10 cose che ogni ecomamma ad alto contatto deve assolutamente sapere (prima parte)

10 cose che ogni ecomamma ad alto contatto deve assolutamente sapere (prima parte)

Andiamo con ordine… di che cosa parliamo? Quali sono questi vizi che una mamma ad alto contatto può prendere? Quali sono le cose che avrei voluto sapere prima di diventare mamma e che nessuno mi ha mai detto?

  1. Che sarei stata una mamma ad alto contatto!!! Sembra banale lo so..ma non lo è affatto!!! Siamo talmente assuefatti ad una cultura del distacco che ormai (purtroppo) è diventata la normalità. Se non bastasse siamo circondati da pubblicità, format televisivi, esempi di genitorialità a basso contatto che andare in un’altra direzione (ammesso di conoscerla) ci può far sentire esageratamente fuori luogo e diversi (e si sa, nella nostra società globalizzata la diversità non è mai ben vista). Io stessa ho tardato a riconoscere chi ero, qualcuno in realtà i primi tempi con la nanerottola, vedendomi profondamente in crisi, ha cercato di farmi aprire gli occhi ma niente da fare!!! Il mio continuo scontrarmi fra ciò che sentivo istintivamente di fare e ciò che non solo gli altri ritenevano giusto ma anche ciò che la mia parte razionale del cervello mi diceva, mi stava distruggendo. Perché, parliamoci chiaro, il problema non sono sempre gli altri…peggio è quando i condizionamenti culturali sono talmente radicati in noi che non riusciamo a vedere l’ovvia alternativa. Perché una mamma prende il vizio? Perché l’alto contatto non è solo un modo di rapportarsi ai propri figli ma è un modo di essere, di comportarsi, di amare..una cosa che investe tutti i campi della tua vita e da quando scopri di esserlo non ne puoi più davvero fare a meno.
  2. Che il primo contatto con mia figlia sarebbe stato uno dei momenti più indimenticabili della mia vita. Quante volte l’avrete sentito dire ad altre mamme? E’ la verità, è il miracolo della vita che si compie…quando ho incontrato i suoi occhi ho capito qual’era il senso della mia vita, che cosa avevo aspettato fino a quell’istante..frasi banali? Chi l’ha provato sa di che cosa parlo, a chi invece deve ancora provarlo e a chi lo proverà altre volte vorrei davvero dire una cosa: scegliete con estrema cura ed attenzione la struttura dove deciderete di mettere al mondo vostro figlio, chiedete, informatevi, visitate gli ambienti, chiedete di conoscere le ostetriche…perché quel momento (quello di cui parlavo sopra) è sacro e irripetibile. Tutte le altre cose di cui stiamo parlando potrete con il tempo sistemarle..questa no!!! Il parto nella sua totalità (in assenza di necessità mediche reali) è un evento che deve essere rispettato e i primi momenti che passerete con vostro figlio pelle a pelle non devono essere interrotti da interventi esterni (sempre in assenza di ragioni mediche che potrebbero causare l’allontanamento del bambino dalla mamma). Questo perché in quel preciso istante si crea un legame unico, il riconoscimento del tuo bambino. Nelle mie scorribande sui vari gruppi di mamme ho letto di donne che dopo mesi ancora soffrono di quel distacco forzato, che hanno avuto difficoltà ad accettare il piccolo, a far partire correttamente l’allattamento… Perché una mamma prende il vizio? Perché è un momento che, se vissuto nella giusta maniera, riassaporerai per tutta la vita e che avrai voglia di provare di nuovo…e di nuovo ancora…
  3. Che sarei stata perfettamente in grado di allattare il mio cucciolo ma che non sarebbe stato così istintivo ma avrei avuto bisogno del giusto supporto da persone competenti. Ma competenti davvero e non quelle che si credono tali (ovvero tutti coloro che gravitano intorno ad una neomamma). L’allattamento è stata una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita ma all’inizio con la nanerottola non è stato per niente facile. Credevo che ce l’avrei fatta da sola, che sarebbe stata una cosa automatica ma non è così (o meglio non sempre è così). In questi casi è necessario affidarsi alle persone giuste che riescano a supportare la mamma e a risolvere i problemi iniziali per poter allattare felicemente e a lungo. Io non sapevo