, non raggiungo il livello delle protagoniste delle storie su real time, però ho compreso la difficoltà di staccarsi dagli oggetti… In particolare tre sono state le regole da me seguite:

ho svuotato letteralmente l’intero armadio e ho radunato tutto sul letto. Dopo lo shock iniziale (mancava solo l’abito della prima comunione, poi in successione si potevano notare, vestiti assurdi in taglie diverse) ho compreso di avere un vestiario che può essere classificato in tre grandi gruppi: cose messe giornalmente, cose messe occasionalmente, quando diavolo ho comprato queste cose e perché? Per non parlare delle sciarpe, sciarpine e foulard di tutti i colori, neanche fossi l’Idra di Lerna dotata di nove teste. Comunque anche se con la morte nel cuore ho eliminato almeno il terzo gruppo, ho piegato ciò che rimaneva (praticamente quasi tutto, siate comprensive ci ho provato!) come se fossero origami, ottenendo effettivamente un bel po’ di spazio. Ho riordinato anche le borse mettendole una dentro l’altra, anche se prediligo le borse grandi. Insomma Marie sarebbe orgogliosa di me e sicuramente mi concederebbe un premio per il mio impegno! E ad una donna che ha inspiegabilmente nuovo spazio nell’armadio e soprattutto durante la stagione dei saldi cosa si può regalare? shopping naturalmente. Per comprare in modo corretto e non trovarsi sommersa da vestiti che nel camerino del negozio sembravano perfetti ma in realtà finiranno nel terzo gruppo sopra citato, occorre seguire delle semplici regole che ho coniato in tanti anni di acquisti:

1. La commessa non è una tua amica, e anche se lo fosse durante i saldi direbbe qualsiasi cosa pur di vendere il più possibile, quindi non credere alle sue lusinghe!
2. Fai un elenco delle cose che effettivamente vuoi comprare e non passare da un reparto all’altro come un bambino in un negozio di dolci
3. Se non è della tua misura non comprarlo, i vestiti presi con la frase:”basta buttare giù due kiletti” sono diventati fuori moda e sono ancora appesi nell’armadio.
4. Non uscire a comprare con amiche che non condividono con te gusti e taglie, finirai per odiarle al primo:”questi pantaloni mi fanno il sedere enorme” dall’alto della loro taglia 40
5. Anche se non dimostri gli anni che hai tesoro bello ce li hai, quindi datti una regolata e posa immediatamente quella minigonna!
6. Infine incontrerai sulla tua strada la commessa che guardandoti ti dirà che non è rimasto più nulla della tua taglia, con tono sarcastico, non arrabbiarti, ognuno di noi combatte la sua battaglia personale mentre lei vive con due soli neuroni!

Ora l’elenco dei capi più gettonati:


Pantaloni larghi con piega, sono super comodi e molto freschi, perfetti in estate, ma anche perché sono un must have della moda estiva 2019. Questi pantaloni a vita alta e chiusura frontale di Zara sono anche eco friendly, dato che al 50% sono realizzati in Lino Europeo da Agricoltura Sostenibile.
Vestitino all’uncinetto bianco come il talco.
Le espadrillas con zeppa in corda sono le scarpe preferite della duchessa di Cambridge, sono un must have per ogni estate. E sono anche molto facili da abbinare a ogni look (di Castañer, a prezzo pieno 92 euro
Denim Midi Skirt in organic cotton su Arket a 79 €
Blusa in seta ricamata con maniche corte su Sézane a 125 €
Costumi interi
Abito floreale, lunghi o corti, a stampa floreale. Sia nelle città che nei luoghi balneari, un comodo abito fatto di stoffe leggere e svolazzanti può essere un’ottima e fresca idea.
Jumpsuit, i saldi dell’estate 2019 possono essere l’occasione che aspettavi per acquistare un jumpsuit pantalone: una tuta a pezzo unico, modello tecnico, con zip frontale. Sono tanti i brand che l’hanno proposto, tra questi anche Mango
Abito in lino, Freschi, leggeri e assolutamente glamour, questi vestiti, meglio se con bottoni sul davanti, sono perfetti da sfoggiare in ogni momento della giornata; in più, stanno bene sia con sandali flat che con delle comode e casual espadrillas.

