La produzione di latte e lo stato psicologico materno

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Salve,

sono mamma di un bambino di circa 2 anni e mezzo ed ora sta per arrivare il secondo, e vorrei chiederti dei consigli in quanto nel primo allattamento non ho avuto molto latte forse perchè non era molto tranquilla.

Mi sentivo oppressa da tutti i consigli, (attaccalo poco, misura il tempo, non mangiare quasi nulla che fa venire le coliche al piccolo…ecc.) quindi vorrei chiedeti prima di tutto come approcciarmi alla seconda possibilità perchè non vorrei che dopo pochi mese come per la prima volta devo passare all’artificiale.

grazie di cuore

un abbraccio Manuela

Gent.le Manuela,

I fattori che inducono la produzione di latte sono fondamentalmente ormonali. Durante la gestazione vengono prodotti principalmente la prolattina e l’ossitocina.

L’una permette la produzione del latte, l’altra la sua emissione. Entrambe sono definite dalla necessità del neonato.

Tanto più il bambino succhia tanto più il latte viene prodotto. E’ tramite la suzione indotta dal neonato che si stimola infatti la produzione di prolattina. Le poppate devono infatti, essere frequenti e soprattutto notturne, in quanto la produzione di questo ormone è maggiore.

Naturalmente ad essa va associata una alimentazione materna equilibrata e sana limitando al minimo il fumo, l’alcool, farmaci (quando non necessari) e tutto ciò che possa essere controindicato nel periodo dell’allattamento.

La produzione di latte può essere stimolata non solo tramite la spremitura del seno ma anche attraverso l’ausilio di galattogeni. Durante l’allattamento (su entrambi i seni)  non vanno utilizzate tettarelle o integrazione di altri alimenti.

Il FIL (feedback inhibiting factor), una sostanza inibente la produzione di latte, se si accumula all’interno della ghiandola mammaria, blocca la produzione di altro latte. Ciò condiziona anche le differenza tra i due seni: il seno più drenato produce più latte poiché il FIL viene eliminato mentre, il seno meno drenato produce meno latte poiché il FIL non viene rimosso.

Il tempo che il bambino passa al seno è molto importante per stabilire anche un contatto tra madre e figlio. Un legame che si rafforza e che cresce nel tempo. E deve

avvenire sin dal primo momento poichè un attaccamento ritardato potrebbe interferire con il processo dell’allattamento.

Lo stato psicologico della donna influenza tantissimo questo meccanismo. Lo stress, la paura di non saper allattare, il rifiuto del bambino, le preoccupazioni, la stanchezza o l’atteggiamento non positivo nei confronti dell’allattamento al seno, sono tutti fattori che inibiscono il processo. Per questo è molto importante affidarsi ai consigli del proprio ginecologo o ostretrica di fiducia in maniera tale da vivere al meglio questo periodo meraviglioso che è la nascita.

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