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Cosa ho imparato da questa quarantena

LE COSE BELLE DELLA QUARANTENA

Cosa ho imparato da questa quarantena – E’ stato un momento della mia vita particolarmente significativo, guardandomi indietro lo trovo difficoltoso a livello emotivo ma molto positivo! Ho imparato tanto.

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Ho avuto grandi conferme da me stessa: LA RESILIENZA, in primis. La resilienza è la capacità di saper fronteggiare le situazioni avverse in maniera positiva, di saper trovare soluzioni innovative anche di fronte ad eventi traumatici e negativi. Non è la prima volta che mi trovo a dover fronteggiare situazioni avverse. Ogni volta, però, ne esco arricchita, più forte. Anche stavolta è stato lo stesso.

Cosa ho imparato da questa quarantena – il lavoro

E’ l’unico tasto dolente. Lavoro al nido da 16 anni. Mi manca tutto. Mi mancano i baci bavosi e gli abbracci, i sorrisi dispensati a profusione e anche i pianti da consolare. Mi manca il profumo dell’aula, la didattica, le colleghe, mi manco io nella mia veste da educatrice. E chissà quando potrò ricominciare. La prima tranche della FIS di marzo è arrivata il 27 maggio. Oggi finisce la proroga. Per cui, da oggi, fino a data da destinarsi, sono senza supporti economici. Non vedo l’ora di tornare. E non mi lamenterò mai più di nulla!

Cosa ho imparato da questa quarantena – casa e AFFETTI

Adoro la mia casa. L’ho acquistata due anni fa, dopo la separazione. L’ho voluta comprare nel mio paese natale, a 200 mt di distanza da quella dei miei genitori, nel quartiere in cui sono cresciuta. In quarantena me la sono goduta appieno. Soprattutto il grande terrazzo e il balcone in cui ho piantato fiori di tutte le forme e i colori. Spesso sono stata sola tutto il giorno, dalle 6 del mattino alle 7 di sera. Il mio compagno, ringraziando il cielo, ha sempre lavorato tanto. Le prime 3 settimane di quarantena ho goduto della compagnia di mio figlio dodicenne, poi, per evitare spostamenti inutili, ha passato una settimana col padre e una con me. Ho assaporato con grande gioia ogni singolo momento trascorso con lui. Ma allo stesso modo, ho apprezzato la solitudine, le giornate interminabili con mille milioni di progetti per la testa e tanto tempo per realizzarli! Ho cucito le tende di tutta la casa, creato menù degni di cucine stellate, confezionato tovaglie e mascherine, riordinato in modo scrupoloso tutti gli ambienti della casa, fatto decluttering, curato i social e la DAD…

Cosa ho imparato da questa quarantena – la dad

L’incubo della DAD. La mia e quella di mio figlio. Eh già. Il comune di Roma ha voluto la programmazione giornaliera delle attività, la rendicontazione fotografica e il diario di bordo di tutti i mesi di chiusura. Tanto lavoro e tante ore al pc. Matteo, che frequenta la seconda media, ha avuto dalle 3 alle 5 ore di videolezioni al giorno. Abbiamo passato tantissimo tempo al pc, davanti al cellulare e alla play station. A Natale avevamo ricevuto in dono gli occhiali contacta blue block che proteggono gli occhi dalla luce blu, una radiazione generata dagli schermi luminosi di computer, tv, tablet e smartphone. Li abbiamo usati tantissimo, mi sono sentita più tranquilla sapendo che, almeno gli occhi, erano al sicuro!

Cosa ho imparato da questa quarantena – la santa pazienza e i desideri

Papa Francesco mi ha tenuto compagnia ogni mattina. Alle 7 in punto c’era la messa ed è diventato un appuntamento imperdibile durante le mie giornate. Le sue parole di pace e speranza mi hanno molto incoraggiata. Ho sempre avuto tanta pazienza. E’ un elemento imprescindibile quando si lavora all’asilo nido ma la pratica quotidiana della pazienza mi aiutato a concentrarmi sui desideri. Avevo molti desideri legati alla fine del lock down. Dal 4 maggio ho potuto rivedere la mia famiglia e ogni mattina alle 9.30 mia madre ed io andiamo a camminare. 4 km di camminata veloce e tante chiacchiere! Ho rivisto gli amici più cari. Non mi mancavano centri commerciali, ristoranti, bar, sono posti che ho sempre frequentato poco. Mi è piaciuto poter ordinare la spesa e farmela recapitare a casa, per fortuna ho trovato Valentina e Laura, della fraschetteria da michele che hanno esaudito ogni desiderio culinario, dal lievito di birra introvabile alla farina di manitoba, dalle bistecche alle mozzarelle di bufala! Sono andata a trovarle il 4 maggio, non appena ho potuto vederle di persona! E il parrucchiere e l’estetista… non appena hanno riaperto ho subito preso appuntamento!

Volevo tanto andare al mare. Ieri ho passato la giornata nel mio stabilimento preferito insieme a Matteo e non vedo l’ora che arrivi l’estate per poter trascorrere le vacanze sulla spiaggia.

Spero che questo periodo sia finito e che si tornerà alla normalità. Ma la normalità a cui ero abituata non tornerà più. Sono cambiata io. E’ cambiato il mondo intorno.

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