 

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special 

Sentiamo parlare ovunque del metodo Montessori associato spesso a piccoli lavori di manualità per il bambino ma ovviamente non è solo questo. Si parte stimolando la sensorialita’ (tatto, vista, gusto, udito…) fino ad arrivare all’autodisciplina “movimento intelligente” cioè la capacità di fare solo, che non è uno slogan pedagogico ma una richiesta specifica nella natura del bambino. “Molto si è parlato in questi ultimi tempi dei diritti dell’uomo, e specialmente dei diritti del lavoratore, ma è giunto il momento di parlare dei diritti sociali del bambino.” – Maria Montessori – 

Ma che cos’è il Metodo Montessori?

Metodo ideato da Maria Montessori (1870 1952) medico, studioso e pedagogista per curare i bambini con deficit mentali ma presto riconosciuto valido anche per i bambini normodotati. Questo metodo pedagogico per quegli anni risultò del tutto nuovo e rivoluzionario, oggi seguito nelle scuole montessoriane di tutto il mondo ha messo radici anche nella moderna pedagogia, tanto che non pochi insegnanti delle scuole materne ed elementari si ispirano al pensiero di Maria Montessori.
Il presupposto fondamentale del metodo montessoriano è di potenziare gli impulsi naturali del bambino a conoscere e ad agire secondo la sua naturale creatività. Se i bambini sono seguiti in un ambiente adatto e scientificamente organizzato per stimolare le attitudini del singolo è la capacità di apprendere attraverso i sensi, ogni piccolo scolaro seguendo il proprio disegno interiore di sviluppo i propri istinti guida, impara naturalmente e non passivamente a capire, dedurre, creare, lavorare, portare a termine le attività iniziate sperimentare le proprie forze e controllarle.

I compiti dell’educatore/genitore.

L’adulto deve ispirare la situazione a questi principi e in particolare i suoi due compiti fondamentali:
– Realizzare un ambiente che stimoli e sviluppi gli interessi che si manifestano e che maturano nel bambino
– Evitare di introdurre elementi di disturbo nello svolgimento del lavoro pratico e psichico a cui ciascun bambino si dedica (pulizia dell’ambiente).

Come si fa a suscitare interesse?

Maria Montessori ha scritto nel suo libro “introduzione a psicogeometria” che l’obiettivo a cui puntare è lo studio delle condizioni necessarie per lo sviluppo delle attività spontanee dell’individuo e l’arte di suscitare gioia, entusiasmo per il lavoro che spinge a una spontanea attività.
La vera chiave psicologica dell’educazione lo “sforzo del lavoro” lo studio nell’apprendere è il frutto dell’interesse e, niente si assimila senza sforzo, ma sforzo e ciò che si realizza attivamente, usando le proprie energie e ciò a sua volta si realizza quando esiste interesse. Colui il quale nell’educare cerca di suscitare un interesse che porti a svolgere un’azione e a seguirla con tutta l’energia come entusiasmo costruttivo ha svegliato l’uomo.

Aiutarlo quindi a fare solo.

Interesse attività e sforzo sono i caratteri del lavoro spontaneo e auto educativo nel quale il bambino si immerge con entusiasmo e amore rivelando e costruendo le qualità superiori dell’uomo “Aiutami a fare da solo” non è uno slogan pedagogico ma una richiesta scientifica posta dalla natura stessa del bambino. Il compito dell’educatore è quello di liberare il bambino da ciò che ostacola il disegno naturale del suo sviluppo.

Le tappe dello sviluppo.

