Agevolazioni fiscali per le mamme: non lasciamocele scappare!

Agevolazioni fiscali per le mamme: non lasciamocele scappare!

Sulla scia dell’ ultimo post che ho scritto sulle mamme che lavorano stavo pensando che purtroppo spesso le neo mamme perdono le agevolazioni fiscali che spettano loro perché le informazioni non sono sempre facilmente reperibili e non c’è una corretta e sistematica informazione da parte delle istituzioni. Io ho fatto una gran fatica a stare dietro a tutti gli adempimenti e spero con questo articolo di facilitarvi almeno un po’ la vita. Premetto che non sono un’esperta nel settore e mi scuso in anticipo per gli eventuali errori (che spero mi segnalerete) e soprattutto se il linguaggio utilizzato non sarà perfetto: quello che mi preme è che le donne siano informate su quello che spetta loro e che non perdano la possibilità di ottenere bonus o rimborsi (come invece purtroppo spesso sento dire). Ma allora quali sono le agevolazioni fiscali per le mamme?

Se la vostra gravidanza non è a rischio (cosa che vi auguro) oppure se non svolgete un lavoro considerato a rischio potete svolgere la vostra attività lavorativa fino al settimo mese quando ha inizio la maternità obbligatoria (che dura in totale 5 mesi). Qui trovate una pubblicazione con molte informazioni e qui la pagina del sito dell’INPS con tutte le informazioni divise per categorie di lavoratori. Mi preme sottolineare che, se le condizioni di salute lo permettono, in seguito ad una visita ginecologica si può chiedere la flessibilità ovvero la possibilità di poter lavorare fino all’ottavo mese per poter godere di un mese in più da passare dopo il parto con il bimbo.

In caso di gravidanza o lavoro a rischio si ha invece diritto alla maternità anticipata ma le procedure per richiederla sono diverse nel primo e nel secondo caso.

  • Per la gravidanza a rischio è necessario presentarsi alla ASL di competenza con il certificato che attesti la grave complicanza della gravidanza e se questo è rilasciato da ginecologo privato seguirà una visita effettuata da un ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale.
  • In caso di lavoro a rischio la competenza spetta alla Direzione Provinciale del Lavoro (fa fede la provincia nella quale si lavora e non dove si ha la residenza): è necessario presentarsi con la documentazione che attesti lo svolgimento di un lavoro considerato a rischio per la gravidanza (ambiente insalubre, sollevamento pesi, stazionamento in piedi per più della metà dell’orario di lavoro) e l’impossibilità da parte del datore di lavoro a spostare la lavoratrice ad altra mansione (questa documentazione la deve consegnare il datore di lavoro alla lavoratrice). L’interdizione dal lavoro ha effetto immediato.

Sia che siate in maternità anticipata sia che continuiate a lavorare fino al settimo (o ottavo mese se avete richiesto la flessibilità) dovrete fare richiesta di maternità obbligatoria entro due mesi (o uno) dalla dpp esclusivamente mediante una delle seguenti modalità:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line);
  • Contact Center integrato – n. 803164 gratuito da rete fissa o n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi (gratuitamente).

Una volta che il bimbo sarà nato avete 30 giorni di tempo per comunicare la data di nascita del figlio e le relative generalità mediante una delle modalità telematiche sopra indicate. Inoltre è bene inviare o consegnare il certificato di nascita del bimbo al datore di lavoro.

Mi preme sottolineare che se il bimbo nasce prima della dpp i tre mesi della maternità obbligatoria si calcolano a partire dalla dpp (esempio: dpp 30 agosto, il bimbo decide di nascere il 15 agosto, la vostra maternità obbligatoria termina comunque il 30 novembre) se invece il bimbo nasce dopo la dpp i tre mesi si calcolano dalla data effettiva del parto (esempio: dpp 30 agosto, il bimbo decide di nascere il 10 settembre, la vostra maternità obbligatoria termina il 10 dicembre).

Una volta terminata la maternità facoltativa potete richiedere il congedo parentale, meglio conosciuto come maternità facoltativa: 6 mesi continuativi o frazionabili retribuiti al 30% dello stipendio e usufruibili fino ai 3 anni del bimbo. Qui le informazioni dal Sito dell’Inps.

Ma una volta nato il bimbo cosa si può chiedere?

