Mamme al lavoro..il lavoro di mamma

Il mio blog è nato così..comprando un pannolino lavabile e parlando dell’esperienza lavorativa di una mamma (vedi il mio primo articolo). Si tratta di un argomento a dir poco scottante perché effettivamente quando si diventa mamme qualcosa cambia. Non c’è una regola generale per tutte ma da quello che posso leggere frequentando molti gruppi di mamme e parlando di persona con amiche che hanno vissuto o stanno vivendo l’esperienza della maternità i sentimenti al momento del rientro a lavoro (e anche dopo) sono molto comuni. Siamo costrette a delegare l’accudimento dei nostri figli troppo presto e a far sì che altri siano presenti, al posto nostro, nei momenti cruciali della loro crescita. Più il bimbo è piccolo e più questo distacco è forte. Se è allattato al seno poi i pensieri della mamma sono ancora più grandi.  Senza contare che di solito (salvo rare e fortunate eccezioni) sul posto di lavoro non si è più benviste come prima. Nell’era della flessibilità e del lavoro per obiettivi essere mamma diventa quasi un handicap. Personalmente non capisco come non si riesca a vedere che una mamma ha moltissime risorse e se ben stimolata e accettata nel suo nuovo ruolo credo che riesca a dare ottimi risultati. Perché, diciamocelo, le mamme hanno proprio una marcia in più. Ma purtroppo nel nostro Bel Paese mancano le risorse e secondo me anche la volontà per cambiare le cose. Spesso il lavoro che ci aspetta al rientro della maternità è un lavoro che ci porta molte ore fuori casa, che rompe gli equilibri familiari, che ci costringe a fare salti mortali per far quadrare tutto, ad assumere qualcuno che si occupi dei nostri figli e della nostra casa. E’ normale che se prima non ci siamo mai poste il problema se fosse la cosa giusta o meno una volta diventate mamme la prospettiva cambia. Ma non dobbiamo certo sentirci in colpa per questo. Piuttosto cercare di sfruttare nel migliore dei modi il cambiamento e cercare di riorganizzare la propria vita in base alle mutate esigenze. Certo che non sempre è semplice visto che gli aspetti da conciliare sono molti e se da una parte vorremmo passare più tempo con i nostri figli dall’altra ci sono le esigenze economiche della famiglia da tenere in considerazione.

Gravidanza, nascita e allattamento sono le fondamenta della nostra vita ed è prioritario dare alle donne la possibilità di poter essere mamme e lavoratrici.
Sono le premesse per una società giusta.
Come sempre noi siamo ancora lontanissimi. (Cit. tratta dalla pagina fb di Roberto Saviano)

L’argomento è vario e complesso ma prima di chiudere mi preme di dirvi alcune cose… Intanto che il rientro a lavoro non deve necessariamente segnare la fine dell’allattamento (e ve lo dico perché con la nanerottola mi sono lasciata fregare), io consiglio sempre di contattare una consulente per farvi seguire in questo momento così delicato. Inoltre potete leggere il libro di Giorgia Cozza “Allattare e lavorare si può” qui trovate una breve recensione e qui la pagina fb dove troverete pubblicati estratti del libro e spunti di riflessione.

Affinché le donne possano realizzarsi su più fronti è indispensabile un’organizzazione del mondo del lavoro che prenda in considerazione le esigenze delle madri, servono orari più flessibili, aziende che concedano il part-time e sappiano scommettere sul telelavoro. E ancora, nidi aziendali, perché mamme e bambini possano stare vicini, anche mentre la madre lavora. (da “Allattare e lavorare SI PUO'”)