L’evoluzione dei bambini dalla nascita all’età adulta avviene attraverso una serie di stadi di sviluppo a cui il metodo Montessori progressivamente si adatta.
Il punto di partenza è l’esperienza sensoriale, il bambino scopre la realtà toccando, annusando, ascoltando, esplorando liberamente tutto ciò che è presente nell’ambiente, l’educatore si limiterà a sollecitare la sua curiosità cominciando per esempio a insegnargli a vestirsi a mangiare da solo e aiutandolo poi a sviluppare l’autodisciplina “la capacità di concentrazione e la volontà” definita da Maria Montessori come la direzione intelligente del Movimento specifico e con l’ausilio concreto di materiali didattici aiuteranno a loro volta a sviluppare le capacità sensoriali e di apprendimento anche della matematica.

Un metodo flessibile.

Tutto il metodo si basa sull’ assoluta fiducia nell’immensa potenzialità di apprendimento attivo del bambino spesso soffocata da sistemi educativi che inducono passività o che risultano essere troppo rigidi.
La flessibilità del metodo Montessori non va intesa come purtroppo spesso accaduto come eccessiva, totalmente permessiva perché creare attorno al bambino un ambiente adatto in cui possa muoversi, scegliere liberamente, non significa lasciarli fare tutto ciò che vuole! Ma consentirgli di apprendere liberamente, proprio perché l’ambiente deve essere scientificamente predisposto affinché il bambino possa imparare partendo dalle sue stesse innate capacità.

“I bambini hanno bisogno che le loro madri restino donne…” parla Massimo Recalcati psicoterapeuta. 

 

Qual è il senso di colpa delle mamme? Beh, quello di non essere all’altezza delle aspettative,
Ti insegnano che la mamma deve fare fatica, deve essere stanca, perché solo così sta facendo un buon lavoro. E poi ti insegnano che la madre deve esserci. Sempre. Come se i bambini fossero solo i loro e non anche dei papà. Se per una sera si vuole uscire con le amiche, o andare in palestra o dal parrucchiere senza bambini, che problema c’è?  “Ora sei madre” ti rispondo. E in quelle 3 semplici parole c’è dentro tutto un mondo.

Per questo, se ve la siete persa, andate a recuperare la prima puntata di Lessico Famigliare, il programma tv in onda su Rai 3 alle 23.10 per 4 appuntamenti ogni lunedì e condotto dallo psicoterapeuta Massimo Recalcati.

“Ciò che consente davvero la separazione di un bambino dalla propria madre, dopo aver ricevuto in eredità il sentimento della vita dal desiderio della propria madre, è il fatto che in quella madre la donna non muoia, è la donna che salva il bambino dal rischio di essere assorbito nella madre. Ma cosa vuol dire questo? I bambini hanno bisogno che le loro madri restino donne, che abbiano interessi nel mondo, che abbiano passioni nel mondo, che il mondo non si esaurisca nella vita del figlio, che ci sia un desiderio che trascende l’orizzonte della maternità. Perché i nostri figli hanno bisogno di essere abbandonati, questo è qualcosa che non si dice: i nostri figli hanno bisogno certamente della presenza della madre – le mani, il volto, lo sguardo – ma hanno altrettanto bisogno dell’assenza della madre,perché se non c’è assenza non c’è desiderio della donna, non c’è libertà dalla madre“.

Fonte: oasimamma

Lo so oggi vi aspettavate un feedback su quanto sia stato figo il compleanno di Daniele, senza parlare del grande gesto di umanità del nostro primo cittadino e, la bellissima sorpresa Disney? E la torta? anzi… Quella eviterei 😓.

Però c’è una cosa più importante di cui parlare oggi e quando dico priorità mi riferisco al quotidiano:

TAGLIARE I CAPELLI

Daniele non sopporta essere toccato in testa e come la maggior parte degli autistici non sopporta il rumore del rasoio elettrico; abbiamo girato per lungo e largo in cerca di barbieri/parruchieri sul territorio di Ciampino e molti rispondevano spesso di non avere posto (né quel giorno, né altri giorni, né mai…) non li biasimo perché per tagliare i capelli a un bambino ci vuole pazienza, per tagliare i capelli a Daniele ci vuole qualcosa in più e non mi sono mai sentita discriminata per questo anzi mio malgrado ho sempre apprezzato l’onestà e il fatto di riconoscere un proprio limite. Ultimamente andavamo da un barbiere di quelli di vecchia generazione e tranne il fatto che diceva “autista” anziché “autistico” elencando le infinite disgrazie accadute negli ultimi settantanni non era male, purtroppo essendo un pò anziano non aveva una grande varietà di tagli e a Daniele toccava sempre quello in stile auschwitz con buchi e scalini che puntualmente provavo poi a sistemare rientrati a casa, certo c’è da dire che non stava molto fermo e quel poverino si arrangiava come poteva…

