L’importanza della lettura per i più piccoli

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Con questo articolo, l’esperta, Emmanuella Ameruoso, Psicologa e Psicoterapeuta ci aiuterà a capire quanto risulta rilevante la lettura durante il processo di crescita del bambino.

Longhi: Quanto e perché è evidentemente importante, leggere per i piccoli?

Ameruoso: La lettura è particolarmente importante per i bambini,  perchè favorisce lo sviluppo delle capacità cognitive tra cui: l’apprendimento, l’interpretazione, la logica e la memoria.

E’ anche un modo per sviluppare la comunicazione ma, soprattutto, l’immaginazione. Spesso, considerata come un gioco, è uno stimolo per  la crescita e lo sviluppo della creatività. Attraverso la lettura infatti, il bambino, si immedesima nei personaggi, conosce le sue emozioni e sviluppa la propria capacità empatica, identificandosi con i protagonisti.

Longhi: Quando è consigliato cominciare e come iniziare?

Ameruoso: Se vogliamo, la comunicazione tra madre e bambino comincia già prima della sua nascita. Il piccolo si abitua pian piano alla sua voce, al tono, ai suoni.

È proprio durante le prime fasi della crescita che il genitore si dedica alla lettura con il proprio figlio. Le favole e le storie raccontate prima e durante il momento del sonno, rappresentano un “rito” irrinunciabile. Oltre a favorire la relazione tra genitore e bambino, aiutano il percorso della crescita sollecitando una maggiore intimità ed intensità al rapporto.

Longhi: Leggere o non leggere potrebbero essere discriminanti per il  successivo inserimento sociale?

Ameruoso: La socializzazione come primo step, dopo la famiglia, avviene a scuola. È sui banchi che i bambini ricevono le prime gratificazioni sia sul piano personale che sociale. Infatti, molti dei problemi legati all’apprendimento (dislessia, disortografia, discalculia) risultano discriminanti rispetto all’individuo. Tale problematica persiste anche in seguito se non affrontata e recuperata in termini di disagio. Ma non solo. La lettura tende ad educare ed a sviluppare la propria intelligenza e cultura.

Queste componenti risultano fondamentali nel determinare le scelte future che il ragazzo stesso farà nella sua vita,  e nel favorire il suo inserimento lavorativo e sociale.

Molte di esse, infatti, vengono preferite rispetto ad altre, tendendo a procurare maggior interesse dell’individuo, una volta adulto, in specifici settori piuttosto che in altri.

Longhi: Come cambia il rapporto dei più piccoli con la lettura a fronte delle nuove tecnologie digitali?

Ameruoso: Queste ultime hanno in parte sostituito il “vecchio” libro cartaceo. Pensiamo all’ebook sul quale attualmente un gran numero di bambini, leggono o alle scuole che fanno un ampio utilizzo dei Personal Computer e di programmi che stimolano la creatività, il disegno, il gioco e l’apprendimento in generale.

La televisione, la playstation ed internet inoltre, mantengono occupati i bambini per lungo tempo, sostituendo in molte occasioni, il gioco e lo scambio relazionale tra genitori e figli e tra coetanei. Essi sono sicuramente più predisposti ad un apprendimento multimodale rispetto al passato. Ciò che risulta sacrificata è la relazione, filtrata e/o mediata da questi nuovi strumenti.

Considerando però, l’era tecnologica in cui stiamo vivendo, i nostri figli sono sicuramente al passo con i tempi ma, nonostante questa virtualizzazione dei contenuti, l’aspetto umano legato alla relazione con i propri simili, resta prioritaria rispetto al digital method.

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