Molte donne, inoltre, se proprio la vita lavorativa e familiare diventa inconciliabile riescono a reinventarsi magari facendo di una passione un vero e proprio lavoro. E’ proprio il caso di Serena (come dicevo nel mio primo articolo) ma le mamme che riescono in questa impresa sono (per fortuna) molte. Certo occorre passione, creatività e intraprendenza ma perché non provare a realizzare un sogno? Se questa idea vi balena per la testa da un po’ di tempo intanto vi consiglio la lettura del libro La mia mamma sta con me di Claudia Porta (qui la pagina fb) una mamma che ce l’ha fatta: partita dalla casuale scoperta del mondo del portare alla creazione di splendidi Mei Tai che hanno avuto un enorme successo. In questo libro Claudia ha voluto mettere a disposizione di tutte le mamme la propria esperienza di conciliazione della vita lavorativa con quella familiare, in un’analisi lucida di tutte le varianti da tenere in considerazione prima di intraprendere una nuova “impresa”.

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Chiudo con le parole di una mia cara amica, mamma come me, che quando ha saputo che avevo finalmente aperto il mio blog mi ha scritto una bellissima mail che riporto -con il suo permesso- e assecondo la sua volontà di rimanere anonima:

E se mamma prende il vizio…di voler stare sempre con lei?

Esiste un argomentino che ormai mi accompagna quasi ogni giorno…come si può lavorare a tempo pieno e essere mamme?
o meglio…Essere le mamme che vorremmo: dolci, amate, presenti, mai nervose e pazienti.

Io questo non lo so.

Mi dispiace anche essere sempre noiosa e ripetitiva, perché mi rendo conto di parlare quasi sempre di questo argomento con le alte mamme, ma effettivamente,  mi attanaglia sempre di più.

Ogni volta che vedo una mamma con suo figlio, mi chiedo quanto è il tempo che passa con lui.

Ogni volta vedo solo mamme che non lavorano, e che possono stare quanto, come, dove vogliono con i loro figli.

Ogni volta che sono le 16.00 e guardi il tuo dannato PC pensi che si sta svegliando dal pisolino, che sta facendo merenda e che forse forse ti sta anche pensando…

E invece sei qui, a contare i minuti che ti separano da lei, da quell’abbraccio infinito che improvvisamente cancella tutto…

E’ vero che conta la qualità del tempo che passiamo con i nostri figli, ma che qualità possono avere le poche, risicate, strascicate ore che rimangono dopo una giornata di lavoro?

Quando si torna a casa e rimane da fare tutto, ma soprattutto manca quel tempo prezioso e unico per stare con i nostri figli.

Quel dannato tempo che passa, corre e non aspetta,

che ti fa vedere tuo figlio incredibilmente cresciuto quando lo guardi nel suo letto la notte, prima di addormentarti…unico momento tra te e lui…

A volte vorresti solo ritornare a quei meravigliosi 9 mesi, quando veramente eravate solo te e lui…

E’ un casino, un terribile casino,

vorresti agguantare tutto, non lasciarla andare, mentre vedi solo persone che cercano di portartela via.

E’ terribile perché questo lavoro ti toglie il tempo, ti acceca, e non vedi nemmeno quale sia il bene per tua figlia.

Che in fondo in fondo, con i nonni, quei nonni che invidi infinitamente, alla fine ci sta anche bene…

Ma ci sono loro, sempre loro che sembra vogliono prendere il tuo posto…

Poi ti fermi, respiri a lungo, cacci indietro le lacrime, ingoi quel nodo “ovosodo” che non va ne’ in su ne’ in giù e

Pensi che nessuno, mai e poi mai prendera’ il tuo posto.

Siamo solo noi, siamo solo mamme e figli…

Provare per credere

cara mamma e cara amica è proprio come dici tu…il lavoro di mamma è davvero quello più difficile al mondo.