Pochi giorni fa invece, durante l’ennesimo giro spesa mi sono accorta di un parrucchiere proprio su strada, curiosa, sono entrata per il sopralluogo (vi parlo spesso del sopralluogo serve principalmente a capire l’acustica, gli odori e tutto quello che potrebbe infastidire) l’interno: due ragazzi giovani, locale pulito, silenzioso, colori tenui, ambiente fresco, perfetto! Chiedo se fosse possibile un taglio capelli per bambini e loro subito – si – Poi abbassando la testa con una boccata di fiato chiedo se fosse possibile un taglio capelli per un bambino autistico e, loro senza battere ciglio subito – si – Così poco abituata a non reazioni di fronte la parola autismo pensavo non avessero capito e stupidamente ho iniziato a blaterare mezza cartella clinica di Daniele fin quando mi rendo conto di parlare inutilmente e prendo appuntamento.

La più bella esperienza di taglio capelli mai vissuta!

A parte la cordialità, i sorrisi, la professionalità, la pulizia del locale ho visto un Daniele sereno e tranquillo durante tutto il tempo, per una mamma credo sia la prima cosa e poi vogliamo parlare del taglio? Strafighissimo e alla moda per entrambi a un prezzo davvero modico.

Consigliatissimo!

Grazie a Mastercut

Bonus terzo figlio 2019 per le famiglie numerose: chi ha diritto all’assegno del Comune

Non tutte le famiglie sanno che oltre ai bonus più noti, come il bonus bebè, il bonus asilo nido o il bonus mamma domani, esistono dei contributi di competenza comunale. Proprio per questo, dopo aver analizzato le novità relative ad importi e requisiti, è utile fornire un riepilogo generale.

Per quanto riguarda il bonus terzo figlio 2019, anche noto come assegno al nucleo familiare per le famiglie numerose, si tratta di un contributo mensile, pagato dall’INPS per 13 mesi, erogati ai nuclei con almeno tre figli minori a carico.

Bonus terzo figlio ed assegno di maternità dei comuni, aumenta il limite ISEE e l’importo del contributo comunale erogato nel 2019 alle famiglie numerose e alle madri disoccupate.

La novità è contenuta nel decreto del Dipartimento per le Politiche della Famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2019 relativo alla rivalutazionedegli importi riconosciuti a seguito della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.

La variazione dell’indice ISTAT relativo al costo della vita è stata pari all’1,1 per cento, con una modifica che comporta il conseguente rialzo anche dei requisiti e degli importi dei bonus per le famiglie.

L’importo dell’assegno al nucleo familiare INPSriconosciuto dai Comuni alle famiglie con almeno tre figli sarà pari a 144,42 euro al mese a partire dal 1° gennaio 2019. L’assegno di maternità dei Comuni(da non confondere con il bonus bebè) a 346 euro

Analizziamo di seguito tutti i dettagli in merito al nuovo importo ed ai limiti ISEE per ricevere i due contributi nel 2019.

Bonus terzo figlio e assegno maternità dei comuni 2019: nuovo limite ISEE e importo

Tenuto conto della variazione ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo, per il 2019 l’assegno mensile per le famiglie numerose (il meglio noto bonus terzo figlio erogato dai Comuni), sarà pari a 144,42 euro.

Per le domande presentate nel 2019 il requisito ISEE è fissato in 8.745,26 euro, limite massimo che consente di accedere all’assegno mensilericonosciuto dal Comune.