  1. Assegni per il nucleo familiare (ANF): si tratta di un sostegno al reddito che varia in base alla composizione del nucleo e al reddito. Ogni anno vengono pubblicate della tabelle che hanno validità dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo (qui trovate le tabelle attualmente in uso dove potete farvi un’idea degli importi mensili per ogni fascia di reddito). E’ possibile chiedere gli arretrati fino a 5 anni. Ogni anno (entro il 30 giugno) è necessario ripresentare domanda. Ad ogni variazione (quindi anche in caso di nascita) ci sono 30 giorni di tempo per comunicarla. Sul sito INPS tutte le informazioni.
  2. Detrazioni per figli a carico: avendo figli a carico il lavoratore dipendente paga meno Irpef, minore è il reddito e maggiore sarà la detrazione. Spetta al 50% ad entrambi i genitori e per ottenerla è necessario dare comunicazione al datore di lavoro.
  3. Bonus bebè 2014: si tratta di un contributo a favore dei figli nuovi nati a partire dal 1 gennaio 2014 che ammonta a € 700. La domanda può essere inoltrata fino al 31 gennaio 2015 al Comune di residenza. Purtroppo non è stata attivata in tutte le regioni. Per la Toscana questo è il link con il regolamento per poter ottenere il contributo. Per le altre regioni è necessario informarsi.
  4. Bonus Infanzia: contributo per il servizio di baby sitting – asilo: se la madre rientra al lavoro dopo il congedo di maternità obbligatoria e rinuncia a richiedere il congedo parentale può partecipare al bando per ottenere fino a € 300 da spendere per servizio di baby sitter (attraverso voucher) o per iscrivere il figlio presso un asilo accreditato. Sul sito dell’ inps maggiori dettagli.

  5. Assegno di maternità dello Stato e Assegno di maternità dei Comuni: per verificare se avete i requisiti per poterli ottenere controllate qui.

Gratuitamente presso i Caf abilitati potete richiedere la compilazione dell’ISEE che vi permetterà di richiedere agevolazioni e riduzioni per i servizi scolastici ma non solo.

Il mio consiglio è comunque quello di rivolgervi ad un patronato in modo da avere la certezza di tutto quello che vi spetta. Per avere un’idea potete guardare Bonus bebè e aiuti alle famiglie divisi per regione.

Negli ultimi giorni su tutti i giornali si parla dell’ultima manovra del governo che prevede 80 euro al mese per le mamme di bambini nati a partire dal 1 gennaio 2015: qui trovate un po’ di informazioni anche se i dettagli devono essere ancora definiti.

L’ultima cosa che mi preme sottolineare è che moltissime donne (quasi tutte?) che lavorano nel settore terziario (Commercio, Turismo, Servizi e settori affini) possono usufruire di un’assistenza sanitaria integrativa pagata quasi interamente dal datore di lavoro e gestita da un’Ente che si chiama Fondo Est. Per essere certe di essere assicurate potete controllare in busta paga o meglio ancora telefonare al numero verde e con i vostri dati (nome, cognome e codice fiscale) chiedere informazioni in merito alla copertura.

contatti fondo est

Il piano sanitario è molto vasto e vi consiglio di dare un’occhiata perché ci sono comprese moltissime prestazioni. Quello che in questa sede mi preme ricordare è che è compreso un pacchetto maternità che permette il rimborso integrale di tutte le spese mediche sostenute durante la gravidanza e di una indennità di parto. Purtroppo conosco diverse persone che hanno scoperto tardi di essere assicurate e che hanno perso questi rimborsi. Quindi informatevi su quali sono le agevolazioni fiscali per le mamme e se conoscete qualcuno a cui può interessare questo articolo non esitare a farglielo leggere!

 

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Ciao! mi chiamo Francesca ho un Marito Mezzo Matto (MMM) e due bimbi (una nanerottola e un fringuellotto) che mi hanno stravolto la vita. Ho scoperto di essere una eco-mamma ad alto contatto solo dopo esserlo diventata. Il mio blog nasce con l'intento di informare le mamme e i papà su cosa significa essere genitori ad ALTO CONTATTO. Parlerò di tutto ciò che vorrei che qualcuno avesse detto a me prima di diventare mamma, perché ognuno possa fare la propria scelta CONSAPEVOLE e non quella dettata dai pregiudizi della società in cui viviamo o peggio ancora dalle pubblicità o dai programmi tv. Perché solo essendo informati si può scegliere cosa è meglio per la propria famiglia e soprattutto riuscire a cambiare strada se ci accorgiamo che quella intrapresa non fa per noi.

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