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Informazioni su esemammaprendeilvizio

Ciao! mi chiamo Francesca ho un Marito Mezzo Matto (MMM) e due bimbi (una nanerottola e un fringuellotto) che mi hanno stravolto la vita. Ho scoperto di essere una eco-mamma ad alto contatto solo dopo esserlo diventata. Il mio blog nasce con l'intento di informare le mamme e i papà su cosa significa essere genitori ad ALTO CONTATTO. Parlerò di tutto ciò che vorrei che qualcuno avesse detto a me prima di diventare mamma, perché ognuno possa fare la propria scelta CONSAPEVOLE e non quella dettata dai pregiudizi della società in cui viviamo o peggio ancora dalle pubblicità o dai programmi tv. Perché solo essendo informati si può scegliere cosa è meglio per la propria famiglia e soprattutto riuscire a cambiare strada se ci accorgiamo che quella intrapresa non fa per noi.

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4 thoughts on “Mamme al lavoro..il lavoro di mamma

  1. Valentina il said:

    Sei brava lo sai? Hai capito tutto secondo me, ma come dici tu è proprio difficile…Come dico sempre (senza che le femministe me ne vogliano), ma quale rivoluzione e parità dei sessi??? io voglio stare a casa con i miei figli! Ovviamente tutto nasce dall’impossibilità di conciliare casa-lavoro, che brutto non prendere in considerazione il lavoraccio delle mamme ‘portatrici di vita’. Ma noi che siamo donne che stanno avanti non ci arrenderemo. Continua così, tutta la mia stima. baci

    • esemammaprendeilvizio il said:

      Valentina grazie per l’incoraggiamento 🙂 Questa storia del blog mi piace molto perché sembra assurdo ma riesco a dar voce non solo ai miei pensieri ma anche a quelli di altre mamme!!! Sentirsi meno sole con i nostri dubbi serve a vedere più chiaramente la strada!!! Io ho sempre biasimato chi decideva di rimanere a casa a seguire i figli, prima di diventare mamma!!! Poi le prospettive cambiano radicalmente..ma capisco anche chi non ne sente l’esigenza e preferisce continuare con i propri ritmi e farsi aiutare da altri, perché come in ogni cosa che riguarda la maternità e la famiglia non c’è una ricetta valida ed efficace per tutti!!! La cosa che mi turba invece è che ci siano mamme che “devono” fare i salti mortali e rinunciare a vivere serenamente la loro famiglia perché non hanno scampo…questa è la vera tragedia!!

  2. Ciao Francesca,
    io penso di essere come la tua amica, quella domanda mi attanaglia sempre la mente, e vadoa vanti giorno per giorno ignorandola un po’, per paura più che altro, del mondo che mi si stravolgerebbe (forse, infatti è una paura) se lasciassi il mio lavoro, paura dei giudizi degli altri dei commenti, ma non degli sconosciuti, ma dei parenti, amici… La fatidica domanda e “come fai poi quando sono grandi e tu non ritrovi un lavoro?”
    Ci ho pensato molto durante la seconda gravidanza e il periodo a casa è volato come un vento, poi è riniziato il tram tram quotidiano e parlando e scherzando è passato un anno, ora sono alla terza gravidanza tra poco sarò di nuovo a casa 🙂 e stavolta ci penserò davvero a cosa fare alla fine del congedo di maternità 😉
    Ci vorrebbe un idea, creatività come Claudia o come Serena, ma io non sono per nulla creativa 🙁 e cerco sempre di stare con i piedi per terra.

    A presto

    • esemammaprendeilvizio il said:

      Ciao Erica, è capitato anche a me (e credo alla maggior parte delle mamme)..è sempre un argomento che mi trovo ad affrontare quando parlo con altre mamme..un tema “caldo” insomma. E quello che mi stupisce sempre è che le considerazioni e le reazioni sono sempre le stesse…purtroppo i giudizi degli altri pesano sulle nostre decisioni e dico purtroppo perché invece la vita è la nostra e dovremmo fare solo ciò che riteniamo giusto noi..complimenti e auguri per la tue terza gravidanza!!! Vedrai che riuscirai a prendere la giusta decisione pur rimanendo con i piedi per terra…tienimi aggiornata mi raccomando!!!!

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