a chi rivolgermi (cosa che non dovrebbe mai succedere ad una neomamma) ma alla fine quando ho trovato la persona giusta (una consulente della Lega del Latte) il mio allattamento ha avuto una svolta…se non avessi trovato lei il mio allattamento sarebbe fallito. Cosa che succede purtroppo a molte (troppe) mamme. Perché una cosa è scegliere consapevolmente di non allattare, l’altra è non riuscire a farlo per problemi iniziali (frequenti) e informazioni sbagliate date (purtroppo troppo spesso) da operatori del settore che dovrebbero essere formati e informati e di cui di solito le mamme si fidano. Perché una mamma prende il vizio? Perché allattare non è solo nutrimento ma è amore, coccole, calore, battito di cuore. E’ un’esperienza meravigliosa per mamma e bambino, ripeto con il giusto supporto e le giuste conoscenze. E perché negarlo è anche pratico, economico e ecologico.
  4. Portare i miei figli sarebbe stata una meravigliosa risposta al loro bisogno di contatto. Il mondo del portare è tanto meraviglioso quanto vasto e tendenzialmente sconosciuto in molte parti d’Italia quindi è molto difficile reperire informazioni ma anche solo vedere mamme che camminano con i bimbi in fascia (e quindi sapere che esistono alternative al passeggino). Nel nostro immaginario comune esiste solo la carrozzina e il passeggino!!! Ma le alternative ci sono eccome e si chiamano: fascia (in tutte le sue declinazioni), mei tai, marsupio ergonomico (e qui si apre un mondo) etc etc!!! Perché una mamma prende il vizio? Perché portare il proprio bimbo è meraviglioso, mantiene quel contatto pelle a pelle che tanto piace ai bimbi (e alle mamme), i bimbi portati piangono molto meno,sono investiti tutti i sensi visto che il bimbo riesce anche a ciucciare mentre si cammina (o provate a farlo con un passeggino) e perché no è anche estremamente pratico: mani libere per fare tutto, potete correre dietro e giocare con i bimbi più grandi (se ce li avete) potete salire scale, passare da posti stretti, andare su strade accidentate in tutta tranquillità…ah e se piove non dovete scappare ma basta aprire l’ombrello.
  5. Che avrei usato i pannolini lavabili, che esisteva un’alternativa ecologica, economica, salutare ai “classici” pannolini usa e getta. Con la nanerottola li ho iniziati ad usare tardi proprio perché non li conoscevo…è un mondo estremamente ampio e variegato e necessita di un minimo di conoscenza prima di imbarcarsi nell’avventura (pena la non riuscita delle operazioni). Con il fringuellotto ero prontissima con una schiera di pannolini nell’attesa infinita che gli cadesse il moncone!!! Usati fin da subito con estrema soddisfazione!! Perché una mamma prende il vizio? Questo è un argomento davvero scottante e quindi devo essere sincera con voi…creano dipendenza!!! Sono bellissimi, colorati, accattivanti, non bastano mai, ne vedrai sempre uno in più che vorresti nonostante ti sia ripromessa che “basta questo è l’ultimo perché il mio parco pannoli è al completo”, le mogli li comprano di solito di nascosto dai mariti facendosi recapitare il pacchettino…e io sono arrivata a farmene regalare due per il compleanno.

Continua…..

 

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allattamento, alto contatto, pannolini lavabili, portare

Informazioni su esemammaprendeilvizio

Ciao! mi chiamo Francesca ho un Marito Mezzo Matto (MMM) e due bimbi (una nanerottola e un fringuellotto) che mi hanno stravolto la vita. Ho scoperto di essere una eco-mamma ad alto contatto solo dopo esserlo diventata. Il mio blog nasce con l'intento di informare le mamme e i papà su cosa significa essere genitori ad ALTO CONTATTO. Parlerò di tutto ciò che vorrei che qualcuno avesse detto a me prima di diventare mamma, perché ognuno possa fare la propria scelta CONSAPEVOLE e non quella dettata dai pregiudizi della società in cui viviamo o peggio ancora dalle pubblicità o dai programmi tv. Perché solo essendo informati si può scegliere cosa è meglio per la propria famiglia e soprattutto riuscire a cambiare strada se ci accorgiamo che quella intrapresa non fa per noi.

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