Oggetto di rivalutazione, come sopra anticipato, anche l’assegno di maternità dei comuni. A partire dal 1° gennaio 2019, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento sarà pari a 346 euro al mese. Il limite del valore dell’ISEEper poter fare domanda è fissato, in questo caso, a 17.330,01 euro.

 

Daniela Crea

Se come me, care amiche al primo raggio di sole mollate gli stivali e infilate i sandali, beh allora ho tante novità da raccontarvi!
Non starò qui a darvi consigli su come fare la migliore manicure o pedicure a casa; già noi mamme di motivi per scappare di casa e mollare i pupi ai padri ne abbiamo pochi, figuriamoci se li eliminiamo per risparmiare qualche soldo, o per sensi di colpa, piuttosto rinuncio… ok ci penso un po’ e poi ve lo dico.
Sicuramente questi sono i trattamenti beauty che preferisco, l’odore dello smalto mi fa ritornare bambina quando rubavo lo smalto a mia madre e combinavo disastri, perché lo smalto era ovunque tranne che sulle unghie…
Da allora la mia manualità non è migliorata lo ammetto, però in compenso ho sviluppato un grande senso di gratitudine per chi lo fa al posto mio!


Volevo comunicare ufficialmente che lo smalto da solo non fa un piede curato, come il deodorante senza lavare e depilare le ascelle non vi rende immuni da sgradevoli odori! Ecco allora la necessità di non mostrare talloni super screpolati, calli ecc… Questo discorso vale anche per le mani, via pellicine, unghie mangiucchiate o ancora peggio con un inqualificabile alone nero! Così superato il primo momento di “crisi panico da restauro”, il quale prevede, ovviamente, (come detto prima) una pedicure e una manicure perfetta, è il momento di passare a un livello superiore.

Diventa fondamentale la scelta dello smalto perché quest’ultimo è ormai diventato un accessorio fashion.

Prima di iniziare con la panoramica sui colori più di moda, occorre che informi le mamme più Fashion victim di una novità in voga quest’anno (anche se alcune star già lo facevano) ossia abbinare lo smalto al colore dei sandali. Ovviamente la regola vuole che se si indossano scarpe importanti ed evidenti, meglio puntare su colori neutri, nude e pastello. Se, invece, si prediligono sandali monocolore e dalle tonalità soft, via libera alle tinte forti. Ed ora ecco a voi le più stravaganti ma anche belle novità:

Tutti frutti
Molto divertente e allegra, sulle unghie vengono realizzate delle decorazioni a forma di frutta.

Tinte pastello
Una tonalità monocolore perfetta per l’estate, per provare qualcosa di diverso rispetto al solito nude rosato.

Neon coral
Questa è la stagione del Living Coral, scelto da Pantone ricordate! sulle unghie in versione super accesa.

Mismatched
Un colore diverso per ogni unghia, da provare in tutte le tonalità dei colori pastello.

Hippie
Unghie letteralmente psichedeliche!

A tema mare
Dedicato a tutte le amanti dello stile marinaro, tutti i toni del blu, più righe, pesci, barchette, sabbia e decorazioni in rilievo.

L’intramontabile e classico rosso
Lo smalto rosso non passa mai di moda e c’è chi non gli resiste durante tutto l’anno. Le unghie laccate del colore della passione mettono d’accordo a tutte le età, ma in estate si portano con più facilità perché si armonizzano ai colori degli abiti.

Per l’estate 2019 si porta su unghie corte e stondate e reso super lucido
Le unghie gioiello. Per quelle tra voi che hanno Kim Kardashian dentro e non possono proprio non farla emergere, le unghie sono colorate e impreziosite con decori e dettagli dorati e argentati. Si abbiano bene ai gioielli (anelli e bracciali in primis). Oppure sono dei gioielli loro stesse.

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special 

A pag. 11 di Donna Moderna di questa settimana ci sono io!

Siamo dei genitori fuori dagli schemi con la voglia di sopravvivere in un mondo in cui la normalità è sopravvalutata. Acquista Donna Moderna mi trovi in edicola